user90373
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inviato il 11 Febbraio 2020 ore 18:23
“ @ Enzillo Magari se mi indicassi almeno a quale cultura fai riferimento... P.S mai stato in Veneto. „ A me sembrano "new topographics" de casa nostra. Veneto si. |
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inviato il 11 Febbraio 2020 ore 18:29
cultura fotografica. perche' foto come queste se le fai vedere a un profano non piaceranno . anzi , ti prenderanno per matto se gli dirai che sono belle . queste foto le puoi solo capire se hai alle spalle mostre su mostre , libri su libri . ma non libri di paesaggi con tramonti con il ruscello del menga effetto seta da tempo lungo e filtro nd . qui si parla di fondere il contenuto con la forma . tu hai in testa solo la forma . la forma da sola ti restituisce una foto vuota . comincia a cercare il contenuto . non posso in un post di un forum spiegarti perche' una foto è bella e una è brutta . ti posso dire pero' che devi eliminare tutto quello che hai in testa in fatto di bellezza fotografica perche' ti ha portato a questo . a uno stallo . devi cambiare marcia , scala e accelera . ps: www.rivistastudio.com/guido-guido-in-veneto/ |
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inviato il 11 Febbraio 2020 ore 18:40
Ecco, ora mi sei stato piu' di aiuto. |
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inviato il 11 Febbraio 2020 ore 18:58
più che sulla regola dei terzi (che non deve diventare un'ossessione) io porrei l'attenzione sull'equilibrio delle forme. Che spesso (ma non sempre) risponde a detta regola. |
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inviato il 11 Febbraio 2020 ore 19:09
Scusami Lastprince ma se uno fa ad esempio foto paesaggistiche le foto che hai postato sono abbastanza inutili. La foto può avere un significato, un messaggio ma può anche non averlo, può anche solo essere affascinante per la sua bellezza intrinseca. Insomma, non c'è solo la fotografia impegnata. Enzillo secondo me leggere libri non fa mai male, se hai una infarinatura generale (come mi pare di capire e vedere) allora potresti andare su dei libri che parlano di argomenti specifici. Per farti un esempio, io sto leggendo Wave Watching "lo spettacolo delle mareggiate in Liguria", un libro che mi ha consigliato un utente del forum, è un libro che ha un bel portfolio ma che ha anche una parte sulle mareggiate storiche, una su come si generano questi fenomeni e una con schede del luogo. Questo per dire che se interessa un certo ramo può essere molto utile conoscere tutto quello che c'è attorno, la conoscenza può portare ad approcci diversi e interessanti. |
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inviato il 11 Febbraio 2020 ore 19:21
Considerato anche che potresti voler trasmettere mancanza di equilibrio, disagio, tensione... tutt'altro. La "regola" dei terzi riflette un linguaggio di lettura tipicamente e universalmente condiviso e quindi bisogna conoscerla per capire come presumibilmente verra' letta la foto e capire se questa era l'intenzione. Molte volte la foto funziona letta così, a volte no. |
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inviato il 11 Febbraio 2020 ore 19:28
leggere libri non fa mai male @Peda, hai fatto bene a ricordarlo. |
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inviato il 11 Febbraio 2020 ore 19:29
“ Secondo me Zuorro, è proprio la parola "regola" che ci frega: in una società col mito della libertà e dell'io come la nostra, figurati se una parola del genere può fare successo! Sorriso Si è richiamato a lungo nel topic: Fenininger parla di "principi": ecco, se pensiamo a certi criteri come a dei prinicipi, secondo me tutto gira molto più fluido, logico, comprensibile. „ Guarda hai scelto la parola che scelsi anche io quando andai a fare delle slide su questo argomento. Con "principi" tutto funziona molto meglio. E MEGAQUOTONE a LastPrince... grazie |
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inviato il 11 Febbraio 2020 ore 19:31
..come volevasi dimostrare.. |
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inviato il 11 Febbraio 2020 ore 22:23
“ cultura fotografica. perche' foto come queste se le fai vedere a un profano non piaceranno . anzi , ti prenderanno per matto se gli dirai che sono belle . queste foto le puoi solo capire se hai alle spalle mostre su mostre , libri su libri . ma non libri di paesaggi con tramonti con il ruscello del menga effetto seta da tempo lungo e filtro nd . „ Ma anche no. Anzi, trovo ingiustificabile e totalmente deprecabile questa forma di pseudo-fotografia elitaria dove foto di dubbio gusto (e gli esempi postati, sorry, ma lo sono..) debbano piacere solo se si appartiene ad un pubblico capace di una fruizione "colta". Mi spiace, ma il messaggio comunicativo della fotografia non può e non deve in alcun modo essere vincolato a stereotipi culturali come quelli che stai (in modo piuttosto sgradevole, aggiungo) cercando di tirare in ballo. Credo invece che il messaggio, se vincente, arrivi a prescindere dalla cultura dello spettatore. Sinceramente non pensavo che nel 2020 avrei ancora dovuto leggere simili baggianate. |
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inviato il 11 Febbraio 2020 ore 22:47
Scatta con 1/125 f8 e regolando iso Iper focale da 1.5m in poi Scatta a cosa ti emoziona senza guardare nel mirino o sul display, definendo anche perché ti emoziona Buon Divertimento |
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inviato il 11 Febbraio 2020 ore 23:07
A chi si interroga sulla regola dei terzi, suggerisco un pellegrinaggio all'abbazia di Boscodon in Francia. La' si potranno sfogliare i manoscritti dei monaci che la abitano. Hanno raccolto e spiegato le tecniche usate dai maestri costruttori delle cattedrali. Tecniche in uso gia' dai tempi antichi. GLi strumenti di base, semplicissime squadre e compassi fatti da picchetti e corde per tracciare il terreno, permettono di disegnare figure e strutture che con l'uso ripetuto, nel tempo diventeranno simboli esoterici. Figure che, ovviamente essendo generate per mezzo di cerchi ed archi, "risuonano" su numeri magici legati al cerchio,al triangolo , al pentagono, alla spirale... Il pigreco, le serie di Fibonacci, il numero di Phidia etc.. La sezione aurea e la regola dei terzi derivano dai nostri sensi, abituati alle proporzioni di costruzione adottate per necessita', a causa degli strumenti rudimentali a disposizione. Altre culture non sono cosi sensibili alla regola dei terzi. Chi legge da destra a sinistra interpreta in modo diverso da chi legge in modo tradizionale. |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 7:01
io molto più assolutisticamente credo che la sezione aurea, più che la regola dei terzi, abbia una base fisiologica e percettiva: non a caso caratterizza sin dalla preistoria qualunque disegno ed è propria anche di moltissime strutture naturali. La regola dei terzi è una semplificazione della sezione aurea, comunque da non esaltare perché in concreto nell'inquadratura, rispetto alla regola teorica, c'è sempre una proliferazione o una variazione degli elementi tali da richiedere un equilibrio leggermente diverso. |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 7:42
In tutti questi anni di fotografia non ho mai pensato alla regola dei terzi francamente |
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inviato il 12 Febbraio 2020 ore 8:25
“ ed è propria anche di moltissime strutture naturali. „ in un universo che si muove per orbite ellittiche, su un pianeta sferico, la sezione aurea e' la regola base legata al movimento ed alla crescita. |
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