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inviato il 12 Febbraio 2026 ore 18:17
Anche a me piace molto. Uno dei pochi che sa comporre con i colori. Nel calendario c'è un lavoro dietro che apprezzo molto. Giugno, Luglio, Agosto, Novembre e Dicembre molto belle. Gennaio un po scialba. |
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inviato il 16 Febbraio 2026 ore 16:04
Senza nulla togliere al talento dell'autore, l'esecuzione tecnica non mi stupisce mai nelle foto costruite a tavolino. Elementi come l'arancia in volo, la luce che cade in un punto specifico o il dettaglio ricercato non mi meravigliano. Quando si ha a disposizione un intero set (location, attrezzatura, modelli, comparse, luci, assistenti) e tutto il tempo per fare infiniti tentativi, la perfezione tecnica la do per scontata, a quel punto l'errore diventa ingiustificabile. Sarebbe come sentire note stonate in un album registrato in studio. Questa è una considerazione che faccio in generale su tutta la fotografia (e videografia) in posa e non spontanea, sia in studio che all'aperto. In casi come questo è il lato artistico ciò che conta davvero. Partire da un foglio bianco e inventare un concept che mantenga uno stile riconoscibile e apprezzato da tanti, pur seguendo il brief del cliente, non è una dote per tutti. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 5:42
Sono d'accordo. Ma le sue foto più celebri sono talmente straordinarie da far sembrare questo calendario solo un compitino svolto con grande maestria. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 8:10
Più che un calendario è un caos allucinante. Alex Webb, sarà bravissimo, ma in questo suo lavoro l'occhio non sa dove posarsi. Secondo me. |
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inviato il 17 Febbraio 2026 ore 11:02
“ Più che un calendario è un caos allucinante. Alex Webb, sarà bravissimo, ma in questo suo lavoro l'occhio non sa dove posarsi. Secondo me. „ E forse è questa la sua bravura. “ Ma le sue foto più celebri sono talmente straordinarie da far sembrare questo calendario solo un compitino svolto con grande maestria. „ C’è da distinguere i contesti: quelle che reputiamo le sue foto migliori coprono una vita intera e sono reportage, quindi non programmate, può averne fatte una al mese, in media. Per rifare foto del genere, a quel livello , come mezzo reportage mezzo costruito, quanto tempo impiegherebbe? Lavazza dovrebbe spesarlo per sei mesi? E le comparse? Per un lavoro commerciale è impensabile non avere liberatorie dí tutti. Senza liberatoria la paga di Alex Webb diventerebbe una bazzecola in confronto alle cause. O senza persone, che potrebbe fotografare? Le tazzine e i mozziconi di sigaretta? |
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inviato il 19 Febbraio 2026 ore 3:44
“ C’è da distinguere i contesti: quelle che reputiamo le sue foto migliori coprono una vita intera e sono reportage, quindi non programmate, può averne fatte una al mese, in media. Per rifare foto del genere, a quel livello , come mezzo reportage mezzo costruito, quanto tempo impiegherebbe? Lavazza dovrebbe spesarlo per sei mesi? E le comparse? Per un lavoro commerciale è impensabile non avere liberatorie dí tutti. Senza liberatoria la paga di Alex Webb diventerebbe una bazzecola in confronto alle cause. O senza persone, che potrebbe fotografare? Le tazzine e i mozziconi di sigaretta? „ Non avertene a male, ma queste tue considerazioni appaiono non solo assai forzate, ma anche decisamente contorte... tra medie realizzative, affair liberatorie che non c'entrano un tubo, retribuzioni e soggetti di ripiego, un bel volo pindarico d fantasia niente male. Stando alle tue medie sulle quali poggi la tua esternazione, e che in tutta franchezza resta improbo seguirne il senso, per realizzare ad es. il suo libro "Istanbul" che si compone di un centinaio di foto e il cui livello qualitativo è costantemente elevato... degno di uno dei grandi esponenti Magnum... Con la tua media realizzativa che gli attribuisci e che conta di una foto di pregio ogni sei mesi... Deve aver stazionato nella capitale Turca per 50 anni. “ E forse è questa la sua bravura „ Questo, per contrappasso e per fortuna ( ), invece lo trovo sensato e condivisibile. Le sue foto in genere non hanno un principale punto di interesse e che catturi l'attenzione, ma l'occhio dell'osservatore in genere deve spaziare lungo tutta la superficie del fotogramma che racchiude molteplici soggetti o punti di interesse. Venendo al calendario, quello che resta piuttosto evidente è che tutte le sue foto conosciute e divulgate hanno tutte il marchio di fabbrica della spontaneità nelle svariate situazioni quotidiane in cui si è imbattuto ai quattro angoli del mondo. Questa con Lavazza sono il primo e unico esempio di foto realizzate in set e debitamente costruite, e questo non è il suo terreno di elezione e certamente è qualcosa di completamente diverso, o meglio l'opposto della sua abituale produzione che lo ha da sempre contraddistinto, quantomeno quella da sempre divulgata. Poi nell'arco della carriera potrebbe aver avuto e realizzati anche numerosi lavori commerciali commissionati... Ma di questo non è dato sapere. Pertanto ci sta che questo suo lavoro non possa risultare del tutto convincente o all'altezza dei suoi standard. |
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