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La musica si ascolta meglio sul vinile e le fotografie...


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avatarsenior
inviato il 18 Giugno 2020 ore 15:11    

Concordo pienamente con Diebu.
E' un po' come per le vecchie carte da stampa; negli anni '70 ebbi la fortuna di conoscere Giuseppe "Bepi" Bruno, fotografo paesaggista che mi piaceva molto e che mi fece apprezzare i neri profondi della carta Agfa, da quel momento la mia preferita, dato che per ciò che volevo ottenere le Ilford non le sentivo adatte; nonostante questo c'erano un sacco di autori che apprezzavo ugualmente e i cui lavori si sposavano perfettamente con le carte Ilford.

user33434
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inviato il 18 Giugno 2020 ore 21:21    

Perdonami Star Trek ma nonostante l'abbinamento vinile/pellicola e file audio/foto digitale sia molto in voga le due cose dal punto di vista logico non hanno legame. Il vinile e il CD sono due supporti, forzando un po' la mano li potremmo paragonare al massimo alla stampa da procedimento fotochimico e alla stampa digitale, mentre la pellicola e il sensore sono due mezzi di acquisizione. Il paragone risulterebbe forzato anche in questo caso perché il fotografo in questa analogia diventerebbe il produttore artistico o il fonico Sorriso, va da sé che il discorso non regge. L'abbinamento credo derivi dal movimento hipster che ama in linea di principio ciò che è analogico, nulla contro chi abbraccia questa moda ma le motivazioni per questa preferenza sono a mio modesto avviso abbastanza illogiche e fondate su un pregiudizio. Sono musicofilo ma non audiofilo quindi non saprei dare una preferenza al vinile o ad un flac per un ascolto di qualità ma la fotografia è un'altra cosa, siamo di fronte a due mezzi diversi che hanno nell'uso di massa e al netto delle preferenze nell'esperienza d'uso una destinazione spesso diversa. Premetto che questa è la percezione che ho ricavato dalle varie comunità online italiane e non che si occupano di fotografia, quindi non un discorso che si possa estendere a tutti ma per sommi capi credo che la cosa si possa riassumere così:
L'utente "digitale" mediamente usufruisce dell'immagine a monitor che nella migliore ipotesi è stato calibrato o meglio ancora progettato per la fotografia e calibrato periodicamente, il godimento è quindi giustamente influenzato dalla risoluzione dell'accoppiata sensore/lente e dalla capacità di riuscire a dare valore alla propria visione artistica tramite la post-produzione.
L'utente "analogico" è invece raramente slegato dalla stampa o dalla proiezione, è ancorato all'aspetto materico che è quindi completamento indispensabile e che, se assente, pregiudica l'intenzione stessa del fotografare.
Ovviamente esistono anche tantissimi fotografi digitali che stampano o fanno stampare ma rispetto al totale credo siano una nicchia abbastanza piccola, basta guardare anche solo su questo forum l'attenzione che ricevono i post legati a confronti macchine/lenti e post-produzione rispetto a quelli per la scelta di una stampante o una carta.
Se invece si va a visitare la sezione "fotografia analogica" di questo forum si noterà in primis che siamo sempre gli stessi a intervenire Sorriso e poi che la stragrande maggioranza stampa o proietta, la post in questo caso avviene in camera oscura sviluppando e stampando a completamento della propria intenzione creativa.
Partendo da questo assunto che non posso dimostrare, in che modo tutto ciò andrà ad impattare a lungo termine sul futuro della fotografia? E' possibile che la stampa scompaia completamente se non nella piccola nicchia di fruizione di collezionisti e galleristi?

avatarsenior
inviato il 18 Giugno 2020 ore 21:46    

Io credo che il mezzo non influisca tanto sul modo di esprimere il contenuto in sé, ma che abbia moltissima influenza su colui che deve recepire tale contenuto e sul contesto in cui tale contenuto viene fruito.
Vado a spiegarmi.
Ascoltare una canzone sullo smartphone con le cuffie Bluetooth mentre sei in metropolitana di ritorno da 10 ore di lavoro, pigiato in mezzo ad altre 100 persone e stai rispondendo alle email e ai WhatsApp che si sono accumulati nel corso della giornata é lo stesso che ascoltare la stessa canzone su un giradischi, in un momento e in un ambiente dedicato, rilassato e concentrato su ciò che ascolti?
Credo che a livello oggettivo i suoni cambino poco, ma che cambi moltissimo il percepito attraverso tale ascolto.
É lo stesso guardare 1000 foto su Instagram sfogliandole rapidamente col dito o impiegare lo stesso tempo a guardare 2 lastre al collodio (tempo che include quello necessario a prenderle dal magazzino e metterle in piedi su un cavalletto e sistemare la luce perché sia ottimale per la visione)?
Il mezzo influenza:
- il contesto in cui é fruibile
- la percezione del fruitore (perché materiali, odori, forme del mezzo, oltre al contesto, evocano sensazioni diverse)
- chi effettivamente fruirá del contenuto.
Spiego quest'ultimo punto.
Le foto su Instagram le guardano tutti, anche coloro che sono poco o nulla interessati, perché é talmente facile fruirne. Le due lastre al collodio le guarda solo chi é realmente interessato e appassionato perché é un tale sbattimento anche solo tirarle fuori.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2020 ore 8:10    

@Nessunego, forse inconsciamente, ma hai appena messo in chiaro l'errore fondamentale che si nasconde in questo 3d.
Questa discussione è stata impostata sul confronto tra i mezzi necessari per "fruire" di un brano musicale e quelli necessari per "realizzare" una foto; sono due campi differenti.
Se mi chiedi quale sia il modo che preferisco per "fruire" di una foto, tra la visione a monitor e la stampa, ti risponderò immediatamente: la stampa; tuttavia sono anni che fotografo in digitale e non ho la minima intenzione di tornare alla pellicola 35 mm (il grande formato, potrebbe ancora tentarmi se ne avessi il budget e lo spazio per sviluppo e stampa). Questo perché tra la tecnologia utilizzata per "realizzare" una foto e quella per "osservarla" non c'è una relazione sempre e comunque diretta: un negativo può essere stampato su carta fotografica chimica, scansionato per la visualizzazione a monitor, scansionato e postprodotto per stampa inkjet ecc.; analogamente si può fare con un RAW digitale, fino a stamparlo persino sulla vecchia carta fotografica chimica.
Il 3d avrebbe invece dovuto paragonare gli strumenti per realizzare una foto agli strumenti per realizzare un brano musicale; a questo punto sarebbe stato subito chiaro che dipende tutto dal genere di foto o di brano musicale si vuol realizzare e non ci sarebbe stata discussione. Nessuno credo che apprezzerebbe allo stesso modo un brano per liuto se venisse eseguito, così come è stato concepito, con una Fender Stratocaster; ma allo stesso modo arricceremmo il naso nel sentire un brano Heavy Metal eseguito con liuto e flicorno.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2020 ore 8:15    

Avevo saltato l'intervento di Mauro che vedo andare più o meno nella stessa direzione del mio

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2020 ore 15:27    

Vinile o musica liquida? Decisamente vinile. A condizione che ci investi su un bel po' di soldi.
Fotografia analogica e digitale? A parità di formato, decisamente digitale. Se poi mi confronti un 8x10 analogico con una ff digitale, il problema non è il supporto...MrGreen

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2020 ore 18:25    

Ho sempre posseduto il giradischi, usando testine di alta gamma (Stanton 681 EEE e Shure V15 IV) su apparecchi di buon livello e quando ho iniziato a "liquidare" la mia musica ho fatto molte prove per capire cosa suonasse meglio.
Sinceramente, se si mette da parte l'effetto nostalgia, che gioca spesso brutti scherzi, ritengo la riproduzione digitale, con musica archiviata su hard disk ed un buon dac per convertirla, superiore ad un set analogico anche discretamente costoso, per non parlare di tutti gli sbattimenti (rumori, polvere, scariche elettrostatiche, usura di disco e stilo, ecc ...) che affliggono la riproduzione in vinile.
Il problema piuttosto, è spesso un altro: la qualità delle registrazioni, ma qui non ci si può fare nulla.
Anni fa ho avuto una esperienza interessante con un vecchio disco della PFM (storia di un minuto).
Possedevo il disco in vinile, ma era una copia abbastanza "vissuta", pervenutami usata e in non perfette condizioni.
Quando inizio a trasferire i cd su hard disk, decido di passare anche i vinili che ascoltavo di più.
Trasferimento eseguito con l'ingresso audio analogico della mia scheda Edirol UA25, giradischi Thorens TD 125 MK II e testina Shure V15 IV, disco preventivamente pulito con macchina lavadischi, insomma tutte le precauzioni possibili.
La registrazione esce bene, buona timbrica e ottima dinamica, purtroppo i rumori del disco, che come avevo detto, non era messo benissimo, si sentono.
Tempo dopo rimedio una copia su cd, anche rimasterizzata, e decido e decido di rimpiazzare la vecchia registrazione.
Ora finalmente la carrozza di Hans ha perso tutti quei rumoracci, però è diventata un calessino.
Provo a sentire le due registrazioni a confronto, quella nuova è perfetta, niente rumore di fondo, niente scricchiolii, ma è moscia e piatta, come se quel giorno alla PFM non andasse di suonare.
Apro le tracce con Audacity, quelle del cd rimasterizzato sono compresse senza dinamica, quelle del vecchio disco, nonostante la registrazione non sia stata fatta dal master, hanno una bella dinamica.
Ho tenuto tutte e due le registrazioni, ma quella nuova, sinceramente non l'ascolto mai.

Questo per dire che più che il supporto, influisce molto la qualità della registrazione.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2020 ore 20:08    

Devo dire che da quando ci sono gli mp3, giradischi e piastre sono li' a prendere polvere. L'ampli invece e' sempre in funzione. E da quando ci sono le reflex digitali, la Canon a pellicola sta a impolverarsi con piastra e thorens.....

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2020 ore 20:38    

I sentimenti sono una cosa e la praticità un' altra

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2020 ore 21:13    

La praticità è una cosa è il piacere d'uso un'altra ancora.

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2020 ore 21:18    

Se le unisci hai fatto bingo Cool

avatarsenior
inviato il 19 Giugno 2020 ore 22:41    

La praticità (che vorrà dire mai...) è una cosa, il piacere un'altra. ;-)

avatarsenior
inviato il 20 Giugno 2020 ore 11:25    

La musica si ascolta meglio sul vinile e le fotografie...



... si apprezzano meglio proiettate 100X a prescindere dal formato, col quale però varia "l'effetto presenza" Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 20 Giugno 2020 ore 11:26    

In definitiva è una questione di gusti...

avatarsenior
inviato il 20 Giugno 2020 ore 22:20    

Guardate la differenza fra la foto scattata in pellicola e in digitale notate particolari che fanno preferire il digitale alla pellicola ?
e chi so 'ste due befane?Cool

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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