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inviato il 20 Maggio 2023 ore 10:52
Mi sono fatto l'idea (e mica solo io) che molte cose le impariamo, e poi ne siamo condizionati, ma molte altre fanno invece parte del firmware del nostro kranio. La predilezione per la sezione aurea credo sia una di quelle (così come, per esempio le capacità linguistiche in generale, altrimenti non si spiega come faccia un bambino a imparare a parlare correttamente così in fretta . Chiusa la parentesi). Sono cose che si possono osservare anche con occhio critico, ma è difficile negarle: se sei convinto che il cioccolato faccia male e decidi di non mangiarne più è sicuramente una cosa che puoi fare, ma se pensi che, siccome hai sviluppato un forte senso critico nei confronti del cioccolato quando lo metti in bocca non ne sentirai più il sapore allora sei su una strada sbagliata. |
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inviato il 20 Maggio 2023 ore 10:55
A chi per caso non l'avesse letto, consiglio "La sezione aurea. Storia di un numero e di un mistero che dura da tremila anni" di Mario Livio. Estremamente interessante, e anche utile a demistificare certe credenze, in particolare quelle basate su arbitrarie sovrapposizioni di schemi grafici a partenoni, gioconde e compagnia. |
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inviato il 20 Maggio 2023 ore 11:03
“ "La sezione aurea. Storia di un numero e di un mistero che dura da tremila anni" di Mario Livio. „ Questo mi manca ... però sono anche dell'idea: “ ma molte altre fanno invece parte del firmware del nostro kranio. La predilezione per la sezione aurea credo sia una di quelle „ Per quanto mi riguarda percepisco l'armonia di quanto mi sta intorno e vedo, in quanto invece ad applicarla (in disegno, in foto, nel realizzare un manufatto) è tutta un'altra cosa! |
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inviato il 20 Maggio 2023 ore 11:03
Ripeto, la sessione aurea è stata identificata osservando la natura, tutto ciò che ci circonda, compreso il volto umano. Anche il Partenone rispetta le geometrie e gli equilibri, ma non perché qualcuno si fosse messo con un lucido sovrapposto per verificare volumi, linee e rispetto di equilibri matematici, semplicemente sono geometrie che fanno parte di ciò che ci circonda. Saperle applicare inconsciamente fa parte del gusto, della capacità....l'intonazione naturale di un cantante, qualcuno magari sa ascoltare ma di natura stona. La sessione aurea per altro può essere composta da diversi elementi che ne rispettano le proporzioni.
 Può essere insita nella disposizione di soggetti della scena rispetto a linee e volumi
 o semplice:

 La questione non è verificare a posteriori come si posiziona, ma far proprie le proporzioni, il rispetto dei volumi, dei pieni e dei vuoti, usare le linee (che guarda caso seguono sempre lo stesso principio) per guidare lo sguardo, gestire i piani di fuoco per dare la giusta importanza al percorso visivo alla narrativa...oltre alla esposizione, alla necessaria piacevolezza estetica, alla capacità narrativa, alla gestione della luce, delle ombre.... La sessione aurea è un di cui che deve venire naturale una volta che si ha la capacità di comporre nel modo opportuno, è non è obbligatorio che sia perfettamente evidente e geometricamente rispettata come da esempi di studio, ma se presente in modo corretto sicuramente aiuta ad avvicinare l'immagine a parametri insiti nella mente dell'osservatore. |
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inviato il 20 Maggio 2023 ore 11:14
@Mactwin Concordo con quanto hai scritto sopra! |
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inviato il 20 Maggio 2023 ore 11:16
La spirale si può "azzeccare" praticamente dappertutto magari potrebbe essere un tema per il gioco di Postproduzione ! |
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inviato il 20 Maggio 2023 ore 11:35
Massimo vedi che istintivamente la prima l'avrei preferita con il soggetto un pelo più a sx, ed in effetti croppando tutto torna.
 Non è obbligatorio, ma aiuta. |
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inviato il 20 Maggio 2023 ore 11:38
In alcune è comunque presente, ma non te ne accorgi perché pensi alla singola spirale. Poi come ho detto, non è necessaria, ma se presente aiuta nel rendere più apprezzabile l'immagine. |
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inviato il 20 Maggio 2023 ore 11:46
Croppata un po' in effetti è meglio la prima grazie di avermi fatto notare questo dettaglio. Le regole prima di infrangerle bisogna conoscerle bene seguirele poi si possono infrangere ma con un senso sennò vengono fuori solo mappazzoni |
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inviato il 20 Maggio 2023 ore 11:49
Io sono sulla posizione di Ironluke. Raggiungere un equilibrio nella composizione considerando anche luci, ombre e colori è qualcosa che va oltre l'applicazione di regole rigide. È un esercizio dello sguardo che credo si raggiunga con molta esperienza di osservazione di opere d'arte a partire dalla pittura. Così l'applicazione diventa quasi istintiva. Imparare dai manuali porta alla "rigidità". Mi ricordo che 1000 anni fa molti fotografi stampavano in bn includendo il bordo nero del fotogramma. Questo per "certificare" che l'inquadratura era stata fatta in macchina e non ritagliata dopo. Era considerato un segno della capacità del fotografo. |
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inviato il 20 Maggio 2023 ore 11:55
L'aderenza a delle proporzioni che riportano alla sessione non prescindono dal resto, detto svariate volte. Per altro ci sono elementi di maggior rilevanza come l'emotività trasmessa o la capacità narrativa dell'immagine, che da sole bastano ….indipendentemente da tutte le altre “regole”. Ma come sempre se poi ci sta anche il resto l'immagine diventa ancora più forte e bella. |
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inviato il 20 Maggio 2023 ore 11:55
“ Mi ricordo che 1000 anni fa molti fotografi stampavano in bn includendo il bordo nero del fotogramma. Questo per "certificare" che l'inquadratura era stata fatta in macchina e non ritagliata dopo. Era considerato un segno della capacità del fotografo. „ qualcuno lo faceva, ma anche quello era come applicare una cornice.... io, anche sotto l'ingranditore, ho sempre cercato la giusta inquadratura, il ritaglio che mi sembrava migliore.. Ricordo che allora esistevano ed erano usate le taglierine, proprio per correggere il rapporto tra i lati della carta fotografica che, tra l'altro al variare del formato, variava spesso pure il rapporto tra i lati |
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