user257478
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inviato il 06 Giugno 2024 ore 17:53
Non capisco tutta questa euforia è arrivato a ben 200 km ed è ammarato come avviene da sempre. Venditori di fumo d'altronde devono pur campare tutti ma!... |
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inviato il 06 Giugno 2024 ore 18:25
per una volta però ci vorrebbe l'onestà di ammettere che è andato alla grande ;-) "ammarato come avviene da sempre"? solo SpaceX è in grado di far atterrare i razzi e riutilizzarli, nessun altro c'è ancora riuscito, anche questo dimostra come sia avanti anni luce rispetto a tutti gli altri. E per il volo di oggi, parliamo di un razzo immensamente più grande rispetto al Falcon 9, aver completato il test è stato un traguardo enorme. |
user257478
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inviato il 06 Giugno 2024 ore 18:33
Si Juza i progressi sono innegabili se no gli ingegneri che ci stanno a fare. Quanti lanci bisognerà ancora fare per avere una pur minima sicurezza per degli astronauti non è che con delle persone a bordo si continui a fare dei test. |
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inviato il 06 Giugno 2024 ore 18:41
“ "ammarato come avviene da sempre"? solo SpaceX è in grado di far atterrare i razzi e riutilizzarli, nessun altro c'è ancora riuscito, anche questo dimostra come sia avanti anni luce rispetto a tutti gli altri. E per il volo di oggi, parliamo di un razzo immensamente più grande rispetto al Falcon 9, aver completato il test è stato un traguardo enorme. „ I Falcon però non devono resistere al rientro per essere utilizzati, questo sì ma all'ammaraggio era completamente devastato, anche se fosse atterrato sulla terraferma di certo non sarebbe riutilizzabile vettore che torna in condizioni simili. |
user257478
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inviato il 14 Giugno 2024 ore 15:09
C'è una bella differenza stare un anno nella stazione spaziale in orbita a circa 400 km o nello spazio profondo. |
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inviato il 14 Giugno 2024 ore 18:51
"www.fanpage.it/innovazione/scienze/i-viaggi-verso-marte-sono-mortali-s" E la conferma di quanto ho scritto qui alla pagina precedente. "L'assenza di gravità danneggia seriamente il corpo, le radiazioni stellari, tipo il vento solare, sono fatte di particelle ad alta energia e sono molto dannose, e la convivenza in spazi estremamente ristretti mandano fuori di testa la maggior parte della gente: tempi lunghi nello spazio uccidono lentamente e creano danni irreparabili" Oggi non abbiamo due cose fondamentali, essenziali per il viaggio nello spazio profondo: - un sistema di schermatura contro i raggi cosmici ed il vento solare, che sono ad altissima energia ed estremamente penetranti: per essere schermati bene, per la sopravvivenza, ci vogliono schermi di spessori e pesi enormi. Tanto per fare un esempio, per fale le misure su particelle atomiche e subatomiche senza che siano falsate dai raggi cosmici, bisogna utilizzare schermi fatti da chilometri di roccia, bisogna andare sotto le montagne, tipo sotto il Gran Sasso. - un motore che ci permetta di viaggiare nello spazio profondo su distanze importanti ed in tempi, per la nostra fisiologia, brevi e comunque tali da non risentire di danni gravi e/o mortali. L'unica soluzione conosciuta è quella di generare un campo gravitazionale locale, della nave, che si muove nel campo gravitazionale dell'Universo: solo così, con le conoscenze attuali, potremmo viaggiare a velocità superiori a quelle della luce, senza limite teorico di velocità e soprattutto senza violare le leggi della Relatività Generale, che pongono nella velocità della luce il limite massimo, ed irraggiungibile, per il moto di qualsiasi cosa nell'Universo. Per farlo, ci vorrebbero energie immense, che oggi non abbiamo: sappiamo teoricamente come farle, ma ci manca l'Ingegnerizzazione (materiali dei combustibili e dei reattori, etc), e secondo me, non ce l'avremo per altri secoli. Con la tecnologia attuale, con navicelle ad equipaggio, andremo forse, ripeto, forse , su Marte, nel giro di qualche anno, una diecina, e poi ci fermiamo lì. E ci fermiamo lì per i secoli a venire. Bisogna sempre tener presente che lo spazio profondo è un ambiente estremamente ostile alla vita come la conosciamo noi, ed è in assoluto, e di gran lunga, l'ambiente più ostile nel quale si è imbattuto l'Uomo sino ad oggi. |
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inviato il 14 Giugno 2024 ore 19:06
Alessandro fortunatamente ci sei qui tu a far tenere tutti con i piedi per terra. Per quanto mi riguarda ho una domanda : Siamo nel 2024. Per portare qualcuno là fuori usano ancora spararlo dentro ad un razzo? Si? E allora di che stiamo parlando? Aggiorniamoci tra 80 anni. |
user257478
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inviato il 14 Giugno 2024 ore 19:08
Verissimo. Si fanno simulazioni sulla terra per colonizzare Marte ma il luogo più inospitale sulla terra è un paradiso rispetto al suolo marziano . L'unica possibilità è abitare nel sottosuolo più sicuro che qui sulla terra che ha un nucleo incandescente e la tettonica a zolle causa principale dei terremoti. |
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inviato il 14 Giugno 2024 ore 19:40
"L'unica possibilità è abitare nel sottosuolo.." La Vita, così come la conosciamo noi sulla Terra, è possibile sul nostro pianeta grazie a pochissimi fattori, che sono temperatura, acqua/umidità e soprattutto la presenza del campo Magnetico Terrestre, generato dal nucleo metallico, fuso ed in movimento, della Terra. E' il campo magnetico terrestre che, semplicemente, ci tiene in vita, proprio perché scherma il vento solare (non i raggi cosmici) impedendoli di impattare al suolo, e se non ci fosse quello, la Terra sarebbe come Marte, morta e sterile. Su Marte il campo magnetico di schermo non c'è, ed allora pensano di creare comunità sotterranee proprio per schermarsi dal vento solare (= a quale profondità? da definire). Il che significa che non puoi stare in superficie per tempi lunghi, diciamo OK per qualche settimana, ma non mesi e tantomeno anni, o ti riempi di tumori e se non muori di tumore, muori perché ti si spaccano i reni. Non siamo stati mai a lungo nello spazio profondo, anche la missione lunare è stata in prossimità della Terra e di brevissima durata. Nelle missioni sulla Luna, hanno dovuto poi evitare accuratamente di penetrare nelle fasce di Van Allen, che sono fasce di radiazioni fatte da particelle ad alta energia (sono in due buchi del campo Magnetico terrestre) localizzate vicino alla Terra, altrimenti le radiazioni gli ammazzavano gli astronauti. Detta in una parola, noi, della permanenza umana nello spazio profondo, ne sappiamo veramente pochino, la stiamo studiando solo adesso, tanto in passato non serviva farlo, e purtroppo sorgono diffiacoltà che non avevamo messo a budget. Tutti studiavano come fare il motore, la grandezza della nave, quanta gente ci vuole per fare una missione, quanto deve durare la missione, etc, ma nessuno aveva esaminato bene l'impatto fisiologico sull'Uomo. Poi qualcuno del Jet Propulsion Laboratory del Caltech, che lavora anche per la NASA, ci ha pensato ed ha approfondito seriamente, ed allora, di recente, è venuto fuori il merdaio, quello è: perché se non troviamo la soluzione, la missione su Marte non la faranno nemmeno. |
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inviato il 14 Giugno 2024 ore 19:59
Già Marte non mi pare che sia un bel posto a stare là fuori, figuriamoci quanto deve essere bello viverci come talpe infognate nel sottosuolo. Ma poi perché? Perché un essere vivente del nostro splendido pianeta azzurro dovrebbe decidere di trasferirsi a vivere sul morto pianeta rosso? E pure sottoterra? Boh.. |
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inviato il 14 Giugno 2024 ore 20:03
Ma cosa siamo noi di fronte a una possibile colonizzazione dello spazio? zero carbonella. Se per andare su marte dobbiamo impiegare circa sei mesi di viaggio con tutte le possibile incognite di morire o non poter tornare, come potremmo proteggerci da un disastro simile a quello che ha spazzato dalla terra i dinosauri? E se avvenisse, non avremmo la tecnologia per raggiungere qualche esopianeta abitabile, perche forse impiegheremmo anche andando a un terzo della velocità della luce( e non abbiamo ancora la tecnologia) qualche milione di anni. No purtroppo la civiltà umana perirà al primo disastro di proporzioni immani, altro che la co2 nell'ambiente. Quello che servirebbe è la possibilità di poter viaggiare ben oltre la velocità della luce, ma non abbiamo nemmeno idea di come poter fare nonostante tutte le teorie di Miguel Alcubierre ntrs.nasa.gov/api/citations/20110015936/downloads/20110015936.pdf |
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inviato il 14 Giugno 2024 ore 20:47
“ Se per andare su marte dobbiamo impiegare circa sei mesi di viaggio con tutte le possibile incognite di morire o non poter tornare, come potremmo proteggerci da un disastro simile a quello che ha spazzato dalla terra i dinosauri? „ Beh... prendi le condizioni in cui era la terra dopo il meteorite che ha spazzato via i dinosauri, è comunque un paradiso rispetto a Marte, e la prova è il fatto che la vita sia andata avanti lo stesso. La tecnologia per poter sopravvivere su Marte renderebbe abitabile la Terra dopo qualunque cataclisma che non sia di proporzioni così gigantesche da distruggere completamente il pianeta stesso (in sostanza non un impatto con un semplice asteroide, ma con un oggetto talmente grande da essere considerato una luna o un pianeta nano, roba che non può accadere perché non c'è niente di così grosso nel sistema solare che possa schiantarsi contro la Terra oppure se il Sole comincia a cuocerci), quindi rendendo sostanzialmente inutile la colonizzazione di un altro pianeta se lo scopo è la sopravvivenza. Tra l'altro, un meteorite da 10km con abbastanza preavviso lo potremmo già deviare con la tecnologia odierna, bastano qualche megatone di bomba H |
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