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inviato il 07 Marzo 2019 ore 21:16
“ Uno che si chiama tsunami per forza l'esempio dell'onda doveva fare:-P „  “ Il McCurrysmo insegna „ Esatto... |
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inviato il 09 Marzo 2019 ore 23:55
Per fare una buona fotografia (che non è una bella fotografia ma è molto di più) bisogna farla. Per fare una buona fotografia bisogna sapere come funzionano le macchine fotografiche e poi bisogna conoscere le regole della fotografia per infrangerle una ad una. Bisogna seguire l'istinto e l'emozione e rafforzarli attraverso un buon uso della macchina che deve riuscire a darvi al meglio la vostra visione delle cose, le regole e la tecnica delle foto distruggeranno la vostra creatività. Poi se dentro di voi c'è qualcosa da raccontare (e ce ne è tanto fidatevi) verrà fuori e avrete realizzato dei grandi lavori. Osate!!! |
user117231
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inviato il 10 Marzo 2019 ore 8:58
Alfonso...grandioso monologo.. poi vado a guardare le tue foto qui in JUZA, e non c'è ne è una. |
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inviato il 10 Marzo 2019 ore 9:06
Passa quasi il messaggio che "osare" significhi inventarsi una inquadratura strana, quando invece una delle declinazioni del verbo osare, in fotografia, potrebbe essere quella di trovare un linguaggio visuale per veicolare una emozione, sia essa positiva o negativa : www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3108698&l=it Poi non so, provo solo a riflettere assieme a voi |
user30556
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inviato il 10 Marzo 2019 ore 9:58
Quoto il Panda e, secondo me, la sua foto e' un riuscitissimo esempio. |
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inviato il 10 Marzo 2019 ore 10:29
Quoto Pandamonium anche io, in fotografia si può osare con i colori, con le forme, con tutto. In fotografia non ci sono "dogmi", solo liberatà di espressione. Ciao LC |
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inviato il 10 Marzo 2019 ore 11:08
Per me osare significa seguire la propria immaginazione, seguire una strada spesso poco percorsa e affollata, senza paura di essere giudicati o ricevere commenti negativi (che inaspettatamente non sono mai arrivati), per me significa usare tecniche come icm (intentional camera movement) o il fuori fuoco intenzionale, o lenti come lensaby o una postproduzione distruttiva, o tutto quello che serve a ricreare il mood oscuro che voglio. Tutto questo fregandosene della tendenza attuale della fotografia, volta verso iper nitidezza e risolvenza. Osare per me significa fare quello che ci piace sbattendosene la cosiddetta di tutto il resto Un paio di esempi www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3107121&srt=data&show2=1& www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3109037&srt=data&show2=1& |
user30556
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inviato il 10 Marzo 2019 ore 11:26
“ Per me osare significa seguire la propria immaginazione,... „ Credo che basti. Poi ognuno ha l'immaginazione che si merita |
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inviato il 10 Marzo 2019 ore 11:34
aaaahhhhh avessi solo un papillon !!! |
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inviato il 10 Marzo 2019 ore 11:36
esatto, e per fortuna non abbiamo tutti la stessa, sennò sai che noia! infatti ho precisato almeno 3 volte "per me", per sottolineare che quello che dicevo era un punto di vista personale. |
user30556
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inviato il 10 Marzo 2019 ore 11:42
Scusami Morgana, se ho lasciato spazio ad indesiderate interpretazioni. Dicevo in generale (magari avrei dovuto dire... "che si ritrova"). Oltre che fisiologica, l'immaginazione dipende da troppi fattori, come educazione, cultura, esperienze, etc etc... |
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inviato il 10 Marzo 2019 ore 11:48
certo tranquillo, nessun fraintendimento. concordo pienamente con quello che hai detto, ci tenevo solo a precisare che era il mio punto di vista, condivisibile o meno “ Oltre che fisiologica, l'immaginazione dipende da troppi fattori, come educazione, cultura, esperienze, etc etc... „ vero, e secondo me le esperienze sono quelle che ci forgiano di piu. ad esempio il mio modo di fotografare è cambiato molto dopo un lutto, si è incupito. |
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inviato il 10 Marzo 2019 ore 12:29
Alessio, ottima osservazione. Io penso che il percorso classico di un foto amatore possa riassumersi in varie fasi: 1 Tecnica base e saturazione dei colori smodata 2 Seguire le regole alla lettera(fuoco perfetto, orizzonte dritto, regola dei terzi) e nitidezza assoluta 3 Tutta apertura Ci sono fotografi che spaccano a livello editoriale, mostri a livello di comunicazione, eccelsi retoucher, ma ciò non vuol dire che facciano arte. Poi c'è la poetica, e la fotografia autoriale. Lo stesso vale per la musica, la pittura, la poesia.La mia non è un'invettiva contro il mondo accademico e professionale, lo studio e la tecnica sono fondamentali, ma non bastano. Figurati un foto amatore. |
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inviato il 10 Marzo 2019 ore 13:09
Rispondo all'autore del post. Credo che il problema del fotoamatore sia quello di fare foto autoreferenziali, per il proprio compiacimento. La fotografia è un linguaggio per comunicare, se comunichi solo "guarda come sono bravo", "guarda come è bella questa lente", si scade nel cliché e nella banalità. Peggio se poi scadi nel meccanismo social dell'acchiappa-like, cioè nella ricerca del compiacimento altrui. Oltre questo, dietro una fotografia o un progetto, prima pensati, poi realizzati e poi "pubblicati", dovrebbero esserci un'idea e un fine. Se il fine è quello della memoria o della testimonianza, come avviene per le foto di famiglia, la foto assume grande valore (soggettivo) nel tempo. Se sei un fotografo pubblicitario (o in generale commerciale), fare un bel lavoro significa soddisfare il cliente e aumentare le possibilità di ingaggi futuri. Se vai a Venezia, e fai le foto alle maschere, lo fai per documentare, perché qualcuno te l'ha commissionato? Lo fai per testare l'attrezzatura e divertirti? lo fai per esibire la tua bravura? Lo fai per pubblicarle sul tuo blog e sito professionale per farti pubblicità? Una foto in Islanda dell'aurora boreale o di un altro sito ultrafotografato, perché la fai? O quella di un finto santone a Varanasi? E dove le pubblichi, e per quale motivo? Scusate se faccio un discorso un po' contorto e forse snob. A mio avviso è nella progettualità, nell'idea e nel fine di una foto, che dobbiamo cercare il motivo per cui la stessa, seppur tecnicamente perfetta, risulta banale e scontata. |
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inviato il 11 Marzo 2019 ore 1:20
Se vogliamo fare un'analogia con la musica, il 99% degli altri fotografi, li vedo come musica pop, o musica commerciale, o anche la classica se vogliamo. Ma io mi sento lo "sfera ebbasta" della musica. Mando aff****** tutti gli schemi della fotografia e della postproduzione classica, seguendo ciò che mi dà vita. So che molto probabilmente non andrò mai da nessuna parte con le foto che faccio, e un po' mi dispiace. Ma il mio istinto è quello di pompare i colori e la post a modo mio, a volte davvero tanto. Tanto che molte volte la fotografia assume tutt'altra connotazione rispetto al negativo. Almeno se raggiungerò un dunque nella vita, lo avrò fatto seguendo me. E non seguendo il dictat delle fotografie "acchiappalike". Siamo bravi tutti a tirar fuori del pathos da una fotografia in bianco e nero, o con la post alla "De Cicco", con pose già viste e riviste talmente commerciali che Britney Spears levati. A me importa avere un mio stile, e mi importa che tra 1000 fotografie, anche una sola persona dica "ah, questa è di Altair, si vede, c'è la sua mano anche senza firma". Questo è ciò che voglio. :) |
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