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@daniele Quindi, a modello, abbiamo dittatura e una democrazia partecipata Mhhh Un po' limitante Io penserei invece di dividere le cose per delega oppure no Questo non lo hai considerato...
Posto che una base democratica la troviamo anche nelle monarchie costituzionali e in tutte le forme dotate di una Carta Costituzionale, la delega funziona bene sulla carta, ma nella realtà porta abbastanza velocemente a situazioni come quella che stiamo vivendo attualmente, con un progressivo allontanamento della base dalla politica attiva e, soprattutto, dalla comprensione delle sue reali problematiche e meccanismi, e dall'altra un progressivo distacco della classe politica dalla base, con una ricerca di consensi sempre più marcatamente "populista" persino da parte di quanti usano quel termine in senso spregiativo nei confronti dell'avversario politico. In tal modo si rischia veramente di giungere a democrazie troppo deboli e ad un livello di populismo tale da far perdere di vista anche i dettami costituzionali (le democrazie dell'anteguerra furono travolte perché navigavano più o meno in queste acque)
si, ok. in breve, riscrivo, il tutto ruota intorno o meno alla scelta di delega non revocabile da parte del delegante. anche scegliere di non delegare è una scelta, già percorsa in passato; mi vengono in mente le società gilaniche ...
"Le società gilaniche, in cui le necessità delle persone erano soddisfatte anche da un principio mutualismo, furono distrutte tra il 4000 e il 2500 a.c, da orde nomadi venute dal sud della Russia, i cosiddetti Kurgan."
Ovviamente gente sana e che ha sviluppato una propria umanità (intesa come essere esseri umani consapevoli e realizzati) è scomoda ad un sistema che cerca schiavi da sfruttare.
La questione dell'opportunismo è un mutuato del sistema capitalistico fondato sulla delega appunto Però siamo ot, se non per il fatto che è la stessa società che approva e alimenta queste modalità
L'opportunismo è una caratteristica di tutti gli esseri viventi; c'entrano poco capitalismo, comunismo, fascismo e chi più ne ha più ne metta. I gruppi paleolitici già si muovevano in base a ragioni opportunistiche, compreso appunto il fatto di muoversi in piccoli gruppi, perché da soli non sarebbero sopravvissuti e in troppi sarebbe stata troppo dispendiosa l'attività per procacciare il cibo all'intero gruppo.
"Non direi di tutti gli esseri viventi Negli animali esiste una gerarchia, esiste un branco, come esiste il singolo "
L'opportunismo evolutivo -innato- non è da confondere con il significatov che gli dà la morale o la filosofia.
Tutti gli esseri viventi si comportano in modo opportunistico per sopravvivere e riprodursi. Dagli organismi unucellulari ai baobab. Anche i virus, che non sono vita, usano strategie opportunistiche. Non conoscono la statistica ma la applicano.
Capisco che tali ragionamenti che ho esposto siano talmente semplici da sembrare inverosimili ai più. Ma questa è la vita ridotta al minimo comun denominatore per renderla comprensibile.
I sistemi economici, politici, religiosi sono il prodotto di sovrastrutture di pensiero che semplificate portano al ragionamento sopraesposto.
Il sistema in se non conta nulla dipende solo da chi lo controlla. Se chi lo controlla non sa tenere a freno la propria carica opportunistica innata il meccanismo di correttezza logica non funziona.
Aristotele ci lasciò due definizioni in contrasto l'una con l'altra:
"La Legge è la ragione priva della passione"
"Il Re non deve sottostare alla Legge perché egli stesso è la Legge"
Eppure Aristotele, che fu precettore e poi consigliere di Alessandro Magno e ne conosceva bene il padre Filippo II, sapeva per esperienza diretta quanto potesse farsi travolgere dalla passione la decisione di un sovrano. Certo, Aristotele insegnava retorica ed era un maestro nel giustificare una tesi e subito dopo la tesi contraria, ma in queste due frasi si nasconde in realtà l'intera esperienza del pensiero politico greco che, proprio per trovare il modo di tenere a freno le spinte opportunistiche personali o di piccoli gruppi, aveva perfezionato il concetto di democrazia (perfezionato, non inventato: la città-stato greca fu il prodotto finale di un processo socio-politico che già i Sumeri avevano diffuso verso la Siria, il Libano e il Mediterraneo orientale almeno dal III millennio a.C.).
E' sempre l'opportunismo che spinge il "libero mercato", se viene lasciato veramente libero, verso situazioni monopolistiche anziché verso l'equilibrio ipotizzato dai suoi primi sostenitori; ma per il medesimo motivo per cui quando cadeva la capacità di controllo da parte dei cittadini, anche in Grecia si instauravano le tirannie.
Sempre l'opportunismo fu quello che spinse la maggior parte delle comunità paleolitiche a imitare i vicini agricoltori neolitici; ma allo stesso modo è sempre l'opportunismo che spinge gli Yanomami della foresta amazzonica a rimanere caparbiamente ancorati al sistema paleolitico, probabilmente perché il progresso ha raggiunto livelli tali per cui si rendono conto che accettare ora di entrare a farne parte sarebbe impossibile per la maggior parte del loro popolo che finirebbe per essere relegato in nuove favelas.
Opportunismo in tutte le epoche, nel bene e nel male, a livello personale e di gruppo. L'uomo però ha creato il pensiero complesso, la logica, la filosofia, la morale; ha trovato cioè il modo di tenere a freno o di indirizzare anche le spinte opportunistiche (quando glii riesce)
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