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Vivi meno, la Pensione bugiarda


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avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 14:01    

se non lo hai esercitato , avrai i tuoi buoni motivi . Non è fatto obbligo esercitare tale diritto conquistato in passato

Ho fatto in maniera semplicissima, ho organizzato gli orari di lavoro in accordo con il mio superiore, senza creare problemi ( visto che si lavora sotto organico perennemente ormai ) e continuando a gestire i miei impegni.
Sono dipendente Rai, quindi estremamente tutelato sul fronte dei diritti, ma amo il mio lavoro, considero l' azienda anche in parte mia e la tratteró di conseguenza, come farei in qualsiasi posto di lavoro.
Insegno a mio figlio ad essere onesto, non furbo.

user177356
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 14:23    

L'individuo ha il pieno diritto di sfruttare le possibilità che le norme gli consentono. Se le norme consentono abusi, sono state scritte male.

Mio padre, nato nel 1926, iniziò a lavorare alla fine degli anni '40. Nel 1981 fu messo in pensione dall'amministrazione pubblica per la quale lavorava, perché non era consentito di lavorare oltre i 65 anni di età. Lui avrebbe continuato volentieri, e ho la lettera di quell'amministrazione che gli intima di non presentarsi in ufficio il giorno successivo al suo sessantacinquesimo compleanno.

Avendo maturato la pensione sotto il sistema retributivo, l'assegno che gli fu riconosciuto era intorno all'80% dell'ultimo stipendio, una somma assurda se comparata ai contributi versati (gli stipendi, fino alla metà degli anni '70, erano molto più bassi in termini nominali, poi iniziarono a crescere grazie all'inflazione e alla "scala mobile").

Non solo godeva di una pensione generosa, ma l'ha percepita per 23 anni, essendo morto a 89 anni. Da allora, mia madre percepisce la pensione di reversibilità, pur non avendo mai versato un centesimo di contribuiti.

Qualche tempo fa ho fatto il conto di quanto l'INPS ha versato finora complessivamente ai miei genitori, e sono impallidito.

Io ho una storia contributiva complessa, perché sono stato lavoratore dipendente, lavoratore autonomo, poi di nuovo dipendente, poi imprenditore. Ci sono stati periodi nei quali ho versato oltre centomila euro in un anno di contributi. Ho provato a chiedere all'INPS una previsione della mia pensione: in base alla legislazione attuale è zero. Nisba. Nulla. Insomma, ho versato almeno mezzo milione di euro di contributi e, se le cose non cambiano, non avrò nulla.

Se vi sembra un sistema pensionistico equo...

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 14:30    

@Roberto

Menomale che esiste qualcuno che ragiona così.
In sintesi:
Anche se ne ho diritto, se l'agevolazione non è strettamente necessaria non la uso.
Lascio che ne faccia uso chi ne ha veramente bisogno.

Ma in Italia, paese di individualisti, profittatori e furbetti, il concetto di etica non esiste.



avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 14:42    

@TheReal

Ho una situazione contributiva simile alla tua.
Andrò in pensione tra circa 8 anni a 67 anni e 11 mesi.
Mi daranno poche centinaia di euro al mese.
Sono andato all'INPS 6 anni fa e ho chiesto un conteggio.
Per la ricongiunzione con la cassa professionale non sapevano dirmi nulla.
L'impiegata era pure infastidita.
Sono tornato quest'anno per capire se avevano le idee più chiare e:
la previsione della mia pensione è di una riduzione di circa 35 euro/mese a causa di gestioni negative.Eeeek!!!
della ricongiunzione nulla si saTriste
L'impiegata era pure infastidita.
Triste

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 15:20    

scusa Old, senza offesa eh, ma se la 104 ce l'ha tua sorella per andare a cavallo e tu sei senza e ti sbatti per le pratiche di tua madre non è un problema di previdenza sociale ma un problema in famiglia. Confuso

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 15:25    

Non è un problema di previdenza ma di onestà intellettuale.
Capisco che sia un concetto complesso.

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 15:30    

perdonami ma insisto, nel tuo caso è un problema in famiglia e tu ti presti come complice, anche se capisco che sentendotelo dire ti sentirai "cornuto e mazziato".

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 16:03    

Ma chi lo dice che la vita si allunga, ti allungano di 2 mesi circa ogni 2 anni, a parte adesso che l'aspettativa di vita è sospesa fino al 2026 mi pare, di questo passo la pensione la prendiamo a 80 anni e poi si può campare in tanti modi, posso anche vivere 90 anni ma se passo gli ultimi 10 coricato in un letto, la mia vita si sarà pure allungata ma glielo regalo volentieri questo allungamento.

user192226
avatar
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 19:59    

Beh, però all'INPS su certe cose sono coerenti e mantengono la linea. Gli impiegati infastiditi.
A me non preoccupa se andrò a prendere la pensione troppo in là con l'età, al momento mi preoccupa continuare a prendere lo stipendio con l'età più in qua. Sorriso

avatarjunior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 20:27    

A mio avviso sul tema pensioni nessuno ha mai voluto dire una scomoda verità agli elettori, ovvero che calcolatrice alla mano non ci sono altre soluzioni rispetto agli attuali meccanismi che stiano in piedi senza aumentare il debito.
Provo a fare 2 conti, ovviamente semplificando qualche passaggio ma cercando di rimanere sul plausibile.
Supponiamo di lavorare e versare contributi per 40 anni con una contribuzione del il 33% della RAL (più o meno è la situazione attuale per i lavoratori dipendenti). Supponiamo che in questi 40 anni la RAL raddoppi in maniera lineare tra l'anno zero e l'anno 40. Come detto è un'approssimazione ma non credo sia tanto lontano dalla realtà, almeno in molti casi. Con questa ipotesi possiamo dire una RAL che inizia nell'anno zero a valore 50, finirà nell'anno 40 a 100. Possiamo quindi dire che, mediamente, la RAL sarà sempre uguale a 75 (media di inizio e fine). I contributi versati saranno quindi 75 x 0.33 x 40 pari a 990. Supponendo di volere una pensione pari al 70% dell'ultimo stipendio, i 990 accumulati basteranno per 990 / 70 ovvero 14 anni.
Se comincio a versare contributi a 28 anni e lo faccio per 40 anni vado in pensione a 68 anni e ho accumulato soldi che basteranno fino a 82 anni.

E' palese che ho fatto una serie di approssimazioni nei calcoli (non c'è rivalutazione di quanto versato ne gli effetti dell'inflazione ne deoi diversi regimi di tassazione) ma di contro ho assunto che tutta la contribuzione vada in trattamento pensionistico, il che non è vero perché Inps mescola previdenza e assistenza (le minime per esempio). Ho anche assunto che i contributi siano versati in maniera continuativa che specie per i più giovani è una bella scommessa.

Di lavoro non faccio il consulente del lavoro, quindi posso aver tranquillamente commesso degli errori e sarei ben felice se qualcuno me li farà vedere. Se però così non fosse, non sono i due mesi in più o in meno sulla vita media che fanno la differenza. IMHO ovviamente.

user192226
avatar
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 20:33    

La butto lì. Se si autorizzasse la Zecca dello Stato a stampare banconote da regalare all'INPS affinché quest'ultima sistemasse i conti, aumentasse le pensioni e anticipasse i pensionamenti...chi mai verrebbe a saperlo se noi italiani non lo diciamo a nessuno ?! Stampati dalla Zecca di Stato sarebbero euro veri e non falsi. Nessuno va in giro a contare le banconote che circolano. Basterebbe tenere la bocca chiusa e avremmo risolto tutti i problemi.
Sbaglio qualcosa ?!

Sembra una stupidaggine ma rifletteteci, i soldi sono solo carta e i conti in banca solo numeri. Non cambia nulla a nessuno se facciamo in modo che tutti abbiano soldi perpetui.

La povertà non dovrebbe esistere perché nella realtà si potrebbe annullarla dando a tutti, disponibilità monetaria infinita.

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 21:19    

Stampare moneta provoca inflazione, ovvero svalutazione della stessa.

avatarsenior
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 21:39    

mi sembra che non abbia senso fare troppe congetture sulla pensione.
è ovvio che uno non può lavorare 15 anni e farsene 50 di pensione,
ma è altrettanto ovvio che una persona ad una certa età raggiunga il massimo psicofisico e tale età è tra i 35 e 40.
dopo quell'apice comincia un lento ma progressivo peggioramento prestazionale.

Non è per tutti così, in alcuni lavori in cui si richiede uno sforzo fisico darai il meglio prima, in altri in cui conta di più l'esperienza darai il meglio dopo.

In ogni caso arrivano i 50, e con essi cominciano gli acciacchi anche se sei sempre stato bene. Per alcuni poco, per altri di più, ma cominciano.

Poi approdi ai 60 ed alcune carenze non sono più nascondibili.
Certo, se hai un posto di comando avrai anche un codazzo che ti sostiene ma è probabile che non sarai + quello di una volta.

Certo, sono discorsi un po' buttati lì, c'è chi ha 30 anni e fa il centralinista essendo quasi cieco, me ne rendo conto.

Ma non si devono fare calcoli assurdi, dire che mancano i soldi, o che hai dato pochi contributi.

è abbastanza evidente quando una persona è meglio che smetta di guidare l'autobus. Facciamo questo esempio che allerta molto bene sul calo della prestanza.

Quindi la pensione è un fatto naturale, se i conti non tornano è perchè ha fatto male il compito sulla natura umana lo Stato.

user177356
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inviato il 30 Ottobre 2019 ore 21:46    

Balle, ogni età ha i suoi vantaggi cognitivi.

user126294
avatar
inviato il 30 Ottobre 2019 ore 21:47    

Io ho l'età giusta per andare in pensione (nel periodo di CraxiMrGreen)

Giuliano


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