|
|
inviato il 13 Agosto 2020 ore 10:19
Non lo é assolutamente. Non vedo niente di pessimistico scritto. Ma credo che non hai capito il punto. Nan goldin fa un diario visuale ma il risultato é qualcosa che funziona anche per gli altri. É ovvio che parte dal suo vissuto, ma il risultato é qualcosa di interessante per un pubblico che va oltre i suoi amici o conoscenti. É questo il punto, quando esponiamo il lavoro siamo riusciti in questo? Ci abbiamo riflettuto e scelto scatti che possano risuonare anche in altri? Perché la goldin fa una mostra mentre pinco pallo che documenta la sua vita ogni giorno non riesce a essere interessante ma solo banale? La risposta non é solo legata alla vita in se dell'autrice ma per la scelta di cosa mostrare e come e il risultato é qualcosa oltre il diario fotografico |
|
|
inviato il 13 Agosto 2020 ore 11:17
Scusami Matteo , pur condividendo ciò che dici, io lo do per scontato. Entrano in gioco le capacità anche di esporre un'idea apparentemente banale. Ci saranno un milione di persone che disegnano, dipingono, inventano, che resteranno sconosciuti a vita indipendentemente dalla qualità del loro operato. Perché credi che gli autori da te citati all'inizio fossero certi della riuscita dei loro lavori? Ci possono essere delle idee, nessuno sa a priori quanto siamo valide al di là del proprio giudizio. Poi le idee vanno sapute rappresentare e questo è un altro aspetto, ma poi vanno sapute presentare, vanno sapute vendere. Guardati il video PPAP , 349 milioni di visualizzazioni, se fossi stato il primo a guardarlo quanto avresti scommesso che sarebbe poi arrivato a quel numero di visualizzazioni? Eppure la prima volta che l'ho visto ho pensato che idiozia, poi alla seconda visione il mio giudizio è cambiato. C'è uno studio dietro che è stato capace dal nulla, da una cosa apparentemente inutile, di creare un prodotto. |
|
|
inviato il 13 Agosto 2020 ore 11:28
Lo dai per scontato, ma é evidente che in genere non é qualcosa di chiaro e che questo aspetto non viene mai valutato o appunto si considera che altri avranno la nostra sensibilità o vedranno il lavoro come noi non chiedendoci se quello che facciamo é davvero interessante o solo autoreferenziale |
|
|
inviato il 13 Agosto 2020 ore 11:33
Ma sarebbe comunque solo e solamente il mio giudizio. Quindi autoreferenziale |
|
|
inviato il 13 Agosto 2020 ore 11:55
ma non si puo semplicemente fare e pubblicare le proprie foto e lasciare che siano gli altri e la storia a valutarle? io credo che alcuni grandi fotografi abbiano fatto così. a riguardo mi ricordo un'intervista a scianna... ".....ho iniziato a fare le foto perche mi piacevano le rragazze....cosi chiedevo di poterle fotografare...dopo un pò hanno iniziato loro a chiedermi se le potevo fotografare cosi mi sono reso conto che non ero male..." piu o meno |
|
|
inviato il 13 Agosto 2020 ore 12:06
Non so perché si questo forum si tende a esser permalosi, mi spiace kuro13 per la tua risposta sarcastica che non aggiunge nulla. Ogni parere é lecito ma non ha senso prendersela. Alesrog partiamo dal fatto che sono cambiati i tempi, sono cambiate il numero di foto fatte, ma é cambiato anche il modo di consumarle, non é quindi un paragone sensato, il discorso poteva essere valido anche prima ma la condivisione, la facilità di scatto ha cambiato molte cose, é quindi cambiato il contesto. Il discorso tuo mi sembra simile a: mi butto faccio un quadro astratto che non significa nulla e spero che qualcuno altro veda il mio genio in quello scarabocchio dando una spiegazione che non ho. Ecco io non condivido questo approccio |
|
|
inviato il 13 Agosto 2020 ore 12:13
No Matteo, credimi, non è così. Nkn so cosa ho scritto per dare questa impressione a te, mi dispiace, io condivido più o meno tutto quello che hai scritto, non capisco solo perché tu ti faccia questa domanda. La mia valutazione, prima di presentare uno scatto, è sempre autoreferenziale, tutto qui. Se poi il mio pensiero non aggiunge nulla come dici, poco posso fare, ma tutto sommato non vedo grande differenza con il tuo punto di vista. |
|
|
inviato il 13 Agosto 2020 ore 12:23
Ci siamo capiti male |
|
|
inviato il 13 Agosto 2020 ore 12:26
|
|
|
inviato il 13 Agosto 2020 ore 12:26
“ mi butto faccio un quadro astratto che non significa nulla e spero che qualcuno altro veda il mio genio in quello scarabocchio dando una spiegazione che non ho. „ no no non dico certo questo ma piuttosto....io dico "provo a fare un quadro cercando di farlo bene che abbia un senso per me e che mi diverta farlo" poi conscio della bontà (ho studiato, mi sono confrontato con maestri d'arte ecc ecc) cerco un canale attraverso il quale il mio lavoro possa essere apprezzato...a quel punto se il mio lavoro è buono mi porterà fortuna... Andare alla ricerca come credo tu stia facendo in questo post di cosa è buono e cosa mi possa fare diventare famoso mi sembra più uno studio di psicologia che non una ricerca fotografica...la condivisione fa semplicemente parte dell'animo umano.... Poi magari ho frainteso il senso del post, mi faccio da parte e me ne scuso ... |
|
|
inviato il 13 Agosto 2020 ore 15:58
Esistono molti portali, gruppi, forum ed in generale luoghi di condivisione. Alcuni più generici, altri più settoriali. Non capisco come sia difficile comprendere che ciascuno ha o non ha aspettative, ha o non ha interesse di approfondire tematiche ludiche, ha o non ha interesse ad approfondire tematiche culturali, ha o non interesse a socializzare, e via dicendo. Ciascuno vive e frequenta i canali che ritiene senza particolari criteri di omogeneità. Solitamente le crisi o i problemi nascono dalle aspettative. Eliminate le stesse ci si diverte molto di più. Prendere le cose troppo seriamente è dannoso per tutte le passioni. Io comprendo benissimo chi scatta per se, chi scatta per socializzare, chi scatta per fare seguito ad una idea, chi scatta per lavoro... e non mi faccio mai (o meglio più) alcun problema. Guardo dove ho più assonanza ma non solo. Guardo solo dove posso trovare utilità a vario titolo. Per fortuna, dico io, dal momento che riesco a divertirmi semplicemente usando la camera e godermi di quel tempo che dedico a ciò che mi piace. Il resto è mero contorno. Ecco perché ribadisco di togliere il punto interrogativo e sostituirlo con tre puntini o punto esclamativo. |
|
|
inviato il 14 Agosto 2020 ore 5:23
“ Solitamente le crisi o i problemi nascono dalle aspettative. Eliminate le stesse ci si diverte molto di più. Prendere le cose troppo seriamente è dannoso per tutte le passioni „ Questo concetto ineccepibile di per sè, mostra però un punto debole che non si può però fingere che non esista, anche se non rientra nell'intento e nel sentire di tanti come pure per colui che lo ha scritto. Ovvero intendo sottolineare che esiste "l'ambizione". Anche se tanti se ne fregano, non la nutrono e non ne hanno interesse, è pur sempre vero che per taluni, anche se fossero una notevole minoranza, questa è una componente che nutrono dentro se stessi, che li porta ad ambire a qualcosa di più del normale appassionato. Comunque tornando al quesito interiore, che qui ha esteriorizzato il nostro autore del 3D, posso solo dire che è una domanda che tutti si pongono e si sono posti lungo il proprio percorso fotografico, appunto se nutrono una qualche ambizione che esuli dallo standard. La propria autoreferenzialità cessa di essere tale solo al raggiungimento di un processo di maturazione, che riguarda in genere sia l'individuo e sia come esperienze e pratiche fotografiche immagazzinate nel proprio bagaglio. Il raggiungimento della "consapevolezza" fa evaporare il concetto di autoreferenzialità. Nel tuo caso, anche se potrebbe apparire banale ma d'altronde non vedrei altre strade percorribili, il mio suggerimento è quello di esporti ad autorevoli giudizi di personalità riconosciute del settore pescando a tuo piacimento tra autori, fotografi affermati, critici, giornalisti del settore, galleristi, curatori... Non ti scoraggiare o esaltare al primo giudizio ma ricercane in numero più significativo, ovviamente mostrando il tuo book o portfolio incentrato su quella tematica di cui cerchi una valutazione autorevole. Festival, seminari, conferenze, incontri vari (senza contare le apposite letture portfolio organizzate, il tutto esulando dai tempi covid) sono palcoscenici dove solitamente sono invitati e presenti suddetti soggetti autorevoli, che ti potrai scegliere seguendo le occasioni e i programmi di tali eventi. P.S. - Ad esempio in un incontro su appuntamento che ebbi al tempo con tale Denis Curti, che visto il suo curriculum godeva sulla carta di tutta la mia considerazione, in quella occasione si dimostrò tutto il contrario sia come si comportò e le cose che disse anche prima che gli mostrassi un paio dei lavori in questione. Ambivo che la Contrasto editrice potesse accettare di pubblicarne almeno uno... Ma lui come prevenuto e adducendo motivazioni pure bislacche rispose picche. Ma il risultato per me fu che anzichè demoralizzarmi, invece proseguii rivolgendomi ad altri e raggiunsi il mio scopo, raccogliendo in seguito soddisfazioni e pareri molto favorevoli anche da personalità arcinote e che mai avrei potuto immaginare di raggiungere. Questo solo per raccomandare di non fermarsi mai al primo giudizio e mai ad una sola persona. Giuseppe Verdi fu bocciato a scuola dal suo professore di musica, questo solo come esempio di tanti. che storicamente numerosi sono i casi dove i "giudicanti" hanno toppato anche con future celebrità di tanti settori, e che il loro fiuto fece cilecca. Poi se invece i giudizi non positivi si dovessero sommare da parte di vari altri "esaminatori"... Allora in quel caso bisognerà pure prendere atto che evidentemente è la sostanza a mancare. |
|
|
inviato il 14 Agosto 2020 ore 14:37
Hai fatto bene Matteo Groppi a porti questa domanda introduttiva e credo anche molte altre domande conseguenti. Solo tu puoi darti una risposta. Buona giornata Patrizio |
|
|
inviato il 30 Agosto 2020 ore 12:33
“ Ma a questo punto che senso ha condividere? La ricerca del like può essere una risposta, ma per averlo bisogna seguire quello che la gente vuole vedere portando a foto standardizzate, magari tecnicamente ineccepibili ma a conti fatti inutili,mediocri „ La condivisione ha come principale scopo il consenso, oppure la provocazione. La ricerca del like è sicuramente la risposta che meglio si adatta alla tua domanda, questi famigerati likes che per alcuni hanno lo stesso effetto di una droga al punto di cercarli ossessivamente, perdendo un po' il contatto con la realtà. Mi permetto di dissentire con te riguardo al modo, non sempre i likes si ottengono postando foto standardizzate e tecnicamente ineccepibili. Basta guardare nelle gallerie di Juza per trovarne a decine di foto così con pochissimi likes se non addirittura senza, di contro di sono molte foto che di bello non hanno niente ma che raccolgono centinaia di likes e decine di commenti di elogi. Questo cosa ci fa capire? che la ricerca del like viene fatta "all'italiana" e cioè entrando in una o più comunità all'interno dei vari forum e creando "amicizie" che poi portano al voto di scambio (io metto il like a te e tu lo metti a me) questo sistema l'ho visto mettere in pratica su diversi forum: photosig, fotoarts, maxartis solo per citarne alcuni. La cosa positiva di Juza è che almeno le EP vengono scelte con criterio e non solo in base ai likes che ricevono. Concludendo possiamo dire che condividere per i likes non ha senso, lo facciamo perchè ogni tanto qualcuno vede le nostre foto e magari ci scrive sotto un apprezzamento sincero che vale più di 1000 likes finti. |
|
|
inviato il 30 Agosto 2020 ore 12:38
Vengono scelta da juza secondo il suo gusto e stop. Non é qualcosa di sbagliato e si basa sulla sua esperienza e sul tipo di foto che apprezza Ci sono diversi ottimi ritratti validi ignorati e EP a foto che non hanno molto da dire. Non é una polemica anzi l'EP é come una galleria moderata per la pubblicazione quindi subisce una selezione che indubbiamente esclude scatti di più basso livello Diciamo che tendevo a escludere certi scatti brutti che restano apprezzati da una cerchia che si supporta , il mio era più un discorso generico: Inizio un nuovo lavoro perché c'é qualcosa che mi sento di dire, un tema che voglio approfondire, questo é una cosa comune, ma ci poniamo poi davvero la domanda se quello che diciamo sia di interesse per qualcuno? |
|

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |