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Come è nata la vita ? III


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avatarsenior
inviato il 29 Febbraio 2020 ore 15:58    


No. Dio è il supremo piacere, una felicità che non si interrompa mai: non esiste una cosa del genere. Il vostro desiderare qualcosa che non esiste costituisce la radice dei vostri problemi. La trasformazione, la liberazione e cose del genere non sono altro che variazioni sullo stesso tema: la felicità eterna.

Il corpo non è assolutamente in grado di sopportarla. Il piacere del sesso, per esempio, è per sua natura temporaneo. Il corpo non può sopportare troppo a lungo un piacere senza interruzione; ne verrebbe distrutto. Desiderare di imporre al corpo un immaginario stato di felicità permanente è il risultato di un serio squilibrio nel sistema nervoso.


Per quel che vi riguarda, è tutta roba senza valore. È come leggere un menu senza poter mangiare nulla.


Quello che sto cercando di mettere in evidenza è semplicemente questo: le attività spirituali e religiose sono fondamentalmente egoistiche.


da incorniciare.

leggerlo ogni mattina quando ti svegli e dopo una settimana rischi di svegliarti veramente.

avatarsenior
inviato il 29 Febbraio 2020 ore 19:47    

Dio è il massimo ideale, quello più grandioso, più perfetto, più potente.

le attività spirituali e religiose sono fondamentalmente egoistiche.

E' evidente che le due affermazioni non stanno insieme; le attività spirituali sarebbero egoistiche se l'uomo pensasse di poter eguagliare Dio, ma dato che nessuna religione prevede questo, e dato che Dio è perfetto per definizione, come può essere egoistico il pensiero che l'uomo non possa aspirare alla perfezione e alla potenza dei propri Dei a meno di peccare di superbia e finire per essere castigato proprio dagli Dei?
Che poi le religioni si prestino da secoli come alibi per provocare guerre e soggiogare popoli è un altro paio di maniche, ma le religioni sono create dall'uomo e spesso vengono manipolate per interesse come accade per qualunque altra cosa creata dall'uomo.

Ooo, non è forse ben più egoistico il discorso buddista, che pur abbandonando gli Dei ha mantenuto l'intera struttura di una religione, con tanto di percorso finalistico per raggiungere l'illuminazione, ma arrogando all'uomo il potere divino di stabilire e controllare quel percorso?

avatarsenior
inviato il 29 Febbraio 2020 ore 19:52    

l'illuminazione non è il discorso finalistico ma la premessa necessaria per poter fare attività di Bodhisattva. La deità percepita da chi frequenta le religioni è null'altro che la fotocopia sbiadita di una caratteristica universale che è più prossima essendo uomini.

avatarsenior
inviato il 29 Febbraio 2020 ore 22:03    

l'illuminazione non è il discorso finalistico ma la premessa necessaria per poter fare attività di Bodhisattva
Bodhisattva, ovvero: colui che sta percorrendo la via per diventare un buddha; che già è un percorso finalistico, ma che non a tutti sarebbe concesso; gli śravaka, ovvero i seguaci (ascoltatori della voce) di un buddha (che perciò è la variante estremo-orientale del Messia) non possono diventare buddha a loro volta, ma possono raggiungere il nirvana, ovvero il fine ultimo della vita, lo stato in cui si ottiene la liberazione dal dolore (variante del Paradiso).
Più finalistico di così si muore; poi magari si rinasce, se non si è riusciti a raggiungere il nirvana al primo colpo MrGreen

La deità percepita da chi frequenta le religioni è null'altro che la fotocopia sbiadita di una caratteristica universale che è più prossima essendo uomini.

Oltre a imbastirci sopra discorsi filosofici (ovvero speculazioni della mente) puoi fornire le prove?
Perché se non le puoi fornire sei sul medesimo piano di chi crede in Dio, ma con la differenza di mettere al suo posto l'uomo.
Già è difficile immaginare come abbia avuto inizio la vita, però che abbia avuto inizio casualmente ma con l'eccezionale capacità di precostituirsi un percorso di rinascite, buddha/messia vari e nirvana/paradiso (cioè con la capacità di piegare ai suoi scopi il già esistente Universo, le sue Leggi e persino la morte) è la meno credibile di tutte le ipotesi, sia di quella di un Creatore onnipotente che di quella di un'origine casuale con l'inevitabile morte biologica come unico traguardo.

avatarsenior
inviato il 29 Febbraio 2020 ore 22:29    

Bodhisattva, ovvero: colui che sta percorrendo la via per diventare un buddha; che già è un percorso finalistico

non c'è alcun discorso finalistico perchè è già un buddha, solo che lo è talmente tanto che si sente parte della possibilità di portare sulla strada altri.


Oltre a imbastirci sopra discorsi filosofici (ovvero speculazioni della mente) puoi fornire le prove?

e tu puoi fornire prove che una lampadina consuma corrente?
le prove sono per chi le vuole vedere.
è evidente che la complessità delle forme porta ad un aumento di potere personale che può essere usato anche in modo negativo, ma è pur sempre meglio della scarsa padronanza che statisticamente ti rende privo di intenzionalità e di fatto allo sbaraglio degli eventi, con una percentuale al 50% di fare una cosa buona ed un 50% di fare una cosa cattiva, senza neanche farla intenzionalmente.
Così quando l'intenzionalità si supporta al senso dell'essenza tutto e più semplice e la via è più chiara.

Questo può sembrare umano, ma non lo è nel senso che intendiamo noi come umano perchè riguarda tutti, universalmente.

avatarsenior
inviato il 29 Febbraio 2020 ore 23:03    

non c'è alcun discorso finalistico perchè è già un buddha
e che cosa lo farebbe nascere con questo potere che gli altri uomini non hanno, lo Spirito Santo? Sua madre avrebbe avuto anche una annunciazione da parte dell'Arcangelo Gabriele? O forse è una questione di genetica e di caratteri ereditari, una mutazione casuale avvenuta alcune generazioni or sono? Aaaa... no quest'ultimo caso non è possibile: sarebbe studiabile scientificamente.

le prove sono per chi le vuole vedere.

E poi dici a Maila...

è evidente che la complessità delle forme porta ad un aumento di potere personale
in senso materiale si, evolutivamente risulta che l'uomo è più attrezzato e capace rispetto ad altri animali, ma qui stai tirando in ballo aspetti che finiscono per trascendere la scienza e le sue Leggi, per cui ti stai mettendo sul medesimo piano della teologia, ti sei costruito una fede basata su ciò in cui vuoi credere ma che non può essere provato. A parte il non credere in Dio, in cosa saresti diverso da un cristiano o da un indù?

avatarsenior
inviato il 29 Febbraio 2020 ore 23:20    

Daniele,
non è nè più nè meno che la storia del darwinismo.
era tutto sotto gli occhi di tutti, ed era evidente, ma nessuno lo vedeva.
Umanità stordita? eravamo tutti degli stolti? no. tuttavia nessuno vedeva l'evidenza dei fatti.
era evidente che un piccione somigliasse ad una gallina, e quindi era ovvio pensare ad una qualche parentela. Allo stesso modo, l'uomo non avendo il becco probabilmente era evidentemente + imparentato con un gatto.
Sempre con la stessa logica, avendo galline, piccioni, gatti e uomini, arti, occhi, canali uditivi, cuori, ecc... era evidente che fossero imparentati tra loro molto di più di quanto uno qualsiasi di questi lo fosse con una pianta di menta.

il darwinismo è di una evidenza sconcertante, fa addirittura rabbrividire per quanto sia i.diota, eppure nessuno vedeva o voleva vedere.

Il buddhismo non è null'altro che la prosecuzione del darwinismo.
Le differenze più rilevanti sono che c'è un discostamento dall'elemento prettamente organico (che mai è rinnegato), riconoscendogli la funzione di supporto idoneo ad esperire. Ma la ricerca non è dentro il codice genetico ma nell'essenza.
Il buddhismo ed il darwinismo raccontano la stessa identica storia, con la differenza che il darwinismo ne descrive l'aspetto inerente il supporto, il buddhismo si interessa a ciò che sta dietro a questo supporto.

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2020 ore 8:57    

Il buddhismo non è null'altro che la prosecuzione del darwinismo.

niente affatto, e lo dimostri quando parli dell'essenza, una cosa che, diversamente dalle similitudini dei caratteri fenotipici, non è osservabile, né misurabile, al punto che chiamarla essenza, anima o spirito di Dio non ne cambia sostanzialmente la natura. Io posso essere simile a mio fratello, ma non sono mio fratello (come ci ricorda anche il mito di Caino e Abele); quando due popolazioni di moscerini della frutta vengono tenute separate, in laboratorio, per un numero di generazioni sufficiente a renderle non più interfertili, sono di fatto diventate popolazioni così differenti da aver intrapreso un percorso di speciazione: da quel momento saranno due cose diverse e lo saranno per sempre. Questo ci dice il darwinismo.
Quello del darwinismo è un discorso che si pone alla ricerca di un inizio e di un percorso sino al presente, ma non può prevedere come andrà a finire, mentre quello del buddismo, al pari di tutte le religioni, nasce sulla domanda "finale": il nirvana, il paradiso, la cessazione del male; rimane perciò un discorso escatologico e dunque finalistico (oltre che puramente filosofico, non scientifico).
Ti sei mai chiesto perché, pur disinteressandosi della ricerca di Dio, i primi buddisti si sono ben guardati dal negarne decisamente l'esistenza?
Perché l'universo, per definizione, doveva esistere prima della nascita della vita e dunque, se non supportato da altre entità anch'esse preesistenti, lui solo avrebbe dettato le regole del gioco tramite le Leggi della fisica e nulla più; ma le Leggi della fisica non contemplano e non ammettono, nel loro campo, quella che tu chiami "essenza"; questa, anche volendola considerare una semplice forma di energia non ancora identificata strumentalmente, dovrebbe rispondere alle stesse Leggi a cui risponde tutta l'energia, quindi, alla morte organica dell'individuo, dovrebbe trasformarsi in un'altra forma di energia e andare ad assolvere altri compiti, perdendo così il legame con quell'individuo.
Ecco allora che, pur avendo constatato che la natura di un'eventuale divinità non corrispondeva all'idea che l'uomo se ne era fatta (non era cioè amorevole, stessa conclusione a cui peraltro sono arrivato anch'io) non poteva essere eliminata del tutto se si voleva salvaguardare l'ipotesi dell'esistenza di qualcosa che potesse trascendere la natura fisica dell'universo. In altre parole, solo l'esistenza e la volontà iniziale di una qualche Divinità poteva giustificare l'esistenza di questa "essenza" e del suo percorso finalistico che si ponevano al di là delle Leggi fisiche; dopo di ché il buddhismo ha smesso di porsi domande su quel Dio per non rischiare di scoprire anticipatamente che anche l'obbiettivo finale non è quello "desiderato" (in soldoni: per salvare capra e cavoli) e ricadere in una vita di disperazione. Insomma, anche il buddhismo è solo un gioco di speculazioni filosofiche che camminano sulla lama di un rasoio, come accade per tutte le religioni, e in questo si dimostra che anche il buddhismo alla fine E' una religione, cioè un apparato teorico-filosofico che cerca di trovare uno scopo "ultimo" per la vita dell'uomo che sia un po' più glorioso del "polvere sei e polvere ritornerai".

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2020 ore 9:20    

niente affatto, e lo dimostri quando parli dell'essenza, una cosa che, diversamente dalle similitudini dei caratteri fenotipici, non è osservabile, né misurabi

quindi l'improvvisazione jazz non è la prosecuzione del jazz con gli spartiti perchè la modulazione delle note in un brano improvvisato non è computata.

sei nel pieno delle congetture personali, hai detto che il buddhismo è una religione.
Quello del darwinismo è un discorso che si pone alla ricerca di un inizio, ma non può prevedere come andrà a finire, mentre quello del buddismo, al pari di tutte le religioni, nasce sulla domanda "finale"

sono appunto uno la prosecuzione dell'altro.

il nirvana, il paradiso, la cessazione del male; rimane perciò un discorso escatologico e dunque finalistico (oltre che puramente filosofico, non scientifico).
sono tue congetture, è semplicemente problem solving.

le Leggi della fisica non contemplano e non ammettono, nel loro campo, quella che tu chiami "essenza";
vallo a dire ai fisici che si occupano di singolarità. Cool

anche volendola considerare una semplice forma di energia non ancora identificata strumentalmente, dovrebbe rispondere alle stesse Leggi a cui risponde tutta l'energia
non è stata ancora trovata in fisica una legge universale e tu mi dici come dovrebbe essere ricondotta l'essenza in fisica?

solo l'esistenza e la volontà iniziale di una qualche Divinità poteva giustificare l'esistenza di questa "essenza" e del suo percorso finalistico che si ponevano al di là delle Leggi fisiche
non direi, piuttosto sono le leggi fisiche stesse, anche se ancora in gran parte oscure, che contengono il buddhismo, solo che il buddhismo è un linguaggio popolare mentre la fisica usa un linguaggio tecnico.

tra le altre cose il buddhismo è studio continuo,
come tutte le discipline che hanno alle spalle molta conoscenza, da questa scaturiscono altre domande, solo che il buddhismo ha piena consapevolezza di questa natura umana relativa alle domande.

È difficile riempire una coppa già piena.
dal film "Avatar" di James Cameron

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2020 ore 10:17    

Vabbè Ooo, rimani pure ad arrampicarti sugli specchi, non sei così diverso dai Testimoni di Geova, ma sei meno credibile di loro se non vuoi ammettere che sei nel campo della filosofia metafisica e non della scienza; almeno i Testimoni di Geova ammettono di scontrarcisi con le evidenze scientifiche.

sono appunto uno la prosecuzione dell'altro.

No, sono su piani diversi; la scienza non può e non vuole indagare ciò che non è osservabile e misurabile. E per la verità, nessuno può indagare senza osservare e misurare, può solo fare speculazioni, cioè ragionamenti ipotetici (o anche ragionamenti per assurdo, come piace a filosofi e matematici); quindi, non avendo nulla di scientifico, il buddismo non è la prosecuzione del darwinismo. Il tuo mi sembra il medesimo atteggiamento di Marx quando sosteneva che il darwinismo era la base scientifica del pensiero comunista; un "uso improprio" delle sue scoperte che Darwin non abbracciò mai: chissà perché? Forse perché non è corretto usare la ricerca scientifica come alibi per la speculazione filosofica che, per sua natura, non può essere sottoposta a verifica?

piuttosto sono le leggi fisiche stesse, anche se ancora in gran parte oscure, che contengono il buddhismo

non è stata ancora trovata in fisica una legge universale e tu mi dici come dovrebbe essere ricondotta l'essenza in fisica?

Delle due l'una, deciditi, perché hai fatto due affermazioni che si elidono a vicenda.
Al momento la scienza potrebbe, al più, considerare l'essenza come una ipotetica forma di energia; perché dovrebbe trattarla diversamente dal calore o dall'energia cinetica?
Vedo che anche tu, quando ti tocca mettere in gioco le tue convinzioni personali, ti nascondi dietro l'incompiutezza del progresso scientifico, ma capisci che in questo modo si potrebbe persino giustificare l'esistenza di Pegaso, il cavallo alato, dato che era presente nella "conoscenza" degli antichi greci?
E siccome probabilmente la scienza non riuscirà mai a scoprire proprio tutto lo scibile universale, procedendo in questo modo si potrà sempre giustificare tutto e il contrario di tutto; ma se la scienza non è un alibi, non è corretto nemmeno accantonarla quando non fa comodo. Scegli quantomeno una delle due posizioni e mantieni la coerenza con quella, altrimenti il tuo discorso perderà ancor più credibilità.

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2020 ore 10:29    

la scienza non può e non vuole indagare ciò che non è osservabile e misurabile

questo non è vero,
è l'intuito scientifico che ha portato alla scoperta di nuovi strumenti idonei ad indagare cose che prima non erano indagabili.

Delle due l'una, deciditi,

tutte e due invece, i due periodi non si annullano l'un l'altro, anche qui sono i tuoi preconcetti che ti fanno arrivare a congetture personali:

piuttosto sono le leggi fisiche stesse, anche se ancora in gran parte oscure, che contengono il buddhismo
+
non è stata ancora trovata in fisica una legge universale e tu mi dici come dovrebbe essere ricondotta l'essenza in fisica?

è piuttosto bizzarro che tu trovi incompatibili e dissonanti questi due periodi.

Al momento la scienza potrebbe, al più, considerare l'essenza come una ipotetica forma di energia; perché dovrebbe trattarla diversamente dal calore o dall'energia cinetica?

e io che ne so in quale maniera la scienza classificherà l'essenza?
prima dovrebbe riuscire a trovarla.
Tu lo sai come la scienza classificherà la gravità?
Al momento la classifica come una forza debole, tra le 4 forze dell'universo esistenti.
Ma i gravitoni non si trovano.
Potrebbe classificarla un domani come una geometria, e non considerarla più una forza.

Vedo che anche tu, quando ti tocca mettere in gioco le tue convinzioni personali, ti nascondi dietro l'incompiutezza del progresso scientifico

è un'opportunità che hanno coloro che non sono uomini di fede (fede nella scienza).

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2020 ore 10:53    

questo non è vero,
è l'intuito scientifico che ha portato alla scoperta di nuovi strumenti idonei ad indagare cose che prima non erano indagabili.

Ma sempre partendo da ipotesi che erano originate da anomalie (altrimenti inspiegabili) nelle "osservazioni" e nei modelli matematici, non da speculazioni, e sempre in funzione di poter migliorare quelle osservazioni al fine di provare quelle ipotesi. Al momento non c'è nulla nelle osservazioni scientifiche che obblighi, o comunque porti a supporre l'esistenza di una non meglio identificata "essenza" vitale, o anima, o spirito; se e quando ipotizzarne la presenza diventerà funzionale a mantenere in piedi un modello scientifico-matematico, qualcuno chiederà aiuto all'intuito scientifico anche in quella direzione, ma fino a quel momento sarebbe fatica sprecata (da un punto di vista scientifico).
Ma per avere la necessità di indagare scientificamente in quella direzione dovresti prima aver elaborato un modello matematico che non possa funzionare pienamente, o che presenti punti oscuri a meno di ipotizzare l'esistenza di quell'essenza e che, oltre tutto, non si scontri con un altro modello che funziona pienamente senza farvi ricorso; è così che si è andati alla ricerca del bosone di Higgs, perché dovrebbe essere diversamente per l'essenza?

e io che ne so in quale maniera la scienza classificherà l'essenza?


prima dovrebbe riuscire a trovarla.

Ma prima ancora dovrebbero trovarla utile a qualche Teoria scientifica

è un'opportunità che hanno coloro che non sono uomini di fede

Attento, perché è anche un classico comportamento dell'integralismo religioso

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2020 ore 11:10    

l'essenza non è un "dato" indispensabile a fare i calcoli della fisica attuale,
come ai tempi di Newton non era un dato indispensabile la relatività.

occorre capire a quanto ci si vuole approssimare, e potrebbero essere necessari meno dati ancora per arrivare ad una geometria tridimensionale.
Ancor meno in una geometria bidimensionale, ecc...

chi non ha la fede della scienza è colui che meglio la utilizza.

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2020 ore 11:28    

l'essenza non è un "dato" indispensabile a fare i calcoli della fisica attuale

è proprio per questo che ipotizzarne l'esistenza da millenni non è scientificamente verosimile, perché la cosa è partita solo dal desiderio dell'uomo di raggiungere uno stato in cui scompaia qualunque forma di dolore, compreso il male inteso come controparte morale del bene, e non da una nuova esigenza scientifica.
Però dobbiamo considerare due cose:
- innanzi tutto i concetti morali sono estranei alla scienza.
- in secondo luogo, persino l'annullamento del dolore fisico è contrario alla scienza, perché ci impedirebbe di riconoscere i segnali d'allarme che ci giungono dall'ambiente, mettendo a repentaglio la nostra stessa vita. E' evidente, quindi, che questo annullamento potrebbe avvenire positivamente solo in una dimensione posteriore alla morte stessa (quando ormai non ci sarebbe più nulla da mettere a repentaglio), cioè in una visione metafisica dell'esistenza, e questo è un concetto pienamente religioso anche se non lo si vuol riconoscere come conseguenza diretta di un'azione divina

avatarsenior
inviato il 01 Marzo 2020 ore 11:36    

in secondo luogo, persino l'annullamento del dolore fisico è contrario alla scienza, perché ci impedirebbe di riconoscere i segnali d'allarme che ci giungono dall'ambiente, mettendo a repentaglio la nostra stessa vita.

ti consiglio "il dolore inutile" di Sergio Zavoli.

L'essenza non ha nulla a che spartire con l'anestesia generale. Anche la tinca nella bocca di un coccodrillo ha la sua essenza.

i concetti morali sono estranei alla scienza

devi spiegarlo ai sociologi.

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