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L'allergia dei fotografi alla parola arte


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user225138
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inviato il 15 Ottobre 2021 ore 12:08    


Utilizzo il termine crisi, a proposito della cultura, perché mai come oggi si crede che tutti possano fare tutto e mai come oggi questo discorso serve per coprire la mancanza di contenuti di qualche spessore nell'opera e nelle parole di troppi che pure si mettono (o vengono messi) in mostra come artisti; ma soprattutto utilizzo il termine crisi, sempre a proposito della cultura, perché a troppi manca proprio la cultura necessaria per rendersi conto di questa loro mancanza.

A livello quasi istintivo mi verrebbe da darti ragione, ma temo che questo giudizio sia almeno in parte dovuto alla incapacità di confrontarsi, se non perfino di comprendere, come sia cambiata, e stia tuttora cambiando, la "cultura".

Io credo che la cultura non sia un valore in sé, ma in quanto strumento per comprendere il mondo. Noi siamo cresciuti pensando che il latino, o l'esercizio mnemonico (giusto per citare due pilastri della "cultura" tradizionale) fossero imprescindibili, e oggi scopriamo che sono quasi inutili per interpretare il mondo, questo mondo.

Poi possiamo essere convinti che questo mondo faccia schifo, ma ricorrere a categorie obsolete per interpretarlo non ci aiuta affatto e anzi ci marginalizza.

avatarsenior
inviato il 15 Ottobre 2021 ore 14:04    

i social hanno creato una comunità' sterminata di pseudo-artisti .
con lo smartphone tutti sono diventati fotografi e molti , con l'aiuto di qualche filtro , si sentono artisti.

il problema è che ci credono .
questo è il vero dramma.

Se avete Sky , cercate un bel documentario-film su Helmut Newton ( penso che tutti lo conoscano e ammirino il suo lavoro) .
Bene , circa a meta' documentario Newton sottolinea in maniera definitiva , quasi indispettito , che i fotografi ( lui compreso ) non sono artisti e che sono mitomani se si definiscono tale e che l'arte con la fotografia non c'entra nulla.

io seguo il maestro.

avatarsenior
inviato il 15 Ottobre 2021 ore 14:53    

Bene , circa a meta' documentario Newton sottolinea in maniera definitiva , quasi indispettito , che i fotografi ( lui compreso ) non sono artisti e che sono mitomani se si definisce tale e che l'arte con la fotografia non centra nulla.


Quindi, secondo il maestro, chi sono gli artisti?

user225138
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inviato il 15 Ottobre 2021 ore 14:55    

e che sono mitomani se si definisce tale

non centra nulla

Spero che Newton abbia dimostrato una conoscenza della grammatica migliore della tua.

user1856
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inviato il 15 Ottobre 2021 ore 15:14    

è la macchina o photoshop che gli da il risultato finale, l'artista è il pittore che crea un opera, o lo scultore che crea con le sue mani, noi facciamo clik il resto viene da sé


Quindi lo scultore modella magari del marmo a colpi di Karate e il pittore crea l'opera senza l'uso di colori, strumenti anch'essi alla fin fine...
Mentre il fotografo dice:"ok Google, fai la foto e ordina a Photoshop di darmi il risultato. E in fretta..."

Wow... MrGreen

avatarsenior
inviato il 15 Ottobre 2021 ore 15:32    

Spero che Newton abbia dimostrato una conoscenza della grammatica migliore della tua.


hai ragione : la fretta , il correttore , il t9 , i pollici sugli smartphone creano questi disastri .

grazie di impararmi queste cose.

user225138
avatar
inviato il 15 Ottobre 2021 ore 16:27    

Prego.

Già che ci sei, manda un'email alla Helmut Newton Foundation, così possono correggere il suo profilo:

During the course of a career spanning five decades, Helmut Newton became regarded as one of the world's leading photographers. A prolific image maker and genuine visionary – whose daring work bought him both fortune and notoriety – he continues to prove a major influence on modern photography and visual art.

helmut-newton-foundation.org/en/helmut-newton/

user225138
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inviato il 15 Ottobre 2021 ore 16:35    

Ma approfondiamo un po' il pensiero di Newton. Si trovano un paio di sue frasi citate dappertutto sul web:

In my vocabulary there are two bad words: art and good taste.

Some people's photography is an art. Not mine. Art is a dirty word in photography. All this fine art crap is killing it already.


Senza stare a farne qui l'esegesi, mi sembra evidente che la sintesi di Lastprince sia come minimo un po' superficiale.

avatarsenior
inviato il 15 Ottobre 2021 ore 16:41    

Io credo che la cultura non sia un valore in sé, ma in quanto strumento per comprendere il mondo

Esatto, ma allora perché sempre più persone sono incapaci persino di comprendere come sta cambiando il proprio quartiere - altro che il mondo - o di farsi capire dai propri interlocutori pur dialogando nella medesima lingua?
Ti è mai capitato di leggere anche solamente una semplice mail scritta da un insegnante delle scuole superiori del giorno d'oggi? A me accade di continuo, dato che lavoro in un museo che tiene parecchi contatti col mondo della scuola; il numero di "insegnanti" che ai miei tempi non avrebbero superato l'esame di quinta elementare è in aumento esponenziale. Mi dirai che sono io che non comprendo il cambiamento del linguaggio, ma per darti un'idea dei qui pro quo e delle incomprensioni che questo cambiamento provoca a livello generale, l'ultima chicca è stata una mail dalla segreteria di un Istituto d'istruzione secondaria in cui ci veniva richiesto un preventivo, con tanto di clausole riguardanti un eventuale costo superiore ai 5000 Euro Eeeek!!!, per una... conferenza a carattere scientifico Eeeek!!!Eeeek!!!. Questo perché la Direzione e la segreteria della scuola si basavano sulla relazione di uno di questi "insegnanti" che in realtà ci aveva contattato solamente per una normale attività di didattica museale per un paio delle sue classi. A onor del vero, noi stessi avevamo capito cosa in realtà ci chiedesse quell'insegnante unicamente perché al momento stiamo proponendo alle scuole soltanto normali attività di laboratorio e il titolo citato dal professore corrispondeva, appunto, ad una di queste proposte. Se queste anomalie stanno diventando paurosamente "normali" per l'utilizzo dell'Arte della parola, dubito molto che per le altre forme di Arte e cultura vada molto meglio.
Ovviamente parlo del livello medio di cultura, le vette ancora esistono, ma se la base regredisce, anche le vette verranno prima o poi smantellate dall'erosione; ed ecco allora che quelle parole scritte da Lastprince
i social hanno creato una comunità' sterminata di pseudo-artisti .
con lo smartphone tutti sono diventati fotografi e molti , con l'aiuto di qualche filtro , si sentono artisti.

il problema è che ci credono .
questo è il vero dramma
diventano un giudizio reale e inappellabile.

user225138
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inviato il 15 Ottobre 2021 ore 17:47    

Esatto, ma allora perché sempre più persone sono incapaci persino di comprendere come sta cambiando il proprio quartiere - altro che il mondo - o di farsi capire dai propri interlocutori pur dialogando nella medesima lingua?

Io sono convinto che anche nelle generazioni precedenti la capacità di navigare il mondo fosse appannaggio di pochi.

La differenza è che la maggioranza delle persone era invisibile , perché (a) una società e un'organizzazione del lavoro più stratificata faceva sì che alcuni strati della popolazione non avessero mai occasione di esporsi personalmente e (b) l'espressione personale avveniva per lo più oralmente.

Insomma, secondo me - riprendendo le tesi di C. M. Cipolla - la percentuale di stup1d1 è costante, ma la loro visibilità è molto cresciuta, e di conseguenza la percezione della loro esistenza.

avatarsenior
inviato il 15 Ottobre 2021 ore 17:59    

@FotografoAgnostico , ok , non hai visto il filmato : forse non hai Sky , forse non sei cosi' informato , forse la tua cultura fotografica è presa da goggle qua e la' . magari da wilkipedia.
guardalo : poi , quando sentirai le sue esatte parole , capirai di aver preso un altro granchio.
o , per usare un francesismo , detto un altra cazzata.

e siamo a 2 ... a 10 vinci il premio.

ti metto il link :

guidatv.sky.it/programmi-tv/arte-e-cultura/helmut-newton-frammenti-di-

ma sono sicuro che non lo guarderai :)))

PS: nell'intervista non ci sono cose riportate con virgolette . O scritti della sua fondazione a Berlino ( Scritti non da lui ...ovvaimente ). C'è lui che parla. Ce la puoi fare . Senno' ti puoi leggere la sua divertentissima auto-biografia ... ma immagino che questo libro tu non lo abbia o non lo abbia letto ... eh no... sicuramente no.

avatarsenior
inviato il 15 Ottobre 2021 ore 18:44    

Io sono convinto che anche nelle generazioni precedenti la capacità di navigare il mondo fosse appannaggio di pochi.

Per i rapporti che ho avuto con le persone negli anni, direi che la cosa è vera fino ad un certo punto; quello che ho visto scemare col progredire delle generazioni è proprio il desiderio di conoscere e capire, indipendentemente dal livello sociale.
Un esempio banale: da oltre vent'anni conduco visite guidate nel museo dove lavoro; le persone della generazione dei miei genitori, ovvero che oggi hanno 85-90 anni sono sempre state le più ricettive, curiose (a parte i bambini fino a 8-12 anni) e spesso con un minimo di preparazione di base non dovuto al percorso scolastico, dato che quasi sempre appartenevano agli strati sociali più bassi e moltissimi avevano solamente il diploma di quinta elementare; in altre parole, persone capaci di recepire e rielaborare stimoli e informazioni in modo molto più efficace di quanto avrebbe lasciato intendere il loro grado d'istruzione. Con quelli della mia generazione, ultrasessantenni, si alza la scolarizzazione, ma già inizia ad abbassarsi il livello d'interesse reale e di comprensione, oltre che di conoscenze pregresse rispetto alla visita in museo. Col pubblico di età compresa tra i 40-45 e i 60 anni le cose peggiorano ulteriormente: chiedono più raramente una visita guidata, si comportano come se stessero facendo una "tonda" al centro commerciale (la maggior parte di loro entra in museo solo se fuori piove) e, quando proprio ti chiedono qualcosa o comunque ti capita di interloquire con loro, ti rendi conto di avere a che fare con una fascia di pubblico che alle scarse conoscenze generali unisce una spiccata predisposizione a ragionare per stereotipi. Ma quelli che proprio fanno "cadere le braccia" sono i neolaureati negli indirizzi più vicini alle tematiche sviluppate in museo; spesso mostrano di non conoscere o comprendere meccanismi (anche mentali) che un tempo erano già conosciuti e "digeriti" in seconda media.
Il tutto condito dal fatto che il museo in cui lavoro opera nel campo delle scienze naturali e generalmente i nostri discorsi di guide museali si indirizzano verso le tematiche di tipo ambientale che oggi tengono banco un po' ovunque.
Non è solo una questione di maggior visibilità della stupidità, e men che meno di stratificazione sociale; in ogni caso considera che la maggior visibilità, che pure esiste, è una piaga non in quanto tale, ma per il fatto che si trasforma in un'affermazione di "validità" del pensiero stupido (se lo ripetono sui social e sui media significa che "è vero") e questo aumenta la pericolosità del problema perché intacca la credibilità di ogni forma di cultura, una cosa che, quando gli stupidi erano invisibili, non accadeva.

user225138
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inviato il 15 Ottobre 2021 ore 19:23    

ma sono sicuro che non lo guarderai

Lastprince, tu davvero non mi conosci.

Quel documentario, del 1989, ce l'ho in versione originale da anni, comprato a New York in DVD e poi rippato nel mio hard disk. L'ho ovviamente guardato diverse volte.

In tuo onore l'ho scorso nuovamente, e al minuto 42'46" viene mostrato Newton ad un incontro con un pubblico ristretto (potrebbe essere una scuola di fotografia o di arte, perché si fa riferimento ad un "professore", il dialogo è originariamente in tedesco come tutto il film). Una ragazza, rivolgendosi a Newton, gli dice che avevano discusso il giorno precedente se lui fosse un fotografo o un artista, e gli chiede di definirsi. Newton le risponde (traduco dai sottotitoli in inglese):

"Le ripeto quello che dico sempre nelle conferenze, e che ho detto ieri. Ci sono due parolacce in fotografia: arte e buon gusto. "

Se rileggi il mio intervento, è esattamente ciò che avevo citato.

Ci sono altri punti del documentario nel quale Newton fa riferimento all'arte? Io non ne ho trovati, ma ovviamente posso sbagliarmi.

user225138
avatar
inviato il 15 Ottobre 2021 ore 19:38    

a maggior visibilità, che pure esiste, è una piaga non in quanto tale, ma per il fatto che si trasforma in un'affermazione di "validità" del pensiero stupido

Su questo non posso proprio darti torto.

Trovo anche molto interessante la tua testimonianza sugli approcci alla conoscenza per fascia di età. Interessante ma per nulla incoraggiante.

avatarsenior
inviato il 15 Ottobre 2021 ore 19:43    

e continui a fare affermazioni non vere .
perche' l'intervento in riferimento è nella abitazione ( un residence ) a casa di Newton a Los Angeles, e parla con l'intervistatore che lo sta seguendo nel suo lavoro.

mio caro ...che dire... ti sei sbagliato ancora. Ma come mai?

Ti consiglio in futuro , di informati meglio , di leggere la sua autobiografia , di comprare delle sue stampe ( ne ho solo una ... ahimè' ) , di comprare qualche suo libro ( sicuro che ne avrai ... io ne ho solo 6 , due firmati ).

e ora che ho finito di fare la gara a chi lo ha piu' lungo , ti saluto augurandoti un ottimo We .

magari ...approfittando di studiare.

ps: neanche tu mi conosci.


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