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La scimmia con la reflex per Milano e Benedusi Atto III


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avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 0:40    

Mi piacerebbe sapere come si può dire con certezza che il racconto fotografico di un autore sia sprecato in relazione alla tecnica che gli è propria..
Davvero, pur sforzandomi non trovo il senso di questa affermazione.

Un autore ci parla attraverso il suo personalissimo e (si spera) distintivo linguaggio. Sta a noi scoprire se questo smuove le nostre corde.
Avete citato Malmateen prima; benissimo, sarebbe come chiedere allo svedese di suonare come Shawn Lane in relazione alla sua capacità tecnica.
Potrebbe farlo, certo; ma secondo voi sarebbe lo stesso Yngwie che ha stregato milioni di fans?!

Io credo di no. ;)

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 1:20    

Se uno non percepisce questo genere di rapporto tra il paesaggista e la fotografia semplicemente non lo ha nelle sue corde, avrà sicuramente altro ma non dire Black che il cagnolino sperduto che cammina sulla sabbia ha tutto questo estro, ricerca e profondità dietro, ho la stessa foto direi più bella fatta in scozia ad un randagio con testa china su spiaggia nuvolosa e rottame di barca .....avevo 18 anni ......non facevo fotografia.....non ero un artistoide (come non lo sono ora) e non l'ho mai giudicata frutto di alti pensieri, trasmette un suo mood ma tutto lì


parli del "mio cane"? se si , ti dico: ho visto la giornata gelida anche nei colori, ho visto la gente mesta e infreddolita sotto la pioggerella di marzo che non dava tregua, e ho visto il cane che giocava lercio felicissimo - lui -. ho preso il tele al volo e ho scattato nel punto in cui lo vedi ( in realtà c'era gente e lui correva in mezzo alle gambe delle persone spingendo un sasso col muso), sperando che vedere il cane fradicio tra le pozze sul cemento e con dietro cielo e mare azzurro metallo, trasmettesse quello stesso freddo e senso di solitudine che dava a me e che volevo rappresentare. ci sono riuscito? se a qualcuno trasmette qualcosa di simile si, se no no. ma non era una foto che esaltasse le forme del cane, in quanto tale. poteva esserci un gatto, un bambino ecc. quello che hai fatto tu a 18 anni libero da canoni formali può essere stata una bella intuizione, non ne ho idea. io non ho preso alcuno spunto se non da quello che vedevo. non conosco - anche se ci saranno - note foto di cani marroncini - colore più caldino - zozzi immersi nel BLU gelido dell'ambiente - non ho "pompato" di più la temperatura colore verso il basso per non fare una patacca. non a caso ho intitolato quell'album in quel modo.
ora si può dire che non sia riuscito in quello che volevo ma non che non ci sia un ragionamento dietro. il che non implica essere né artisti o "artistoidi" per forza però se vuoi puoi banalizzare qualsiasi cosa nello stesso modo.

ma altre foto ragionate non hanno destato interesse, forse proprio perché non riesco a dire quello che voglio per mia incapacità o perché ci si aspettava altro da quelle foto e quello che si potrebbe anche leggere non lo si legge. se hai voglia, guarda la foto del tramonto con una striscia di luce a sx e il cielo plumbeo a dx, pastellato e gli uccelli che volano in lontananza a dx. quella è più che ragionata, è abbastanza semplice ma non è accattivante come le altre graficamente. non è stata apprezzata mentre le altre scattate in quel momento sono piaciute di più. quelle in bianco e nero non parliamone.
foto del cavallo in catene? beh tutti si aspettano il bel gattino, il cavallo in posture emozionanti ecc. ed è lecito e anch'io in quella sezione me le aspetterei così. solo che non era quello che cercavo di dire. e quindi chi la vede secondo me la evita come la peste - giustamente -

ho un amico che conosco da poco che scatta con una rolleiflex biottica e pellicola b&n. non conosco così bene il suo pensiero e tantomeno abbiamo parlato mai del senso delle sue foto. fa istantanee, ha poca tecnica e non usa neanche l'esposimetro. le prime volte credevo fossero fatte a caso, da uno semplicemente infatuato della pellicola. poi per sbaglio ho capito il senso di una sua foto. poi col tempo mi sono accorto che anche le peggio riuscite avevano un senso, un messagio, una idea. quella storta era storta apposta e si capiva anche perché guardando con attenzione. quella sviluppata specularmente dx-sx aveva un senso che si capiva solo stando attenti qualche secondo e cercandolo. e la cosa bella è che siamo in 4-5 che guardiamo le sue foto e senza che lui abbia mai detto nulla, capiamo il "gioco" che c'è dietro. a volte è geniale! eppure sono convinto che se postasse le sue foto non lo degnerebbe quasi nessuno di attenzione.
risultato del discorso? beh graficamente qualche bella immagine rimane nella testa anche solo per il suo contenuto estetico ma quelle che hanno un messaggio, una idea, una intenzionalità emotiva lasciano di più, ti cambiano! e dopo aver visto le sue foto, se vedo mere cartoline mi viene il diabete. se vedo foto più significative percepisco altri aromi, anche non buoni ma che mi lasciano qualcosa

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 1:31    

benissimo, sarebbe come chiedere allo svedese di suonare come Shawn Lane in relazione alla sua capacità tecnica.
Potrebbe farlo, certo; ma secondo voi sarebbe lo stesso Yngwie che ha stregato milioni di fans?!

Io credo di no. ;)


Malmsteen era un esempio famoso nelle scuole di chitarra per la tecnica e da NON seguire per la musica, perché era totalmente pretestuoso. le sue canzoni erano di una retorica insopportabile, finalizzate solo ad assoli chilometrici. poi col tempo lo ha capito anche lui e ha cominciato a puntare di più sulla band dal vivo e non solo su se stesso e a fare anche canzoni con un MINIMO di senso. io sono sempre stato un fautore della tecnica come mezzo espressivo ma conosco chitarristi che ne avevano tanta quanta lui e dicevano molto di più. non è una questione solo di stile. prendi Zakk Wilde. anche lui si è divertito tanto con la tecnica ma prendi uno dei brani più famosi fatti con Ozzy: Mama I'm coming home ... sono 4 note giuste eh... e non è che non sa correre sulla tastiera. o un assolo più difficile come quello di Fire in the sky... assolo fatto coi pattern, su una scala minore, con una bella velocità... ma accidenti se è espressivo e non c'è una nota di più... quindi si tecnica ma per qualcosa che ha senso. di Malmsteen mi ricordo sempre l'assolo di Making love, versione originale. ha un senso eccome ma tanti altri ... mah

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 1:35    

E qua cosa ci vedi? Forse dei fili d'erba?


la 2 e la 4 sono meravigliose, credo che per non vedere un ragionamento nella 4 ci voglia molto impegno MrGreenMrGreen

scusate sto scrivendo troppo ma tanto quello che dovevo dire l'ho già detto. mi è tornata voglia di parlare di test di risolvenza MrGreen arrivederci

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 4:43    

Mi piacerebbe sapere quanti degli intervenuti sul questi thread campa, totalmente o no, con la fotografia a livello editoriale sia paesaggistica, di reportage o moda.

Se lavori con un giornale o con un editore hai delle scadenze, e portare a casa il risultato è un problema tuo, non di chi ti commissiona il lavoro, non puoi presentarti con degli scatti mediocri, non puoi dire che c'era una luce che non mi piaceva quindi non hai scattato, non puoi nemmeno andare 20 volte sul luogo dello scatto per portare a casa il risultato, perchè ti ritroveresti a presentare un conto troppo alto, o a non rispettare i tempi; ad esempio le foto di moda mare sono scattate in luoghi esotici per eliminare l'incognita del meteo, è tutto schedulato alla perfezione. Un professionista non può scattare e poi accorgersi che la foto non è all'altezza degli standard imposti dal committente. Da qui nasce la necessità della progettualità, della pianificazione e di creare un messaggio più forte della stessa tecnica (che si presume essere una dotazione standard di un pro), e questo vale per la moda, e anche per il paesaggio. La progettualità non è arte, è avere ben chiaro in testa dove si vuole andare a parare, il sapere perché si scatta alle 5 del mattino ad agosto, o a -25 gradi a febbraio a 3000 mt di quota, il sapere perché è meglio fare qualcosa in funzione di un disegno più grande, questo a prescinedere se si vuole documentare le miserie umane, la bellezza di un edificio o la costa ligure.

Perché Il Corsera ha chimato Benedusi a fare gli scatti della Milano deserta? Perché era sicuro che un risultato sarebbe arrivato. Le foto sono delle catoline in BN di una Milano deserta ed estranea a chi non vive l'agosto cittadino? Bene quello era l'intento, direi che è stato centrato. Porbabilemente qui sul forum c'è chi avrebbe fatto anche molto meglio, ma agli occhi del committente un professionista conosciuto da qualcosa in più. La scaletta? Ti serve ad alzare il punto di vista e non avere troppe linee cadenti da raddrizzare dando un risultato omogeneo. D'accordo anche l'idea di fare una città deserta non era nuova, pensare che sapendo come, piazza del Duomo la si svuota anche a al tramonto in periodo dei saldi, quindi anche la levataccia poteva essere risolta con un bel filtro ND o un po' di lavoro in PS, tra l'altro magari anche con una luce migliore?

Occupandomi di libri, posso dire che un altro grande problema è l'uniformità e il percorso in cui si accompagna il "lettore". L'editore con cui ho pubblicato l'ultimo libro, è appassionato di fotografia, e ha a sua volta pubblicato un volume di reportage su paesi lontani. Gli scatti singoli sono del tutto gradevoli alla vista, ma ad un livello di lettura più profondo non comunicano nulla. Sono una serie di belle immagini in cui un lettore al massimo può dirsi fortunato ad essere nato in Europa, sono scatti di un fotoamatore che fa le vacanze in Bangladesh o in Nicaragua.

La foto volutamente "artistica" nel mio vocabolario è la foto strana, mancano le idee, bene facciamo un taglio azzardato, facciamo un vedo non vedo, magari scimmiottando i "grandi", perchè la cartolina è da sfigati, e anche in quel caso si finisce per "suonare" come Malmsteen, ma sta volta un pezzo di dode×a, dove l'idea da comunicare rimane solo nella testa dell'autore, che si crede di portatore del verbo e si sente superiore perché gli altri non la capiscono. Questa categoria è ancora peggiore degli unsharpmaskisti.

Avete postato la ragazza afghana di Mc Curry, una delle foto più significative degli ultimi decenni, cosa ha di "artistico"? Nulla è una foto che qualsiasi ritrattista tecnicamente è in grado di fare, inquadratura centrale, messa a fuoco sugli occhi e capelli poco dettagliati, ma quanti di noi abbiamo mai fatto una foto con tale impatto? Il vero artista non parla di arte, il vero artista scatta con i mezzi che ha a disposizione e comunica emozioni e ha chiaro cosa ha in testa e cosa vuole trasmettere, fa onestamente il suo lavoro, l'arte gli viene riconosciuta dagli altri, a volte anche postuma.

Ci può essere arte nel paesaggio? Si, certo, ma non basta cogliere una simmetria o degli accostamenti di colore improbabili o mette l'orizzonte storto. Si deve respirare l'aria del paesaggio, anche se c'è un cespuglio di troppo o qualche nuvola bruciata.

Amministro da qualche anno un forum che è il riferimento per il settore aviazione in Italia, di guest star ne abbiamo avute negli anni, e hanno fatto tutti la fine di Benedusi, perché hanno sbagliato il modo di porsi, seppur portando ottimi contributi non hanno saputo reggere al contraddittorio e iniziato a sparere giudizi ad minchiam dall'alto del loro pulpito. Personalmente condivido alcune cose che ha detto, altre meno. Ma capisco anche che per chi lavora ad alti livelli da tanto tempo, dietro a compensi immagino non sindacali, abbia una visione diversa dalla maggior parte dei presenti, e senta la necessità di distinguersi in maniera anche provocatoria dalla massa di wannabe, anche perché se l'editore pensasse che un uso corretto dell'unsharp mask valga la SUA creatività, sarebbero cavoli amari.

E adesso facciamo sto test: ?

firmate in calce con nome cognome le vostre fotografie.
No, ma spesso uso una filigrana, perché mi è capitato spesso di vedere miei scatti in giro e non mi piace.

-avete nel vostro sito fotografie fatte con HDR.
No
-il vostro sito ha la musica.
No
-avete fatto fotografie a donne nude o in intimo in una fabbrica abbandonata.

No
-non avete mai venduto una vostra fotografia a più di 1.000 euro.
Come scatto singolo a cliente singolo 700. Su più clienti, ben di più.

-nel vostro portfolio avete fotografie di tramonti e/o maschere a venezia e/o gattini e/o pescatori con rughe in bianco e nero.

No

-possedete meno di 50 libri di fotografia.

Non so più dove metterli, alcuni sono a livellare i tavoli

-avete scritto sotto una vostra fotografia con quale macchina fotografica e obiettivo è stata realizzata.

Solo su Juzaphoto

-pubblicate sul vostro sito finti editoriali, con tanto di titolo, crediti vari e didascalie (gli altri non lo sanno che sono finti, voi peró sí: dai, giù un bel 10 punti!)

No, mi dimentico anche quelli veri, sono pigro

-se avete risposto SÍ alle nove domande precedenti e se avete tenuto o pensato di tenere un workshop perdete non 10 ma 20 punti, andando direttamente a meno 10.

No, mai tenuto e mai pensato prima di leggere il fotometro, ma mi ha dato un buona idea.

avatarsupporter
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 8:24    

Per l'alberello nella campagna Toscana hai perfettamente ragione. Abbiamo tutti quelle foto. Io ne ho un paio anche nelle mie gallerie in questo forum. Le ho fatte, sono gradevoli, stop. Se Benedusi me le stroncasse con veemenza gli darei ragione.

Non sono angosciato dai "mi piace". Mi dà però molto fastidio l'uso che se ne fa. Anche sorvolando sulle deleterie abitudini da social network, trovo assurdo che un numero elevato di "mi piace" diventi l'argomento dietro cui trincerarsi per respingere le critiche: 150 "mi piace? La foto è bella! E, soprattutto, non ci si pensa più....


Tu hai scattato quella foto e ti ha fatto piacere, io e tanti altri l'abbiamo vista e commentata con sincero piacere, non è arte? a Settimio non sarebbe piaciuta? può darsi ma dov'è il problema, se ha dato buone sensazioni a delle persone ha il pieno diritto d'esistere;-)
Stesso discorso per i "mi piace" se si va oltre alle deleterie abitudini da social network, ad esempio una mia foto è stata pubblicata abusivamente su un sito di turismo dove nessuno mi conosce ed ha avuto un tale successo che dopo un'arrabbiatura iniziale non ho neppure chiesto venisse rimossa(per fortuna l'avevo firmata),i moltissimi mi piace non la rendono un'opere d'arte ma se hanno passato un messaggio positivo a tante persone in tutto il mondo perchè sarebbe dovuta restare nel mio Hd?
Sulla prima parte ho promesso che qui non rispondo e non lo farò ti prometto però che appena ho un po' di tempo mi farò sentire in mp ;-) è una promessa non una minacciaMrGreenMrGreen
CiaoSorriso

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 10:47    

Secondo me vi state confrontando ed anche arrabbiando su un argomento che non ha una soluzione.

La fotografia è uno specchio davanti a noi, guardandola muove una parte o tutta o nessuna di noi stessi.

L'essenza dell'essere non è spiegabile, ci stanno provando filosofi da millenni ma senza riuscirci del tutto, rimane solo l'atto di fede in certi casi.

In questo momento della mia esistenza voglio cimentarmi nella paesaggistica senza farmi troppe paranoie sul messaggio che essa possa dare anche se capisco e condivido questa teoria.

Rimene però in me l'anima del ritrattista, forse perchè è quella che mi "tocca" di più.

Senza andare a smuovere i mostri sacri della fotografia come McCurry, quando la sera vado a letto e chiudo gli occhi, se penso alla fotografia, la prima immagine che mi viene alla mente in questo periodo la trovate linkata qua sotto e l'ha fatta un utente del forum.

www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=315331

Ciao

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 11:35    

i moltissimi mi piace non la rendono un'opere d'arte


Stamane ho letto velocemente mentre mi preparavo il programma lavorativo
del giorno .
Ma ho avuto la sensazione di leggere qualcosa di profondamente diverso da quanto
ho quotato , me lo sono sognato o e' stato editato il messaggio?

avatarsupporter
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 11:42    

No Franco,non ho editato nulla, a volte leggendo in fretta si fraintende qualcosa;-)
CiaoSorriso

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 11:46    

Hai ragione, scusa!Sorry

avatarsupporter
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 11:46    

Di nulla ci mancherebbeSorriso

avatarsupporter
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 11:50    

Una piccola constatazione...... Che bello leggere di fotografia invece che di interminabili zuffe su un marchio di macchine fotografiche.

Concordo con Paco, credo che tutti gli approcci siano giusti proprio perche' il piacere che abbiamo dalla fotografia e lo scopo per cui fotografiamo e' diverso. A me piace l'approccio di Salvo, ti piace solo quello benissimo! Quello di Caterina e Eru per cui la fotografia e' diventato il motore per andare alla ricerca delle bellezze della natura. Mi piace molto anche l'approccio di Jeronim o quello di Benedusi che cercano un messaggio diverso attraverso le fotografie.

Penso che ogni aspetto ha avuto dei grandi interpreti nel passato e ne avra' oggi e nel futuro. Chi sara' ricordato per essere davvero grande? Non lo sa nessuno, come scriveva qualcuno piu' saggio di me "ai posteri l'ardua sentenza". Ed in fondo neanche questo e' importante perche' mi ripeto nessuna delle mie foto e' inutile nonostante nessuna ha un grande significato. Sono tutte importantissime per me, anche quelle che cancello subito dopo averle scattate. Era quello che cercavo di dire anche a Benedusi quando giudicava tante foto inutili! Sono inutili se lette con i canoni sbagliati, quelli di chi come lui usa un linguaggio preciso per cercare di comunicare con ogni scatto. Io alle volte voglio semplicemente un ricordo di un bel momento con i miei cari e neanche il piu' bel capolavoro di Adamus vale di piu' per me di quel momento immortalato.

Insomma la fotografia e' molto di piu', tante cose sono state gia' espresse e tante altre ne verranno fuori con il tempo. Cercare di ridurla solo alla ricerca artistica, al ritratto, alla paesaggistica, alla foto ricordo, all'utilizzo fatto nei social network etc. etc. etc. e' un errore e giudicare tutto in funzione dell'esperienza maturata nell'esercizio del genere che ci piace e' un errore ancora piu' grande!
Aprire la mente e vedere anche il resto e' un arricchimento!!!

(Scusate ho editato delle frasi)

avatarsupporter
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 11:57    

Ripeto una domanda. Qualcuno ha letto il tema di Benedusi riportato nel mio primo intervento?
www.benedusi.it/blog/it/il-tema-del-liceo/

E se si che ne pensate?

avatarsenior
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 12:26    

Cito due frasi che porto sempre dentro di me, una è di Henri Cartier Bresson (HCB per gli amici MrGreen) e l'altra di un grande giornalista, fotografo e viaggiatore dell'anima: Tiziano Terzani.

Enrambe esprimono perfettamente il MIO modo di viaggiare e di intendere la fotografia di viaggio (genere che pratico).


Fotografare è trattenere il respiro quando tutte le nostre facoltà di percezione convergono davanti alla realtà che sfugge:
in quell'istante la cattura dell'immagine si rivela un grande piacere fisico ed intellettuale.
Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira la testa, l'occhio e il cuore.
Per me fotografare è un modo di capire che non differisce dalle altre forme di espressione visuale.
È un grido, una liberazione.
Non si tratta di affermare la propria originalità: è un modo di vivere».


(Henri Cartier Bresson- "L'immaginario dal vero")

Ciò che è fuori è anche dentro,
ciò che non è dentro non è da nessuna parte.
Per questo viaggiare non serve se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori.
È inutile andare a cercare nel mondo quel che non si riesce a trovare dentro di sé.

Tiziano Terzani



avatarjunior
inviato il 28 Gennaio 2013 ore 12:34    

interessanti questi spunti del benedusi (quello attuale e quello del liceo), del quale mi astengo categoricamente nel giudicarlo da 'come' scrive, per la semplice constatazione che è mille volte più interessante parlare di ciò che scrive, visto e considerato che peraltro molte volte la provocazione è una tecnica comunicativa efficacissima per creare pensiero.

diciamo che quanto espresso nel tema è un'interessante categorizzazione della controversia storica della fotografia come espressione del 'vero' o approccio completamente soggettivo ed artistico.
meriterebbe in effetti discorsi parecchio lunghi e complessi.

personalmente le prime cose che mi vengono in mente sono:
1) difficile categorizzare distintamente, il bianco e il nero sono spesso sfumati, questo si nota tanto più si approfondiscono gli argomenti
2) la A esiste eccome, e merita discorsi molto approfonditi in quanto non è facile nè è possibile essere riduttivi nell'approccio all'arte. Naturalmente l'arte ha svariate forme, e ognuno la concepisce in maniera diverse: soggettiva, oggettiva, in dipendenza dal sè e in traduzione dell'ambiente circostante. Cmq la sua esistenza mi sembra abbastanza assodata.
3) quello che più mi colpisce, forse stranamente, è la definizione non tanto del A ma quanto del B: è realmente possibile che la fotografia sia una oggettiva descrizione della realtà? e che in questa la presenza, le scelte dell'autore siano bollabili esclusivamente come errori? a cominciare dal fatto che la fotografia è bidimensionale sino alla constatazione che il nostro processo di elaborazione delle immagini è ancora in parte un mistero, una reale oggettivizzazione del reale è tranquillamente pura utopia... naturalmente estremizzando.
4) la fotografia ha ancora almeno altre due categorie quantitativamente enormi... che poi siano meno generali, qualitativamente altalenanti e magari meno auliche è diverso:
C: la fotografia che racconta un messaggio specifico che non è stato concepito dall'autore ma gli è stato designato da altri. Chiamiamola fotografia su commissione, che non vuole assolutamente essere dispregiativa ma anzi la trovo a dir poco importantissima. Questa categoria enorme è uno dei fondamenti non solo della fotografia ma dell'arte e della produzione artistica in genere, siccome come ben noto non è semplice sopravvivere compiendo esclusivamente ciò che la nostra mente ci direbbe di fare. Presumo che sia normale che un ragazzo 16-17 enne non prenda nemmeno in considerazione l'esistenza di una simile branca, e questa non è una critica al Benedusi in particolare naturalmente, ma semplicemente una constatazione. Che però rende la discussione sul suo scritto del tutto votata, secondo me, ad un ambito troppo ristretto, abbastanza semplicistico e praticamente obbligato.
D: la foto ricordo.

per il resto riprende qua e là alcuni concetti fondamentali che hanno a che fare con la discussione di questo topic ma sono anche off topic, quindi forse è meglio parlare di quel tema (inteso proprio come tema scolastico, non come 'topic'... che confusione) altrove no?

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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