user177356
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inviato il 03 Gennaio 2020 ore 17:11
Matteo, pure tu però hai preso la peggiore foto di quella galleria... Come dicevo sopra, si scontrano due visioni dell'erotismo molto diverse tra di loro e probabilmente inconciliabili. D'altronde, anche nella pornografia il filone "amateur/homemade" ha un seguito molto solido, a testimonianza del fatto che molti faticano a trovare erotico ciò che ritengono al di fuori della sfera del quotidiano. |
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inviato il 03 Gennaio 2020 ore 18:28
Ma se riaprissimo un topic più generico per esporre con cura le diverse posizioni? |
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inviato il 03 Gennaio 2020 ore 18:50
Approfitto per linkare una personale ricerca, postata tempo fa: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=2153578 spero possa risultare utile per trarre spunto e approfondire il genere, tanto contorto quanto delicato e personalissimo :) |
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inviato il 03 Gennaio 2020 ore 19:21
Eh eh, qui si sta andando a scuola , Ma poi se si vuole praticare serve: - avere un progetto - coinvolgere le o i modelli - trovare la location - le luci - gli aiutanti - la MUA - gli abiti (pochi..) La camere e le lenti non le metto perché avete capito che qui si lavora con fissi "normali" e quindi di facile reperibilità e quindi si va al sodo dove i 60-100 Mpx non servono na mazza, come pure gli F 0.95-1.4 Qui si fa soggetto, complemento oggetto, predicato verbale |
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inviato il 05 Gennaio 2020 ore 4:15
Avevo proposto una classificazione delle immagini di nudo in un post passato: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=3397889#19116896 dove differenziavo varie categorie tra cui erotico, porno e artistico. La caratterizzazone di nudo erotico che avevo usato coincide, nella sostanza, con quella che Marco Palomar riassume in "intellettualizzare il desiderio". Il termine "intellettualizzare" è però decisamente pomposo, specie se il riferimento è Araki. Trovo più onesto dire "rappresentare" o "suscitare", ma credo che il senso fosse quello. Però la corrispondenza con Marco Palomar finisce presto e ci separa tutto il discorso su onestà, autenticità ed effetto anestetizzante di questo o quell'autore. L'errore è dare per scontato che lo stimolo del desiderio sia uguale per tutti. Basta dare uno sguardo all'elenco di autori raccolti da vfdesign per capire che non c'è un modo unico di rappresentare il desiderio, perchè il desiderio non è unico. Araki, ad esempio, a me non stimola nulla, pur apprezzandolo come fotografo. Forse perché le orientali non mi hanno mai detto molto. Lo considero uno che rappresenta la sua cultura erotica, quella giapponese, basata su costrizione, sottomissione senza piacere, e spesso sofferenza, che è anni luce dalla mia. Inoltre, per sua stessa ammissione, vuole raccontare molto se stesso. Di intellettuale, inteso come generalizzazione astratta o concettualizzazione dell'erotismo, non c'è nulla. C'è più cronaca, autobiografia e pure un po' di narcisismo e compiacimento, presente anche in tanti altri autori, ed è più che legittimo. E' difficile non mettere se stessi in questo tipo di foto, ma è sulla quantità di "se stessi" che si fa la differenza. Amelkovich, ad esempio, è decisamente meno presente nelle sue foto e per questo lo preferisco. Già solo pensare ad Araki, mi toglie molto desiderio. Per me l'estetica conta molto, per questo apprezzo molto più Amelkovich. Sostenere che la componente estetica debba essere tenuta fuori a favore di una presunta "verità" o "onestà" è insensato. Tutte le ricerche sulla percezione della fertilità femminile, che è alla base del desiderio, anche nelle popolazioni primitive e isolate, indicano che ci sono rapporti e simmetrie da rispettare. Estetica e desiderio sono fortemente legati, da sempre e in tutti. Indubbiamente ci può essere stimolo al desiderio anche in mancanza di estetica come nelle immagini trasgressive o morbose, cioè nella rottura dei canoni estetici, morali, sociali. Queste sono derive dovute all'overdose di stimoli che, questi sì, finiscono per anestetizzare e costringono a cercare fuori dagli schemi. Insomma, sono tantissimi i fattori che influenzano il desiderio e rendono quasi impossibile cercare l'universale nella fotografia erotica. L'onestà la trovo solo nel produrre immagini con la propria visione di erotismo, usando tecnica e linguaggio visivo efficaci. Amelkovich usa un linguaggio visivo complesso, fatto di tecnica, metafore, simboli, luci e forme. Araki, a sua volta, usa il suo linguaggio diretto e la sua interpretazione dell'erotismo, non meno efficace sui soggetti sensibili a quel linguaggio. Poi c'è anche chi pubblica immagini di se stesso nudo nei forum e acchiappa consensi. Non ci sarebbe niente di male, se fatto apertamente, dichiarando il proprio esibizionismo. Conosco tante modelle esibizioniste e forse sono proprio quelle che preferisco fotografare. Mi fa un po' sorridere, invece, quando certe immagini sono impacchettate da chiacchiere, musiche, poesie che tentano disperatamente di dare sapore a un piatto insipido. PS: circa l'articolo di Smargiassi, devo ammettere che non l'ho capito. Sembra più uno sfogo che l'esposizione di una tesi. Forse l'hanno trattato male quando ha provato a discutere di tecnica fotografia usata in foto di nudo (magari glamour trash, come lo etichetta) " che serve a vendere quella merce a un certo pubblico. Una tecnica che serve uno scopo. E un mercato. ". A me questo sembra ovvio. Non concepisco foto pubblicate senza uno scopo. |
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inviato il 05 Gennaio 2020 ore 5:34
Una cosa comune.. tra quelli citati. MF a pellicola . Foto studiate. Immaginate. Pensate. Realizzate. C'è un impulso che nasce dal profondo. Che trova nel mezzo fotografico l'espressione. Foto che richiedono tempo. Tempo prezioso .in una vita di corsa Araki in verità ha una sua frenesia che mi disturba. Probabilmente anche perché culturalmente molto lontano |
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inviato il 05 Gennaio 2020 ore 7:27
Il discorso di motofoto ci può stare e lo seguo fino a un certo punto. E' indubbio che ognuno di noi abbia una propria visione del sesso, personale e culturale, e che questa visione si ripercuota in parte nel giudizio di immagini fotografiche più o meno esplicite: questa circostanza dovrebbe essere messa in conto a priori da chi si accinge a guardare immagini erotiche. Non trovo altrettanto scontato che la fotografia erotica debba per forza stimolare o rappresentare il desiderio erotico, a volte può agire sul piacere visivo. Per dire, né Araki, né Mapplethorpe, né Amelkovich, per motivi diversi, stimolano il mio desiderio, eppure non posso non apprezzare la perfezione formale dei primi due e valutare formalistico il terzo. Concordo sul fatto che Amelkovich sia meno presente nelle sue foto rispetto agli altri autori citati, ed è proprio questo a rendermelo poco gradito. Al di là delle idiosincrasie personali, la storia della fotografia è una storia per autori e Amelkovich di autoriale ha poco. Fra cent'anni per me ricorderanno Araki e Mapplethorpe, perché dietro le loro foto c'è una persona, quindi un autore, che traspare; fotografie e biografie convergono. Non credo invece che ricorderanno Amelkovich, perché è evasivo, freddo, distante (probabilmente sarebbe fortissimo anche a fotografare automobili od orologi). In tutt'altro campo un Gabriele Basilico potrebbe sembrare un fotografo "trasparente" e distante, che si nasconde dietro la perfezione formale delle proprie immagini; in realtà il punto di vista di Basilico sulla città è sempre molto forte ed evidente, in tutte le sue foto. Amelkovich, come Basilico, mira alla perfezione formale, ma o non esprime un proprio punto di vista oppure esprime quel trito punto di vista sul corpo femminile che lo assimila a un oggetto: un'idea sulla quale non ho timore di svelare la mia avversione, visto anche che l'etimologia della parola "erotico" sta nell'amore e nella relazione. Alla fine penso che ci siano fotografie perfette formalmente che comunicano, e altre che non comunicano; lo stesso vale per le fotografie imperfette. Riguardo all'esibizionismo, al di là dei giudizi morali o di quelli estetici, di fronte a un autore / un'autrice che mette in scena sé stesso/a, fotografando la propria vita o il proprio corpo in maniera coerente e originale io scorgo un lavoro congruente e una personalità autoriale dietro, che siano nudi o foto di famiglia, che sia un/una "amateur" o un fotografo/a che fa mostre in tutto il mondo. |
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inviato il 05 Gennaio 2020 ore 9:25
Marco stai parlando del sesso degli angeli. Lascia stare quello che arrapa o meno Guarda che cosa si può ottenere con passione + tecnica (apparentemente povera , ma non semplice) Questi personaggi sono quello che sono perché dedicano energie e tempo ad una loro passione. C'è passione che pulsa. in un mondo piatto, fatto di cose veloci, sentire la vita nel fotografare a me emoziona |
user177356
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inviato il 05 Gennaio 2020 ore 10:28
“ Non trovo altrettanto scontato che la fotografia erotica debba per forza stimolare o rappresentare il desiderio erotico, a volte può agire sul piacere visivo. „ La Teccani ci fornisce questa definizione di "erotico": eròtico agg. [dal lat. tardo eroticus, gr. erotikos, der. di eros-otos «amore», prob. attraverso il fr. érotique] (pl. m. -ci). – 1. a. Di amore, dell'amore, come fatto fisiologico: desiderî e.; l'impulso e.; mania e.; delirio erotico. b. Che è particolarmente soggetto agli stimoli sessuali: tipo, temperamento erotico. 2. a. Che ha per oggetto l'amore fisico, i fatti e gli impulsi sessuali: trattare argomenti e., fare discorsi e.; libri, racconti e., letteratura e., pubblicazioni e., e anche film, spettacoli e., disegni e.; arte e., con partic. riferimento alla cultura cinese e indiana, arte profana o religiosa che rappresenta esplicitamente scene di vita amorosa, per lo più con intenti didascalici. In senso più ampio, scrittore, poeta e., che ha per soggetto l'amore in genere; anche come s. m., soprattutto se riferito a scrittori e poeti dell'antichità: gli e. greci. b. Che eccita o tende a eccitare i sensi, a stimolare gli istinti sessuali: cibo e., bevanda e., afrodisiaci; danze erotiche. Mi sembra quindi che tu abbia un'accezione di "erotico" tutta tua, il che rende difficile confrontarsi sull'argomento. “ l'etimologia della parola "erotico" sta nell'amore e nella relazione „ Il greco classico prevede almeno tre termini diversi per quello che in italiano denominiamo "amore": agape, eros e philia (non ricordo come si postano le parole in caratteri diversi da quelli romani)."Eros" si riferisce specificatamente, anche se non sempre esclusivamente, alla passione sessuale. “ Amelkovich, come Basilico, mira alla perfezione formale, ma o non esprime un proprio punto di vista oppure esprime quel trito punto di vista sul corpo femminile che lo assimila a un oggetto „ L'erotismo non può prescindere da una oggettificazione , perché il desiderio ha bisogno di materializzarsi: il sesso presuppone che due corpi (quello dell'altro/a ma anche, necessariamente, il proprio *) diventino oggetti dai quali ricavare piacere. Negarlo vuol dire chiudersi in una morale che mortifica l'eros, invece di riconoscere che l'oggettificazione è un momento necessario nella relazione sessuale (e quindi sentimentale). * addendum: secondo alcuni, infatti, il peccato di lussuria non consisterebbe nel desiderio meramente sessuale del corpo dell'altro, ma nell'uso a fini meramente sessuali del proprio. |
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inviato il 05 Gennaio 2020 ore 12:53
Concordo con quello che ha scritto TheRealB. @Marco Palomar Secondo te, Araki non oggettivizza il corpo femminile? Eppure ha fatto più "pacchetti" lui con donne in bondage che Babbo Natale con i regali degli ultimi 10 anni Fino alle ultime due righe del tuo intervento mi ero convinto che stessi arrampicandoti sugli specchi, specie quando elargisci del "trito" a certi autori e lo risparmi agli amatori che pubblicano selfie sperando di superare la noia con un po' di sano esibizionismo. Poi ho letto questo passaggio: “ io scorgo un lavoro congruente e una personalità autoriale dietro, che siano nudi o foto di famiglia, che sia un/una "amateur" o un fotografo/a che fa mostre in tutto il mondo. „ Con queste sole due righe hai chiarito perfettamente il tuo metro di valutazione. E' inconciliabilmente diverso dal mio. Entrambi più che legittimi, considerato che siamo nel campo delle opinioni. Però, la distanza è tale che il mio desiderio di leggerti cala molto. L'altro intervento nel thread "i rossi clippano", dove sostieni che: “ ...se la foto funziona deve funzionare anche con qualche slittamento cromatico „ ha portato il calo di interesse a zero. La mia convinzione, infatti, è che ci siano colori di riferimento su cui la nostra percezione visiva non perdona. Uno slittamento fuori controllo sull'incarnato, ad esempio, può far passare una modella da uno stato di salute a caso patologico di dermatologia. Vista l'ampiezza sul fronte delle differenze, ti blocco per non inquinare il forum di conversazioni già destinate a non convergere. |
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inviato il 05 Gennaio 2020 ore 13:50
ma che sensibilità al rosso... peggio dei tori TherealB, non voglio scalfire le tue certezze e i tuoi gusti erotici e fotografici, però intendiamoci sull'italiano, almeno... eros ha sempre un carattere relazionale rivolto a un'altra persona, a differenza di agape e philia. Non a caso in psicanalisi la parola erotismo si usa con l'accezione da me data, e non a caso la prima definizione del vocabolario è relativa ad amore (carnale sì, ma amore, cioè relazione). Che l'erotismo non possa prescindere dall'oggettificazione del desiderio è una tua interpretazione, non so fondata su cosa, comunque una deviazione semantica rispetto ai significati correnti, da vocabolario. Almeno a me non risulta che si desideri una persona come una macchina fotografica nuova o un'automobile sportiva: se così fosse, sarebbe ben triste. Resta il fatto che a me I.A. pare un fotografo poco originale e le sue foto poco piacevoli da vedere, e sono sicuro che non passerà alla storia. |
user177356
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inviato il 05 Gennaio 2020 ore 14:47
@Motofoto “ Vista l'ampiezza sul fronte delle differenze, ti blocco per non inquinare il forum di conversazioni già destinate a non convergere. „ Non entro nel merito specifico, ma a mio avviso le conversazioni non devono necessariamente convergere per essere interessanti o stimolanti. @Marco Palomar “ ha sempre un carattere relazionale rivolto a un'altra persona, a differenza di agape e philia „ Tutti e tre i termini indicano originariamente una relazione tra soggetti, di natura ovviamente diversa. Forse bisognerebbe che tu rileggessi il Simposio di Platone sull'eros e l' Etica nicomachea di Aristotele sulla philia. “ Che l'erotismo non possa prescindere dall'oggettificazione del desiderio è una tua interpretazione „ Magari. Mi ha preceduto un certo Immanuel Kant. |
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inviato il 05 Gennaio 2020 ore 15:20
“ le conversazioni non devono necessariamente convergere per essere interessanti o stimolanti. „ Vero, ma la convergenza include la reciproca comprensione dopo una esposizione chiara e coerente del proprio pensiero, anche restando su punti di vista diversi. Attribuisco sempre la buona fede anche a chi esordisce con "tu non capisci", "tu non vedi" o "...non è che posso perdere tempo a spiegartela". Tutti meritano una opportunità di essere capiti perché dietro ad una esposizione confusa, magari per la foga di esprimersi, ci può essere qualcosa di interessante. Però una ed una sola opportunità. Quando sento nell'interlocutore la voglia di occupare il tempo o di dare spazio al proprio ego e basta, lo blocco. Il tempo, come tutte le cose che non si comprano, ha un grande valore. Comprendo che ci sia gente che ha necessità di far passare il proprio tempo, o identità deboli da consolidare e che trovano nei forum i luoghi perfetti a questo scopo. Io preferisco usare il tempo che farlo passare e non ho problemi di solidità nella mia identità. Rendere invisibili ai propri occhi (un blocco fa solo questo, non agisce sul soggetto bloccato) dieci, cento, mille utenti in un forum che ne conta quasi 200.000 non preclude nessuna opportunità di scambio culturale. Sono numeri insignificanti. Anzi, è una forma di moderazione doverosa, nonché l'unica messa a disposizione gentilmente dall'amministratore. Se uno non sa scegliere con chi merita parlare, figuriamoci se saprà cosa fotografare. Bloccate senza rimorsi. Massivamente. Il forum sarà migliore. |
user177356
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inviato il 05 Gennaio 2020 ore 15:43
Mofoto, confesso di aver guardato solo ora le tue gallerie, e capisco meglio il tuo atteggiamento in questa discussione. Chi ha più esperienza in un certo ambito è sempre meno disposto di altri (come il sottoscritto, nel caso specifico) a tollerare posizioni malamente argomentate. Adesso torno a lustrarmi gli occhi sulle tue foto...  |
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inviato il 05 Gennaio 2020 ore 15:48
boh non capisco perché devo leggere di questo motofoto che mi ha bloccato e continua a polemizzare con me... lo blocco anche io. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
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