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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 7:59
In blade runner c'era una cosa del genere il protagonista partiva dalla foto intera per zoomare poi all'interno sui dettagli. Penso che avere altissime risoluzioni non modifica il modo di scattare. Si parte sempre dalla composizione e dalla vista di insieme. Se poi posso anche ingrandire o ritagliare (lo si faceva gia con la pellicola) particolari che prima non avevo notato e navigare letteralmente nell immagine è un approccio piu immersivo alla fotografia che permette il digitale. Detto questo a volte uso 3/2 a volte 4/3 a seconda di come funziona meglio la foto. Per street uso solo il 4/3, per panorama il 3/2 ma non sempre |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 8:03
Il 3 2 è molto più cinematografico |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 8:09
Bella questione quella dei formati! Sicuramente vi sono rapporti proporzionali che fanno parte della storia della fotografia e che finiscono per creare un "prelinguaggio", una tecnoforma da cui tutto deriva.Riducendo all'osso, la scelta iniziale è tra formato quadrato e formato rettangolare, il formato circolare (quello ottimo per "fotografare le pizze" ) è raramente usato in fotografia e, paradossalmente, invece di sfruttare l'intera copertura della lente è il risultato di un ritaglio a posteriori. Concordo con Francesco sull'importanza della composizione al momento dello scatto, tuttavia sono a favore di moderatissime rifilature che siano il frutto di un affinamento compositivo dell'immagine nella fase di rilettura finale della stessa o anche del cambio di formato per non essere vincolati da quello del sensore: può capitare di pensare fin dall'inizio al quadrato pur avendo in macchina un sensore rettangolare; più in generale, come in pittura, rivendico -per ragioni rigorosamente personali- un certo grado di libertà. |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 8:25
comunque il formato circolare si usa molto nella sola visione: canocchiali, telescopi, microscopi, periscopi, endoscopi, spioncini. |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 8:32
Piccolo OT. Curioso cone nel cinema la visione circolare del binocolo venga regolarmente falsificata senza se e senza ma. |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 9:15
“ Insomma, se parto dal fomato quadrato scelgo al meglio il taglio da dare alla mia foto e questa non è una operazione banale. Scusa Gian Carlo potresti rispiegarlo perché non l'ho mica capita Sorry „ Ti espongo qualche esempio che sono decisamente più esplicativi essere obbligati ad un rapporto fisso tra i lati non va bene, in alcuni casi come questo
 secondo me bisognava togliere parecchio cielo e fiume che non servivano a nulla Quì invece mi sembrava meglio un formato quadrato o quasi, molto spesso uso questo rapporto 1:1, mi piace pure lui
 Quì invece siamo nel verticale e ho dovuto girare di 90° la fotocamera
 Se avessi un sensore quadrato o addirittura rotondo (sulle ML è possibile e facile) sarebbe stato meglio. Non avrei dovuto ruotare la reflex nelle inquadrature verticali, nelle foto quadrate sfrutterei tutto il sensore, per quelle orizzontali molto rettangolari non perderei nulla rispetto un 3x2. Il fatto forse è che il formato quadrato lo ho usato tantissimo ai tempi dell'analogico (6x6) e che stampavo e ritagliavo a mio piacimento, quindi ne conosco i grandi vantaggi. |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 9:19
Non farei poi parallellismi fotografia-cine, semmai la farei tra fotografia e pittura, se andate agli Uffizi o in qualsiasi museo vedrete quadri con rapporti tra i lati di ogni tipo, ci sarà o no una ragione? |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 9:37
Per la trippa e o' pere e o' muss, ce vo' il m43! X Mirko |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 9:50
Giancarlo ok questo era chiaro,anche se ti rimando all'intervento di Francesco Merenda poco sopra Quello che non mi era chiaro era la parola banale. il "fotografo alla come viene tanto poi ritaglio" proprio non mi entusiasma |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 9:55
“ il "fotografo alla come viene tanto poi ritaglio" proprio non mi entusiasma „ questo dipende dai generi, in uno still life o in un ritratto in studio ti posso dar ragione, in un reportage o una street no. |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 10:09
“ Penso che avere altissime risoluzioni non modifica il modo di scattare. Si parte sempre dalla composizione e dalla vista di insieme „ Io non penso proprio che sia così Mirko... Pensaci un attimo: non ti sembra che, da quando i telefoni hanno la memoria, numeri a mente non ne teniamo più? O che, col navigatore, quando ti abitui non trovi più nemmeno casa di tua zia? Per carità, qualcuno smentirà gli esempi e palla al centro Però io sono strasicuro di una cosa: non è che il taglio a posteriori per via di un formato "flessibile" sia il demonio, ci mancherebbe. Ma se metti assieme tutto, forse converrai che "saper fare" qualcosa è sempre meno importante, in fotografia. Esposizione? Guardi l'istogramma o il monitor e se hai sbagliato rifai. Fuoco? Se "lui" centra l'occhio alla perfezione è masochista non usarlo. Composizione? Vabbè, c'ho 300 mpx e ho l'inngebile vantaggio di croppare. E così via. E ci illudiamo che questo non modifichi la capacità di fare? "Fare" è qualcosa che richiede allenamento (perfino Ronaldo pare si alleni come e più degli altri) e tutta la mia esperienza di vita me lo conferma, sia nelle cose manuali che in quelle intellettuali. E pensare quindi che le capacità di un fotografo si possano mantenere inalterate "delegando" costantemente... io non ci credo. Accetto sicuramente che mi si dica "chissenefrega di avere capacità, che l'importante è il risultato". Ma qui credo ci siano (e si legge anche in questo topic mi pare) almeno due punti di vista contrapposti: qualcuno la pensa come scritto la riga sopra, qualcun altro pensa che il prodotto del "saper fare".... valga la pena di essere perseguito, per quanto imperfetto. “ questo dipende dai generi, in uno still life o in un ritratto in studio ti posso dar ragione, in un reportage o una street no. „ Ooo, questo è un punto di vista tuo. Di importanza e qualità della composizione parlano a lungo gente come Salgado o Cartier-Bresson, che non sono gli ultimi arrivati nei generi che escludi... (Naturalmente non mi riferisco a un certo grado di "aggiustamento" o a un ritaglio preventivato per questioni specifiche di prospettiva o altro) |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 10:24
Sempre attente le tue valutazioni Francesco. La parola magica e' "delegare". Se uno decide coscientemente che si e' seccato di voler mettere a fuoco a mano, comporre millimetricamente, pensarci due volte prima di buttar via uno scatto anziché "provarci" perché prima non se lo poteva permettere, etc. etc. ben venga l'innovazione e l'impigrimento a favore di altro, ovvero foto migliori e non solo come QI che e' una piccola parte del tutto. Vivecersa se uno delega a pixel, automatismi e AI (si stiamo delegando anche il nostro cervello a quello artificiale, ormai e' la nuova frontiera) senza avere acquisito le medesime capacita' o perche' non vuole perder tempo, c'è chi sostiene che tutte le nuove diavolerie servono proprio a chi e' incapace di fare altrimenti, allora la facoltà di delegare non e' detto che produca gli effetti sperati (foto migliori). |
user177356
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 10:30
Per me l'obiettivo essenziale della fotografia è il messaggio (non il risultato). La tecnica è solo uno strumento, e può articolarsi nel modo più consono al fotografo. |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 10:41
Per me l'obiettivo essenziale della fotografia è il messaggio (non il risultato). La tecnica è solo uno strumento, e può articolarsi nel modo più consono al fotografo. Questa non era ancora stata detta...meno male mi stavo preoccupando. Scusa l'ironia Realb ma un minimo di soddisfazione personale nel fotografare no? |
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inviato il 09 Febbraio 2020 ore 10:46
“ Scusa l'ironia Realb ma un minimo di soddisfazione personale nel fotografare no? „ Commissario... vivamo un'epoca utilitaristica... |
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