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inviato il 23 Dicembre 2021 ore 20:49
“ “ Scusatemi ma dico la mia personalissima opinione: la Leica M andrebbe utilizzata SOLO per reportage e street, tutti gli altri campi non le si addicono, risulta essere fuori luogo anche per il paesaggio, a meno che si metta in conto di "ritagliare" il fotogramma per eliminare elementi non graditi. ? „ “ Giuro che non l'ho capita Confuso „ nemmeno io... |
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inviato il 23 Dicembre 2021 ore 21:00
Che per disposizione dello stesso Bresson, per i secoli a venire, ciò che esce da una leica non può assolutamente essere manomesso in alcun modo. Tantomeno croppato. |
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inviato il 23 Dicembre 2021 ore 21:14
Scusate, avete ragione! Si e' trattato di un ragionamento ad alta voce a seguito di lettura di vari topics sulla Leica M! |
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inviato il 24 Dicembre 2021 ore 0:05
@Tollo71 non ho capito queste affermazioni “ ...risulta essere fuori luogo anche per il paesaggio, a meno che si metta in conto di "ritagliare" il fotogramma per eliminare elementi non graditi... ... in digitale, non vale piu' la favola dell'iperfocale, non funziona piu'... „ @Paco non ho capito la cosa che se non focheggi vicino è un casino |
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inviato il 24 Dicembre 2021 ore 0:11
Intendo dire che se il soggetto da focheggiare e piccolo e lontano, diventa più difficile. |
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inviato il 24 Dicembre 2021 ore 1:29
Il problema di Paco se ho capito bene.è che il mirino è un grandangolo. Al di là della finestrella per comporre a seconda della focale, allontanandosi si trova il soggetto piccolo e fa fatica e non si sente sicuro. Li seguire il consiglio di Uly metti a fuoco qualcosa sullo stesso piano, da un occhio alla ghiera delle distanze tutt'al più. |
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inviato il 24 Dicembre 2021 ore 1:34
Diciamo che questo è il motivo principale (oltre la finestrella piccola) per cui il leicista M user medio non ama particolarmente il 90 mm e difficilmente sale sopra il 50 mm e sempre per il motivo espresso sopra della difficoltà di inquadrare spesso non sceglie neanche il 28 fermandosi al più fra le focali 35 e 50 mm |
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inviato il 24 Dicembre 2021 ore 7:43
Con le M (o qualsiasi telemetro) si sfrutta sempre la PdC. Sono rare le foto che fai a TA per i problemi espressi da PACO. Per quello ci sono le ML, magari in AFC é messa a fuoco automatica sugli occhi. Chiunque le usa sul serio sa che: 1. si regola la luce prima e si apre dì 1-2 EV in ombra (salvo non si abbia esposimetro automatico) 2. si mette il più delle volte a fuoco a stima (ad occhio), poiché con il telemetro perdi appunto qualche secondo, utilizzando PdC o iper focale a seconda delle situazioni. Questa è la regola generale, poi ci sono le eccezioni. Ah, dimenticavo: almeno 2-3 corpi per avere più focali operative (io ne uso dì solito 3, qualche volta 4). |
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inviato il 24 Dicembre 2021 ore 7:49
alla faccia, addirittura servono 3 corpi M Tony, hai la scorta armata quando ti sposti |
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inviato il 24 Dicembre 2021 ore 8:13
1 solo digitale: MONOCHROM CCD. |
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inviato il 24 Dicembre 2021 ore 8:25
Ovviamente sono pareri, io usavo un solo corpo in analogico ed un solo corpo in digitale e seppur ho 3 obiettivi quasi sempre ne portò uno solo dietro, l'armamentario completo (1 corpo e 3 ottiche) solo in viaggio |
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inviato il 24 Dicembre 2021 ore 8:43
Avrei una domanda per intenditori, secondo voi quanto è grande la visione inquadrata nel telemetro di una leica m (prendiamo per comodità quella con il telemetro migliore ) rispetto al telemetro di una mamiya 6? |
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inviato il 24 Dicembre 2021 ore 10:22
L'iperfocale lavorava egregiamente ai tempi della pellicola. Le tacche presenti negli obiettivi erano calcolate per una visione finale di una stampa 20x30. Ad oggi, con il digitale e la possibilita' di ingrandire a dismisura, l'iperfocale mostra il fianco. Il piano di fuoco resta uno ed uno solo, non lamentatevi se poi obiettivi dai costi stellari talvolta non hanno la resa che ci si aspetta. Comunque, metro alla mano, col digitale, le tacche delle distanze relative all'iperfocale presenti negli obiettivi non corrispondono. Mi spiego meglio: se ad un determinato diaframma ed ad una determinata distanza di messa a fuoco dalle incisioni nell'obiettivo risulta una zona a fuoco da 1 metro a 5 metri ( cosi' per fare un esempio), tutto cio', misurazioni col metro alla mano, non corrisponde a realta'. Provare per credere |
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inviato il 24 Dicembre 2021 ore 10:24
Si parla di fuoco accettabile. Che poi col digitale e sensori molto densi, tanto accettabile non è... |
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inviato il 24 Dicembre 2021 ore 10:35
Quando c'è luce e il mosso del soggetto non è un problema: grandangolo sotto i 28 mm e f/16 con fuoco all'infinito. Ottica geometrica, da cui consegue Merklinger. A f/11 o f/8 si può prevedere a spanne ciò che sarà più o meno a fuoco. Poi si è liberi di applicare la confocale, ma è meglio solo sulla sua distanza, dietro e davanti diventa presto peggio. Su un altro 3d mi sto accorgendo che l'ottica geometrica non sembra essere il forte di tanti fotografi |
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