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8 miliardi 30 all'ora


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avatarsenior
inviato il 16 Novembre 2022 ore 11:56    

Ma guarda che anche l'India ha in progetto la decarbonizzazione entro il 2070 e sta spingendo sulla mobilità elettrica. Sopratutto due e tre ruote che da loro sono i mezzi più comuni. Ed hanno gli stessi problemi di europa e cina, cioè la rete di distribuzione

user198779
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inviato il 16 Novembre 2022 ore 12:06    

Bene bene vedo che non sono i 30 all'ora il problema più grave Eeeek!!!
Nei media nazionali hanno dato più spazio si 30 all'ora che il raggiungimento degli 8 miliardi di persone sul pianeta.

avatarsenior
inviato il 16 Novembre 2022 ore 12:13    

l'India ha le persone che muoiono in strada...penso che prima di tutto daranno priorità allo sviluppo della loro economia compreso, se serve, compiacere l'occidente firmando accordi per impegni che verranno considerati da qui a mezzo secolo.


avatarsupporter
inviato il 16 Novembre 2022 ore 12:15    

se uno guarda la densita di popolazione di citta come il cairo o bombei direi che l'isteria per gli 8 miliardi sia palese, come é dimostrato gia oggi in quelle aree urbane l'uomo ma anche il pianeta puo sopportate anche gli 80 miliardi, ma...

Il progresso arresta le nascite ?


Verissimo.
Per questo il problema demografico è un non problema.


l'ecologismo come sta per venire implementato, e cioé ridizione dei consumi, della mobilita privata e produzione di energia rinnovabile senza nucleare, portera l'effetto di un arretramento della produzione del benessere e in definitiva del progresso (sono parametri che viaggiano in sintonia) in primo luogo proprio nei paesi in via di sviluppo, morale continueranno a fare figli come non ci fosse un domani

e non ci credete prendete la Cina da esempio, oggi hanno tassi di crescita umani proprio per il benessere del modello occidentale basato su produzione e consumo, senza quello farebbero ancora 5 figli a famiglia, l'india indonesia africa se gli imponi il modello ecologista non cresceranno piu e continueranno con indici di natalita 5x

avatarsenior
inviato il 16 Novembre 2022 ore 12:15    

Per questo il problema demografico è un non problema

Solo se si ragiona in termini semplicistici.
Dovrai dare una casa a tutti: altra cementificazione.
Dovrai creare più posti di lavoro: cosa gli farai fare che abbia senso fare (non pettinare bambole), dato che la tecnologia sottrae sempre più lavoro alle persone, al punto che in Europa si chiudono già ora entrambi gli occhi se la maggior parte degli immigrati finisce a spacciare droga, vivere di piccoli furti o di elemosina, pur se non era certo questo quello a cui aspiravano emigrando?
Dovrai vestirli, scaldargli la casa, dar loro mobili, elettrodomestici, telefoni cellulari (quelli ormai li hanno persino nelle favelas: vuoi toglierglieli?), mezzi di trasporto, mezzi per svagarsi e chi più ne ha più ne metta: altre industrie (sempre più robotizzate), altro inquinamento, sfruttamento di risorse non velocemente rigenerabili, e via di seguito.

Perché non si parla mai di queste cose, ma solo del fatto che la produzione alimentare attuale potrebbe già sfamare 10 o 12 miliardi di persone?

Le popolazioni dei vari esseri viventi, quindi uomo compreso, non costituiscono un problema solo se rimangono all'interno di un intervallo di equilibrio per l'intero ecosistema.
Il problema demografico non è mai stato considerato tale solo finché ci sono state nuove terre da colonizzare (magari decimando sistematicamente i pochi indigeni che le abitavano), ma ora che non c'è rimasto più margine di espansione territoriale, dobbiamo renderci conto che la crescita demografica è in realtà la madre di tutti gli altri problemi.
Vuoi nuovi mercati per la produzione agricola, industriale e per lo sviluppo del capitale? Soluzione: crescita demografica! Volere o volare, questo è stato il chiodo fisso dell'umanità negli ultimi 11.000 anni, cioè da quando il passaggio ad un'economia di produzione ha creato un surplus di prodotto che andava "piazzato" e monetizzato (esisteva il concetto di ricchezza prima del neolitico?).
Circa 6.000 anni fa, il primo vero boom demografico fu determinato dal fatto che la produzione agricolo-pastorale, nonostante i mezzi e le conoscenze limitate, già era in eccesso rispetto al normale fabbisogno della popolazione; ma all'epoca questo non creava particolari problemi perché c'era ancora un ampio margine di espansione territoriale per ulteriore popolazione; ora questo margine non solo non esiste più, ma quell'eccesso di produzione agricola che rende tanto felici i sostenitori del "crescete e moltiplicatevi fino a 12 miliardi e più", è frutto già ora di un eccessivo utilizzo di territorio che avrebbe dovuto rimanere forestato o comunque allo stato naturale, creando uno squilibrio nell'ecosistema globale che possiamo solo fingere di non vedere.

user198779
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inviato il 16 Novembre 2022 ore 12:41    

Farwest siamo giunti sulle rive del Pacifico Cool

Siamo giunti al "29esimo giorno" titolo di un saggio della fine degli anni 70 di Lester Brown,
Che fa l'esempio di uno stagno dove proliferano le ninfee dove ogni giorno che passa raddoppiano di numero ora lo stagno è pieno a metà.

user198779
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inviato il 16 Novembre 2022 ore 12:54    

www.sapereambiente.it/opinioni/il-ventinovesimo-giorno/

avatarsupporter
inviato il 16 Novembre 2022 ore 12:54    

ma quell'eccesso di produzione agricola che rende tanto felici i sostenitori del "crescete e moltiplicatevi fino a 12 miliardi e più", è frutto già ora di un eccessivo utilizzo di territorio che avrebbe dovuto rimanere forestato o comunque allo stato naturale, creando uno squilibrio nell'ecosistema globale che possiamo solo fingere di non vedere.


non é cosi, l'agricoltura intensiva serve a sfamare persone, la chimica agricola ha salvato milioni di persone dalla fame, il riso basmati di montagna senza pesticidi, raccolto con sistemi solidali e venduto nei negozietti di milano, va bene solo per pochissimi di noi che posso pagare 8 euro al kg

ma poi se vi urta tanto l'aumento della popolazione, non credete sia il caso di prendere posizione contro l'Unicef che non fa altro che creare nuove bocche da sfamare, sempre con la chimica da agricoltura intensiva ovviamente

avatarsenior
inviato il 16 Novembre 2022 ore 13:04    

Anche continuare a mandare navi cariche di alimenti non risolvi nulla ,anzi peggiori perché li mantieni solo in vita con la possibilità di riprodursi e peggiorare ulteriormente la situazione,

ogni stato industrializzato con il calcolo dei millesimi dovrebbe provvedere recandosi in tutti quegli stati dove esistono le condizioni e creare l'habitat per far restare quelle persone nei loro stati, con la tecnologia odierna trivelli, peschi e trasporti l'acqua ovunque, da quella tutto il resto segue a ruota,

se invece ci vai solo a rubare e sfruttare poi ciucci le conseguenze.

user198779
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inviato il 16 Novembre 2022 ore 13:16    

Elementare Watson MrGreen
Dove c'è la qualità di vita più alta del mondo la densità abitativa è anche tra le più basse e si guardano bene di accogliere altri individui sul loro territorio con leggi ferreree.

avatarsenior
inviato il 16 Novembre 2022 ore 13:20    

L'agricoltura intensiva serve a VENDERE!
Non gliene frega a nessuno di sfamare le persone, e comunque i prodotti non vanno certo a risolvere il problema della fame vera e propria.
La produzione serve per essere venduta, quindi maggiore produzione, maggiore vendita.
Idem per gli allevamenti che sono addirittura una fonte alimentare "negativa"
Con la soia che si utilizza per dare da mangiare alle bestie, ci sfami tutta l'umanità sulla terra e quella che andrà a colonizzare la luna nei prossimi anni.
Ma ripeto, le fonti alimentari servono per essere vendute, non per sfamare la popolazione.
E' così dal neolitico ad oggi, come ha osservato bene Daniele Ferrari.

avatarsupporter
inviato il 16 Novembre 2022 ore 13:56    

L'agricoltura intensiva serve a VENDERE!


a vedere queste affermazioni capisco che sia una guerra persa, siete in preda della retorica, e non vedete oltre il vostro naso

il concetto va ribaltato, ovvio che c'é chi vende ci guadagna e non gli frega nulla dell'etica, cio non toglie che questa produzione permette a chi ha bisogno come i paesi del terzo mondo, di avere prodotti a basso costo per sfamare la popolazione

Ma ripeto, le fonti alimentari servono per essere vendute, non per sfamare la popolazione


quindi smettiamo con l'agricoltura intensiva, e qui in Italia potremmo anche cavarcela con un rincaro dei prodotti del 30% minimo, ma nel resto del mondo che si fa, non e questione solo di ricaro dei prezxi, mamcherebbero proprio i cereali legumi frutta, 1/3 della popolazione mondiale morirebbe di fame

quando sento queste affermazioni mi arrendo, non c'é spazio per discussioni con queste posizioni che reputo senza nessun nesso logico e pragmatico

avatarsenior
inviato il 16 Novembre 2022 ore 14:02    

Forse hai un concetto tutto tuo di agricoltura intensiva.
L'agricoltura intensiva fa binomio con aziende tipo Monsanto (per citarne solo una) e proprio non ha nulla a che vedere con il cibo.
Ma proprio niente di niente eh!

user198779
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inviato il 16 Novembre 2022 ore 14:09    

Sono d'accordo con Nik l'allevamento intensivo non compensa le risorse spese serve per fare girare soldi e lavoro.

user198779
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inviato il 16 Novembre 2022 ore 14:20    

Meglio mangiare meno carne più cara da animali che almeno sono vissuti non da degli zombi.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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