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fino a che punto si può considerare fotografia?


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avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2020 ore 10:14    

Provo a aambiare il paradigma: se invece di ragionare di "fotografia" si ragionasse di "immagine", che tu la produca con una fotocamera a pellicola, con un sensore, con PS direttamente, con un pennello e le matite colorate ... sempre immagine rimarrebbe.

Tutto sta a quanto vuoi che corrisponda al "reale" (e anche qui definire "reale" ...).

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2020 ore 10:17    

Comunque una cosa è certa: in altre epoche i detrattori, che poi nella stragrande maggioranza dei casi erano solo quelli che non avevano grande padronanza nell'esporre, accusavano la Velvia di essere eccessivamente satura e contrastata... in una parola insomma era innaturale.

Beh al confronto con certe saturazioni che in digitale ormai vanno di moda la Velvia, sottoesposta di due stop, è desatura!

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2020 ore 10:18    

Tutto sta a quanto vuoi che corrisponda al "reale" (e anche quii definire "reale" ...).


anche in questo caso si apre una voragine senza fine....;-)

user120016
avatar
inviato il 16 Luglio 2020 ore 11:32    

Concordo anch'io con coloro i quali hanno scritto che il problema non sta nell'editing ma in chi lo usa (abusa).
Le tecniche che "alterano" la realtà sono presenti sia in fase di ripresa che successivamente, dopo lo scatto.
Basti pensare a tutti i filtri circolari ed a lastra di cui disponiamo.
Trovo corretto l'esempio del bianco e nero nonché dei tempi lunghi e si potrebbe aggiungere l'infrarosso, le focali estreme tipo i fisheye e via dicendo... ma, a mio avviso, tutto questo rientra nel linguaggio fotografico di ciascuno di noi e dunque rimane una cosa più che lecita nella sua soggettività. A me ad esempio piacciono molto i viraggi al selenio così come il mood del collodio umido che certo non sono fedeli alla realtà. Eppure è fotografia anche quella.
Certo, nel reportage, nella fotografia di prodotto e nella fotografia documentaristica le immagini devono essere fedeli alla realtà, altrimenti subentra la malafede e la menzogna. Ma in tutti gli altri casi il confine tra realtà ed arte è così sottile che è molto difficile dire cosa sia di buon senso e cosa no.
Ed in ogni caso non è questione di analogico o digitale. Ancora oggi io faccio in camera oscura le stesse cose che fa mia moglie con lightroom o Photoshop, con l'unica differenza che lei fa molto prima, non si macchia le mani (e nemmeno i vestiti!) e, se una modifica non le piace, ha il tasto "ripristina" mentre io devo rifare tutto daccapo MrGreen

avatarsenior
inviato il 16 Luglio 2020 ore 13:31    

E soprattutto caro Domenico ella non ha dovuto impiegare anni per imparare ;-)

user177356
avatar
inviato il 16 Luglio 2020 ore 15:39    

Provo a cambiare il paradigma: se invece di ragionare di "fotografia" si ragionasse di "immagine"


Ecco, appunto.

avatarjunior
inviato il 16 Luglio 2020 ore 18:07    

Ogni artista (in questo caso il fotografo) quando “compone” la sua arte ha in mente il messaggio che vuole trasmettere. E in quel messaggio c'è l'artista stesso che diventa riconoscibile nelle sue opere. Chi non ha nessun messaggio da trasmettere non è un artista. E allora in questa ottica l'essenza non è con o senza post produzione e, se c'è, come e quanta, ma è e rimane il messaggio.

user120016
avatar
inviato il 17 Luglio 2020 ore 9:10    

Si parla spesso di messaggio della fotografia come se ci debba essere sempre e comunque un destinatario terzo. Personalmente considero la fotografia come il diario dei miei viaggi che possa catturare le emozioni, fermarle sulla pellicola e farmele rivivere ogni volta che guarderò quelle foto. Se questa sia arte per gli altri non saprei dirlo e, ad essere molto onesto, non mi interessa affatto. Tant'è che delle migliaia di foto scattate in oltre 30 anni, penso di averne condivise l'1% o anche meno...
Certo chi espone, pubblica e vende le sue foto, qualche vincolo con il gusto altrui deve averlo...

avatarsenior
inviato il 17 Luglio 2020 ore 10:32    

grazie Serall..il buon Angelo...e non era neppure più un ragazzino...:-P

avatarsenior
inviato il 17 Luglio 2020 ore 10:35    

Il viraggio al selenio più che una "espressione" all'epoca si usava perchè una volta fatto il bagno le foto erano praticamente eterne (se ben fatto ovvio...) anch'io ogni tanto, ma proprio ogni tanto;-) lo usavo.

avatarsenior
inviato il 17 Luglio 2020 ore 10:36    

seguo

avatarsenior
inviato il 17 Luglio 2020 ore 10:41    

Come qualcuno ha già scritto si deve oggi parlare di immagine.

La fotografia è morta con l'avvento del digitale e la facilità della post produzione, che si faceva anche una volta ma era mooolto più difficile...

Oggi si può parlare di post fotografia, ma la fotografia non esiste più.

E' l'immagine che conta e non importa se la base sia un file prodotto con la propria fotocamera, un disegno interamente digitale od una anonimo file trovato su internet e completamente stravolto con la produzione.

Come sempre l'importante è il risultato, l'importante è che l'immagine sia gradevole.

Di certo la fotografia ha perso il suo connotato principale di un tempo, fermare un attimo reale.
Oggi si ferma l'attimo e da quella fotografia, volendo, si crea un'immagine bellissima, ma non necessariamente reale.

Ma siamo nel 2020 e dobbiamo adattare il ns. modo di pensare a quella che è la realtà di oggi.

E lo dice uno che ha preso in mano la sua prima fotocamere tra il 1964 ed il 1965 ...

avatarsenior
inviato il 17 Luglio 2020 ore 10:54    

Oggi si può parlare di post fotografia, ma la fotografia non esiste più.


opinione rispettabilissima, ma a mio avviso un pò troppo assolutistica

in questi discorsi si è sempre troppo legati ai mezzi tecnici, che hanno la loro importanza ,ma non sono il focus della questione.

avatarsenior
inviato il 17 Luglio 2020 ore 10:56    

Di certo la fotografia ha perso il suo connotato principale di un tempo, fermare un attimo reale.
Oggi si ferma l'attimo e da quella fotografia, volendo, si crea un'immagine bellissima, ma non necessariamente reale.


la realtà è sempre quella oggi come 100 1000.. anni fà

poi l'interpretazione è una altra questione, che passa per una moltitudine di aspetti non solo tecnici ma anche culturali e sociali.

avatarsenior
inviato il 17 Luglio 2020 ore 11:10    

Ma siamo nel 2020 e dobbiamo adattare il ns. modo di pensare a quella che è la realtà di oggi.

O meglio ancora - credo - provare, nel nostro piccolo e piccolissimo (nel mio caso certamente), a definire quel che oggi sia la "realtà", soggettiva, e/o interpretare almeno il gusto dei tempi.

Ho risolto la questione fotografia sì/no da anni, definendo fotoillustrazioni certe immagini; c'è (o meglio c'era) qui sul forum chi ha chiamato le stesse - in modo tutto sommato non svalutativo - pittografie.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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