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inviato il 25 Gennaio 2020 ore 20:24
Domenic potresti avere ragione Scherzi a parte ho l'impressione che, per essere valorizzato, ciò che apprendiamo abbia necessità di tempo per essere prima "metabolizzato", ovvero deve entrare a far parte di un bagaglio culturale più complesso, in cui entrano in gioco anche la crescita della nostra autocoscienza, della comprensione delle nostre attitudini e inclinazioni; in altre parole della nostra personalità. Non solo ci dimentichiamo che anche queste operazioni fanno capo al cervello, ma sono quelle che hanno maggiormente bisogno dei tempi dell'esperienza, sui quali la velocità del cervello inflisce poco. Diversamente saremmo ne più ne meno che robot, con una velocissima capacità di scelta, ma scarsissima capacità di decisione, ovvero di ponderare quella scelta in base a quei fattori immateriali (quelli che chiamiamo "valori") che ci distinguono dalle macchine. |
user111807
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inviato il 25 Gennaio 2020 ore 20:27
Sono di più i bambini disadattati o i geni precoci che hanno lasciato il segno ? |
user177356
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inviato il 25 Gennaio 2020 ore 20:48
Questo è uno dei tanti casi nei quali si dovrebbe solo tacere e ascoltare gli esperti. |
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inviato il 25 Gennaio 2020 ore 21:01
l'uomo non è un esperimento scientifico. Lo si può certo studiare facendo statistiche, ma non puoi prendere dei neonati ed allevarli in un certo modo dentro un laboratorio per vedere che succede. oltretutto a che scopo? di recente sono emersi studi sulle difficoltà dei nostri ragazzi, qualora si trovino a dover connettere un periodo superiore alle 3 righe. con mezza pagina panico. Se proprio dobbiamo studiare qualcosa è meglio concentrarsi su questo credo, piuttosto che aumentare il divario (oltre a quello già aumentato tra ricchi e poveri) tra meno intelligenti e più intelligenti. |
user111807
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inviato il 25 Gennaio 2020 ore 21:07
Ooo +1 |
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inviato il 26 Gennaio 2020 ore 13:56
Ma zio bono siamo nel 2020 e ancora che c'è chi crede a sta bufala che non usiamo il 100% del cervello... Pure quella di Einstein è una bella bufala... non è assolutamente vero che si pensava avesse un ritardo, era uno studente normale nella maggior parte delle materie ma eccelleva in fisica e matematica. Fallì l'ingresso al politecnico di Zurigo? Sì, poi però cercando 2 minuti si vede come il fallimento non fu per colpa degli scarsi risultati negli esami delle "sue" materie (che passò senza problemi) ma dal fatto che tentò l'ingresso all' ETH a 16 ANNI con un esame in francese (e luii era tedesco) fallendo proprio esami di lingua, botanica e zoologia. www.washingtonpost.com/news/answer-sheet/wp/2016/02/11/was-albert-eins |
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inviato il 26 Gennaio 2020 ore 14:05
Bufala ? Io conosco tante di quelle persone che non lo usano proprio il cervello. |
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inviato il 26 Gennaio 2020 ore 14:08
“ Ma zio bono siamo nel 2020 e ancora che c'è chi crede a sta bufala che non usiamo il 100% del cervello... „ se è per questo non usiamo nemmeno il 100% dell'apparato muscolosceletrico. |
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inviato il 26 Gennaio 2020 ore 14:10
Anche se un motore fa 6500 rpm mica lo tieni sempre a quel règime!! |
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inviato il 26 Gennaio 2020 ore 14:41
Da un punto di vista evolutivo sarebbe quantomeno curioso che vi fossero organismi che mantenessero costantemente inutilizzata una parte rilevante del proprio potenziale psichico, muscolare ecc.; la cosa costituirebbe uno spreco di risorse, anche solo per mantenere in vita le cellule comunque inutilizzate, e dunque sarebbe contrario al concetto stesso di evoluzione (uno dei fondamenti è: massimo risultato con minima spesa). Indubbiamente però non facciamo sollevamento pesi h24, così come non stiamo tutto il tempo a cercare di risolvere integrali ed equazioni matematiche di chissà che grado; insomma, ci sta che le nostre potenzialità massime siano calibrate rispetto a situazioni limite e non a momenti privi di stress. Piuttosto è da vedere quanto conosciamo realmente, al giorno d'oggi, di tutte le funzionalità reali di cui deve sobbarcarsi il nostro cervello, e da questa conoscenza incompleta all'idea che una parte delle nostre potenzialità non venga sfruttata il passo è breve, soprattutto nell'era del gossip. |
user111807
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inviato il 26 Gennaio 2020 ore 14:46
Bubu 93 ma lo sai cos'è la sindrome di Asperger . |
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inviato il 26 Gennaio 2020 ore 14:51
secondo me occorrerebbe mettersi daccordo sul cosa si intende per " utlizzare ". se si intende pomparvi del sangue, effettuare funzioni metaboliche di ripristino delle strutture, ecc... utilizziamo il 100% di tutto il nostro corpo e quello che non è così o è ormai morto in modo naturale (apice dei peli, delle unghie, dell'epidermide) oppure in modo patologico (infarti in vari distretti corporei, dal cuore all'intestino, dalla tibia al cervello). se invece intendiamo utilizzo, nel senso di mettere in funzione per la massima potenzialità per cui una cellula, un tessuto, un organo, un apparato è predisposto, la % di utilizzo è ben poca cosa rispetto al possibile. |
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inviato il 26 Gennaio 2020 ore 15:04
Si, ma c'è una differenza notevole nell'utilizzo, ad esempio, della massa muscolare nel continuare a spostarsi un po' più in là per cercare altra erba da brucare, o un partner nella stagione degli amori, e nel fuggire il più rapidamente possibile quell'unica volta in vita che la gazzella si trova inseguita dal leone a una spanna di distanza. Se le nostre potenzialità sono calibrate per dare il massimo nei momenti di massimo stress, sarebbe controproducente che ci avvicinassimo a quella soglia per svolgere attività "normali": non avremmo abbastanza riserve per far fronte agli eventi problematici. |
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inviato il 26 Gennaio 2020 ore 15:07
Da un punto di vista evolutivo, forse il nostro voluminoso cervello serviva solo a riempire il nostro grande e pesante testone, arma vincente per conquistarsi una femmina, a capocciate, come fanno gli stambecchi!   |
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