user198779
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inviato il 27 Febbraio 2023 ore 9:53
Siamo ancora nella preistoria vedi servizio sopra . |
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inviato il 27 Febbraio 2023 ore 10:42
il fatto è che, oggi, le auto elettriche sono UNA LIBERA SCELTA di chi, fatti i suoi conti e verificate le sue esigenze, decide che sia il tipo di veicolo adatto a lui. Per km percorsi, per come sono percorsi, per il tipo di viaggi, per la stessa filosofia di viaggio, per disponibilità di ricarica secondo le proprie esigenze. Ma per chi, invece, ha altre priorità, i conti non tornano. E in servizi come quello che riporti, un fattore in particolare dovrebbe far riflettere, soprattutto relativamente ai costi. In quel raffronto di costi, stiamo confrontando un'energia sostanzialmente non tassata (elettrica), con un gasolio che contiene almeno un 60% di accise. Significa che, a livello di costo energetico, la trazione elettrica costa almeno il doppio dell'attuale combustibile chimico. E infatti, nei piani di "convincimento" sono ipotizzati pesantissimi aggravi dei costi della trazione termica, NON una riduzione del costo dell'elettrico. Significa che il costo dell'elettrico, anche nelle previsioni di quegli incompetenti, è destinato a salire, non certo a scendere. Quando dicono, con malcelata soddisfazione, che chi vorrà tenere l'auto termica dovrà pagare sangue, in realtà stanno dicendo che anche chi andrà elettrico non sarà messo molto meglio. |
user198779
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inviato il 27 Febbraio 2023 ore 11:09
È la solita storia quando vogliono imporre un nuovo prodotto ti illustrano solo i vantaggi che come in questo caso che il costo si ammortizza velocemente o a emissioni zero che alla fine dei conti si rivelano fake, più tutti gli svantaggi reali tenuti in disparte. |
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inviato il 27 Febbraio 2023 ore 12:18
che non vuol dire, per contro, che non si debbano produrre auto elettriche o, per rimanere nel topic, continuare a sperimentare combustibili alternativi per le termiche....che è poi quello che stanno facendo nel resto del mondo... ma è proprio e solo l'assurda ideologia del governo ue attuale di voler imporre uno stop a quella che, oggi, è l'unica tecnologia realmente sostenibile per il trasporto privato di massa. A meno di non volere veramente limitare le possibilità del trasporto privato in europa....ma allora che abbiano il coraggio di dirlo apertamente....invece preferiscono continuare la farsa della transizione indolore |
user198779
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inviato il 27 Febbraio 2023 ore 12:33
Con l'idrogeno la batteria è molto più piccola e non c'è bisogno di stoccare energia che ne verrà persa una parte. Per di più si possono modificare i motori esistenti intanto che il motore diventi totalmente elettrico sempre a idrogeno. L'idrogeno è sempre da produrre ma si salta un passaggio. |
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inviato il 27 Febbraio 2023 ore 18:59
bisogna comunque fare attenzione da dove arrivano le materie prime per la produzione di questi carburanti "bio". come al solito, la sostenibilità di una tecnologia non va valutata quando soddisfa lo 0,00% del fabbisogno...bisogna pensarla ampliata almeno fino a sostituire quelle che oggi sono "non sostenibili". Ad esempio , in alcune regioni del mondo, stanno facendo deforestazioni e disastri ambientali assurdi per produrre i nostri bei carburanti "sostenibili e rinnovabili". |
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inviato il 27 Febbraio 2023 ore 19:10
Non bisogna andare troppo lontano, in Italia abbiamo un sacco di Biodigestori che per essere alimentati utilizzano mais e grano sottraendoli all'uso alimentare. La questione è che gli ecoterroristi li ritengono "ecologici" in quanto lo considerano a impatto CO2 pari a zero. L'unica ragione valida è l'utilizzo per lo smaltimento dell'umido che diversamente, se stoccato, è potenzialmente inquinante. www.sorgenia.it/guida-energia/impianto-biogas-come-funziona |
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inviato il 28 Febbraio 2023 ore 16:23
“ in quanto lo considerano a impatto CO2 pari a zero „ si, questa è una delle menzogne più grosse di tutta la bufala della transizione e della sostenibilità. non c'è differenza se produco 10t di CO2 bruciando una pianta che ha assorbito nei suoi anni di vita 10t di CO2, o 10t di carbone, perchè comunque butto 10t di co2 in aria e comunque ho avuto una pianta che negli anni passati ha assorbito 10t di co2. Anzi, se oggi brucio carbone, l'anno prossimo avrò una pianta adulta che ne assorbirà ancora, mentre se oggi la brucio l'anno prossimo ci sarà, al massimo, una piantina minuscola che assorbirà molta meno CO2 della pianta adulta. |
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inviato il 28 Febbraio 2023 ore 16:41
Nel caso specifico il mais e il grano sono piante annuali. |
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inviato il 28 Febbraio 2023 ore 16:46
si, ma la loro coltivazione produce comunque CO2...e anche tanta...e sono comunque già coltivate, non sono coltivazioni nuove, ma semplicemente riconvertite. quel discorso della CO2 compensata potrebbe valere solo se le coltivazioni di cui si usano le piante siano create appositamente. In pratica, devono costituire una fonte aggiuntiva di assorbimento di CO2, rispetto a che non esistessero. Ad oggi, in tutta europa ma anche in praticamente tutto il mondo, la vegetazione destinata ad essere bruciata è semplicemente in sostituzione di altra esistente. Il conto forse sarà leggermente positivo, ma non certo zero. |
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inviato il 28 Febbraio 2023 ore 17:11
Le piante annuali si definiscono tali perché si seminano una volta all'anno e si raccolgono una volta all'anno. È vero che per coltivarli serve un sacco di energia che produce a sua volta molta CO2 che rende pesantemente negativo il saldo. Siamo fritti. |
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inviato il 28 Febbraio 2023 ore 17:17
“ In quel raffronto di costi, stiamo confrontando un'energia sostanzialmente non tassata (elettrica) „ non tassata dove? metà bolletta sono tasse (o come le vuoi chiamare) quando fanno i confronti mettono sempre il costo del carburante tassato e il costo della corrente senza tasse |
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inviato il 28 Febbraio 2023 ore 17:38
“ Le piante annuali si definiscono tali perché si seminano una volta all'anno e si raccolgono una volta all'anno. „ si chiaro, ma intendo che se ho un campo di grano, che sia destinato ad uso alimentare o biomassa da bruciare, comunque sia quel grano cresce e assorbe CO2 (e secondo me, producendone altrettanta se si considerano tutti i macchinari coinvolti nella sua crescita). Alla fine dell'anno,che io bruci quel grano o l'equivalente in carbone, non cambia nulla. La CO2 che è stata assorbita l'anno prima rimane la stessa e rimane la stessa anche quella che viene emessa nella combustione. Diverso sarebbe se, invece del grano, ci fosse un terreno completamente privo di vegetazione, dove ci metto una coltivazione di grano che altrimenti non esisterebbe. Ma posti simili non esistono. Qualsiasi terreno destinato a coltivazione di biocarburanti, prevede la sostituzione della vegetazione esistente. |
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