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"Ma distinguerei tra "accesso alla cultura" e "produzione di cultura". Cioè poter leggere un libro e scriverne io uno. Assistere alla conferenza di un filosofo e tenere io una conferenza di filosofia. Che sono cose molto diverse: non credo sia classista dire che non tutti hanno le stesse conoscenze o talenti.
La democrazie è tale, secondo me, solo se un minimo di rispetto della competenza si realizza."
Condivido pienamente e infatti, soprattutto sul tubo, bisogna prestare la massima attenzione ai guru improvvisati.
ma la realtà la vedete ? i più bravi se ne sono andati da qui ... si sono rotti le scatole di leggere meglio la mia macchina e poi non se li fila nessuno... e sui social le foto belle girano eccome... anche meglio che qui dentro....e ci sono autori bravissimi che non ci pensano neanche a pubblicare sui forum ...e vi lamentate dei social ? meno male esistono....parlate come se qui ci fosse la vera fotografia....forse dovrebbe essere il contrario...lamentarsi sui social dei forum...
Ribadisco, ma senza voler prevaricare:.osservare e studiare un fenomeno di costume, di cultura e di società come i 'social' non significa emettere contestualmente valutazioni morali, né, tanto meno classiste.
Ci vorrà un bel po' di tempo per valutare le conseguenze che i social avranno determinato sull' uomo e sulla sua autentica capacità di relazionarsi . Ognuno ricorre al linguaggio che preferisce. Ma la questione è quanto meno complessa: quanto i social influenzano il mio linguaggio ( ovviamente in senso lato) e quanto, viceversa il mio linguaggio determina a poco a poco la cifra dei social. ( Marzullo non c' entra nell' enunciato di questo dubbio...)
Credo anche io che sia poco sensato essere fan o denigratori dell'universo social. Fanno parte della contemporaneità e tant'è.
Poi, discutere delle criticità o dei punti di forza che possono avere, non mi pare significhi avversarli o incensarli. Non necessariamente almeno... Spesso mi capita di parlare di questa o quella stortura di Bologna (dove vivo), ma ovviamente non è che mi sfiora l'idea di essere ultras o avversario della mia città
Comunque concordo con Sil-M sicuramente su una cosa: un atteggiamento squisitamente snobistico verso la fotografia sui social (nel senso di immaginarla per definizione misera) espresso in un ambiente forum, è piuttosto fuori dalla realtà.
Vorrei che fosse chiaro che non ho una avversione contro i social ma piuttosto contro l'uso che se ne fa.. basterebbe pensare meglio quando si posta un'immagine e fare più auto critica.
I social fanno ormai parte del nostro uso, possono essere molto vantaggiosi per ampliare la propria attività, ma proprio per questo credo debbano essere usati con meno leggerezza
I social sono piazze virtuali. Proprio come in quelle reali ci si incontra, e si sparano le sfagiolate più grandi possibili "io sono andato a Ibiza, io ho visitato il moma, io ho visto il mostro di Lochness" etc etc. Tutto corredato da foto. L'autocritica dovrebbe essere fatta riguardo l'enormità della sparata, non sulle foto in se. Sono solo il veicolo di una comunicazione esclusivamente visiva. Non sono "foto" come le intendete voi. In questi casi una foto sbagliata è l'equivalente di un verbo coniugato male, una foto brutta è un "discorso" senza senso. Niente di più. Il discorso andrebbe approfondito solo quando la foto non solo è bella ma anche sensata.
PhotoVogue ha l'impronta redazionale della rivista quindi perlopiù o ritrattistica con un taglio da rivista di moda, oppure cose attinenti al fotoreportage e alla street photography. Non capisco il discorso del "sentirsi pro", mi sembra che sia una cosa che attribuisci tu al sito... nel senso che non c'è nessuna pretesa di sembrare "pro" o di avere un'aura autoriale. Io ho un profilo con 5-6 foto e non ho nessuna pretesa. E' solo una galleria, peraltro sterminata, di foto che piacciono agli editor di Vogue. E già il fatto che il livello sia mediamente buono, come dici anche tu, è una cosa positiva. Si può discutere dei loro criteri di scelta, questo sì, ma vale per tutti i magazine...
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