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Da cosa definiamo la qualità di una fotografia ?


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avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 18:38    

Se non sapessimo il contesto in cui son state scattate perderebbero gran parte del loro valore.
Sapendo invece che stavano fischiando pallottole vere, il contenuto assume ben altra importanza ed il fotografo ha avuto il merito di essere li a scattare, invece di farsela nelle mutande.

Un conto sono le condizioni nelle quali il fotografo si è trovato scattando una foto.
Ma se la stessa è una ciofeca una ciofeca resta.
Si potrà capirne le limitazioni indotte dal contesto,ma non credo sia una ragione dirimente per attribuire una qualità che la foto non ha.Riconoscere il merito di avere comunque scattato in condizioni infernali non renderà quella foto migliore.
Una rosa sfiorita non produce lo stesso effetto di una in piena fioritura.
Affermare che quella rosa non ha lo stesso effetto di un'altra perchè è appassita,non la renderà accettabile come l'altra.
E' la foto che si giudica.Non il fotografo o le sue legittime rivendicazioni in merito alle circostanze di scatto.
Qualcuno mi ha detto che guardo le foto con la pancia

Chiedi a loro con cosa guardano le persone.;-)
Io faccio lo stesso quando osservo una foto.Che debbo fare?Una anamnesi di ogni "paziente"?
Anche se lo facessi la foto da ciofeca non si tramuterebbe in uin cigno.
Altro è,ovviamente,esprimere giudizi sul fotografo.
Ero in un ospedale della zona ieri.Nei corridoi facevano mostyra di sé stampe di grandi dimensioni.
Una rapida occhiata e.....
Ma per favore.Ho giudicato con la pancia?Certo.Da lì si muove l'appetito.Cool

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 18:57    

Un conto sono le condizioni nelle quali il fotografo si è trovato scattando una foto.
Ma se la stessa è una ciofeca una ciofeca resta.
Si potrà capirne le limitazioni indotte dal contesto,ma non credo sia una ragione dirimente per attribuire una qualità che la foto non ha.Riconoscere il merito di avere comunque scattato in condizioni infernali non renderà quella foto migliore.
Una rosa sfiorita non produce lo stesso effetto di una in piena fioritura.
Affermare che quella rosa non ha lo stesso effetto di un'altra perchè è appassita,non la renderà accettabile come l'altra.
E' la foto che si giudica.Non il fotografo o le sue legittime rivendicazioni in merito alle circostanze di scatto.


Non sono d'accordo, e pongo un sincero (ma mio personale, beninteso) veto a tutto questo ragionamento: fra l'altro ho anche già limpidamente spiegato il perché con un esempio, addietro. ;-)

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 19:04    

Quindi se una foto è di pessima qualità le circostanze in cui è stata ottenuta la trasfigurano?
Non sto parlando di significato.Quello è altro.
Se una foto è sfuocata,sfuocata resta.Non va a fuoco perchè si è dovuto scattare in circostanze limite.
Elementare Watson.
Poni il veto?
Chè, fai parte dell'ONU?Cool

avatarjunior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 19:14    

@salt

Magari sono io che non ne capisco pienamente il senso, ma la teoria della ceramista continua a non convincermi, e anzi trovo quasi stridente che la sostenga qualcuno che immagino viva grazie alla “bellezza” dei suoi vasi (se poi lavora la ceramica per fare altro già il discorso cambia).

Comunque, tornando alla fotografia, vale lo stesso ragionamento che facevo per i vasi.

Ossia un conto é la funzione basica delle foto, intesa come quella per cui la massa (senza accezione negativa) ieri usava la macchina usa e getta e oggi usa il cellulare, funzione che dovrebbe essere avere un ricordo (personale o da condividere con famigliari/amici/conoscenti). In questi casi ok che ha relativamente poco senso parlare di foto “brutte” o “belle”.

Ma quando la foto acquisisce un’altra funzione, comunicativa, artistica, documentaristica, ecc ecc, allora entrano in gioco le categorie di bello e brutto con i rispettivi criteri.

Tornando alla foto di Capa (che come dicevo qualche giorno fa è talmente unica che si può citare in igni discussione sulla fotografia), la sua funzione principale è documentare la Storia.
Ed è proprio perché quella S è maiuscola che la foto diventa talmente “bella” per l’importanza del momento storico che sta rappresentando, che te ne fotti dei criteri più tradizionali di messa a fuoco, esposizione, ecc.

Probabilmente, se la stessa identica foto fosse stata scattata in uno degli sbarchi successivi al d-day, non se la sarebbe inculata nessuno, Capa in primis.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 19:14    

Che poi, a ben vedere, a volte, se il contenuto è davvero TANTO potente, non serve nemmeno la sufficienza dal punto di vista tecnico (né in scatto, né in sviluppo), per definire la qualità di una foto come straordinaria, incisiva, grandissima, fondamentale ecc...

Quella foto ha una qualità pessima.Ma un significato ed una consegna dell'attimo sconvolgente.

Ed è proprio perché quella S è maiuscola, che la foto diventa talmente “bella” per l’importanza del momento storico che sta rappresentando, che te ne fotti dei criteri più tradizionali di messa a fuoco, esposizione, ecc.

Condivido.
Basta estrapolarla e contestualizzarla in un diverso àmbito,meno vincolante,et voilà.Les jeux sont fait.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 19:24    

Perché la qualita della foto di Capa è pessima ? Forse perché è sgranata e sfocata ? O per altro!
Per me è una foto di qualità eccezionale

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 19:33    


Quindi se una foto è di pessima qualità le circostanze in cui è stata ottenuta la trasfigurano?

Dipende, come sempre.
Per questo sono andato giù duro sopra, solo per questo: la tua era una generalizzazione purtroppo .
Nel messaggio in cui ho portato Capa ad esempio ho circoscritto ad alcuni generi, non a caso.

Di certo, se uno fa naturalistica, anche se striscia nel fango per beccare il volatile in Costarica ha molto meno margine per permettersi una foto al volatile mossa, rispetto a Capa sulla spiaggia della Normandia nel D-day. A meno che non sia una nuovissima specie mai vista da nessuno ovviamente, in quel caso il documento, come per Capa, vale più della tecnica.
Anche questo è elementare.

Aggiungo, che se suddetto volatile lo becco io allo zoo nella medesima posa, di certo la mia foto non può valere come quella di Marco Valentini (per dirne uno) fatta in loco dopo 4 ore di attesa nell'ambiente naturale. E per me è così anche qualora il mio frame sia ESATTAMENTE identico al suo. Sarò strano, ma sono fatto così. Sorriso

PS
Il veto è solo mio, all'ONU ci lascio andare Greta, o il "cialtr0ne in chief" dal biondo (tinto) riporto d'oltre oceano. Cool

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 19:52    

Magari sono io che non ne capisco pienamente il senso, ma la teoria della ceramista continua a non convincermi, e anzi trovo quasi stridente che la sostenga qualcuno che immagino viva grazie alla “bellezza” dei suoi vasi


Ci ho messo un po' a capirlo... serve un po' di riflessione.

Come per la foto dello sbarco. La "bellezza" sta nel contenuto, non nell'estetica. ossia NON e' una foto bella, ma il suo contenuto smuove qualcosa.

Parliamo di un vaso.. risultato di un gesto. Puo' essere brutto o bello, a seconda di chi lo guarda, Ma resta un vaso.

Se il "gesto" inseguisse un solo modello di perfezione, avremmo soltanto vasi tutti molto simili.
Gia' lo strumento, il tornio da vasaio, induce ad una forma esclusivamente circolare. Riducendo le possibilita' di spaziare nelle tre dimensioni.

Ma anche la ricerca del "bello" e' una misura che conduce ad immobilizzare e congelare il gesto in un risultato statico.

in sostanza una fotografia perfetta, secondo tutte le regole: sezione aurea, esposizione , messa a fuoco, clipping.. non e' detto che sia comunque bella. Come un vaso liscio, puo' risultare funzionale, ma non necessariamente bella.
Viceversa una fotografia imperfetta che pero' muova un sentimento, piace per risonanza interiore, non per oggettività misurabile.

avatarsenior
inviato il 09 Gennaio 2026 ore 20:14    

i certo, se uno fa naturalistica, anche se striscia nel fango per beccare il volatile in Costarica ha molto meno margine per permettersi una foto al volatile mossa, rispetto a Capa sulla spiaggia della Normandia nel D-day.
Però, se suddetto volatile lo becco io allo zoo nella medesima posa, di certo la mia foto non può valere come quella di Marco Valentini (per dirne uno) fatta in loco dopo 4 ore di attesa nell'ambiente naturale. E per me è così anche qualora il mio frame sia ESATTAMENTE identico al suo. Sarò strano, ma sono fatto così. Sorriso


Confondi lucciole per lanterne.Non sono le condizioni estreme che definiscono la qualità fotografica di una foto.
Non stiamo discutendo di valore della foto.La tua foto rappresenterà un volatile in stato di cattività.Ma questo non ne pregiudica la qualità fotografica.Se hai scattato una bella foto una bella foto sarà.Non capisco questa diminuitio.
Potranno dirti:ti piace vincere facile.Questo si.Diverso è l'impegno,le circostanze,la facilità.Ma la qualità della foto tale resta.
Perché la qualita della foto di Capa è pessima ? Forse perché è sgranata e sfocata ? O per altro!
Per me è una foto di qualità eccezionale

Iniziamo a chiarire cosa si intenda per qualità.
Il sostantivo femminile ha diverse valenze.
qualità (ant. qualitate) s. f. [dal lat. qualĭtas -atis, der. di qualis «quale» secondo il modello del gr. ποιότης «qualità» da ποῖος «quale» (il calco è dovuto a Cicerone)] . – 1. a. Proprietà che caratterizza una persona, un animale o qualsiasi altro essere, una cosa, un oggetto o una situazione, o un loro insieme organico, come specifico modo di essere, soprattutto in relazione a particolari aspetti e condizioni, attività, funzioni e utilizzazioni. b. Rife

Ecco, la parte finale è quella che specifica,o dovrebbe specificarne ,il presupposto concettuale.

Comunque tu prova a postare una simil foto,non in quel contesto,e vediamo quanti like ricevi.Cool
O prova a fare un album di matrimonio con foto tutte così improntate.Ecco,forse ora capisci a cosa mi sto riferendo.
Non alla sua qualità,permettemi,di senso.
Sotto quell'aspetto è una fotografia egregia e potente.

In sintesi:
Una foto di alta qualità ha molti pixel (alta risoluzione/MP), che si traducono in alta densità (alto DPI/PPI) quando stampata o visualizzata, risultando in un'immagine ricca di dettagli, nitida e priva di sgranature


Come per la foto dello sbarco. La "bellezza" sta nel contenuto, non nell'estetica. ossia NON e' una foto bella, ma il suo contenuto smuove qualcosa.

Concordo.Lì intendevo approdare.

avatarsenior
inviato il 10 Gennaio 2026 ore 5:29    


“ in sintesi:
Una foto di alta qualità ha molti pixel (alta risoluzione/MP), che si traducono in alta densità (alto DPI/PPI) quando stampata o visualizzata, risultando in un'immagine ricca di dettagli, nitida e priva di sgranature „



Hai dimenticato di aggiungere che quella qualità di cui scrivi è limitatamente riferita a quella meramente tecnica.
Cosa che non poche volte passa in secondo piano al cospetto della più autentica e significativa "alta qualità", quella che determina e fa sì che una semplice foto sia da ritenersi una grande foto.



@ Salt...

In tutta franchezza direi che purtroppo l'esempio e il parallelismo proposto con l'autrice delle maioliche, risulta piuttosto fuorviante e con considerazioni piuttosto fragili, se non errate.

Indipendentemente dalla figura di successo o meno che le abbia enunciate, questo non toglie che il suo pensiero "filosofico" riportato, risulta essere la sua personalissima visione che poco ha a che fare con presunte e oggettive verità sul suo disquisire, che possono essere facilmente demolite per quanto risultano traballanti.

Anche fosse un'abile ceramista, questo non certifica e l'affranca che sia anche una fine pensatrice.

avatarsenior
inviato il 10 Gennaio 2026 ore 8:35    

Ringraziandovi dei tanti aspetti messi in risalto, non mancherò, nei miei tempi e con taccuino alla mano, di farne un sunto riassuntivo, senza condannare alcuno e lodando, con un soggettivo punteggio, chi mi ha più impressionato.

Al contempo, volendo insistere sul tema (avrete compreso che io sia un po' pesantino), la qualità di una fotografia può essere intesa come la somma di quanto si legge, definito, a quanto suscita (provoca/fa rimanere), in che la osserva ?

avatarsenior
inviato il 10 Gennaio 2026 ore 8:37    

Quasi mai un mastro artigiano è un fine pensatore
Infatti alla chiacchiera preferisce il fare materiale.
Spesso ottenendo ugualmente risultati tangibili e sopraffini.

Non ho capito,di preciso, dove vuoi arrivare.

Parliamone, quattro chiacchiere non possono fare male..

avatarsenior
inviato il 10 Gennaio 2026 ore 8:47    

Tutto troppo complicato! Se una foto mi piace non mi pongo mai troppe domande e non vado a cercare troppi perché.

avatarsenior
inviato il 10 Gennaio 2026 ore 8:51    

Fcl = di pancia = qualcosa, da qualche parte, ci muove ...

avatarsenior
inviato il 10 Gennaio 2026 ore 9:23    

Esattamente Fcl.
Una fotografia e' il risultato di un gesto. Lo scatto.

Può essere preceduta da una riflessione lunga e dolorosa o essere il risultato di un riflesso istintivo.

La fotografia comunque come il vaso e' un contenitore.
Non il fine.

A volte ci si sbaglia e si pensa che la fotografia abbia valore intrinseco,ma non è così.

In sé la fotografia e' solo un pezzo di carta sporco di argento annerito. Anche se, altrettanto spesso, tendiamo ad attribuire un valore esagerato al contenitore invece che curare il contenuto.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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