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il mondo che verrá


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avatarsenior
inviato il 08 Ottobre 2023 ore 18:16    

inoltre non c'è nessuna garanzia che il "gioco" sia collaborativo

Questo è effettivamente un punto nodale della questione su cui, in un altro 3d, già mi trovavo d'accordo anche con Lomography.
E' il fattore che più di tutti rischia di far si che i Paesi che ora si impegnano maggiormente verso la transizione finiscano per essere anche quelli che ne faranno maggiormente le spese a livello di competitività economica che comunque, nel bene e nel male, rimarrà il fattore di maggior rilievo da mettere sul piatto dei rapporti internazionali.

avatarsenior
inviato il 08 Ottobre 2023 ore 20:30    

Non c'è garanzia su nulla: né che quelle misure siano state fatte bene, né che chi le divulga sia onesto, né che abbiano un peso (per esempio esistono vulcani che, come si sa, buttano fuori di tutto e tanto). Vent'anni fa faceva più fresco, bona lì.

avatarsenior
inviato il 08 Ottobre 2023 ore 20:36    

In ottobre senza accendere il riscaldamento, senza accendere la stufa a legna, poter stare fuori casa fino a tardi perché non geli e quindi accendi meno anche le luci di casa, il mio orto è ancora in piena produzione per cui devo comperare meno in negozio,

questo per me è fonte di grande risparmio e minore emissione, io la vedo così, chi vivrà vedrà.

avatarsenior
inviato il 08 Ottobre 2023 ore 21:39    

Da noi ancora climatizzatori accesi in alcune ore della giornata. Chi vivrà vedrà; speriamo che vivranno decentemente anche i nostri nipoti...

avatarsenior
inviato il 08 Ottobre 2023 ore 21:53    

Esatto, ma quando tocchi il tasto dell'origine in gran parte da attività antropiche si ricade nel medesimo circolo vizioso della negazione aprioristica che queste attività possano influenzare significativamente i cambiamenti ambientali.
Però la cosa strana è che nessuno nega che i primi cianobatteri, con la loro produzione di ossigeno libero, siano stati in grado di produrre la prima grande estinzione di massa conosciuta, circa 2.450 milioni di anni fa, all'inizio del Proterozoico.
Dato che per confutare che le attività umane possano essere in grado di fare qualcosa di simile si tira in ballo il fatto che quest'idea sia solo il frutto di un delirio di onnipotenza che porterebbe l'uomo a credersi capace di cose al di fuori della sua portata, qualcuno dovrebbe spiegarmi come mai, invece, questa capacità viene riconosciuta a organismi unicellulari e dotati di un'intelligenza talmente "superiore" che nemmeno si rendevano conto di ciò che stavano facendo.
Non è un palese controsenso?

È quello che ho detto io: ci sono state varie sostituzioni di specie a causa dei mutamenti causate dalle specie stesse o da altre; e quindi dov'è il problema? Magari le nostre attività causeranno la nostra estinzione e saremo sostituiti da un'altra specie, oppure alcuni di noi, dotati delle giuste mutazioni genetiche, saranno in grado di sopravvivere e determineranno un ulteriore passo nell'evoluzione e magari tra un milione di anni o 10 milioni respireremo gas serra e vivremo bene a 50 gradi, chi può dirlo?

avatarjunior
inviato il 08 Ottobre 2023 ore 22:15    

questo per me è fonte di grande risparmio e minore emissione, io la vedo così, chi vivrà vedrà.


Da un lato consumeremo meno combustibile per il riscaldamento, dall'altro estati più calde e prolungate quindi maggior uso dei climatizzatori e conseguente consumo di energia. Virus e malattie saranno più resistenti con inverni meno freddi.
Altro aspetto da non sottovalutare, lavorare con il gran caldo prolungato per molte ore durante il giorno non è proprio salutare.
Inverni meno freddi e più umidi favoriranno anche il proliferare di parassiti, ad esempio il bostrico. Se poi pensiamo di continuare a piantare abeti alle nostre latitudini sbagliamo di grosso.
In poche parole dovremo cambiare le nostre abitudini e chissà se questo non avrà delle ripercussioni sulla nostra economia e quella di altri paesi.




avatarsupporter
inviato il 09 Ottobre 2023 ore 3:52    

il tema é togliere questo alone di autorevolezza alla scienza eco ambientalista che da 50 anni le sbaglia tutte, dalla fine del petrolio nel 2000, alla guerra agli OGM che malgrado innumerevoli studi sono sempre risultati assolutamente sicuri, per finire alla fobia sul nucleare imponendo solo le rinnovabili come energia a zero CO2, con il paradossale risultato che con il rifiuto al nucleare stanno frenando loro stessi la conversione green, il che la dice lunga sul grado di scemenza di questi eco scienziati

se poi ci addentrimamo sul riscaldamento climatico, sara pure antropico ma se l'UE e ancor piu l'italia devessero eliminare tutta la CO2 (comunque impossibile) sarebbe assolutamente ininfluente a livello globale visto le percentuali in gioco che ci riguardano, uno sforzo economico la conversione green che impoverirebbe l'intero continente e non darebbe nessun contributo alla diminuzione delle temperature

e questo gli scienziati ed esperti ambientalisti si guardano bene dal dire, spacciano continuamente mezze verita, ma sono ingannevoli e subdole perche molto piu difficili da smascherare da una pacchiana fake

avatarsupporter
inviato il 09 Ottobre 2023 ore 4:04    

il motivo per cui l'ho intitolato "arriva l'apocalisse" é nel post di apertura, dagli anni 70 questi stanno continuamente terrorizzando con previsioni che poi sempre si rivelano snìbagliate, da ultimo questa del riscaldamento globale con cataclismi come siccita alluvioni e locuste e la loro esponente piu illustre, la Gretina, che ovunque piagnucola che moriremo tutti se non agiamo

certo bisognetebbe seguire il suo esempio, andare in USA con la barca a vela del principe in 2 settimane per non iquinare con l'aereo, ora nella stampa di un decennio fa fa sarebbe stata disintegrata per una idi0zia simile, invece ormai pure quella é compromessa dall'eco talebanismo arrivando ad esaltare la coerenza di tale scelta Eeeek!!!,
se una ip0crisia simile é passata, vuol dire che nell'informazione i dati contrari all'eco ambientalismo vengono cestinati, e questa e la cosa cosa peggiore

avatarsenior
inviato il 09 Ottobre 2023 ore 5:48    

Inverni meno freddi e più umidi favoriranno anche il proliferare di parassiti, ad esempio il bostrico. Se poi pensiamo di continuare a piantare abeti alle nostre latitudini sbagliamo di grosso.


Alle nostre medie latitudini troppi aghi foglie non vanno più bene, oramai i boschi di abeti e pini (rosso e nero ) sono totalmente inadatti, sotto non prolifera più niente, vanno tagliati a raso a settori e permettere ai latifoglie di riconquistare quei terreni, sono alberi con molte più variati capaci di creare tanti piccoli ambienti diversificati e permettono un sottobosco migliore in tutto sia per flora che per fauna.

avatarsenior
inviato il 09 Ottobre 2023 ore 8:28    

da ultimo questa del riscaldamento globale con cataclismi come siccita alluvioni

Beh, questo almeno non lo puoi smentire. Solo quest'anno, dalla Romagna agli USA, alla Cina e chi più ne ha, più ne metta, direi che di eventi "straordinari" se ne sono visti e vissuti parecchi.
Ma anche le ondate di caldo anomalo in centro e nord Europa non hanno riscontri tanto recenti.
Come ho già scritto altrove, è da sperare che sia "solo" un ciclo come quello, durato circa 40 anni, che si presentò intorno all'anno 1000; difficile dire se sia così, anche perché per quel periodo non ci sono pervenute testimonianze riguardanti l'Africa subsahariana, che era ancora tutta da esplorare, o le Americhe e l'Australia (che all'epoca nemmeno si sapeva che esistessero).
A rendere difficile dire che possa trattarsi di un ciclo c'è comunque anche il fatto che in epoca Romana, quando di cronisti ce n'erano a bizzeffe almeno in mezza Europa, eventi così altalenanti e ravvicinati come sono testimoniati per l'inizio del II millennio d.C. e ora, all'inizio del III (stagioni siccitose seguite improvvisamente da alluvioni e quant'altro), non sembra se ne fossero verificati. L'unico momento di crisi ambientale documentato dai cronisti Romani fu un periodo di circa 80 anni piuttosto siccitoso tra il II e il III sec. d.C., ma con caratteristiche più "lineari" e costanti rispetto a quanto avvenne intorno all'anno 1000 o a quello che stiamo osservando negli ultimi anni.
Ripeto, i nostri processi mentali, che sono come quelli degli altri animali (non lo dico io, ma gli studi di epigenetica, ad esempio), entrano in allarme solo per eventi improvvisi, con l'aggravante che, essendo gli unici ad aver elaborato una tecnologia che ci permette di sapere "in tempo reale" ciò che accade all'altro capo del mondo, se ciò che sta accadendo sulla nostra testa non avviene in contemporanea anche nel resto del mondo, ma solamente due o tre giorni dopo, quell'allarme già si smorza perché non riusciamo più a percepire la globalità della situazione.
Le Ere glaciali, ad esempio, si scatenano in otto giorni solo nei film di terz'ordine, altrimenti spiegatemi come sarebbero state possibili le concomitanti "migrazioni" da nord a sud e da est a ovest, lungo fasce continentali di centinaia o addirittura migliaia di km, di interi sistemi forestali, quando le specie arboree inpiegano diverse generazioni (cioè parecchi anni) anche solo per colonizzare aree distanti 20-30 km.
Quello che ci manca è la percezione della reale velocità con cui avvengono i cambiamenti a livello planetario; solo chi studia le Ere passate (geologi, paleontologi ecc.) riesce a farsene un'idea relativamente precisa, poi però nessuno gli crede.

avatarjunior
inviato il 09 Ottobre 2023 ore 8:48    

Alle nostre medie latitudini troppi aghi foglie non vanno più bene, oramai i boschi di abeti e pini (rosso e nero ) sono totalmente inadatti


Su questo sono perfettamente d'accordo. Gli abeti sono specie originarie del nord Europa che non reggono a lungo un clima caldo e umido e il bostrico fa il resto.
Nella siccità del 2022 ho visto seccarsi anche diverse betulle nei giardini. Dovremmo ripensare ad alberi autoctoni come le querce, ma l'interesse economico e l'ignoranza di certi agronomi forestali porta a ripiantare continuamente abeti al nord. Da quello che so mi sembra che il bostrico stia attaccando anche i larici purtroppo.

avatarsupporter
inviato il 09 Ottobre 2023 ore 8:52    

Daniele alluvioni e inondazioni ci sono sempre stati, basta ricordare il polesine nel 60, firenze nel 70 o la tragica frana di Sarno dovuta alle piogge nel 90, genova nel 2000, e chissà quanti altri minori di cui s'e perso memoria, anzi a vedere sono pure diminuiti MrGreen

ora da qui a farne una paura da inculcate alla gente, insinuando continuamente che devono temere inondazioni ogni volta che danno pioggia, e che la colpa è delle auto o caldaie per riscaldamento diventa grottesco

avatarsenior
inviato il 09 Ottobre 2023 ore 8:56    

ra per far riferimento che nella società di oggi ha senso ridurre anche quei consumi e in generale la popolazione, fare 3/4 figli é davvero un lusso per il pianeta e andrebbe quantomeno tassato, non incentivato


chi te la paga la pensione poi? MrGreen

avatarjunior
inviato il 09 Ottobre 2023 ore 9:49    

il tema é togliere questo alone di autorevolezza alla scienza eco ambientalista che da 50 anni le sbaglia tutte, dalla fine del petrolio nel 2000, alla guerra agli OGM che malgrado innumerevoli studi sono sempre risultati assolutamente sicuri, per finire alla fobia sul nucleare imponendo solo le rinnovabili come energia a zero CO2, con il paradossale risultato che con il rifiuto al nucleare stanno frenando loro stessi la conversione green, il che la dice lunga sul grado di scemenza di questi eco scienziati


Non vedo nessuna autorevolezza ma piuttosto informazione da parte di chi studia clima, meteorologia e ambiente.
Il cambiamento climatico è già successo più volte, milioni e migliaia di anni fa. La differenza è che l'attività umana sta accelerando questo processo.
Gli eventi meteorologici estremi sono un segnale. Non avevo mai visto palle di grandine da 10cm di diametro in oltre quarant'anni e vale anche per la mia precedente generazione. Questo succede perché il mar Mediterraneo aumenta di temperatura, di conseguenza più evaporazione e energia in atmosfera creando temporali devastanti con forti grandinate.
Con lo scioglimento costante del polo nord rallenta la corrente del Golfo e questa è un' altra causa dei fenomeni estremi.
Al polo possono anche capitare giorni con rialzi di temperatura anomali e questo causa una discesa di aria fredda improvvisa verso sud. Il risultato sono le improvvise gelate ad inizio primavera o le ondate di freddo in Europa.
Questo non è allarmismo ma sono dati di fatto.
Ad agosto, in una serata particolarmente fresca, mi sono messo a discutere con un pensionato con la terza media che probabilmente non ha mai letto un libro in vita sua ma dopo essere stato esperto di virus, malattie e geopolitica mondiale, si è messo a blaterare qualcosa del tipo...il cambiamento climatico è una caxxata ed è tutta colpa degli americani...probabilmente crede anche alle scie chimiche MrGreenVorrei proprio sapere come la pensa adesso che ad ottobre al nord siamo tutti in maniche corte.
Con questo non voglio cambiare le idee e le opinioni di nessuno, ci mancherebbe, ma almeno non cadiamo nel solito menefreghismo italico. Forse non si può fare niente per invertire la rotta e dobbiamo adeguarci. Nel frattempo rispettiamo almeno un po' questo pianeta anche se dovremo morire domani...e fregarsene come qualcuno crede


avatarsenior
inviato il 09 Ottobre 2023 ore 9:59    

Da quello che so mi sembra che il bostrico stia attaccando anche i larici purtroppo

E anche qualche cirmolo.
In questo caso, a mettere in stato di stress le piante che poi il bostrico ha attaccato in massa è stato l'evento della tempesta Vaia, ma in effetti una riforestazione non impostata sulla monocoltura, come invece si è fatto finora, sarebbe auspicabile.



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