user177356
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 15:49
@Ale Z Conosco la norma, ma ho avuto sentore che i beni ecclesiastici (forse in ragione dei rapporti giuridici tra Stato italiano e chiesa cattolica) godano di uno status comunque particolare. Non sono un esperto né di diritto canonico né di diritto ecclesiastico (non so se aggiungere "purtroppo" o "per fortuna"). Ho appena mandato un'email all'ufficio relazioni con il pubblico del Ministero per i beni e le attività culturali, chiedendo di chiarire se la norma si applica integralmente anche ai beni culturali ecclesiastici. Vediamo se mi rispondono, altrimenti li tampino al telefono. In ogni caso, io fotografo con il treppiede e quindi avrei bisogno (quanto meno) di un'autorizzazione. Vi tengo aggiornati sugli sviluppi. PS: so anche che i privati sono tenuti a consentire l'accesso ai beni culturali dei quali siano in possesso (purché siano stati identificati come tali dal MiBAC), ma possono legittimamente disciplinarlo, soprattutto quando ciò collida con le esigenze personali e familiari. Mia sorella è laureata in storia dell'arte e ha usato la norma per gli studi propedeutici alla tesi già alla fine degli anni '70. |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 17:30
i cimiteri comunque sono, generalmente, di proprietà dei comuni. A me girando in Europa, musei, chiese, cimiteri, parchi, ecc ho avuto solo due posti dove era proibito fotografare: - al D'Orsay a Parigi (chissà perchè... è l'unico dove non si può) - al Van Gogh ad Amsterdam, con personale odioso e cattivissimo |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 18:16
questo è per Genova. “ AUTORIZZAZIONI FOTO/VIDEO Chi intende effettuare riprese fotografiche/video all'interno del cimitero deve: 1) compilare e sottoscrivere con firma autografa l'apposito “Modello richiesta autorizzazione” scaricabile a piè pagina 2) restituire il modulo compilato al seguente indirizzo e-mail: servcivici@comune.genova.it Le richieste devono essere inoltrate con un anticipo di almeno 10 giorni Nel caso in cui le foto/video siano realizzate ad uso commerciale, sono soggette al pagamento di una tariffa. L'importo da versare al Comune di Genova, entro 15 giorni dall'esecuzione delle riprese, varia a seconda dei casi e verrà comunicato all'interessato dopo aver esaminato la domanda. Qualora le riprese dovessero avvenire dopo il tramonto o in “notturna”, quindi oltre l'orario normale di lavoro del personale in servizio al Cimitero (7,30 – 17), è prevista l'applicazione di un ulteriore tariffa oraria pari a € 21,60 (oltre IVA). Modello richiesta autorizzazione N.B.: non occorre autorizzazione per foto realizzate senza cavalletto „ per noi conta l'ultima riga |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 19:18
“Vi tengo aggiornati sugli sviluppi” Sì, grazie. Sono curioso di sapere cosa risponde il MIBAC. |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 19:43
Al di là dei regolamenti, mi pare sia comunque una pratica inopportuna. Questo anche se fatta con atteggiamento discreto e rispettoso. |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 20:43
Perché? Un cimitero monumentale come quello di Genova è un insieme di opere d'arte, è una sorta di passeggiata nel passato Io non credo sia di cattivo gusto Mi fa più pensare un museo egizio, dove i morti non sono stati rispettati proprio per nulla dagli archeologi |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 20:48
Sono d'accordo. Un cimitero monumentale è una galleria di opere d'arte, come un museo. A proposito. Consiglio a Morgana una visita a Bologna... |
user177356
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 22:38
“ Un cimitero monumentale è una galleria di opere d'arte, come un museo. „ Nella zona dove vivo le tombe di persone nate a cavallo del diciannovesimo e ventesimo secolo (tra il 1892 e il 1921, giusto per citare due date "storiche" una volta molto sentite da queste popolazioni) riportano nomi che rispecchiano i trascorsi comunisti, anarchici e anticlericali. Nomi come Engels, Ateo, Turati, Iside (ma anche Martello, Ideale, Palermo), sono piuttosto comuni, e a mio avviso costituiscono elementi di interesse etnoantropologico al quali fa riferimento la norma da te citata. |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 23:29
Sono d'accordo |
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inviato il 04 Maggio 2019 ore 23:46
Senti, continua a fotografare. Con tutti i problemi che abbiamo in Itaglia questo penso sia l'ultimo. |
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inviato il 05 Maggio 2019 ore 0:01
... Vado almeno 3/4 volte all'anno al cimitero monumentale di Staglieno (GE), molto frequentato dai fotografi, dove l'unico limite (spesso ignorato) e' l'utilizzo del treppiede (serve un permesso) - x questo complesso di arte funerali sono stati creati molti siti internet dedicati... Che ovviamente si "alimentano" di fotografie - salvo specifici divieti, alle rimostranze ribatterei con il mio sacrosanto diritto di immortalare un "bene del patrimonio artistico" a scopo documentaristico - poi ovviamente spazio al reciproco buon senso - ps: pure io ho avuto qualche problema etico nell'immortalare le tombe - in uno dei primi scatti del genere che ho postato su juza, ho reso anonima una lapide posta ai margini del soggetto - ma non me la sentirei di criticare scelte diverse... |
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inviato il 05 Maggio 2019 ore 0:02
certo che questo cavalletto deve essere lo strumento del diavolo... |
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inviato il 05 Maggio 2019 ore 0:10
... penso che sia associato all'utilizzo professionale degli scatti - mi scappa da ridere solo al pensarlo ma credo sia l'unico motivo legato ad una logica antiquata... |
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inviato il 05 Maggio 2019 ore 0:14
Riguardo al cimitero Staglieno di Genova, basta mandare una email e ti mandano un foglio con il permesso. Il motivo del permesso credo che dipenda dal fatto che Staglieno è frequentatissimo dai fotografi e devono tenere sotto controllo il numero di persone che portano il treppiede, per questioni di percorribilità degli spazi. Ecco alcune mie foto di Staglieno www.estatica.it/it/letture/articolo/il-cimitero-di-staglieno-e-la-musi |
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inviato il 05 Maggio 2019 ore 10:39
il cavalletto nei luoghi pubblici può essere anche di intralcio e qualcuno potrebbe pure inciamparci (pensate in una chiesa o un museo..), il motivo probabilmente è quello. A Staglieno le regole le ho scritte sopra, se uno vuole usare il cavalletto basta che faccia una domanda. |
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