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inviato il 29 Maggio 2024 ore 21:18
Hbd hai ragione ricordavo male, pensavo avesse il pentaprisma. La differenza pensavo fosse solo nel sensore attivo in lettura continua (che avrebbe potuto permettere il mio auspicato mirino ibrido). In ogni caso parliamo del nulla perché anche quel sistema è defunto, e per essere realisti anche quello reflex non sta propriamente bene di salute…. Ci vorranno tanti anni prima di veder sparire le reflex, ma purtroppo è un dato di fatto che si tratti di inerzia…senza sviluppi saranno sempre meno diffuse. |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 7:54
1) "Nello specifico il mirino deve permettere di ottenere una visione che consenta al meglio il raggiungimento dello scatto progettato...FINE!" Verissimo. Ed è proprio su quello, sulla visione ottimale per fare lo scatto migliore, che il mirino elettronico ti penalizza, perché ti fa vedere un mondo che non esiste, alterato nei colori, nella gamma dinamica, nel contrasto, in tutto. E' la visione nel mirino che ti fa scegliere l'inquadratura e scegliere l'esposizione giusta, e se la visione è distorta, le tue scelte non sono mai ottimali. 2) "Se voglio essere sicuro che l'immagine risulti il più vicino possibile a ciò che otterrò nello scatto....il mirino elettronico vince a mani basse,.." Dicendo quello, è manifesto che tecnicamente tu non conosci le caratteristiche dei sensori e dei mirini elettronici: sono estremamente diverse, tutte, GD, colori, luminosità, contrasto, etc, diverse su tutto. Per questa diversità l'Evf non ti può, ahimè, far vedere ciò che scatti, nemmeno da lontano. Credere quello, è solo una pia, tecnicamente ignorante e fanciullesca, illusione. E poi, un minimo di mestiere ci vuole per fare buone fotografie, un fotografo deve conoscere benissimo, non bene, ma benissimo, che cosa riesce a fare il sensore, o la pellicola che usa, deve conoscere perfettamente che cosa gli riesce a fare e che cosa non gli riesce a fare il trabiccolo che ha tra le mani, altrimenti è un emerito miccio, è come un aborigeno che spippola con i tasti di un Radar quotametro e non sa quello che fa. Se uno deve chiedere alla fotocamera, poverina, che cosa gli può dare come immagine, guardando nell'Evf, a mio avviso personalissimo, è bene che si dedichi ad un lavoro o un hobby diverso, perché per la fotografia, purtroppo per lui, non c'è portato, per nulla, non ne sa niente. La mostra "Exodus" di Sabastiao Salgado, oggi a Ravenna (ci sono andato ieri) è un'opera magna, monumentale, di respiro planetario, ed è stata fatta con la Leica 35 mm, la Kodak Tri X 400 ISO come pellicola, ed è stata scattata nella metà degli anni '90 del secolo scorso. Ci sono foto fatte in condizioni pessime di illuminazione, controluce, etc, risolte brillantemente in scatto, compensando l'esposizione, e stampate anche in formato enorme, 1m X 1,5m e con stampe tecnicamente perfette. Per fare quelle foto lì, è assolutamente necessario conoscere le capacità tecniche dell'attrezzatura, sia di scatto che di stampa : Salgado è bravo e le conosceva, e le conosce, e con una stupidissima pellicola da 35 mm ce l'ha fatta a fare stampe, perfette ed enormi, anche in situazioni di luce tremende, difficilissime. Andare a guardare un Evf per cercare di scattare bene, invece che fare prove per conoscere bene l'attrezzatura che si ha tra le mani, io lo trovo un approccio infantile, veramente infantile. |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 8:21
Il fotografo nell'osservare una scena, sia direttamente che attraverso il mirino della macchina, "immagina" il risultato finale alla fine del processo di scatto e successiva stampa/postpoduzione. Il mirino fornisce delle indicazioni che, a seconda del tipo, posso limitarsi al solo campo inquadrato oppure aggiungere altri elementi. Personalmente trovo poco rilevante dare troppo peso alla tipologia del mirino, almeno in riprese generiche. Per esempio, un apparecchio a telemetro potrebbe rivelarsi molto scomodo nelle riprese macro, fatte con una lente addizionale, per l'impossibilità di valutare direttamente e con precisione la messa e fuoco e l'errore di parallasse. |
user207727
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 8:40
“ Se uno deve chiedere alla fotocamera, poverina, che cosa gli può dare come immagine, guardando nell'Evf, a mio avviso personalissimo, è bene che si dedichi ad un lavoro o un hobby diverso, perché per la fotografia, purtroppo per lui, non c'è portato, per nulla, non ne sa niente „ Parere del tutto personale che non condivido, si può vivere la passione o l'hobby, o il proprio tempo libero come si vuole. Non penso affatto che chi si diverte con la fotocamera debba per forza esserne portato, padroneggiare completamente il mezzo, crescere continuamente, e chi non è portato debba fare altro. Io rientro nella categoria di chi non c'è portato, ma mi sono comunque divertito un mondo a scattare. “ La mostra "Exodus" di Sabastiao Salgado, oggi a Ravenna (ci sono andato ieri) è un'opera magna, monumentale, di respiro planetario, ed è stata fatta con la Leica 35 mm, la Kodak Tri X 400 ISO come pellicola, ed è stata scattata nella metà degli anni '90 del secolo scorso. Ci sono foto fatte in condizioni pessime di illuminazione, controluce, etc, risolte brillantemente in scatto, compensando l'esposizione, e stampate anche in formato enorme, 1m X 1,5m e con stampe tecnicamente perfette. Per fare quelle foto lì, è assolutamente necessario conoscere le capacità tecniche dell'attrezzatura : Salgado è bravo e le conosceva, e le conosce, e con una stupidissima pellicola da 35 mm ce l'ha fatta a fare stampe, perfette ed enormi, anche in situazioni di luce tremende, difficilissime. „ Salgado era decisamente "portato" ed infatti è diventato Salgado, ma quanti ci sono qui dentro (tu compreso) che anche se non sono Salgado si divertono comunque? “ Andare a guardare un Evf per cercare di scattare bene, invece che fare prove per conoscere bene l'attrezzatura che si ha tra le mani, io lo trovo un approccio infantile, veramente infantile. „ Se hai una macchina con EVF e vuoi fare prove per conoscere bene l'attrezzatura devi necessariamente guardare dentro un EVF per cercare di scattare bene; non mi pare che per essere "maturi" (?) ci siano tante altre possibilità. Solo guardandoci dentro e scattando tanto potrai capirne i limiti e regolarti di conseguenza, altrimenti finisci come quelli abituati ai mirini reflex che con un EVF non riescono a scattare perché ne vedono prima i limiti dei pregi. “ Personalmente trovo poco rilevante dare troppo peso alla tipologia del mirino, almeno in riprese generiche. „ perfettamente d'accordo, se sbagli una foto, con le macchine moderne, in pochissimi casi è "colpa" del mirino. |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 9:49
Per me usare l' EVF è un processo molto lineare: guardo nel mirino elettronico, vedo la foto sottoesposta, compenso l' esposizione in positivo, la vedo sovraesposta e compenso in negativo ... nulla di più semplice ... potrei anche farlo senza anteprima dell' esposizione, andando a fare misurazioni spot ... esattamente come potrei sapere la velocità esatta a cui vado in autostrada misurando col cronometro il tempo di percorrenza ogni 100m ... ma guardare il tachimetro è più comodo, anche se ha uno scarto di qualche punto percentuale rispetto alla velocità esatta ... |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 10:29
Daccordissimo con Alessandro, per questo penso di rimanere con la 5d4 molto molto a lungo, forse per sempre |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 11:18
I grandi fotografi hanno sempre usato le attrezzature e le tecniche disponibili all'epoca. Chiunque, grande fotografo o modesto dilettante, se ne ha la disponibilità economica, può comprare le attrezzature che vuole, non è che a Salgado o altri nomi famosi prima e dopo di lui,venissero consegnati macchine e obiettivi differenti e migliori. Al massimo, un professionista importante potrebbe avere il privilegio di provare in anteprima una determinata attrezzatura, se ha un rapporto particolare con il fabbricante (testimonial). Mi sembra evidente che qualsiasi bravo fotografo debba padroneggiare le opportune tecniche di ripresa e conoscere a fondo le attrezzature a disposizione. Nel caso di Salgado, e vale anche per gli altri grandi nomi, la "grandezza" non è data tanto dalla maestria tecnica, quanto dai contenuti "umani". Certo la bellezza formale delle sue stampe perfette aiuta, ma se non ci fosse anche una fortissima partecipazione umana, le sue foto sarebbero meno interessanti e coinvolgenti. Faccio un esempio, le foto di Leni Riefenstahl erano formalmente perfette, ma spesso mostravano una certa freddezza celebrativa, in quel caso della potenza nazista, ma sarebbe stato lo stesso se avessero celebrato la democrazia ed i diritti umani. |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 12:13
"...la "grandezza" non è data tanto dalla maestria tecnica, quanto dai contenuti "umani"." Occhio che per fotografare quei contenuti "umani", tecnicamente, con la fotocamera e con la stampa bisogna saperci fare bene, anzi, benissimo, altrimenti, semplicemente, non li fotografi prima e non li stampi dopo, non ce la fai. E.....i contenuti "umani" seri, quelli più d'impatto, con elevata probabilità sono fotografati in condizioni tecnicamente difficili. Detta in altre parole, il miccio tecnico non farà mai certe fotografie belle, ma impegnative. |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 12:32
Per me sono gli altri che stabiliscono la grandezza di un fotografo nei contenuti umani. Io ad esempio a parte alcuni ritratti, abborro la fotografia "umana" quella che altri definiscono pregna di significato. Preferisco essere un miccio tecnico, come mi appellerebbe Pollastrin. |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 13:15
D'accordissimo con Alessandro Pollastrin! Il male di questa epoca, SECONDO ME, è l'elegia della NON conoscenza (NON scrivo "ignoranza" per non suscitare -spero!- polemiche!), l'orgoglio del "dilettantismo allo sbaraglio" (NON scrivo "ignoranza" ... ecc.!), la contrapposizione del "non sapersi cavare un dito ..." (come dicono a Firenze, Alessandro? ) con il "faticoso" apprendimento, e la relativa consapevolezza ... mah ... oggi "funzia" così! Gusti! GL |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 13:27
Io sono un cultore della conoscenza relativa o dell'ignoranza utile o dell'ignoranza da disimpegno o dell'ignoranza strategica... non so neppure di non sapere... meglio di così... |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 14:01
Come tutte le passioni, ognuno ha il suo modo di affrontarle ... c'è chi va a correre mezz'oretta al trotto leggero ascoltando gli uccellini e chi fa allenamenti durissimi con piani di allenamento rigidi e tabelle cronometriche da rispettare al secondo ... Il corridore "da passeggio" non avrà probabilmente mai i risultati di quello "serio" (a meno che non sia un fenomeno, e ce ne sono) ma non vedo perchè gli si debba dire che è un somaro che porterà alla rovina il mondo. Che corra forte o piano, che si alleni 10km o 100km, anche lui potrà avere la sua opinione su una scarpa più o meno ammortizzata o reattiva ... e anzi, mentre l'amatore avanzato probabilmente correrà senza problemi anche con un modello non iperperformante, il corridore pigro, usando un mezzo tecnico evoluto, potrà magari risparmiarsi tendiniti o infortuni articolari ... |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 14:17
si', che poi... non tutti sono affascinati dal mezzo tecnico. Certo, se la necessita' e' fare le foto impossibile, il mezzo tecnico diventa preponderante. Ma esiste anche una nutrita schiera di persone che SCEGLIE deliberatamente di usare dispositivi meno performanti o addirittura obsoleti. Per fare un esempio... il noto velista Alex Carozzo, dopo anni passati su barche ipertecnologiche recupero' una scialuppa di salvataggio abbandonata, l'armo' con un albero e vele e parti' per una traversata atlantica. Puoi scegliere di rifiutare una tecnologia ma essere ugualmente un "Maestro". |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 19:15
"Come tutte le passioni, ognuno ha il suo modo di affrontarle ..."" Ed è giustissimo, va bene così. Ma......... a differenza di decenni fa, quando chi era ignorante in un settore stava giustamente zitto, oggi invece molti non solo ostentano palesemente la loro ignoranza ma cercano anche di far girare il mondo alla rovescia dicendo che va bene così. Sulla cultura, a mio personalissimo avviso, oggi c'è un eterna e robusta sfilata di ignoranti crassi, di grebani, c'è una specie di eterno "Miccio Pride" che si manifesta tutti i giorni ed in tutti i settori culturali. TV, telefonini e "social" hanno fritto il cervello ad un buscherio di gente, gente che non ha mai comprato un libro serio in vita sua, e che non riescono a far altro che convincersi che "Miccio è bello". |
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inviato il 30 Maggio 2024 ore 19:32
Mi sembra chiaro che la padronanza del mezzo tecnico, sia conditio sine qua non , per ottenere buoni risultati, questo non vale solo per la fotografia, ma per tutti i campi. La tecnica fotografica passa attraverso il sapere cosa accade usando un determinato diaframma, tempo di posa, una focale o un'altra, ecc ..., più che per il tipo di mirino, o l'eventuale feeling che questo può instaurare con il fotografo. |
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