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Paesaggi come ritratti


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avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2025 ore 17:15

come per esempio il Dodge & burn
********************************************

Come sopra!
Ma non fa niente Lou, tanto sono cose che non si usano in diapositiva.
E anche se si usassero io non le userei Confuso

avatarjunior
inviato il 01 Agosto 2025 ore 19:04

Black or white mist filters, no miss.

PS.

@Lou.camera Ma quale prof!? MrGreen
Non t'ho corretto.
Ho cercato di aiutare nella ricerca i pochissimi che hanno ancora voglia di imparare qualcosa.

Ho aggiunto qui per non interrompere il flusso del discorso. ;-)

avatarjunior
inviato il 01 Agosto 2025 ore 20:09

Paolo, non sai cosa è e non lo useresti a prescindere (tecnica basilare, che si applica anche al tanto affezionato analogico fin dai tempi di Ansel Adams).. va bene cosi MrGreen non mi sembra che qui si parli di diapositive comunque.. mi chiedi di spiegarti i concetti e poi la risposta è questa? fai pace con te stesso

Obi7 correttore automatico prof, ma bravo per averlo notato, che qua la gente sta gia confusa di suo ahah


avatarjunior
inviato il 01 Agosto 2025 ore 20:44

@Lou.camera: mi trovo d'accordo con il tuo pensiero. Dietro le foto di Adrian Vila c'è molto di più di quel che sembra. Lui stesso in alcuni video ha mostrato come usa le maschere. Non credo che usi i Black Mist, ma fa molte lunghe espoisizioni con polarizzatori e ND. E che il d&b sia parte del suo stile si vede, ma lui lo fa senza esagerare.

avatarjunior
inviato il 01 Agosto 2025 ore 20:45

@Andrea.Taiana:
Io tra Adrian Vila e James Popsys comunque vedo una certa differenza.


Sono anch'io dell'idea che siano molto differenti, soprattutto per l'approccio tecnico al rirtratto: eppure qualcosa nel loro stile e nella loro idea di paesaggio me li fa accumunare.

avatarsenior
inviato il 01 Agosto 2025 ore 20:51

Ma non fa niente Lou, tanto sono cose che non si usano in diapositiva.

Paolo come dice Lou erano tecniche piuttosto diffuse in camera oscura, molti strumenti di photoshop si ispirano a tecniche "antiche", come ad esempio "scherma e brucia", che in italiano suona molto meglio.

avatarjunior
inviato il 01 Agosto 2025 ore 23:57

Provo a suonare una nota stonata, quantomeno fuori dal coro e assolutamente soggettiva.
Che i due fotografi condivisi siano tecnicamente molto bravi e sappiano usare la luce, il mezzo e la post produzione, mi sembra evidente.
Però… la fotografia di paesaggio per il mio modo di vedere e altro.
Queste foto, soprattutto quelle bn stile Kenna, sono mute, non raccontano nulla e ripropongono lo stesso concetto in ognuna. È in pratica la stessa foto, fatta con un gioco di chiaroscuro, nebbia, contrasti e tutto ciò che serve; per ottenere più o meno lo stesso effetto.
Io non ci trovo nulla di interessante se non una ricerca estetica, che diventa fine a se stessa e mi annoia velocemente.
Per me la fotografia di paesaggio è quella di Adams, Sternfield, walker Evans, Baltz, Gursky, axel Hutte, shore, Epstein, solo per citarne alcuni. Per stare in Italia direi Ghirri, Basikico, Jodice (padre), giacomelli.
A me piace vedere un insieme di immagini che raccontino qualcosa, non vedere immagini perfette che però sono vuote di contenuto.
Io vedo queste immagini appese in uno studio di un medico o di un professionista, dove la gente non si mette a cercare di capire cosa rappresenti realmente l'immagine.

avatarsenior
inviato il 02 Agosto 2025 ore 7:58

Grazie per la segnalazione e il tema, è ormai quasi un anno che non scatto con una certa passione e questo autore mi potrebbe aiutare a riaccendermi :).

Anche io cerco di stare lontano dalla moda odierna di super risoluzione e contrasta, cosa che mi sta veramente riavvicinandos al medio formato in pellicola e stampa in camera oscura.
Lo studio con cura e domani provo un uscita... Vediamo :)

avatarsenior
inviato il 02 Agosto 2025 ore 8:05

Luca Ballotta, mi sembra lo stesso concetto che ho espresso io.
Soggiungo anche che non è che per esempio le immagini di un Gerry Joahnsson, che appartengono più al secondo filone da secondo la mia categorizzazione, siano meno perfette, lo sono altrettanto.

avatarjunior
inviato il 02 Agosto 2025 ore 8:15

“…Queste foto, soprattutto quelle bn stile Kenna, sono mute, non raccontano nulla e ripropongono lo stesso concetto in ognuna. È in pratica la stessa foto, fatta con un gioco di chiaroscuro, nebbia, contrasti e tutto ciò che serve; per ottenere più o meno lo stesso effetto.
Io non ci trovo nulla di interessante se non una ricerca estetica, che diventa fine a se stessa e mi annoia velocemente.”
•••••••••••••••••••••••••••••••••

Qui sono abbastanza d'accordo, soprattutto sulla ripetitività, sulla sensazione di vedere sempre la stessa foto, solo con inquadrature diverse.

Sul fatto che non raccontino nulla non so, forse a modo loro lo fanno.

avatarsenior
inviato il 02 Agosto 2025 ore 9:22

Non è che si confonde la sintonia che ciascuno di noi ha con un autore piuttosto che un altro con una capacità oggettiva di un autore di trasmettere qualcosa?
Ricordo le discussioni su Ghirri, che animano schiere di sostenitori e detrattori.

avatarsenior
inviato il 02 Agosto 2025 ore 9:25

Per me la fotografia di paesaggio è quella di Adams, , walker Evans, Baltz, Gursky, axel Hutte, shore, Epstein, solo per citarne alcuni. Per stare in Italia direi Ghirri, Basikico, Jodice (padre), giacomelli.

Grazie per le segnalazioni. Premetto di essere un semplice fotoamatore della domenica, per lo piu' interessato al ritratto.
Il pensiero che mi e' venuto subito in mente, osservando le opere tra quei nomi (Sternfield e Baltz, ad esempio), e' la netta distinzione tra un paesaggio naturale e uno con una qualsiasi presenza umana o suoi manufatti (edifici, strade, ruderi, automobili, spazzatura...).
Dal mio modestissimo punto di vista, un paesaggio naturale, per quanto eseguito in maniera poetica o con qualsiasi altro stile fortemente personale, rimane sempre e comunque una pura ricerca estetica senza racconto (un paesaggio, senza interventi umani, difficilmente subisce variazioni significative entro l'arco di una vita) e non racconta altro che le bellezze del creato in quel momento (cosi' come il cambio delle stagioni o della luce). Sicuramente potra' raccontare del fotografo, ma questo e' vero per qualsiasi genere.
Nel secondo caso, invece, la semplice presenza di un elemento "umano" fa scattare l'innata curiosita' dell'uomo verso i suoi simili e del suo passato, come l'uomo plasma l'ambiente. E diventa racconto, reportage.
Non a caso (almeno per me), anche qui su Juza si differenziano le gallerie "Paesaggio Naturale" dal "Paesaggio con elementi umani".
I miei due centesimiSorriso


avatarjunior
inviato il 02 Agosto 2025 ore 10:46

@Luca.ballotta:

A me piace vedere un insieme di immagini che raccontino qualcosa, non vedere immagini perfette che però sono vuote di contenuto.


Le immagini di Vila o Popsys sono a mio parere tutt'altro che perfette.

Se invece guardo per esempio le due foto più popolari di sempre qui su Juza nelle rispettive categorie Paesaggio naturale e Paesaggio con elementi umani (non le taggo perché sembrerebbe una critica contro i loro autori e non lo è) vedo la perfezione tecnica sottolineata da una nitidezza esasperata, ma priva di anima. E a me personalmente la perfezione non racconta null'altro che l'estetica della noia. Ma siamo ovviamente nel campo del gusto personale.

avatarjunior
inviato il 02 Agosto 2025 ore 11:44

mi associo a Matteo, questo intendevo quando parlavo di esporre con intenzione etc.. fare scelte, SAPER rinunciare.. è questa la creatività, la perfezione è piu semplice da raggiungere, è questo la sfida, alla quale si oppone il tanto esasperato braketing

avatarjunior
inviato il 02 Agosto 2025 ore 13:50

Grazie, per le risposte sono olto contento che l'intevento (che non voleva essere provocatorio) abbia suscitato interesse.

@Durden, io credo che ognuno debba trovare la sua strada (se fotografa come me per puro divertimento), non scimmiottare nessuno stile. Deve fare quello che si sente e che gli appartiene. Io per esempio non scatto mai foto a persone, perchè non riesco ad esprimermi come vorrei. In compenso scatto decine e decine di fotografie a case di campagna che invece mi raccontano molto. Ai più non interessa nulla quello che fotografo, ma finchè mi diverto e sento che quel soggetto mi appartiene, continurerò a farlo.

@Andrea.taiana, esatto io sono d'accrodo con quello che hai scritto e amo le fotografie di Gerry Johansson. Ho il nuovo libro sul Maine e quello sulla Spagna. Peccato che i vecchi volumi, esauriti da tempo, costino diverse centinaia di euro...

@GiovanniF, in parte sono d'accordo, però nelle immagini in bianco e nero condivise dall'opener (che ringrazio perchè non conoscevo l'autore) vedo sempre la solita ricerca visiva e formale. Ho sempre la stessa foto fatta in ambienti e luoghi diversi. Se apro un libro di Robert Adams, che è lontanissimo da questo stile, vedo un percorso un messaggio e un racconto del mondo che lui ha voluto mostrarci. In queste foto bn no, vedo molta ricerca estetica e poco altro. Il risultato, esteticamente parlando è di assoluto rilievo, certamente. Chaos di Koudelka è un bell'esempio di fotograifa di paesaggio antropico, che racconta molto e ha una impronta personalissima (molto, forse troppo reportagistica) ma lascia il segno nello spettatore.

@Kaveri_63, è vero quello che scrivi, però ti consiglio di guardare un lavoro interessante: listening to the river di Robert Adams, dove viene presentato il tema del paesaggio (solo in parte antropizzato) utilizzando un linguaggio inusuale per il soggetto rappresentato.

@Matteo di Giulio, mi sono spiegato in maniera poco chiara, le immagini alla Kenna per farla semplice, hanno una ricerca formale di bellezza/fascino/atmosfera che dopo averne viste qualcuna mi stancano. Questa ovviamente è un'opinione personale; mi sembra che manchi il messaggio come se stessi guardando sempre la stessa foto.


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