user177356
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 15:55
“ non tutto è arte „ Ne abbiamo parlato mille volte: è arte ciò che viene riconosciuto tale dal mondo dell'arte. Né tu né io ne facciamo parte, e quindi non abbiamo voce in capitolo. “ spesso funge da manifesto politico che con l'arte non ha a che fare „ Negare il senso politico all'arte significa non capire nulla di arte. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 15:56
Daniele ha scritto: "Non solo può diventare difficile applicare quel concetto, ma finisce per diventare il principale ostacolo all'idea di condannare un crimine occultando le opere d'arte: è giusto sminuire il patrimonio culturale di tutti per punire un solo uomo? Mi ricorda quelle maestre che mettevano in castigo l'intera classe per le cavolate di un solo alunno." Daniele sono d'accordo con te. Il fatto però è che non credo che la massa riesca sempre , in una mostra a fare distinguo fra opera e autore. E non sto dicendo che l'opera non vada contestualizzata, Personalmente non mi piacerebbe avere un'esposizione dei disegni di Hitler sotto casa. E non perché cozzano con la mia visione artistica, ma perché avrei paura che attirasse gentaglia che con l'arte c'entra poco e niente... Questo non può non essere tenuto in conto da chi organizza... |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 16:00
è un buon metro per valutare l'artista, ci sono quelli che verranno preservati e altri che non se ne sentira la mancanza anzi io lo sostenterei anche a quelli che non pagano le tasse o hanno preso una multa cosi ci leviamo dalle balle un po di pseudo artisti |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 16:09
“ Negare il senso politico all'arte significa non capire nulla di arte. „ Preferisco non capire di arte, ma avere senso pratico... Non tutta l'espressione nobile debba accezionarsi di politica, poiché il buon senso basta per correggere i difetti e gli incidenti che la ricerca della qualità della vita può comportare. Molta arte, non soltanto la nazifascista, ha un valore negativo per il benessere comune e magari non la censurerei, ma ne concederei la fruizione soltanto a persone con una formazione adeguata. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 16:14
@Opisso di fatto è un problema che mi porrei anch'io se mi trovassi al posto di chi deve decidere se esporre o meno certe opere; finché ne possiamo parlare liberamente su un forum, possiamo far prevalere l'aspetto idealistico delle nostre opinioni sull'arte, ma quando ci si deve calare nella realtà si deve comunque fare i conti con aspetti e scrupoli che con l'idealismo finiscono inevitabilmente per cozzare. Nemmeno l'arte riesce a vivere indisturbata dal peso di avere per autore un essere umano; l'arte è un po' come l'ambiente naturale: finché l'ambiente rimane incontaminato restiamo affascinati dalla natura, ma non appena traspare l'errore dell'uomo, grande o piccolo che sia è questo a catalizzare l'attenzione. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 16:19
Direi che Daniele ha sintetizzato molto bene il problema |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 16:24
“ Confrontarsi non vuol dire delegare la scelta, ma raccogliere opinioni e stimolare la discussione. „ e questo può essere benissimo fatto - così come lo stiamo facendo qui - e questo indipendentemente dal fatto che l'opera sia in mostra o meno “ Avrei comunque preferito che si prendesse spunto per parlarne, per raccontare, per capire, invece di censurare. „ cosa che magari poi - anche se nutro qualche dubbio - è stata fatta |
user177356
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 16:41
Temo di non essermi spiegato bene finora, provo a formulare il mio pensiero in modo più diretto: "Ma non sarebbe stato meglio, se proprio si vuole parlare di femminicidio *, lasciare l'opera dov'era, raccontare cosa è successo e stimolare una riflessione, individuale e collettiva? Riflessione sull'atto in sé, sul fatto che l'abbia compiuto un'artista (probabilmente parte di un mondo schierato più con le ragioni del femminismo che contro), sul fatto che sia accaduto in un ambiente culturalmente (se non anche economicamente) privilegiato." Onestamente, di Caravaggio o Hitler m'importa poco. M'interessa invece questa censura qui e ora, le sue motivazioni, come avrebbe potuto essere gestita meglio la questione. * termine che detesto, ma che uso per facilitare la comprensione. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 17:24
Mah... La questione di esporre un tale argomento in concomitanza dell'opera non aiuta lo spettatore. Poichè si parte dal fatto certo che chi va a vederla lo fa per se stesso e la propria felicità, si potrebbero fornire eventuali informazioni solo in casi a parte, come l'acquisto. In questo caso purtroppo la fama , che non è arte, inficia sicuramente il costo, ma è un passo in direzione diversa. E' talmente forte che potrebbe pregiudicare a prescindere in ogni caso. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 18:11
Impossibile valutare obiettivamente un'opera, sapendo che l'autore ha compiuto quanto sappiamo, da pochi giorni. Inevitabile la tentazione di attenzionare l'opera con lo scopo di carpirvi qualche traccia di turbe mentali. Non sapevo che Caravaggio avesse compiuto efferati crimini e adesso che lo so, in primis non ho il desidero di cercare i suoi lavori e casomai mi capitassero sotto gli occhi, il pensiero che appartengono a un omicida non può non condizionarmi. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 18:29
“ Riflessione sull'atto in sé, sul fatto che l'abbia compiuto un'artista (probabilmente parte di un mondo schierato più con le ragioni del femminismo che contro), sul fatto che sia accaduto in un ambiente culturalmente (se non anche economicamente) privilegiato. „ Questo è quello che andrebbe fatto all'interno di un sistema sociale che ancora sappia dialogare. Il fatto di sottrarre alla visione del pubblico l'opera di un omicida può nascere certo da una presa di posizione contro il crimine commesso, ma nel contesto attuale lo vedo più come il desiderio di "chiamarsi fuori" dall'obbligo di esprimere la propria opinione in merito alla vicenda, cioè il desiderio di evitare proprio l'instaurarsi di quella riflessione che obbligherebbe ad esporre il proprio pensiero. Non credo si sia trattato di un atto di censura, quanto piuttosto del timore di doversi immischiare in un dibattito scomodo. E' un po' l'atteggiamento tenuto anche da Martin Parr di fronte all'accusa di razzismo per la riedizione del libro fotografico di Butturini, con quella doppia pagina interpretata al contrario di ciò che esprimeva secondo i linguaggio simbolico/provocatorio (e un tantino dissacratorio) della fine degli anni '60. Mettere in piedi una riflessione in un periodo in cui la gente non sa più riconoscere le sottili regole di un linguaggio provocatorio, metaforico, sarcastico, o simbolico è un'impresa pericolosa. |
user177356
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 18:32
Daniele, non posso che essere d'accordo. |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 20:29
Argomento davvero interessante. Allora per come la vedo io bisogna guardare le cose da tante prospettive diverse Se un assassino pubblica un opera avrà una valenza sicuramente "mediatica" Se un autore pubblica un opera e DOPO scoprire che è stato un assassino avrà sicuramente una valenza più artistica su cui magari c'è la riflessione Io sono del parere,come già ha espresso un altro utente,che bisogna mostrare tutto. Appunto per riflettere Anche perché se il MEIN KAMPF di Hitler è ancora in circolazione un motivo ci sarà In più tutto dipende anche dal contesto storico. Vi faccio l'esempio di Charlie Chaplin. Artista immortale che ha donato alla storia della cinematografia mondiale delle perle intramontabili. E tutti noi quel personaggio lo amiamo,cioè lo associamo a una figura positiva. Ma stando alla sua biografia,la moglie più vecchia che ha avuto aveva 17 anni (e lui più di 60) Ecco al giorno d'oggi lui ora sarebbe considerato un pedofilo Lo amiamo lo stesso oppure ,in base alla considerazione che abbiamo verso figure di questo tipo,cominciamo a denigrare "Il Monello" o "Il grande Dittatore"?? |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 21:31
Sacrosanto discorso AmodioC...un conto è pubblicizzarsi commettendo crimini, un altro quello di ricevere le attenzioni dopo aver commesso un crimine senza volerlo fare per acquistare notorietà, che poi è inevitabile perche nessuno di noi è famoso al momento ma se dovessimo uccidere il vicino di casa saremmo immediatamente in prima pagina! |
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inviato il 11 Settembre 2020 ore 22:14
Secondo me le opere d'arte dovrebbero rimanere a disposizione del pubblico, per ricordarci che lo stesso uomo è capace di fare entrambe le cose. Inutile nascondersi dietro un dito. |
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