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Quanto c'è di natale nella realtà che ci circonda ?


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avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2021 ore 13:36    

Il colore non cambia ed è lì il nocciolo della questione.
Quale dei due stati è la reale realtà?
Io sono per la seconda.

user126294
avatar
inviato il 18 Dicembre 2021 ore 13:50    

W l'olio di palma e f@nculo il colesterolo quindi?

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2021 ore 15:15    

Seriamente.

Le realtà sono 2:
1) Realtà oggettiva
2) Realtà soggettiva




avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2021 ore 15:46    

Cara Pia Artistica..
hai tutta la mia comprensione.

user198779
avatar
inviato il 18 Dicembre 2021 ore 17:18    

" La realtà è una proiezione della nostra mente che permette ad essa stessa di esistere "

È nato prima l'uovo o la gallina ?

MrGreen

user126294
avatar
inviato il 18 Dicembre 2021 ore 18:29    

L'uovoCool

Poi la Nutella

Cool

avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2021 ore 19:30    

Gattastro Pio Artistico

la "realtà oggettiva" è quella che riguarda il mondo fisico, quello degli oggetti (o delle cose), che esiste indipendentemente dal "soggetto" che le osserva
la "realtà soggettiva" è l'interpretazione della realtà oggettiva da parte di un "soggetto" appartenente al mondo dei viventi.

Si, dei viventi: dalle monere ai protisti, dai funghi alle piante e dal regno degli animali di cui facciamo parte.

Ogni specie di viventi ha una sua percezione e conseguente interpretazione della realtà sia esso un organismo unicellulare come lo Pseudopodio sia l'essere umano.

Gli organismi più semplici, privi di sistema nervoso, hanno una interpretazione elementare e quasi "automatica" legata a reazioni rispetto a fattori come temperatura, sostanze chimiche, ecc.

Anche le piante hanno una loro interpretazione del mondo che li circonda addirittura mandandosi messaggi attraverso i "fitormoni" messaggi che spesso non sono molto amichevoli.

Si perchè di rompicoglioni la natura è piena a partire dai cari amici virus (che sono dei semiviventi) che spesso sono novicivi non solo all'essere umano ma anche ai batteri, alle piante ecc. ma che allo stesso tempo possono anche essere utili senza dubbio al fattore evolutivo e a volte ad altre specie.
Ogni medaglia ha due facce.

Il meccanismo evolutivo e la vita in se si basa sul rompersi vicendevolmente le palle: sopravvive quello che le ha più grosse.

Ogni specie interpreta la realtà "oggettiva" a suo modo (quindi soggettivamente).
In altra occasione ho già fatto l'esempio della pietra: per una mosca una pietra è un oggetto sul quale posarsi, per un cane è un oggetto sul quale far pipì, per un rettile è un posto sul quale scaldarsi al sole, per un uomo è molto di più: ci costruiamo una ruota (vedi il mio avatar), ci costruiamo un muro, ce la tiriamo l'un coll'altro e in taluni casi ci costruiamo pure la teoria di Caino e Abele. Qualcuno ci cava pure delle magnifiche sculture.

Il meccanismo di percezione della realtà è "specifico di ogni specie" cioè ogni specie ha degli ambiti "utilitaristici" nell'interpretazione di ciò che lo circonda. La specie gatto non si può innamorare di una cammella e viceversa perchè non avrebbero la possibilità di riprodursi e le specie si estinguerebbero inesorabilmente.
Questo che non esclude che raramente in qualche soggetto questo possa accadere: fa parte di quelli che noi chiamiamo "errori" della natura. Che poi in realtà proprio errori non sono. Ma di questo ne parliamo un'altra volta.

All'interno di ogni specie ci sono i singoli individui e sempre nell'ambito e nei limiti della propria specie ognuno di essi ha una sua versione della realtà. Così deve essere altrimenti i meccanismi evolutivi salterebbero in aria.
Fa sempre parte del piccolo errore di natura.

Ovviamente più l'organismo è evoluto e più complessa e raffinata è l'interpretazione della realtà.

L'essere umano è tra le varie specie quella che ha tali caratteristiche in particolar modo lo è il suo sistema nervoso centrale (la materia grigia che sta nella zucca).

I segnali rilevati dai nostri sensi (ne abbiamo cinque) vengono trasmessi al cervello che li elabora in funzione di:
- quanto ricevuto geneticamente (l'innato) ossia le caratteristiche “specifiche della specie”
- quanto esperito dall'ambiente e dai soggetti circostanti (appreso)

Questi due fattori fondamentali non sono perfettamente identici tra soggetto e soggetto altrimenti saremmo dei “replicanti” (lascia stare il film omonimo).

Sulla base di tale elaborazione ognuno di noi ha una immagine della realtà che non è esattamente identica a quella degli altri.
Quindi ci sono tante realtà individuali (soggettive) che si differenziano di poco una dall'altra.
Questo, come le facce della medaglia, ha un lato positivo e l'altro negativo:
- quello positivo è che ci sono persone che hanno una visione del mondo in grado di creare opere d'arte di grande pregio o di creare tecnologie, cure o altro in grado di migliorare la qualità della vita delle altre persone e non solo ad esse.
- quello negativo è che alcune persone riescono a far danni enormi alle altre persone e non solo ad esse.

CONCLUSIONE e RIASSUNTO

La realtà oggettiva è una sola.
La realtà soggettiva anche in ambito umano è molteplice e individuale con leggeri scostamenti tra un soggetto e l'altro.

Tutto questo fa parte del gioco della natura e non di Matrix anche se, visto con la nostra interpretazione della realtà, appare sconveniente e brutale.





avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2021 ore 19:32    

Torno al cazzeggio libero che con l'aiuto di Giulippo è sempre divertente e aiuta a scacciare i masturboni mentali del gatto.

L'uovo...

Poi la Nutella


Fu così che naque l'Uovo di Pasqua al gusto di nocciola.

MrGreen



avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2021 ore 19:47    

Questo è un forum di fotografia. Di questo siamo, chi più chi meno, un pochino esperti. Del resto dello scibile forse non altrettanto. Spesso mi capita di leggere interventi che trattano di filosofia della scienza, o anche di filosofia in generale. Senza offesa per chi li scrive (non ho in mente nessuno in particolare, sia ben chiaro, mi pare invece una faccenda piuttosto generalizzata): beh, sono quasi tutti abbastanza ridicoli. Spiego perché: quando si usano termini quali "realtà" "conoscenza" "soggettività" eccetera nel parlare comune lo si fa per capirsi meglio su questioni in genere tutto sommato semplici e pratiche, all'interno di un linguaggio naturale, che in genere assolve i compiti ai quali è destinato. Diciamo che grossomodo funziona perché in qualche modo ci si capisce ed è utile per risolvere i piccoli problemi della vita quotidiana.
Quando si pretende invece di usare gli stessi termini in modo teoretico... beh, io non lo faccio perché c'è gente che ci ha studiato per una vita e fatica a venirne a capo, figuriamoci se posso farlo io che di mestiere faccio tutt'altro: sarei ridicolo.
Meglio cazzeggiare e parlare di nutella, ci si diverte e non si fanno figuracce...

user126294
avatar
inviato il 18 Dicembre 2021 ore 19:48    

Mi raccomando però, il gattone trattiamolo bene;-)


avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2021 ore 19:52    

...perché c'è gente che ci ha studiato per una vita e fatica a venirne a capo..


infatti c'è gente che ha dedicato la propria vita.

Quindi se si sa si critica costruttivamente e con cognizione di causa altrimenti si tace.
Facendo una migliore figura.

;-)




avatarsenior
inviato il 18 Dicembre 2021 ore 23:39    

Quindi dato che c'è gente che ci ha studiato su una vita
e non è riuscita a capirci nulla..
ora tutti come pecore in fila indiana appresso a loro ?
No Comment

Di là c'è uno nuovo.
Alex108.
Proviamo a chiamarlo di qua..
sono certo che ha delle risposte.
Contrapposto a voi,
che non avete nemmeno le domande,
è già un risultato straordinario.

www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=4089056&show=last#24331992

avatarsenior
inviato il 19 Dicembre 2021 ore 1:15    

Immergete il gatto nella nutella bollente.

avatarsenior
inviato il 19 Dicembre 2021 ore 3:54    

Gatto,
parlando un attimo seriamente credo che - al netto delle giuste osservazioni dell'ipovedente artistico del forum - lo status ontologico della realtà sia stato messo in crisi, nel XX secolo, da personaggi straordinari che curiosamente hanno agito anche nel campo della cultura pop; tra essi spicca ovviamente P. K. Dick da cui il soggettista di The Truman Show ha ben tratto ispirazione, anzi la cui opera (specie il romanzo L'uomo dei giochi a premio/Il tempo si è spezzato/Tempo fuor di sesto) ha di peso sfruttato per teorizzare quel bel film e al quale si sono pure ispirati, sempre in campo cinematografico, gli artefici di pellicole capitali come The Matrix e la quasi coeva The Thirteenth Floor (Il tredicesimo piano).

Al termine di quest'ultimo film si sente il brano Erase/Rewind dei The Cardigans, il cui testo meriterebbe riflessioni a parte.

Ma tutto già detto in Occidente, almeno a far data dall'opera di G. Berkeley nel corso del XVIII secolo. Berkeley che, "ignorato e deriso in vita per le sue tesi è oggi ampiamente rivalutato e considerato come una sorta di precursore indiretto di Ernst Mach, Albert Einstein e Niels Bohr per la sua tesi sull'inesistenza della materia e sull'impossibilità di un tempo e uno spazio oggettivamente assoluti" (Wikipedia).

In Oriente ben da prima, già dal buddhismo del Grande veicolo, e forse il dotto Alex108 direbbe che il concetto è risalente a tempi ancora più antichi.

P.S.: da vegano non mi piace per nulla la Nutella, che tra l'altro contiene olio di palma che distrugge l'ambiente e - inter alios - l'habitat degli oranghi, che non sono propriamente amici dei mici, ma neppure loro avversari.

user198779
avatar
inviato il 19 Dicembre 2021 ore 5:58    

Old

"Quindi se si sa si critica costruttivamente e con cognizione di causa altrimenti si tace.
Facendo una migliore figura."

MrGreen

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