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“ Perché nessuno di loro aveva né la statura morale né soprattutto la conoscenza del mondo per fare ramanzine. „
Io mi riferivo solo a questa frase. Ho sempre ascoltato De andré.Lo considero un poeta.Come lo era Neruda,le cui idee non ho mai condiviso. Ho ascoltato anche Guccini ed altri e,francamente,pur essendo a conoscenza della loro appartenenza,ne ho sempre tratto piacere all'ascolto. Erano denunce?certo.Ma io non le ho mai considerate tali. Personalmente diffido da chi chiosa soluzioni che ripropongono,se attuate, l'eterogenesi dei fini.
la "dissonanza" è il sale della Democrazia per cui il confronto mi piace e tornando a bomba su De Andrè è proprio quello che cantava contro chi voleva reprimere la diversità di pensiero ovvero ogni dis-sonanza e conseguire una "pace terrificante" fatta di repressione e omologazione.
Pensi che la canzone di protesta abbia fatto il suo tempo? ... proprio oggi che la disuguaglianza aumenta (con i mille miliardi elargiti a Musk quante belle cose si potrebbero fare?) ... proprio oggi che la Terra è ridotta davvero male, con gli oceani invasi dalla plastica? Hai presente l'isola di plastica grande come tre volte la Francia?
Woody Guthrie non era certo ricco anzi era uno che faceva la fame e che descriveva lo sfruttamento della sua gente. Peter Seeger non faceva la fame ma non aveva il diritto di protestare per le ingiustizie che vedeva e il maccartismo che lo metteva nella lista nera solo perchè comunista? Doveva tacere solo perchè non conosceva ancora i crimini di Stalin? Nella vita ognuno si evolve e mature ma le sue canzoni (come quelle dell'amico Woody) cantano la sofferenza umana e la protervia del potere che vedeva nella sua patria.
Per quanto riguarda i nostri cantautori, De Andrè nasce in una famiglia agiata ma vogliamo fargliene una colpa? Tra l'altro non giudica affatto da predicatore/comiziante ma rivela comprensione proprio per chi è "dissonante" dal potere.
Quanto a Guccini nella Locomotiva esalta la necessità di giustizia dei "contadini curvi" e l'idealismo del macchinista ferroviere che "finì la corsa contro un binario morto": è difficile capire capire che, come il bombarolo di De Andrè (nota giustamente Taralluccievino) la sua morte e la sua violenza fanno il gioco del potere. I diritti civili e sociali si conquistano con la mobilitazione, non con la violenza (il potere è sempre meglio armato!).
La canzone di protesta è un'onda che viene e va ma serve proprio a svegliare la coscienza collettiva e non è vero che "non smuovono la realtà di un millimetro" come dimostrano le marce (ricche di inni e canzoni) di Martin Luther King tanto per citare le conquiste contro l'oscurantismo razzista, non ancora estirpato ma che differenza quando il nero doveva cedere il posto al bianco sui mezzi pubblici.
Claudio Lolli - Io ti racconto
Una canzone contro la macanza di ideali, la noia che porta a droga, sfoghi negli stadi e alla mancanza di umana solidarietà.
Condivido. Mi preoccuperei se non potessero più cantare. E da qualche parte di questo mondo è la regola.Il silenzio. Poi,ripeto si può non essere in accordo sulle denunce insite nelle canzoni.Senza ricorrere alla deligittimazione perchè non si ha una forte rettitudine morale.
Giusto Taralluccievino: "Democrazia è Partecipazione" e per partecipare occorre la fatica di documentarsi per poter scegliere da che parte si sta. La non partecipazione asfissia la Democrazia e diventiamo pecore che "il Pastore" con.duce, dove vuole il suo interesse.
Di questa scelta canta Pete Seeger in "Which Side Are You On", nel contesto del suo tempo.
Pilastro delle "canzoni" della mia adolescenza, ogni volta smuove ricordi degli anni settanta con il loro fracasso nelle strade, nell'amore per gli amici e le prime cotte, qualche canna di troppo, il rapporto schizofrenico con la polizia, molti erano amici e compagni ma alle manifestazioni stavamo su due parti differenti, i pomeriggi alla stazione a parlare di politica, di musica, di amici e di donne... poi è arrivato il casino l'eroina che ha portato via gli amici... cavolo Claudio Lolli mi smove molte troppe cose dentro. Scusate lo sfogo.
“ Probabilmente non sai chi è stato Fabrizio De Andrè. „
So benissimo chi è stato De André: un borghese (alto borghese) che poteva permettersi di giocare a fare il rivoluzionario.
“ Pensi che la canzone di protesta abbia fatto il suo tempo? „
Credo che abbia fatto il suo tempo da almeno quarant'anni.
“ non è vero che "non smuovono la realtà di un millimetro" come dimostrano le marce (ricche di inni e canzoni) di Martin Luther King „
1. Sono state al massimo la colonna sonora di quegli eventi, non certo il motore. 2. Il ruolo della musica nelle lotte per l'emancipazione razziale negli USA è un po' particolare, proprio per la storia della musica "nera" in quel paese, dal jazz alla Motown. Insomma, è un caso molto particolare.
Vorrei solo chiarire una cosa: le mie idee politiche e sociali sono assolutamente in linea con quelle espresse da molti dei cantanti citati in questa discussione, pensatemi come Mario Brega in Un sacco bello.
“ So benissimo chi è stato De André: un borghese (alto borghese) che poteva permettersi di giocare a fare il rivoluzionario. „
dimostri definitivamente di non conoscere quello di cui parli (chiediti perché lo fai, che problemi hai): quando de andrè fu rapito in sardegna il miliardo di riscatto lo restituì interamente al padre fino all'ultima lira, con i soldi del suo lavoro
“ quando de andrè fu rapito in sardegna il miliardo di riscatto lo restituì interamente al padre fino all'ultima lira, con i soldi del suo lavoro „
E questo cosa proverebbe?
Ti faccio una domanda: se il buon Faber fosse nato in una famiglia di operai, credi che avrebbe potuto comunque fare il cantante? Oppure avrebbe dovuto andare in fabbrica a lavorare per mantenersi, magari proprio nell'azienda diretta da un certo Giuseppe De André, o a fare il contadino, magari nei vigneti degli Amerio?
No, perché avere un padre che, oltre che molto benestante, è socio per un terzo di una sia pur piccola casa discografica aiuta, non credi?
Sul fatto che Fabrizio de André sia stato un privilegiato non ci piove ma è anche vero che nel suo ambiente ben pochi hanno sviluppato una forte coscienza sociale come quella che sviluppò lui, fraternizzare con i propri rapitori comprendendone la vita e le motivazioni che portano alla delinquenza non è cosa comune. Dove dissento con te But è sulla generalizzazione, Guccini ad esempio era figlio di un impiegato delle poste che venne internato nei campi tedeschi per non aver aderito alla RSI, quindi se non proprio classe operaia sempre nella Working class, il succitato Claudi Lolli viene dalla piccola borghesia, che lui definisce molto bene in "Vecchia piccola borghesia" non working class ma neanche un privilegiato; Paolo Pietrangeli figlio di regista, direi alta borghesia; Giovanna Marini figlia di musicisti con il padre morto poco dopo la sua nascita, piccola borghesia; Pierangelo Bertoli di famiglia operaia; Andrea Parodi era figlio di un marinaio... Questo per dire che non sono d'accordo sulla generalizzazione e che comunque anche il figlio di un ricco può cantare la rabbia sociale, le difficoltà di chi ha meno e che, debba dare una mano.
Quello che vuole dire Chetelodicoaffa' è che una determinata forma canzone risulta parecchio anacronistica contando che si tratta per lo più di personaggi che hanno fatto il loro tempo e potevano avere un certo riscontro nei contesti in cui si muovevano. Oggi questa musica rimane unicamente frutto di affetti personali e nostalgie fatti di ideali (che brutta parola) appartenenti ad un mondo che, nel bene e nel male, è andato avanti. La forma canzone di protesta che "parla umilmente al popolo e per il popolo" è una roba che non funziona più e nemmeno ne esistono i presupposti.
Questo ovviamente a prescindere dal valore o meno dei pezzi e dei cantautori postati.
Rombro purtroppo hai ragione purtroppo oltre alla canzone di protesta è finita tutta la protesta, la coscienza sociale e siamo vittime di un individualismo sfrenato e insensato.
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