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inviato il 28 Gennaio 2019 ore 20:46
La realta' non puo' esistere in una foto che ferma solo un attimo , la finzione ci circonda , quello che vedi in uno studio TV ad esempio non e' quello che vedresti sul posto togliendo i sistemi di illuminazione, una donna truccata da un makeup artist stenti a riconoscerla se la incroci per strada, ci sono innumerevoli altri esempi. Fotografate ,e fate quello che volete, le cose fatte bene si vedono......poi va beh son discorsi fatti e rifatti .... |
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inviato il 28 Gennaio 2019 ore 20:48
Ho partecipato a questo tema diverse volte. Ora mi limitero' a segnalare che tutta la questione nasce da un equivoco (la fotografia mostra la realta') risolto ormai diversi decenni fa. |
user111807
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inviato il 28 Gennaio 2019 ore 23:36
Una fotografia è una riproduzione di quello che noi chiamiamo " mondo reale " quindi di per sé non è reale é una copia una nuova realtà? ... |
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inviato il 28 Gennaio 2019 ore 23:55
"La postproduzione può servire a volte a superare semplicemente i limiti del mezzo (in alcune circostanze) per riprodurre la realtà al meglio. Oltre o è arte (rarissima) o è un disastro (all' ordine del giorno). O è divertimento. Io ho una galleria intitolata "Cose strane". Non è fotografia, è divertimento. Sfizi." "Fotografia DEVE essere reale, e per essere reale NIENTE pp, altrimenti è sacrilegio. " Sembra di leggere la storia dell'arte...poi è arrivato l'impressionismo e da lì tutto pian piano tutto è cambiato. Chi direbbe oggi che Picasso o Dalì non sono degli artisti perché non raffiguravano la realtà come appare ai nostri occhi? Lo stesso vale per la fotografia. La fotografie e la rappresentazione della realtà sono due concetti ben distinti. Se non siete dello stesso parere andate a studiarvi Man Ray o il famoso tuffo di Klein Yves. |
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inviato il 29 Gennaio 2019 ore 0:17
Un altro modo interessante di affrontare il tema è dal punto di vista semantico. Se analizziamo il termine fotografia, deriva dal greco, composto da phôs ossia "luce ", e graphè cioè "disegno/scrittura"; ossia scrivere con la luce. Ne possiamo dedurre che se la luce è artefatta ad esempio tramite flash e gelatine il risultato che otteniamo sarà sicuramente alterato rispetta alla percezione comune che abbiamo dell'oggetto in situazione di luce naturale (quella che erroneamente in molti commenti viene definita la REALTÀ ...ma anche qui si aprirebbe una discussione infinita)... tuttavia lo scatto fatto con dette modalità, non può NON definirsi fotografia essento per l'appunto una "scrittura fatta tramite registrazione della luce su un sensore". Ne deriva che valga altrettanto per qualunque rielaborazione si voglia in post produzione. |
user171441
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inviato il 29 Gennaio 2019 ore 0:49
In realtà....non esiste la realtà, siamo tutti dentro Matrix. |
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inviato il 29 Gennaio 2019 ore 0:54
Pillola rossa o pillola blu? |
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inviato il 29 Gennaio 2019 ore 8:52
@Mattiastefano, la frase mia l'hai decontestualizzata e collocata in modo errato. Non fare come i giornalisti di oggi questa è la frase intera e vedrai che del tutto aderente alla tua visione della cosa. “ Fotografia DEVE essere reale, e per essere reale NIENTE pp, altrimenti è sacrilegio. Deve, non deve, che termini brutti, vecchi, anacronistici, limitanti, dogmatici. Io se avessi dovuto vivere la fotografia con "deve" "non deve" "si fa" "non si fa" avrei buttato tutto via il secondo giorno. la fotografia è libertà espressiva, consapevole, ma piena e incondizionata libertà espressiva. La fotografia è una ricerca di ciò che si vuole. E tutto è lecito. „ però ripeto tralasciando il discroso "artistico" rimane il fatto che riprodurre la realtà non è possibile, neanche descriverla, neanche riportarla, neanche disegnarla, perchè la realtà fiisica, fatta di materia attraversa i nostri filtri i nostri sensi. Se prendessi una sostanza allucinogena,la nostra realtà di quel momento vissuta come vera e reale non sarebbe la vostra. Una qualsiasi forma patologica che non permete il completo sviluppo di uno dei sensi rende la percezione della realtà ben diversa da chi oinvece ha tutti e cinque i sensi correttamente sviluppati. E' una guerra contro i mulini a vento. Poi se come detto sosituisco il cielo da mezzogiorno lo trasformo in tramonto quello non ha nulla di "filosofico" è solo un agire sui tasti di un software. Quindi se il tema, come mi sembra di aver capito è questo, la realtà è soddisfatta quando io lavoro una foto coerentemente con quelli che sono le condizioni di luce e di stato del momento in cui ho scattato. E' l'ennesima deifnizione che, permettimi Ulisse, non serve a niente della fotografia, l'ennesima regola, l'ennesimo punto etico, l'ennesimo tentativo di dover necessariamente porre dei paletti che a mio avviso non ne vedo l'utilità. Non ne vedo l'utilità per un semplice motivo, se scatti a mezzogiorno di orologio, (perchè in norvegia magari le condizioni di luce a mezzogionro solo le stesse che abbiamo qui al tramonto), le luci saranno da mezzogionro, quindi se traformi il tutto in un tramonto con luci da mezzogiorno chi vuoi fregare? quei rimbambiti di facebook, quei cerebrolesi di instagram, vabbè estica22i (inteso alla romana cioè chissenefreaga) tanto son quattro rincoglio.niti. Ciao LC |
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inviato il 29 Gennaio 2019 ore 8:58
buongiorno e salute a tutti la realta' e come la donna che esce da casa senza trucco, la finzione e' la donna che esce da casa truccata e se e' truccata bene.... |
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inviato il 29 Gennaio 2019 ore 9:03
“ la realta' e come la donna che esce da casa senza trucco, la finzione e' la donna che esce da casa truccata e se e' truccata bene „ , non direi proprio. quella è una dei tanti parallelismi inerenti la post produzione, ma non della realtà. tocchi il viso di una donna struccata la mattina, tanto quanto qeullo di una donna truccata? sono reali tutti e due. Ciao LC |
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inviato il 29 Gennaio 2019 ore 17:04
“ Il fatto che si elogi spesso la fotografia per essere veritiera, rivela un falso. Un decennio dopo che, intorno al 1845, Fox Talbot aveva incominciato a sostituire il dagherrotipo, un fotografo tedesco inventò la prima tecnica per ritoccare il negativo. Le sue due versioni di uno stesso ritratto, l'una ritoccata e l'altra no, stupirono la folla accorsa nell'Exposition Universelle de Paris nel 1855. L'annuncio che la macchina fotografica poteva “mentire” rese ancora più popolare il mezzo fotografico. Le conseguenze di questa “menzogna” furono molto importanti per la fotografia. Se un quadro falso (cioè un quadro con una attribuzione sbagliata), falsifica la storia dell'arte, una fotografia “falsa” (ovvero una fotografia ritoccata o ancora accompagnata da una falsa didascalia) falsifica la realtà . „ – Giuseppe Santagata, La “menzogna” della fotografia – |
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inviato il 30 Gennaio 2019 ore 22:01
Ma la fotografia è già interpretazione della realtà. È la realtà filtrata dal nostro "io". La postproduzione troppo spinta semmai altera un'interpretazione già acquisita. |
user146073
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inviato il 30 Gennaio 2019 ore 22:18
La foto è un ricordo. La foto è un racconto breve. La foto è un testimone muto. La foto è un desiderio di comunicazione con gli altri. La foto è ..... -. Aggiungete voi quel che volete. La foto non può essere la realtà. |
user92328
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inviato il 30 Gennaio 2019 ore 22:40
“ La postproduzione può servire a volte a superare semplicemente i limiti del mezzo (in alcune circostanze) per riprodurre la realtà al meglio. „ si spesso è cosi..... Fondamentalmente la PP serve a migliorare la foto secondo il nostro gusto..... |
user15476
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inviato il 30 Gennaio 2019 ore 22:43
Una volta era l'emozione di vedere l'immagine a poco a poco apparire nella bacinella dello sviluppo; oggi è la post. |
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