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Proteggere l'attrezzatura in ambienti freddi. Condensa ed altri mali _ v3.0


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avatarsenior
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 7:07    

grazie mille per questo prezioso articolo, non hai mai avuto problemi con i cavalletti?

avatarjunior
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 9:10    

Ciao Lavacroft, puoi provare a mettere la macchina (senza batteria) su un termosifone, non a diretto contatto - ad esempio tenerla con sotto un asciugamano.

Si è probabilmente formata della condensa interna che andrà via pian piano: il calore in questo caso accelera il processo. La 6D è tropicalizzata e questo allunga i tempi in questi casi in quanto l'umidità che si forma dentro fa più fatica a uscire.

Comunque in linea generale non mi preoccuperei più di tanto, dovresti riuscire a recuperarla facilmente (con il metodo del termosifone ci ho recuperato in telefono e un laptop, mentre con le bocchette dell'aria calda in macchina un paio di volte ho fatto uscire la condensa nell'oculare della R5 MrGreen).

avatarjunior
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 10:45    

Ciao complimenti per l'articolo, ottimo contributo.

avatarsupporter
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 10:51    

grazie mille per questo prezioso articolo, non hai mai avuto problemi con i cavalletti?


i cavalletti in genere hanno altri problemi, non legati al freddo. su tutti la sabbia nei meccanismi di gambe e testa. in questi giorni son giusto a smontare e pulire una Manfrotto 410J dopo vari giri nel deserto. ora la devo ingrassare e rimontare.

solo una volta ho avuto un problema col freddo, dopo una sessione alla diamond beach in islanda d'inverno. scattavo vicino alla riva e probabilmente dell'acqua è entrata nelle gambe. quando sono arrivato all'auto non c'è stato modo di usare le parte telescopiche così che il cavalletto l'ho dovuto portare esteso mettendolo nell'abitacolo dal cruscotto verso il baule.


avatarsupporter
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 10:52    

Enrico Fulco, visto che oltre a fotografo sei ing elettronico e ti occupi proprio di sviluppo di PCB, ci spieghi che danni può fare l'acqua si circuiti ?

avatarsenior
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 11:15    

Forse sono un po' OT ....molto poco

Cosa è consigliato usare per proteggere fotocamera/ottica in un ambiente freddo 10/15° e anche umido?

In situazioni simili una volta usavo , per precauzione e non per necessità, del gel di silice rigenerabile(quello di color blu) che oggi in commercio è introvabile forse per il contenuto di cobalto (mi pare...).

Qualche consiglio potrebbe essere utile.

avatarsupporter
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 11:17    

Silvano. non sei OT .. ma non mi è chiara la tua domanda. parli di temperature fredde ma intendi gradi positivi? quindi sopra zero? e seconda cosa ... parli di stoccaggio o di uso dell'attrezzatura?

avatarsenior
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 11:29    

Sì,
gradi positivi, stoccaggio.


Il gel di silice, granulare, con indicatore blu non si trova più.
Solo prodotti "a pallini piccoli" che poi mi sembravano non funzionino.

avatarsupporter
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 11:43    

l'attrezzatura fotografica è fatta per stare in ambienti tra 0 e 40 gradi celsius e umidità non oltre 80% come riportato nei manuali. qualunque casa normale (a parte il bagno) rispetta queste condizioni.

io non mi farei troppi problemi. se nn hai specifiche problematiche di umidità in casa tua non c'è motivo perchè usi il silica gel o altro deumidificatore.

la temperatura di 10-15 è ottimale allo scopo. l'elettronica soffre il caldo, non il freddo.

avatarjunior
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 12:18    

Enrico Fulco, visto che oltre a fotografo sei ing elettronico e ti occupi proprio di sviluppo di PCB, ci spieghi che danni può fare l'acqua si circuiti ?


Parlando di danni a breve termine, l'acqua può creare percorsi non intenzionali per la corrente e causare corti o comunque alterare il funzionamento dell'elettronica, e per questo il consiglio migliore è spegnere immediatamente la macchina (o l'apparecchiatura elettronica in generale) e non riaccenderla finché non si è ragionevolmente convinti che il problema sia stato risolto. Se possibile la batteria andrebbe rimossa perché alcune parti della macchina restano sotto tensione anche quando è spenta - ad esempio i circuiti che servono a monitorare la batteria stessa, o il circuito di ricarica della batteria tampone se presente.

Naturalmente la quantità di acqua presente all'interno della macchina è un fattore cruciale nel determinare la gravità di un possibile danno: in genere se si tratta di semplice condensa il problema si risolve nel 99% dei casi facendo asciugare bene la macchina, perché la quantità di acqua coinvolta e la conducibilità elettrica del vapore acqueo condensato non sono in genere tali da creare danni particolarmente gravi. Diverso è ovviamente il caso di un'immersione totale MrGreen, ancora peggio se in acqua di mare visto che in quel caso la conducibilità elettrica è molto più alta perché ci sono molti più portatori di carica disponibili (ioni).

Per i danni a lungo termine invece un'esposizione alla condensa non altera in genere in maniera significativa la vita della camera perché, a patto di asciugarla completamente in tempi brevi, non lascia residui particolari sulle schede elettroniche. C'è un solo caso particolare cui fare attenzione, che è la famigerata "nebbia salina" - la tipica situazione in cui si è vicino al mare e si espone per tanto tempo la macchina all'acqua salmastra nebulizzata. In questo caso, se l'acqua riesce ad entrare, si rischia che nel tempo le schede si corrodano e a tendere si verifichino dei malfunzionamenti. Diciamo però che a meno che uno non scatti costantemente in riva al mare la preoccupazione maggiore è evitare il bagno completo nell'acqua salata (cosa che mi è successa a Diamond Beach Confuso).

Una nota finale: oggetti come macchine fotografiche e obiettivi anche quando non tropicalizzati sono costruiti con criteri e tolleranze che ostacolano in maniera più o meno marcata l'ingresso (e quindi anche l'uscita) di polvere e umidità, ed è proprio per questo motivo che sono particolarmente soggetti alla formazione della condensa interna. Diventa quindi importante facilitare l'evaporazione e l'uscita dell'umidità, perché la stessa può permanere all'interno anche per dei mesi (o anche anni nel caso delle lenti interne degli obiettivi) e il metodo più semplice come dicevo è riscaldare delicatamente la camera tenendola sopra (ma non a contatto) o vicino a una fonte di calore. Ovviamente va sempre fatta attenzione a che non diventi troppo calda al tatto, nel qual caso conviene monitorarla spesso.

avatarsupporter
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 12:41    

I miei due cents , considerazioni personali più che altro , al seguito dell'ottimo e importante post di Gambacciani ; personalmente , molto raramente mi sono trovato a "bagnare" la fotocamera e tantomeno a bassa temperatura ma in questi casi (previa eventuale asciugatura "sul campo" da effettuare con apposito panno da portare sempre al seguito) l'imperativo direi (come già evidenziato) è , al termine della sessione e in previsione di rientrare in ambiente riscaldato , riporre l'attrezzatura dentro lo zaino/borsa in cui si è creato , con tutta evidenza , un microclima a temperatura simile a quella esterna dove l'attrezzatura salirà di temperatura con molta gradualità evitando i dannosi fenomeni di condensa .

avatarjunior
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 12:54    

riporre l'attrezzatura dentro lo zaino/borsa ... dove l'attrezzatura salirà di temperatura con molta gradualità evitando i dannosi fenomeni di condensa


Questo è esattamente il comportamento corretto, esatto. Nei casi in cui però ad esempio l'attrezzatura è proprio ghiacciata (penso ad esempio a una sessione di time-lapse notturna per l'aurora boreale) è meglio prendere qualche precauzione in più, come indicato da Giovanni nel suo ottimo articolo.

avatarsenior
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 12:56    

io non mi farei troppi problemi. se nn hai specifiche problematiche di umidità in casa tua non c'è motivo perchè usi il silica gel o altro deumidificatore.


Una volta, tanti anni fa, mi sono trovato con una sola ottica 'appannata' in casa, come l'avessi portata fuori al freddo e poi riportata in un ambiente con temperatura più alta ...

Da quel momento ho sempre cercato, soprattutto d'inverno, a tenere il corredo con il gel di silice blu...
Forse esagero.

Raramente frequento fotograficamente luoghi critici.
Al massimo mi ricordo un carnevale a Venezia con poca neve. Ma superato tutto senza problemi: corredo in zaino, non estratto niente in ambienti riscaldati e a casa attesa per la acclimatizzazione .....

Lo so, sono esagerato MrGreen

avatarsenior
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 13:30    

Messaggio di Enrico Fulco nel topic "Proteggere l'attrezzatura in ambienti freddi. Condensa ed altri mali _ v3.0"
^^^
Preziosissimo, grazie!

avatarjunior
inviato il 07 Gennaio 2026 ore 15:07    

Preziosissimo, grazie!


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