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Viviamo in un tempo che consuma immagini a velocità spaventosa, ogni giorno sono scattate miliardi di fotografie, ed anche le più bellle tra questi miliardi, sono del tutto effimere, hanno successo immediato o sono dimenticate subito, ma anche se hanno successo immediato, in pochissimi giorni sono dimenticate, cadono nell'oblio.
E questo oblio è eterno.
Nessuno va a ricercare una bella foto non sua che ha visto anche pochi mesi prima, oggi facciamo un'indigestione di immagini forte e quotidiana, e figurati te se andiamo a ricercare foto altrui "vecchie".
Crepato il fotografo, io sono dell'idea che con lui crepano le sue fotografie, manco la famiglia le andrà a ricercare mai, mai andranno a rufolare negli Hard Disk del parente morto a ricercare delle sue fotografie, buttano via tutto ed Amen.
Chi stampa ha pochissime probabilità in più che qualcuno si ricordi delle sue foto una volta che è defunto, e ci sta che qualcuno ci dia un'occhiata, magari per vedere che roba è prima di buttar via tutto il contenitore delle foto, ma io ci credo poco, butteranno via tutto senza perderci un minuto.
Oggi viviamo in un mondo usa e getta e le fotografie, a mio personalissimo avviso, non fanno accezione alcuna.
La mia speranza comunque è che in un modo sempre più digitalizzato vi dia la possibilità di lasciare ai posteri qualche immagine che sia immediatamente comprensibile, quindi stampata. Gli hard disk et similia senza relativo "decoder" non saranno mai interpretati e quindi i dati in esso contenuti resteranno celati per sempre.
L'ho scattata ad un signore di piu' di ottant'anni che ogni giorno si alza e va in vigna per fare delle bottiglie memorabili. Un giorno, un po' brilli, dopo un pomeriggio passato a "verificare" il contenuto della cantina. Si trattava di barolo di vendemmie antiche, piuttosto indietro nel tempo. Ringalluzzito dal vino, gli chiesi a bruciapelo: "nonno, perche' continui a fare bottiglie che probabilmente non potrai bere? " Mi guardo' a lungo. In silenzio. Poi mi disse... "ti sbagli. Le mie non sono bottiglie. Sono capsule del tempo che sigillo e che porteranno il mio messaggio nel futuro".
Queste sono foto che hanno circa 105-108 anni. Io le ho conservate e mi fa piacere rivedere immagini di persone che non ci sono più.
Guardo con interesse le foto d'epoca, non solo per il ricordo affettivo ma anche per la documentazione storica che trasmettono (modi di vestire, di lavorare, di vivere).
Penso di essere uno dei pochi che ha questo interesse.
Old, sono documenti fantastici!!! Ci mostrano, abbigliamento, tagli di capelli e molto altro. Tutte cose che non esistono più e che personalmente non ho mai visto.
Questo è la prova di recupero di un "filmato" fatto con una Oikos, macchina ante fratelli Lumiere che impressionava 84 fotogrammi su lastra 6x6. Il caricatore conteneva 18 lastre. Alla velocità di 14 fps si produceva un filmatino di 1' e 48".
La mia prova riguarda solo una lastra che ho scansionato da una stampa su libro. Ho rimontato il tutto, fotogramma per fotogramma e poi ho prodotto il video. Devo farmi dare la scansione originale dalla biblioteca civica che conserva le opere del fotografo di Casale Monferrato Francesco Negri.
Pensate, ritrae due bambine con il nonno e la mamma che giocano ... oltre 130 anni fa.
Per me è una cosa spettacolare.
La base dalla quale ho ricavato il filmato è questa:
Queste immagini riguardano un progetto sulla lavorazione del legname dei pioppi nella pianura padana piemontese nei pressi del Po..
Sarà un documentario video che utilizzerà fotografie d'epoca e filmati recenti o meno con interviste e spiegazioni su questo lavoro che ormai è scomparso.
Il titolo sarà "Arsigat" che in dialetto piemontese significa "segantini".
Spero di riuscire ad ultimarlo per il prossimo estate.
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