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La tridimensionalità dei formati maggiori è un mito?


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avatarsenior
inviato il 12 Marzo 2022 ore 21:13    

Grandi scatti di Alessandro.

Nel mio piccolo




user126294
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inviato il 12 Marzo 2022 ore 21:27    

Quanto incide la giusta luce in tutto ciò?





Giuliano

avatarsenior
inviato il 12 Marzo 2022 ore 21:40    

Per me è una questione strettamente legata al l'ottica e dalla progressione del suo sfocato. Una bassa pdc e una buona progressione dello sfocato.

user209843
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inviato il 12 Marzo 2022 ore 21:45    

Non c'entra il formato, c'è un solo marchio che permette foto tridimensionali, è tedesco e inizia con L Sorriso

avatarsenior
inviato il 12 Marzo 2022 ore 22:03    

Negli esempi pubblicati non ho ravvisato la benché minima tridimensionalità. Ora mi faccio una bella fumata e poi riproverò.

Non a caso esistevano apparecchi biottici per la stereo fotografia. Ne ricordo uno russo e fino a poco tempo fa la Panasonic per il micro quattro terzi commercializzava un obbiettivo "biottico". Le immagini prodotte andavano poi viste con un visore binoculare.
Ricordo il ViewMaster con i suoi dischi. L attrezzatura sia di ripresa che di visione è facilmente autocostruibile. Interessante anche la tecnica delle due immagini, riprese con filtro rosso e filtro blu e poi unite in una unica immagine "sfalsata " da vedere con gli occhialini appositi. In sostanza, pippe.
La fotografia è convenzione e la tridimensionalità oltre a non esserci non riveste alcuna importanza. Convenzione per convenzione, ci appaiono realistiche persino le foto in BN che comunque prediligo perché lasciano molto spazio all'immaginazione al contrario delle banali foto a colori.


user126294
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inviato il 12 Marzo 2022 ore 22:15    

E ma non siamo mai contenti ragazzi?

Cool

avatarsenior
inviato il 12 Marzo 2022 ore 22:18    

Ora aspetto una bella classifica tra le accoppiate sensore/macchina/obbiettivo che danno la famosa tridimensionalità alla fotografia

avatarsenior
inviato il 12 Marzo 2022 ore 22:20    

Se leggete il mio intervento con attenzione e con la pazienza di ragionare o cercare quello che non sapete tra i concetti espressi, avete la trattazione completa della resa della tridimensionalità legata alla profondità di campo e quindi al formato del sensore.

user126294
avatar
inviato il 12 Marzo 2022 ore 22:24    

@Kwlit

Per me è questione di cu. lo, nel senso..... Lente giusta, con la luce giusta e in quel preciso momento.

Giuliano

avatarsenior
inviato il 12 Marzo 2022 ore 22:37    

Essenzialmente sì, perché le variabili in gioco sono tali e tante che è più una cosa empirica che calcolabile a priori.

user126294
avatar
inviato il 12 Marzo 2022 ore 22:38    

;-)

user209843
avatar
inviato il 12 Marzo 2022 ore 22:42    

Se leggete il mio intervento con attenzione e con la pazienza di ragionare o cercare quello che non sapete tra i concetti espressi, avete la trattazione completa della resa della tridimensionalità legata alla profondità di campo e quindi al formato del sensore.


Quindi tu riesci deliberatamente a scattare una foto con resa tridimensionale?

avatarsenior
inviato il 12 Marzo 2022 ore 22:47    

No, io ho spiegato i meccanismi che stanno alla base, le variabili in gioco. In modo completo.
Come ho scritto sopra, tali variabili sono tante e tali da rendere il processo per lo piu empirico e non calcolabile a priori.
E questo non solo per le variabili in gioco nel tema specifico, ma per l'intervento di altre variabili che influenzano la percezione di tridimensionalità in una foto (es luce, contrasto dei toni medi, prospettiva, et cetera).

user209843
avatar
inviato il 12 Marzo 2022 ore 23:00    

No, io ho spiegato i meccanismi che stanno alla base, le variabili in gioco. In modo completo.
Come ho scritto sopra, tali variabili sono tante e tali da rendere il processo per lo piu empirico e non calcolabile a priori.
E questo non solo per le variabili in gioco nel tema specifico, ma per l'intervento di altre variabili che influenzano la percezione di tridimensionalità in una foto (es luce, contrasto dei toni medi et cetera).


Ok, grazie!

avatarsenior
inviato il 13 Marzo 2022 ore 6:50    

"Una bassa pdc ..."

Occhio che ti sbagli.

Si fanno foto "tridimensionali" anche mettendo tutto a fuoco, moltissime delle mie foto che hanno effetto 3D sono fatte con un 14 mm a diaframma molto chiuso, dunque tutto a fuoco.

E' unicamente il gioco delle luci e del contrasto , e dunque dei toni luminosi, unito ai giochi di prospettiva, che fornisce quell'effetto, la PdC isola il soggetto, ma non fornisce effetto 3D, tu ad occhio nudo, quando guardi la realtà, lontana qualche metro, non hai lo sfocato profondo, hai tutto a fuoco ma vedi in 3D, perché guardi con due occhi,

Quell'effetto 3D che danno i due occhi, lì lo simuli, con un occhhio solo, quello della fotocamera, lavorando su luce e contrasto, e magari facendoti aiutare dalla prospettiva.

Questa è tutta a fuoco, ed è fatta a 24 mm, e sembra di essere lì con quel ragazzo, io ero lì (Museo della Scienza ad Hong Kong) ed ho voluto dare all'osservatore della mia foto la stessa sensazione che ho provato io:

CLICCARE SULL'IMMAGINE PER VEDERLA GRANDE!




E' il gioco dei toni che dà la tridimensionalità: l'uomo è stato scurito un po', e si un contorno di toni grigi intermedi, un soggetto scuro si "stacca", ed appare separato dal resto dell'immagine, sembra più reale, è stata usata la stessa tecnica della foto alla ragazza nel corridoio angusto illuminato.

Anche qui la prospettiva gioca un ruolo importante.

Le foto 3D si fanno con la conoscenza della composizione artistica e della psicologia umana, bisogna utilizzare quegli strumenti lì.

Vai a vedere le oper di Michelangelo Merisi, detto "Il Caravaggio", che già a fine del 1500 le utilizzava per fare degli splendidi quadri, utilizzava la luce e la psicologia umana per dare tridimensionalità ai suoi quadri, e c'è riuscito benissimo.


Bisogna utilizzare il cervello, utilizzare la conoscenza, per fare buone foto, mentre l'attrezzatura non conta un bel razzo di nulla, zero.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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