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avatarsenior
inviato il 11 Giugno 2023 ore 21:02    

Comunque io non rinuncerei mai agli iso variabili, credo che sia la vera novità rispetto all'analogico, il resto autofocus, raffica, letture esposimetriche varie erano già presenti nell'analogico, oggi migliorati. Naturalmente gli iso variabili sono figli del sensore digitale che permette una gamma dinamica impensabile con la pellicola, oggi recuperi luci e ombre in maniera sorprendente, e lo puoi fare per singolo fotogramma.
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Una funzione certamente utile le ASA variabili caro Riccardo, ma non certo una cosa imprescindibile... soprattutto in considerazione del fatto che, appunto, con una macchina digitale basta ruotare una ghiera per cambiare "pellicola"!
Comunque devo essere sincero: mi piacerebbe avere una Velvia 200... 200 ASA eh, non 200.000 Triste

avatarsenior
inviato il 11 Giugno 2023 ore 22:36    

Però gli iso variabili sono comodi: permettono di non cambiare diaframma e tempo, cose sulle quali in genere si medita un pochino. Vale a dire: una volta che ho stabilito che un certo tempo di esposizione mi mette al riparo dal mosso e che un certo diaframma mi dà la profondità di campo che mi serve a quel punto le variazioni di luce influenzeranno solo gli iso e mi daranno semplicemente una foto un pochino più o un pochino meno rumorosa. Se poi imposto un limite per gli ISO auto sto anche tranquillo che non si va oltre quelli, e se capita la fotocamera me lo dice. Una bella storia insomma, che una volta non c'era, molto utile quando si fanno foto dinamiche (pensiamo ad esempio a un animale che si sposta tra sole e ombra).

avatarsenior
inviato il 11 Giugno 2023 ore 22:39    

“ E voi quale è la caratteristica di una moderna fotocamera di cui non potete o non volete fare a meno?”



… lo dico da amante del rullino…
Ma non potrei mai fare a meno della memory card che incamera 1.000 più scatti
Questo per me è il vero essenziale.
Rinuncerei a tutto il resto per non essere bloccato a 36 scatti prima di dover aprire la macchina e mettere le mani dentro a parti delicate.

avatarsenior
inviato il 11 Giugno 2023 ore 22:56    

Però gli iso variabili sono comodi: permettono di non cambiare diaframma e tempo, cose sulle quali in genere si medita un pochino.
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Se è solo per questo tutto è comodo, ma la a rivoluzione, quella vera, è l'essersi affrancati una volta per tutte dalla schiavitù della sensibilità fissa, anzi OBBLIGATA... se si abbisogna di ben determinati standard di qualità.
Anche perché, diciamocela proprio tutta, se la pellicola ti impone una sensibilità che al massimo non può eccedere le 100 ASA col digitale basta impostarne 400 e di fatto non si ha più bisogno di sensibilità più alte... quindi delle ASA variabili alla fine non hai che fartene.
Che poi l'"appetito venga mangiando" siamo tutti d'accordo, ma così poi si finisce all'assurdo che volendo operare sempre e comunque a 1/4000 e diaframma 8, anzi meglio 11 allora si... ASA variabili e via!
Anche se stai fotografando le cariatidi del Partenone a mezzogiorno del 15 di luglio Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2023 ore 9:20    

Miopartistica: no, per carità, specie per chi come me ( ma leggo anche per te) ha un po' di anni e la vista non è più quella di una volta, stigmometro a immagine spezzata e corona piccolissima di microprismi intorno non li rimpiango per niente. Poi, con obbiettivi meno luminosi le lunette si oscurano...Stiamo sempre a rimpiangere i mirini di una volta, ma certo questi sistemi non li rimpiango affatto!

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2023 ore 10:01    

Poi, con obbiettivi meno luminosi le lunette si oscurano...Stiamo sempre a rimpiangere i mirini di una volta, ma certo questi sistemi non li rimpiango affatto!
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Per certe situazioni al limite caro Claudio esistevano degli specifici vetrini di messa a fuoco, ultraluminosi e smerigliati al laser, che risolvevano il problema.
Il guaio era che in pratica solo Canon li aveva a catalogo e ovviamente costavano un botto... per la cronaca ne ho due!

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2023 ore 10:08    

Per certe situazioni al limite caro Claudio esistevano degli specifici vetrini di messa a fuoco, ultraluminosi e smerigliati al laser, che risolvevano il problema.
Il guaio era che in pratica solo Canon li aveva a catalogo e ovviamente costavano un botto... per la cronaca ne ho due!


Anche Pentax ne aveva diversi, sicuramente per MX e LX, non so se anche per altri modelli.

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2023 ore 10:12    

Di tutte le opzioni disponibili
quella di cui non posso fare a meno è vedere il risultato subito nel mirino.

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2023 ore 10:17    

Il guaio era che in pratica solo Canon li aveva a catalogo e ovviamente costavano un botto... per la cronaca ne ho due!

Innanzitutto gli schemi smerigliati ce li aveva anche il sistema reflex Pentax con ben 9 tipi diversi poi non è vero che costassero chissà quanto. Se non ricordo male quello tipo reticolo che usavo per le doppie esposizioni lo pagai circa 30.000 lire compresa la custodia e la pinzette per fare la sostituzione.
Poi sempre in casa Pentax sistema LX c'era la possibilità di sostituire anche il mirino con 7 mirini diversi tra cui il mirino FE-1 per macro fotografia.

avatarjunior
inviato il 12 Giugno 2023 ore 10:20    

gli ISO automatici sono una bella comodità...

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2023 ore 10:24    

face/eye detect
esposizione in tempo reale

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2023 ore 10:29    

esposizione in tempo reale

L'esposizione in tempo reale ce l'avevano anche le fotocamere analogiche degli anni '90 Sorriso

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2023 ore 10:33    

analogiche anche anni 80 ma io credo tu abbia ben capito che intendo...
Non parlo di -......0.......+ ma di visualizzazione a mirino della scena cosi come poi esce in foto

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2023 ore 10:50    

stigmometro a immagine spezzata e corona piccolissima di microprismi intorno non li rimpiango per niente.

Concordo, con la vecchia reflex Nikon F3 analogica toglievo il pentaprisma e, per la messa a fuoco, mettevo il pozzetto intercambiabile con la lente di ingrandimento, ho ancora la Nikon F3, che non uso più, ed ho pure 3 diversi vetrini di messa a fuoco smerigliati, io preferivo quello smerigliato anche al centro, ma la lente di ingrandimento arriva forse a 2X, invece il nuovo mirino EVF della Sony A7R2 ingrandisce fino a 12X la zona da mettere a fuoco e c' è pure l' aiuto del focus peaking, così il manual focus diventa superiore a qualsiasi autofocus.

Una cosa che rimpiango invece sono i vecchi teleobiettivi Nikon che avevano la ghiera del diaframma comandabile manualmente, potevo aprire tutto il diaframma e con l' oculare Nikon "Lens scope converter" focale 10mm, li usavo da monocoli-telescopi per osservazioni astronomiche visuali.
Invece tutti gli attuali obiettivi elettronici Sony hanno il diaframma normalmente chiuso e sono inutilizzabili senza alimentazione.
Io ho trovato un trucco per aprire il diaframma elettronico, ma devo collegare la Sony A7R2 ad una contattiera autocostruita collegata all' obiettivo Sony 200-600 ... ma il tutto è complicato e non lo uso mai.

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2023 ore 11:05    

Purtroppo i vetrini intercambiabili non erano appannaggio di tutte le reflex e, soprattutto di tutte le reflex a portata di tasca di uno...studente!Triste

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