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Io dopo la pensione ho continuato a lavorare due giorni alla settimana. Sono passati 6 anni e sono molto soddisfatto delle mia decisione. Ho 5 giorni liberi per hobby e weekend ma il mercoledì e giovedì lavorativi mi hanno tenuto aggiornata ed attiva la mente. Gli amici che hanno smesso completamente di lavorare, mi sembrano molto fuori dal mondo e tornati un po' bambini. Penso resisterò ancora un paio di anni e poi mi arrenderò forse. In fondo Vasco Rossi ha la mia età e fa concerti e così tanti altri. Qualcosa bisogna fare per tenersi attivi e gli hobby non riempiono 38 ore settimanali. Inoltre un po' di guadagno ulteriore lo uso per togliermi vizi e soddisfazioni del superfluo. C'è il rischio che il tempo libero diventi tempo vuoto. La pensione mi ha tolto la fretta, l'ansia del troppo lavoro ma dalla vita attiva non si va in pensione
Io dopo la pensione ho deciso di non fare assolutamente piu' nulla di lavorativo.
E posso assicurare che non ho mai un momento di tempo libero in cui mi annoio.
Gran parte del tempo (purtroppo), ultimamente e' passato in visite mediche ed esami specialistici a causa di imprevisti problemi di salute (gestiti).
E per il resto, passeggiate, lettura, viaggi, fotografia, video, tempo speso per studiare liberamente i vari SW fotografici e video (seppure con scarsa applicazione da parte mia), musica, spettacoli, curiosità varie...
Diciamo che finora non mi sono mai annoiato e certi giorni, arrivo a sera che sono stanco e le giornate volano.
Forse perche' ho sempre lavorato da dipendente in una azienda, e, a prescindere del mio livello di inquadramento contrattuale, o facevo ciò che diceva la mia linea manageriale, o facevo cio' che diceva la mia linea manageriale... altrimenti c'era la porta aperte per andarsene via e non mi trattenevano di certo.
Poi e' ovvio che se uno lavora per se', fa cose che gli interessano, si diverte, lavorerebbe sempre tutta la vita.
Vasco Rossi (citato sopra), (oltre a guadagnare un fracco di soldi nei concerti), si fa il mazzo per cio' che ama, ha potuto fare il lavoro che desiderava. Quindi fa benissimo a continuare a cantare. E come lui un sacco di gente che si diverte.
Io, in tutta onestà, ho sempre lavorato seriamente, ho rispettato l'azienda, il lavoro e gli orari, ma non mi sono mai divertito benché mi ritenessi molto fortunato del mio lavoro (mi occupavo di informatica).
Lavoravo per vivere, guadagnare, e avere i soldi per poter gestire il mio tempo libero (che ai tempi era molto scarso).
Non riesco a concepire che vive per il lavoro (a meno che effettivamente, e sono contento per lui, sia riuscito a divertirsi senza troppo stress facendo qualcosa di piacevole e realmente interessante). Ma non per tutti, purtroppo e' cosi'.
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