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Perdonatemi, ancora su McCurry


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user170782
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inviato il 31 Gennaio 2019 ore 14:40    

A cosa ti riferisci? Per quanto mi riguarda non stavo discutendo di foto in posa. Oltretutto se fossero state in posa forse non sarebbe stato necessario cancellare persone e cose a colpi di timbro clone, lasciando però intendere di non farlo.


Ma infatti evidentemente non tutte sono posate, oppure ci sono poi dei ripensamenti in fase di post produzione. Dico che la polemica senza senso riguarda la costruzione delle immagini, funziona così da sempre se non in casi particolarissimi in cui le foto alla fine finiscono anche per essere "slightly out of focus".

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2019 ore 14:55    

Visto che il thread è ancora in discussione, aggiungo una serie di riflessioni, che mi sembrano interessanti, della fotografa, insegnante ecc.. Sara Munari che, come il sottoscritto, non ama particolarmente le sue fotografie, il genere, ma gli riconosce dei grandi meriti e autorevolezza.

Ora Steve mc curry si definisce "narratore visuale" e di se oggi dice:
“Ho sempre lasciato che fossero le mie immagini a parlare, ma ora capisco che la gente vuole che dica in che categoria mi ritrovo. Oggi direi che sono un narratore visuale”

E ancora

“Gli anni in cui documentavo i conflitti sono lontani e sono sempre stato un freelance, ad eccezione per un breve lasso di tempo in cui ho lavorato per un giornale locale della Pennsylvania. Alcuni dei miei lavori sono sconfinati nel mondo della fine art e ora sono esposti in collezioni e musei. È praticamente impossibile darmi una classificazione precisa, ma è anche dovuto al fatto che la mia carriera si estende su un lasso di 40 anni e si è evoluta così come i mezzi espressivi sono cambiati“.

Di seguito il link:
saramunari.blog/2017/04/26/imparare-da-steve-mccurry-altro-che-balle/

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2019 ore 15:47    

Non sono un fan della Munari ma devo riconoscere che il suo discorso mi pare decisamente equilibrato.

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2019 ore 15:49    

Visto che il thread è ancora in discussione, aggiungo una serie di riflessioni, che mi sembrano interessanti, della fotografa, insegnante ecc.. Sara Munari che, come il sottoscritto, non ama particolarmente le sue fotografie, il genere, ma gli riconosce dei grandi meriti e autorevolezza.


Credo che nessuno possa non riconoscergli grandi meriti e autorevolezza. Io ho almeno un paio di suoi libri e sono stato a varie sue mostre, cionondimeno trovo sia sgradevole e criticabile, al di là della vicenda controversa, negare il ricorso a certe elaborazioni delle immagini quando invece se ne fa uso, e al riguardo mi pongo qualche domanda invece di ritenere che tutto sia lecito a prescindere dal contesto.

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2019 ore 16:43    

al riguardo mi pongo qualche domanda invece di ritenere che tutto sia lecito a prescindere dal contesto.

Porsi delle domande credo sia sempre giusto, stabilire cosa sia lecito mi pare un pò complicato.

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2019 ore 17:02    

A mio avviso la figura professionale e "artistica" di McCurry andrebbe alquanto ridimensionata.
E se devo dirla tutta è la fotografia professionale in generale che sarebbe da sottoporre a un severo riesame.
Oltretutto mi pare innegabile che le fin troppo numerose facilitazioni indotte dalla tecnologia digitale abbia portato a un appiattimento di valori, verso il basso purtroppo, che riguarda anche e soprattutto la fotografia professionale.

avatarsenior
inviato il 31 Gennaio 2019 ore 17:21    

A mio avviso la figura professionale e "artistica" di McCurry andrebbe alquanto ridimensionata.

Ridimensionata rispetto a cosa, a vantaggio di chi, per quali motivi

Oltretutto mi pare innegabile che le fin troppo numerose facilitazioni indotte dalla tecnologia digitale abbia portato a un appiattimento di valori, verso il basso purtroppo, che riguarda anche e soprattutto la fotografia professionale.

Io penso che il valore di una fotografia dipenda essenzialmente dalla forza del soggetto presente, dalla composizione e dalla sapienza di dominare e utilizzare la luce.
Un lavoro fotografico prende corpo molto dalla sua coerenza.
Mi sembra che questi valori erano tali nel periodo analogico come allo stesso modo nell'attuale mondo digitale

avatarsenior
inviato il 01 Febbraio 2019 ore 11:44    

E' lui è lui, te lo confermo.
Il costo del biglietto invece è di 12 euro.

avatarsenior
inviato il 01 Febbraio 2019 ore 11:47    

Palazzo GIL ... in splendido stile ventennio tralaltro visto che GIL sta per Gioventù Italiana del Littorio.

avatarsenior
inviato il 01 Febbraio 2019 ore 12:29    

Gaga ... va ridimensionato perché, come sai, McCurry non è un unicum ma è solo uno dei numerosi fotografi della National Geographic Society ... e neppure il migliore visto che a mio modesto avviso Lanting e Brandenburg, e non solo loro devo dire, gli sono decisamente superiori.

Per le facilitazioni invece non ho capito ... c'è ancora da discuterne?
Ovviamente un ciuco chimico è e resta un ciuccio pure col digitale, questo è pacifico, ma non venirmi a dire che non abbia comunque il lavoro facilitato perché lo sai meglio di me che non è così!

avatarsenior
inviato il 01 Febbraio 2019 ore 14:02    

Se il digitale ha portato delle facilitazioni non le ha portate solo a McCurry, le ha portate a tutti.

avatarsenior
inviato il 01 Febbraio 2019 ore 14:05    

@Paolo
Gaga ... va ridimensionato perché, come sai, McCurry non è un unicum ma è solo uno dei numerosi fotografi della National Geographic Society ... e neppure il migliore visto che a mio modesto avviso Lanting e Brandenburg, e non solo loro devo dire, gli sono decisamente superiori.
Paolo, non ho detto che Mc Curry è il migliore, oltretutto Lanting e Brandenburg fanno un genere diverso, oltretutto ho specificato che non è un mio riferimento, ma sostengo che la sua storia fotografica, il suo modo di comporre (anche togliendo e aggiungendo cose sulle sue fotografie), il suo modo di utilizzare i colori e i suoi soggetti hanno fatto "scuola", molto negli anni passati, a molti fotografi o aspiranti tali e anche la sua capacità di diventare popolare, fanno di mc curry un fotografo con delle indubbie elevate capacità che sicuramente rimarrà nella storia della fotografia mondiale. Piaccia o non piaccia.

Per le facilitazioni invece non ho capito ... c'è ancora da discuterne?
Ovviamente un ciuco chimico è e resta un ciuccio pure col digitale, questo è pacifico, ma non venirmi a dire che non abbia comunque il lavoro facilitato perché lo sai meglio di me che non è così!
Ho un'età che mi ha permesso anche di praticare l'analogico e inzupparmi le dita nel fissaggio. Bene! All'epoca chi produceva immagini di un qualche interesse era chi presentava soggetti che destavano perlomeno un minimo di curiosità e al contempo sapeva comporre il suo soggetto all'interno del frame e utilizzare sapientemente la luce. Che sapesse maneggiare una fotocamera e sapesse fare post produzione (se la faceva lui) in camera oscura era il minimo indispensabile ma non sufficiente per produrre immagini degne di attenzione. Oggi è uguale. è la capacità di utilizzare strumenti creativi (soggetto, composizione, luce) che permette di produrre immagini interessanti. Non centra nulla il mezzo tecnico, analogico o digitale. Che poi oggi, a causa delle nuove tecnologie, sia possibile produrre e vedere una valanga di fotografie in più e che questa valanga sia di scarso/nullo livello espressivo, questa è tutta un altra faccenda. Tieni conto che, oggi come ieri, la maggior parte delle persone fotografa solo per istinto documentativo, di se e di quello che lo circonda e queste fotografie oggi la tecnologia le distribuisce in giro per il pianeta mentre ieri rimanevano nel cassetto di chi le faceva, e non si vedevano

avatarsenior
inviato il 01 Febbraio 2019 ore 16:54    

Gaga non svicolare dai: non dirmi che la virtuale assenza di grana non sia un vantaggio; non dirmi che l'eliminazione del difetto di reciprocità non sia un vantaggio; o la possibilità di adoperare tutte le sensibilità possibili e immaginabili; la possibilità di scegliere al momento (o a posteriori) se operare a colori o in B&W; o la possibilità di ricomporre, con i crop, così come tante altre cosucce che sono impossibili in diapositiva e piuttosto limitati con i negativi.

Per non parlare poi dei costi: laddove un fotogramma di Velvia ormai costa mediamente 0,70 euro.

Poi, torno a ripetere, non è che col digitale un ciuco diventa un Nobel per la fisica eh ...

avatarsenior
inviato il 01 Febbraio 2019 ore 19:18    

Paolo, penso che tu confonda la facilità tecnica, indubbiamente più facile con il digitale che con l'analogico, con la creatività che, come ho cercato di argomentare sopra, è largamente indipendente dalla tecnica. Parli di grana, noi tutti oramai facciamo fotografie con assenza o quasi di grana grazie all' evoluzioni delle apparecchiature ma la stragrande maggioranza di queste fotografie non hanno comunque nessun valore creativo e/o comunicativo. Anche solo un panorama ad esempio, puoi post produrre con i colori che vuoi, assenza di grana ecc. Ma se questa fotografia non ha un soggetto, una composizione ecc di qualche interesse hai solo una fotografia ben riuscita tecnicamente come ne vedi a centinaia si google. Inutile quindi come immagine anche se tecnicamente perfetta

avatarsenior
inviato il 01 Febbraio 2019 ore 21:48    

"Parli di grana, noi tutti oramai facciamo fotografie con assenza o quasi di grana"...Non è proprio così. A me piace molto l'analogico ma sono un'incape per questo cerco sempre di ottenere un risultato simile in PS. idem per il b.w. Aggiungere la grana è l'ultimo dei problemi.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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