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inviato il 29 Aprile 2026 ore 18:27
Che bel blog. Seguo con interesse! |
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inviato il 29 Aprile 2026 ore 23:46
Grazie GKorg io ancora non ho capito come si fa, soprattutto da mobile :) |
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inviato il 30 Aprile 2026 ore 7:38
Grazie MatthewX, sentiti libero di condividere qualche foto di qualche fotografo se vuoi Grazie Sirovai, lo metto qui sotto Gustavo Minas È un fotografo brasiliano che, dopo aver stufiato giornalismo ed aver iniziato a scattare a San Paolo, vive da 10 anni a Brasilia. È anche lui un membro del collettivo "Burn my eye", come Sam Harris, Justin Vogel e altri che magari vedremo poi. Ha uno stile molto riconoscibile le cui caratteristiche principali sono un contrasto molto forse, una luce suggestiva e soprattutto l'uso delle riflessioni. Sono molto famose le sue foto alle staziona dei bus proprio a Brasilia (questo mi ricorda un po' il progetto di Jake Ricker, di cui anche parlerò più avanti probabilmente). Ho visto diversi fotografi, specialmente brasiliani, rifarsi al suo stile. Un po' come molti italiani si sono rifatti a Matarazzo, molti inglesi a Martin Parr...



 il suo ig |
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inviato il 01 Maggio 2026 ore 20:32
grazie GKorg, iniziativa interessante e per me formativa poiché è un genere fotografico che non ho mai approfondito e mi piacerebbe conoscere meglio visto che ogni tanto mi capita di praticarlo quando non ho progetti o idee in mente, ma vedo che gli autori proposti hanno sviluppato un proprio stile molto solido, fermo restando una certa ironia ed il momento colto in ogni scatto che risulta irripetibile comune un po' a tutti... “ [...] secondo il mio modo di vedere, Faralli prende questi elementi – il colore audace di Eggleston e Meyerowitz, il flash diretto di Parr e Gilden, e la composizione complessa e "scenica" di Webb – e li fonde in un linguaggio personale che definisce la sua "teatralità" urbana. Non si limita a documentare, ma amplifica la realtà, rendendo la strada un palcoscenico per la vita che si svolge. Quindi la sua è una narrazione propria e non una semplice dimostrazione stilistica o tecnica, ecco la differenza con chi alla fine si stanca del vedere e non osserva per andare oltre al suo orizzonte che resta fermo, mentre quello di Faralli è in continuo movimento, è anche se vogliamo la ricerca di se stessi e quindi dell'arte. „ @Ivo6767, ringrazio per la tua analisi che in parte condivido e gli interessanti interventi precedenti sempre molto stimolanti. provo a suggerire FENG LI, ma non sono sicuro che la sua fotografia possa rientrare nel venero della street. www.marguo.com/artists/30-feng-li/ |
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inviato il 06 Maggio 2026 ore 14:33
Molto interessanti. Grazie! |
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inviato il 06 Maggio 2026 ore 16:04
Eccellente interprete... |
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inviato il 07 Maggio 2026 ore 8:08
GKorg , ti dico solo GRAZIE per tutto quello che ci fai vedere molte foto sono strepitose…..e complimenti per la cultura fotografica |
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inviato il 07 Maggio 2026 ore 9:49
Grazie a tutti :) mi fa molto piacere, davvero. Come al solito, sentitevi liberissimi di suggerire altri fotografi. Martin Kollar Martin Kollar nasce nel 1971 in Cecoslovacchia (oggi Slovacchia), e studia cinematografia a Bratislava. Questa formazione cinematografica non è un dettaglio secondario: lavora infatti come fotografo e cineasta freelance in Europa orientale, Francia, Germania e Israele. I suuoi progetti hanno riguardato il parlamento europeo, la guerra in Israele, gli inviati televisivi, gli stuntman... Il suo stile è difficile da etichettare con precisione e si occupata di fotogiornialismo come di "street" anche se in questo caso l'etichetta sta decisamente stretta. Rifiuta inoltre le didascalie e le spiegazioni perché, quando scatta, cerca di caricare le foto del maggior numero possibile di significati. Il risultato è una fotografia intenzionalente "incerta". Qui sotto posto alcune foto del suo libro "Nothing special", spesso citato come fonte di ispirazione da altri fotografi street, una raccolta di foto scattate pricipalmente nella sua regione di origine.



 Il suo ig |
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inviato il 09 Maggio 2026 ore 15:27
Pau Buscatò e Siegfried Hansen li ho potuti apprezzare da tempo su flickr segnalo Eamonn Doyle www.eamonndoyle.com/projects il progetto I è quello che forse meglio aderisce con gli autori segnalati precedentemente, anche se ritrae prevalentemente di spalle e con inquadrature caratterizzate da angolazioni acute di anziani dublinesi su uno sfondo grigio di Dublino con alcuni elementi grafici della strada. Gli atri progetti come ON e AND completano la trilogia di Dublino ma li trovo meno caratterizzati del suo stile che ritengo discretamente-invadente.
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