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inviato il 06 Agosto 2019 ore 18:01
Il più delle volte l'autore è solo inizialmente disposto a confrontarsi pacatamente. Spesso reagisce ferocemente alla critica e ai consigli, specialmente se la tua critica arriva dopo che gli altri amici del forum hanno osannato quella foto. Si sente spalleggiato e sei tu che non capisci niente. Non è che è fuori fuoco è lui che voleva che il soggetto fosse fuori fuoco. Non è che la foto ha l'esposizione sbagliata, è che lui voleva dare l'idea della notte. Non è vero che i colori sono slavati, lui voleva rifarsi agli impressionisti ecc ecc |
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inviato il 06 Agosto 2019 ore 19:46
“ Non credo sia questione di giudizio, ma una discussione pacata e costruttiva su una fotografia si potrebbe fare se l'autore e l'osservatore hanno voglia di confrontare i loro punti di vista. „ L'osservazione è giusta, come sempre le tue Moralizzatore. Ed è un utile spunto, per chi ha voglia di capire, piuttosto che stigmatizzare questo o quel comportamento. La domanda che ti faccio (allo scopo di tentare di capire) è: la cosa che hai scritto è ragionevole e, credo, quasi tutti concorderebbero qui nel forum (lasciamo da parte troll e qualche figura "particolare" che ci sarà pure, ma non credo siano poi più tanti). Ma allora, se tutti sommariamente concordano, perché tutto questo non avviene secondo te? |
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inviato il 06 Agosto 2019 ore 20:25
“ Foto di moda e ritratti? modella e studio a disposizione ecc ecc. astenersi, astenersi dal giudicare e dichiarare sempre un no comment. „ che tristezza...con questa logica stavamo ancora a domandarci come accendere il fuoco. |
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inviato il 06 Agosto 2019 ore 20:59
No Arconudo. I forum sono il terreno ideale per far divampare dei flame, specialmente se fai notare che la foto non è corretta tecnicamente. |
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inviato il 06 Agosto 2019 ore 21:17
pazienza..che divampino pure. E poi andiamo un pochino avanti. Corretta tecnicamente non è l' essenza della fotografia ma un aspetto , spesso marginale.. In ogni caso; Tu mi dici che ho sbagliato la foto , io ti spiego perché ho fatto questo tipo di scelte. È così che dovrebbe funzionare. |
user90373
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inviato il 06 Agosto 2019 ore 22:55
Prima della critica/commento bisognerebbe chiedere il perché delle scelte fatte dall'autore che non convincono. Esordendo con:- "Io avrei fatto così e cosà" si rischia come minimo il classico:- "Lei non è me e nemmeno era con me". Poi la strada verso la polemica è tutta e solo in discesa. |
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inviato il 07 Agosto 2019 ore 0:02
“ In ogni caso; Tu mi dici che ho sbagliato la foto , io ti spiego perché ho fatto questo tipo di scelte. È così che dovrebbe funzionare. „ Scusa Mauro ma non capisco. Bene se qualcuno dice che una mia foto gli fa orrore. Sicuramente ha ragione. Ma dovrei spiegare perché faccio quel che faccio? Perdona, ma non capisco. |
user170782
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inviato il 07 Agosto 2019 ore 9:16
“ Ma allora, se tutti sommariamente concordano, perché tutto questo non avviene secondo te? „ Le ragioni sono molteplici, sommariamente mi vengono in mente queste: 1.La premessa che ho posto, la buona volontà di autore e osservatore, come è già stato detto è spesso solo teorica. 2.Come hai detto in precedenza, la soggettività nel valutare una fotografia, ma vale per qualsiasi altra forma di espressione, è preponderante. Per cui difficilmente persone con un background molto diverso potranno ritenere valida allo stesso modo una fotografia; da qui il rischio di scontro diventa molto alto, anche se si dovessero usare tutte le buone maniere del caso, perché si instaura un dialogo tra sordi fisiologico. 3.Legato in qualche modo al punto 2 e al tuo ultimo messaggio: per costruire un dialogo bisogna che autore e osservatore si vadano incontro, quindi se i loro punti di vista sono diametralmente opposti una spiegazione da ambo le parti sul perché sono state fatte determinate scelte e sui motivi per cui quelle scelte non piacciono potrebbe aiutare. E non mi riferisco al colore troppo/poco saturo e via discorrendo, ma soprattutto alla composizione, che fa il 90% della foto. Poi che i colori o la nitidezza o chissà cos'altro non piacciano, non è importante; fondamentale è confrontarsi almeno su quella che è l'essenza dello scatto. E no, non è vero che se una fotografia la devi spiegare non è una buona fotografia. Sono le barzellette che non vanno spiegate. Per ora chiudo qui, perdonate eventuali errori o frasi sconnesse, sono reduce da una notte quasi insonne. |
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inviato il 07 Agosto 2019 ore 9:33
Grazie Moralizzatore, per un'esposizione attenta come sempre le tue. Che credo chiarisca ancora un po', come mi auguravo, la natura logica delle varie posizioni che si sono espresse. E cioè come sarebbe auspicabile che un confronto esistesse, e che fosse caratterizzato da una possibilità di dialogo (nel senso più pieno del termine, cioè accogliendo il punto di vista altro e non solo "ascoltandolo" per poterlo controbattere, come di solito avviene). Ma anche che, parallelamente, occorrerebbero condizioni che la pratica applicata rende quantomeno... rare PS: non indaghiamo sulle notti insonni del Moralizzatore... PS2: apprezzo anche l'ultimo passaggio. La faccenda della barzelletta di Adams ritengo sia tra le peggio interpretate in rete... |
user170782
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inviato il 07 Agosto 2019 ore 9:52
“ Ma anche che, parallelamente, occorrerebbero condizioni che la pratica applicata rende quantomeno... rare „ Infatti, per natura siamo restii a sentirci dire qualcosa che esula da quel che vorremmo. A me è capitato infinite volte di sentirmi dire "dammi il tuo parere spassionato". Le risposte che ho dato sono sempre state rigettate, spesso mettendo a rischio il rapporto, a volte chiudendolo del tutto. Poi ho cambiato approccio, se a farmi la domanda è una persona di cui mi interessa poco tendo a dirgli ciò che vuol sentire e amen. Le persone con cui riesco davvero a essere sincero, e da cui attendo pareri sinceri, si contano sulle dita di una mano. Una di queste l'ho sposata, sarà un bene?  |
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inviato il 07 Agosto 2019 ore 9:59
posso farvi una domanda che probabilmente per la maggior parte di voi è scema e che non c'entra una fava con l'argomento? Anzi si, perché è la condivisione della mia ignoranza Se metto a fuoco in manuale per avere la conferma del fuoco guardo il pallino verde...e fin qui…tutto ok. Ma il pallino si regola comunque in base al punto di messa a fuoco selezionato giusto? se focheggio solo ad occhio, senza spostare il punto di messa a fuoco per avere un riferimento sto inconsapevolmente giocando alla roulette russa? Faccio ste domande perché sono nato quando le macchine avevano già tutte l'autofocus, non sapevo cosa fosse un vetrino ad immagine spezzata e non so quali sono le tecniche di messa a fuoco manuale corrette. Sono vecchio dentro, e dato che mi piace complicarmi la vita, sto cambiando molte delle mie ottiche af in mf,e la D700 con una Df perché trovo che il piacere di fare una foto parta anche dal girare le ghiere scegliere tempo/diaframma, iso….mettere a fuoco...e poi click PS: con un vetrino ad immagine spezzata come razzo mettevano a fuoco l'occhio e basta???? |
user30556
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inviato il 07 Agosto 2019 ore 10:51
“ con un vetrino ad immagine spezzata come razzo mettevano a fuoco l'occhio e basta???? „ Prima non s'ingrandiva a schermo, quindi neanche ti accorgevi se il fuoco non cascava preciso sull'occhio. E di solito non ci cascava . Infatti la qualita' dello scatto/obbiettivo, la si notava soprattutto in diaproiezione. |
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inviato il 07 Agosto 2019 ore 11:21
“ Infatti, per natura siamo restii a sentirci dire qualcosa che esula da quel che vorremmo „ Ecco, però qui c'è un punto Moralizzatore, dove io sarei più laico. Vedi, di solito il problema sembra essere sempre "il ricevente". Cioè la cosa che non va bene è non accettare. E quindi il marrano è colui che non accetta. Io invece penso che talvolta sia così, ma in altrettanti casi presunzione, ignoranza, sufficienza nel muovere la critica sono altrettanto il problema. Ed è per questo che dico che, prima della pagliuzza nell'occhio altrui, dovremmo sempre cercare la trave nel nostro. Altrimenti è sempre l'altro l'improbo, tutti siamo contenti e... il mondo procede sempre così Aggiungo, per chiarire meglio: se io ricevo una critica in modo arrogante, ti dico sinceramente che il merito (ovvero se è giusta o meno) non mi interessa più. E non mi sento onestamente in difetto |
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inviato il 07 Agosto 2019 ore 11:28
Credo che il confronto attorno ad una foto possa essere produttivo solo quando la prospettiva di chi propone e di chi critica coincidono. Cioè quando si parla la stessa lingua. Lo avete già detto. Sui forum (in generale, non questo in particolare) questa lingua comune è molto spesso quella dell'esecuzione tecnica: come la "maf", la "pdc" , l'"ettr", ecc. sono state "gestite" (termine orribile e triste). Questo tipo di confronto è utile (per chi propone la foto e per chi la critica) in quella fase iniziale del proprio percorso fotografico, nella quale gli aspetti didattici dell'apprendimento delle tecniche sono predominanti. Quando si va oltre, cioè quando all'autore interessa sapere se "si capisce quello che sta cercando di dire", il confronto diventa molto più difficile e improvvisamente lo strumento forum (in generale, non questo in particolare) diventa quasi completamente inefficace se non frustrante. Come mai? Tra il pubblico dei vari forum (e io ne faccio parte a pieno titolo da molti anni) non ho mai incontrato "giganti" ed ho incontrato rarissimi "nani" (quelli che stanno sulle spalle dei giganti). Dal punto di vista espressivo ho visto invece spesso delle forti tendenze all'emulazione di stili basati essenzialmente sull'abilità tecnica. Questo quasi inevitabilmente conduce ad una certa omologazione e appiattimento dei prodotti finali, perché viene dato scarso rilievo all'educazione ad esprimere contenuti propri e personali. C'è rimedio? Francamente non lo so. Forse creando delle comunità più strette, basate su affinità e sensibilità in comune. |
user170782
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inviato il 07 Agosto 2019 ore 11:32
“ Ecco, però qui c'è un punto Moralizzatore, dove io sarei più laico. Vedi, di solito il problema sembra essere sempre "il ricevente". Cioè la cosa che non va bene è non accettare. E quindi il marrano è colui che non accetta. Io invece penso che talvolta sia così, ma in altrettanti casi presunzione, ignoranza, sufficienza nel muovere la critica sono altrettanto il problema. Ed è per questo che dico che, prima della pagliuzza nell'occhio altrui, dovremmo sempre cercare la trave nel nostro. Altrimenti è sempre l'altro l'improbo, tutti siamo contenti e... il mondo procede sempre così Aggiungo, per chiarire meglio: se io ricevo una critica in modo arrogante, ti dico sinceramente che il merito (ovvero se è giusta o meno) non mi interessa più. E non mi sento onestamente in difetto „ Se non l'ho premesso, ma mi pare di averlo scritto in qualche post, le modalità con cui si esprime un parere o una critica sono fondamentali per poter avviare un confronto, concordo pienamente con te. |
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