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avatarsupporter
inviato il 11 Settembre 2023 ore 11:43    

Ma infatti? MrGreen
Ma già il BN ... non è una alterazione della realtà?
Tutti disonesti quelli che per anni hanno fotografato in BN, o quelli che hanno usato il mosso creativo?
Non si possono leggere certe affermazioni...MrGreen

avatarjunior
inviato il 11 Settembre 2023 ore 11:44    

Dire che la fotografia mente sempre è, per me, riduttivo e ancora troppo legato al mezzo e non al fine della fotografia stessa.

La fotografia è un'arte e una forma di comunicazione e per me quello che conta è il messaggio che si vuole veicolare e in questo, chi la realizza, non dovrebbe mentire con il proprio "utente finale".

La fotografia ha quindi uno scopo (DECISO DALL'AUTORE) e questo scopo definisce, anche se con contorni molto sfumati, il perimetro dove ci si dovrebbe muovere. Uso il condizionale perché nessuno vieta che si esca da quel perimetro però, quando lo si fa, trovo fraudolento continuare a definire un lavoro come qualcosa che non è.

Mi spiego portando due esempi molto semplici.

Foto-giornalismo: l'articolo linkato da @AleZ parla di foto-giornalismo ed è chiaro dalle parole dell'intervistato come, per chi prende parte al percorso di realizzazione di una foto di quel tipo, sia doveroso porsi delle domande su cosa sia opportuno fare e cosa no anche in post, per non "barare" nei confronti di chi guarda il risultato.

Astro-fotografia: foto della via lattea dove si ineriscono celi ripresi in una parte del mondo con ambienti terresti di altre, giustapponendo i contenuti come in un collage.

Personalmente non mi infastidisce la post-produzione (che sto cercando di imparare), mi indispettisce la retorica di chi stravolge una scena fotografica per volontà (pseudo-)artistica ma pretende ancora di chiamarla fotografia e non grafica, nome che, per me, sarebbe più appropriato.







avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2023 ore 11:56    

Fai una cosa, fotografa un paesaggio e poi guarda il raw. Li troverai uguali? Certamente che no, il raw sarà piatto, senza contrasto ecc... dovrai comunque ritoccarlo per cercare di ottenere quello che tu hai visto o credi di aver visto o che credi di pensare di aver visto.
Non è necessario specificare che una foto sia photoshoppata, il 99,999999999% delle foto lo sono.
Se scatti ed editi a tuo gusto (qualsiasi esso sia) hai già vinto.

avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2023 ore 11:59    

Se scatti ed editi a tuo gusto (qualsiasi esso sia) hai già vinto.

Oggi vado a farmelo tatuare addosso MrGreen

avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2023 ore 12:05    

Tutto bello, tutto giusto, basta specificare, dopo i parametri di scatto: ritoccata in Photoshop, oppure non mentire se qualcuno te lo chiede.
Se vuoi spacciare per reale una foto photoshoppata è mancanza di onestà. Altrimenti, se menti, implicitamente riconosci che una foto photoshoppata ha meno valore di una foto realistica.


Non capisco cosa ci sia di male se una foto è stata sviluppata in Photoshop, perchè non è che il jpg della macchina non applica nessuna regolazione.
La fotografia digitale ha accorciato la catena di sviluppo, dove prima era relegata agli stampatori , dove quelli bravi e competenti applicavano pure le bruciature eschermature.
Ecco Claudio Palmisano è colui che sviluppa le fotografie di Francesco Zizola, fotografo di fama mondiale, quello che fa lui oggi ( in realtà da più di 20 anni ), prima, a Zizola, lo facevano in camera oscura.
Peccato, la Rai aveva fatto un bel documentario su Zizola, ma sul sito non si trova più e c'è una sequenza in cui va a ritirare una stampa e si meraviglia di come nello sviluppo della pellicola abbiano tirato fuori particolari.
Ecco, questo non è sicuramente mentire.
Purtroppo nella fotografia, come in tutto, ci vuole conoscenza ed esperienza e per questo il tempo è fondamentale.

avatarjunior
inviato il 11 Settembre 2023 ore 12:26    

Infatti @Kinder74, se ti riferivi al mio commento, io mi ritengo decisamente laico rispetto alla post-produzione, senza dogmi da rispettare e il D&B è una bella tecnica che vorrei padroneggiare e con cui sto sperimentando molto nelle foto dei recenti shooting.
Come dicevo, mi indispettisce chi non dice il vero sul proprio lavoro e chi non accetta il confronto quando si mette in discussione l'uso della tecnica con quello che si dichiara essere lo scopo della fotografia (e.g. non dirò il nome ma, chiedendo un confronto ad un noto ritrattista del forum su come avesse utilizzato la post per "piallare" la pelle della modella - con un risultato per me discutibile -, lo stesso non si è degnato di rispondere)

P.S.
Giusto una precisazione: per me, sottolineo per me, nella ritrattistica se la post-produzione è evidente - non solo sappiamo che c'è come è normale attendersi ma si vedono chiaramente gli interventi eseguiti anche per chi non è smaliziato - allora il lavoro non è fatto bene; opinione condivisa dai relatori di tutti i corsi online che ho seguito.

avatarsupporter
inviato il 11 Settembre 2023 ore 13:09    

>primo perchè il jpg secondo me rappresenta abbastanza fedelmente la realtà,

Mah ... ci sono dei Jpeg che sono "elaborazioni" ben peggiori di quelle che farebbe un essere umano.
La mia D300, che adoro, restituisce jpeg saturi da paura, tanto per fare un esempio. Moltissime Canon hanno un magenta parecchio invasivo nei Jpeg.
Leica ha una SC molto accattivante ma se non ricordo male con una colorimetria che più di altre marche si discosta dalla realtà.

Comunque: sarei curioso di vedere qualche tuo scatto "onesto e vero" ...

avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2023 ore 13:27    

Dire che la fotocamera non rappresenta la realtà è un argomento debole, primo perchè il jpg secondo me rappresenta abbastanza fedelmente la realtà, secondo perché non si può partire da questo argomento per giustificare ogni tipo di elaborazione, tipo sostituire il cielo o aggiungere leoni ed elefanti ad una foto delle Alpi.

Innanzitutto già nei jpeg si possono impostare determinate modifiche direttamente prima di scattare. Parlo di Nitidezza, contrasto, saturazione ecc..... In secondo luogo, il secondo esempio che porti, non è più una semplice elaborazione ma un fotomontaggio vero e proprio che è ben altra cosa.


Ripeto, la scena fotografata ha certe caratteristiche: ogni zona della foto ha una precisa luminosità (100, 1000, 777, ...) e colore (x, y, z, ...), misurabili in modo oggettivo. Se tu alteri i rapporti tra le varie misure, cioè da 100 a 500 lo fai diventare 500 a 100 o anche 250 a 500, stai alterando la realtà della scena che hai fotografato. Questo è indiscutible e non perdo ulteriore tempo a discutere con chi filosofeggia dicendo che non esiste una realtà oggettivo, perché questo è menare il can per l'aia...

Quindi anche una doppia esposizione fusa in post-produzione sarebbe un' alterazione della realtà solo perchè la macchina non è capace di esporre contemporaneamente per le alte luci e le ombre?

avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2023 ore 13:39    

Dire che la fotocamera non rappresenta la realtà è un argomento debole, primo perchè il jpg secondo me rappresenta abbastanza fedelmente la realtà, secondo perché non si può partire da questo argomento per giustificare ogni tipo di elaborazione, tipo sostituire il cielo o aggiungere leoni ed elefanti ad una foto delle Alpi.

Ecco credere che il jpg sia la realtà, più o meno, significa non conoscere il mezzo, perchè la foto viene elaborata dalla macchina e vengono applicati profilo colore della casa, contrasto, saturazione, luminosità e altre modifiche che creano, comunque, un file artificioso.

Inoltre la realtà non è nel file catturato, questo perchè quello che noi visualizziamo non è quello registrato ma un interpretazione dello strumento fotografico. Quale strumento ha dei limiti, che possono essere arginati con una giusta postproduzione. Quei limiti, con i nuovi sensori e anche i nuovi firmware, vengono sempre ridimensionati, un sensore di oggi si comporta diversamente da uno di ieri ( così come il processore di elaborazione e il software caricato ).
La sostituzione del cielo e l'aggiunta di elementi rientra nel campo del fotomontaggio, ma questa è un altra storia.

Come dicevo, mi indispettisce chi non dice il vero sul proprio lavoro e chi non accetta il confronto quando si mette in discussione l'uso della tecnica con quello che si dichiara essere lo scopo della fotografia (e.g. non dirò il nome ma, chiedendo un confronto ad un noto ritrattista del forum su come avesse utilizzato la post per "piallare" la pelle della modella - con un risultato per me discutibile -, lo stesso non si è degnato di rispondere)

Ecco, non capisco perchè un autore debba spiegare, anche se in un forum, come è arrivato ad un risultato.
Se l'autore vuole mantenere "segreto" il suo metodo di sviluppo non c'è nulla di male e deve essere rispettato.
Purtroppo sui forum, ma anche fuori, ci sono molti "furbi" che vogliono copiare e chiedono senza un minimo di pudore per poi scimmiottare il lavoro altrui.

avatarsupporter
inviato il 11 Settembre 2023 ore 13:43    

>>“
Ripeto, la scena fotografata ha certe caratteristiche: ogni zona della foto ha una precisa luminosità (100, 1000, 777, ...) e colore (x, y, z, ...), misurabili in modo oggettivo. Se tu alteri i rapporti tra le varie misure, cioè da 100 a 500 lo fai diventare 500 a 100 o anche 250 a 500, stai alterando la realtà della scena che hai fotografato. Questo è indiscutible e non perdo ulteriore tempo a discutere con chi filosofeggia dicendo che non esiste una realtà oggettivo, perché questo è menare il can per l'aia...>>

Non è un menar il can per l'aia, è che tu sembri non sapere NULLA di fisiologia della visione, e di fisiologia della *percezione*. L'occhio umano fa centinaia di micromovimenti per riuscire a trasmettere al cervello tutti i particolari e le compensazioni della esposizione: è come se facesse centinaia di scatti a esposizioni diverse utilizzando coni e bastoncelli per fornire al cervello il materiale su cui RICOSTRUIRE la scena nel modo più COMPRENSIBILE (non REALE) possibile.
Ogni occhio umano VEDE diversamente e ogni CORTECCIA visiva PERCEPISCE diversamente da individuo ad individuo. NON è un menar il can per l'aia: la REALTA' NON ESISTE, esiste una PERCEZIONE individuale e di specie.

Un occhio umano ha una percezione di latitudine di posa stimata di 14 stop, le migliori macchine in commercio, quelle da 30.000 euro ne dichiarano 7/8 ma alla prova dei fatti sono sui 5.
SE non si mettessero in atto le STESSE strategie della fisiologia della visione, non sarebbe possibile cercare di rendere comprensibile cosa il nostro **cervello** (non l'occhio) ha visto.

avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2023 ore 13:45    

ipende: il risultato finale è ciò che vedeva più o meno il tuo occhio quando hai fotografato?


Ecco, quindi anche una Silhoutte per te allora non è una fotografia, come il mosso o lo sfocato.

Questi che ti dico sono degli esercizi che si insegnano nelle scuole di fotografia e servono a formare creativamente il fotografo.

L'apertura mentale è importante per crescere creativamente e mentalmente.

Quando sento certi discorsi, vedo che molti sono limitati e invece dovrebbero guardare più in la del proprio giardino.

avatarsupporter
inviato il 11 Settembre 2023 ore 13:45    

>>Il tuo invito suona quasi come una "minaccia", del tipo: pubblica una foto così te la stronco e impari (per cosa non si sa)... Non è un bel modo di dare il benvenuto ad un utente su un forum, e neppure ad invogiarlo a pubblicare le proprie foto.
Tranquillo, non ti darò questa soddisfazione...>>

Guarda che il problema è tuo, mica mio MrGreen

avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2023 ore 13:54    

Dipende: il risultato finale è ciò che vedeva più o meno il tuo occhio quando hai fotografato?

In tutti i contro luce che ho fotografato ho sempre applicato questo principio. Però è una circostanza dove si cerca di andar oltre il limite dello strumento che purtroppo non può rappresentare quella scena per un suo limite fisico.

Sì ma se lasci le impostazioni standard, o cmq non le pompi più di tanto, il jpg di solito rappresenta abbastanza bene la realtà. Da un jpg non viene fuori un dodge and burn

Dipende in realtà....ogni marchio crea i jpeg in modo diverso: ad esempio Canon sull'incarnato tende a dare colori più caldi mentre altri potrebbero dare una resa diversa (a parità di condizioni di scatto si ntende). Questo significherebbe che questi jpeg rappresentano una scena che è influenzata dalla color science del marchio. Nel paesaggio noto ad esempio che la R5 tende a dare dei colori spesso troppo caldi rispetto a quelli reali quindi non avrei una rese fedele a quello che vedevo realmente. Per questo, con il raw, partendo da una base poco contrastata e oggettivamente piatta, riesco ad avvicinarmi a quella che era la mia visione di quel momento servendomi, se necessario, anche del dodge and burn se necessario.
Spesso gli orrori che vengono osannati in rete, non sono tanto solo D&B, ma anche un insieme di effetti che fa parte del flusso di lavoro: Orton, Glow, Darkening, Sharpening, Enfatizzazione della luce e dei raggi solari (ho visto autori che creano raggi di luce dal nulla in scene dove ci sono nuvole Eeeek!!!). Nell' insieme, questi effetti, se usati con parsimonia danno un immagine abbastanza fedele alla realtà. Se non è cos', e si è esagerato, le foto sembrano letteralmente uscite dai frame di un videogioco

avatarsenior
inviato il 11 Settembre 2023 ore 13:59    

Ma i rapporti di luminosità/colore tra le varie zone della foto sono un dato oggettivo, indipendentemente da come una persona li vede.

è oggettivo se misurato da uno strumento ma nel campo della percezione interpersonale non lo è più. è come la soglia del piccante: per me un habanero è immangiabile ma per altri è una carezza sulla lingua. O anche nella scala del dolore: ho visto gente al pronto soccorso, con tagli profondi diversi centimetri che non batteva ciglio mentre veniva ricucita mentre ci sono persone che piagnucolano se hanno un graffietto superficiale

La sostituzione del cielo e l'aggiunta di elementi rientra nel campo del fotomontaggio, ma questa è un altra storia.

Quoto

avatarsupporter
inviato il 11 Settembre 2023 ore 14:01    

Sei TOTALMENTE fuori strada. Ci sono tonnellate di articoli della letteratura scientifica che dicono esattamente il contrario. Ogni essere umano è diverso dall'altro, e nessuno ha lo stesso numero di coni e bastoncelli, e nessuno ha la stessa curvatura della cornea e nessuno ha la stessa capacità di accomodazione del cristallino e si potrebbe continuare per ore ... nessuno ha la stessa capacità di rilasciare rodopsina o di far viaggiare lo stesso identico segnale lungo le cellule nervose, e nessuno ha un vissuto uguale all'altro. E credere che il vissuto NON influenzi la percezione è un altro errore macroscopico. Dal punto di vista *biologico* stai dicendo una tonnellata di ... fesserie.

Gli esseri umani NON sono delle Toyota (ammesso e non concesso che tutte le toyota siano uguali)

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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