|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 10:59
Quindi, a che punto siamo ? |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 11:21
Provo a fare un mini riassunto sperando di non scrivere troppe fregnacce 1) Il digitale ha cambiato molte cose, se certi pilastri fotografici sono invariati,ma l'approccio è molto diverso fare raffronti spesso ha poco senso non c'è una perfetta corrispondenza tra nuove procedure di sviluppo dell'immagine e quello che era fatto in precedenza 2) L'etica non è cambiata, c'era prima c'è anche ora, certi concorsi hanno solo adattato le regole al digitale 3)Ai dati digitali salvati dalla camera va applicato un processo che renda l'immagine fruibile, questo processo può essere fatto a posteriori con un software o in macchina, tutti i dati digitali lo subiscono per essere visibili, cosa è accettabile e cosa no dipende dal fine ultimo dello scatto e dalle scelte del fotografo/fruitore Quindi Post si o post no è una domanda erronea, la domanda è: per lo scopo ultimo delle mie foto eticamente o concettualmente cosa posso fare per non tradire il mio fine? Tutto il resto è contorno e la sensibilità di ognuno la vede diversamente, alcuni pensano che la post serva a dare l'effetto wow e si scagliano contro questo, ma non è così e l'esempio della foto di Wall che ho postato nè è la dimostrazione, altri hanno un approccio tipo: e ma così è facile io mi sbatto molto di più e sono più fico. Dipende sempre dal fine, è come la discussione sulle foto naturalistiche vale di più se ho fotografato un animale in ambiente controllato perfettamente ripreso o magari fatto una foto imperfetta ma in natura, anche li dipende dallo scopo. Tempo fa ho fatto questo scatto che è stato pubblicato su una rivista a doppia pagina: www.juzaphoto.com/galleria.php?l=it&t=464828 è uno scatto fatto in una particolare domenica all'oasi di sant'alessio, la foto ha poca valenza essendo in un oasi? mah per me no, nel senso che io volevo solo fare un bello scatto, ho pensato a passare un pomeriggio di stacco da tutto e giocavo con prove legate all'estetica della foto. Alcuni mi diranno che la foto vale zero perchè la ripresa non è costata appostamento e fatica, non ho documentato realmente la natura. Il discorso della post la vedo così, dipende molto dallo scopo della foto e da paletti che ci si impone per essere coerenti col fine |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 11:27
@Matteo Io ero interessato alla parte in cui dice "fino alla realizzazione dell'opera compiuta": se qualcuno riesce a considerare un file RAW come opera compiuta... La fotografia è quindi un raster? Cosa esponi? Un cluster di un hard-disk? E il perché questa definizione sia legata all'ambito cinematografico è perché la fotografia digitale è relativamente giovane ed era, da molto e per più tempo, in uso il termine sviluppo, dalla Treccani: "nella tecnica fotografica, l'operazione mediante la quale si rende visibile l'immagine latente contenuta in un'emulsione sensibile, dopo che il materiale fotografico è stato impressionato dalla luce: consiste essenzialmente in una reazione chimica che, tramite un processo di riduzione, trasforma in argento metallico l'intero granulo di alogenuro di argento, amplificando così enormemente l'azione della luce che aveva innescato il processo solo per poche molecole" però vedi che si riferisce solo alla pellicola? Ora, siccome anche il digitale deve passare per un processo simile, è solo una questione di parole: si può continuare a parlare di sviluppo, di PP, lo possiamo chiamare anche Pippo, per quanto mi riguarda, ma è un processo da fare. Altrimenti si ritorna all'inizio: che ci fai con questa sequenza di stati di magnetizzazione del disco? Cioè, dobbiamo ancora discutere di queste ovvietà, perché sono dati di fatto, che ogni tanto vengono ritirati fuori perché qualche compratore di reflex digitale non sa quel che compra e dobbiamo lasciar da parte i discorsi seri, sempre ammesso che io ne sia capace, magari sull'etica della PP, sul perché la PP sembra variare, almeno in alcuni ambiti e così via... Io mi trovo d'accordo con quel che dice Mtdbo. @Jacopo Non ti ho risposto in quell'altro 3d, ma a me sembra parecchio inutile quel che proponi: bisognerebbe anche conoscere il set in cui si è scattato; usando due diversi obbiettivi, i colori cambiano, per esempio, così come se metto un modificatore al flash... Insomma: per capire come lavora una macchina, dovresti, per ogni foto, scrivere come si è realizzata: troppe variabili in gioco. @Angor Non avrei nessunissimo problema, in una discussione faccia a faccia, a definire ignoranti le persone: probabilmente riuscirei anche a lanciare qualche libro addosso, così magari entra qualcosa; l'ho già fatto. Da quello che esprimi, sì: sembri essere ignorante sulle immagini digitali; quindi, delle due l'una: o sei ignorante o fingi di esserlo. Decidi. Io ho letto i tuoi messaggi e sono abbastanza confusionari; probabilmente perché sei anche tu in quel circolo vizioso della purezza del JPG in camera, beandovi della vostra avulsione dalla realtà. Deciditi quale die tuoi messaggi devo prendere per vero per rispondere alla mia domanda sul pennello clone; rilancio: Zeiss, mi sembra, ha messo in commercio una fotocamera con Lightroom on-board, quindi? Corto circuito? |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 11:55
Ecco, se Zeiss ha messo in commercio una fotocamera con Lr incorporato, questo tipo di discussioni si complica ulteriormente perché a quel punto, considerando semplice "produzione" quello che esce dalla macchina, anche l'applicazione dei preset di Lr, magari preconfezionati dal fotografo e non dai tecnici Adobe, scavalcherà di fatto la barricata. Insomma, credo che il vero nocciolo della questione lo abbia chiarito Matteo circa il fatto che il workflow scelto (post o preset) abbia sempre senso e sia "quello giusto" quando funzionale alla nostra idea iniziale |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 12:04
...sbaglio o ci siamo persi un post di Matteo x strada ? Sempre x Matteo: mi puoi spiegare meglio qui: " per lo scopo ultimo delle mie foto eticamente o concettualmente cosa posso fare per non tradire il mio fine? ". Grazie. |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 12:12
@Daniele Mah, non complica nulla, per coloro che guardano alla realtà dei fatti; manda in cortocircuito quelli che devono proclamarsi puri e quindi superiori e che perciò devono inventarsi dei limiti, costruiti proprio sulla loro personale esperienza per far sì che essi risaltino. “ Insomma, credo che il vero nocciolo della questione lo abbia chiarito Matteo circa il fatto che il workflow scelto (post o preset) abbia sempre senso e sia "quello giusto" quando funzionale alla nostra idea iniziale „ Che era quello che era già stato detto nei precedenti 3d; allora, siamo d'accordo che sono inutili discussioni di questo tipo ogni volta che qualcuno che compra una reflex digitale senza sapere cosa compra e vuole dirsi più puro degli altri? Più meglio?  |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 12:16
@Jack_96 : io sarò ignorante in materia di digitale (anche se ne dubito, visto il mio background sia tecnico, sia professionale ma che ovviamente non sto a sbandierare, mi è sufficiente per essere abbastanza sicuro di quel che dico), ma ritengo più probabile che semplicemente tu non abbia capito molto di cosa ho scritto...pazienza, tutto sommato non mi interessa nemmeno più di tanto. resta il fatto che, dopo aver fatto la solita sbragata del "voi poveri ignoranti che scrivete fuffa noiosa per il 3o topic consecutivo", sei qui anche tu a proporre e insistere con la tua personalissima visione...con l'unica differenza che mentre noi continuamo a metteri, ogni tanto, un "secondo me", tu continui arrogantemente a imporre la tua come unica possibile interpretazione. Ragione per la quale ritengo del tutto inutile risponderti. @Matteo “ 3)Ai dati digitali salvati dalla camera va applicato un processo che renda l'immagine fruibile, questo processo può essere fatto a posteriori con un software o in macchina, tutti i dati digitali lo subiscono per essere visibili, cosa è accettabile e cosa no dipende dal fine ultimo dello scatto e dalle scelte del fotografo/fruitore „ su questo credo siamo tutti d'accordo. Lascerei solo da parte, almeno per il momento, l'ultima parte ossia quella della liceità della PP. Perchè? per il semplice fatto che non abbiamo ancora stabilito cosa sia PP. Ovvero, potrebbe essere tutto quello che è fatto per andare dal raster all'opera finale (avvicinandosi alla definizione cinematografica di PP), oppure potrebbe partire dall'immagine visibile fino all'opera finale. in pratica: versione 1: raster->immagine->opera finale versione 2: immagine->opera finale La differenza è che nel caso 2 non entrano nel concetto di PP tutti quei passaggi per ottenere l'immagine, rendendo pertanto la PP NON indispensabile nella fotografia digitale nel momento in cui definisco che per me l'opera finale coincide con l'immagine, quale che sia. Nel caso 1, invece, la PP diviene parte fondamentale della fotografia digitale perchè serve anche per creare l'immagine. Secondo me la PP è la v2 perchè la postproduzione è appunto posteriore alla produzione, e l'oggetto della produzione non può che essere l'immagine, non il raster. I picture style delle macchine, così come qualsiasi altro filtro o elaborazione in macchina, non la considero PP perchè viene stabilita PRIMA della scrittura dell'immagine. Le stesse operazioni fatte DOPO la scrittura dell'immagine invece le considero PP. Secondo me, in questo modo si riesce anche a giustificare una "valorizzazione" dello scatto senza PP (versione 2), perchè riconosce la capacità del fotografo di anticipare il risultato di un certo procedimento prima di applicarlo. Ad esempio, creare un picture style studiandolo per un tramonto, quindi scattare e ottenere una foto perfetta senza PP è diverso che non scattare in RAW e quindi applicare, in PP, varie correzioni fino ad ottenere l'immagine cercata. Certo il risultato può essere lo stesso, però oggettivamente nel primo caso entrano in gioco le abilità di prefigurare l'effetto di certe scelte. |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 12:26
“ oggettivamente nel primo caso entrano in gioco le abilità di prefigurare l'effetto di certe scelte „ Come temevo, si finisce nella "giocoleria" (senza offesa). Cioè la tendenza a considerare chi non fa PP più abile di chi la fa. Questo è un errore concettuale perché esclude che chi usa il PC abbia fatto delle scelte in esposizione dettate da ciò che farà poi. |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 12:28
Jacopo Provo a farti un'esempio che spero sia chioaro: Giovanni Troilo fa un progetto dal titolo La Ville Noir – The Dark Heart of Europe, è un progetto che mostra il degrado sociale di Charleroi, il progetto è diventato famoso perchè escluso World Press Photo, la polemica nasce dal fatto che alcune foto sono posate anche se ricostruzione di situazioni che reali, il mondo del fotogiornalismo si è schierato contro questo lavoro. Il lavoro raccontava bene quello che l'autore si era prefisso, tra l'altro Troilo non ha omesso il fatto che parte delle foto sono posate, il lavoro è indubbiamente uno storytelling. La giuria prima ha ammesso e poi escluso il progetto per questione di paletti decisi per l'immagine del concorso. Quindi quale è il mio scopo ultimo? se partecipare al World Press Photo devo seguire delle linee guida, il lavoro Troilo non è "falso", ma non rispettava certi paletti decisi a posteriori tra l'altro. Se prendo portraits di thomas ruff anche li una post sarebbe stata insensata, non partecipava a nessun concorso, ma avrebbe tradito la sua idea. Se prendo un'immagine di Jan Saudek non posso pensare che i colori possano essere verosimili per come sono prodotte, ma nessuno si aspetta che lo siano, come non mi aspetto qualcosa di naturale da La Chapelle se prendo il libro Hotel LaChapelle. “ Ad esempio, creare un picture style studiandolo per un tramonto, quindi scattare e ottenere una foto perfetta senza PP è diverso che non scattare in RAW e quindi applicare, in PP, varie correzioni fino ad ottenere l'immagine cercata. Certo il risultato può essere lo stesso, però oggettivamente nel primo caso entrano in gioco le abilità di prefigurare l'effetto di certe scelte. „ trovo molto opinabile questa frase e sinceramente l'affermazione finale la trovo proprio errata |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 12:41
“ io sarò ignorante in materia di digitale (anche se ne dubito, visto il mio background sia tecnico, sia professionale ma che ovviamente non sto a sbandierare, mi è sufficiente per essere abbastanza sicuro di quel che dico) „ Mi sarò confuso io con un altro che ha detto che il jpeg ha meno bit-depth  Ripeto: essere il più bravo fotografo del mondo non significa conoscere le immagini digitali. “ Secondo me, in questo modo si riesce anche a giustificare una "valorizzazione" dello scatto senza PP (versione 2), perchè riconosce la capacità del fotografo di anticipare il risultato di un certo procedimento prima di applicarlo. Ad esempio, creare un picture style studiandolo per un tramonto, quindi scattare e ottenere una foto perfetta senza PP è diverso che non scattare in RAW e quindi applicare, in PP, varie correzioni fino ad ottenere l'immagine cercata. Certo il risultato può essere lo stesso, però oggettivamente nel primo caso entrano in gioco le abilità di prefigurare l'effetto di certe scelte. „ Oh là! Finalmente l'hai ammesso e siamo riusciti a smascherarti! Eccola qui la purezza! La razza pura dei fotografi  Quindi ripeto: se clono una nuvola in Lightroom sono più bravo perché non faccio PP, mentre se la clono in PS sono meno bravo perché faccio PP? |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 12:41
... quindi, se ho capito bene, consideri il lavoro del tizio che ha costruito le industrie modellino nel video all'inizio tutta post, e se invece avesse fatto un raw e poi bilanciato le luci per il tramonto non post ? E' cosi' ? |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 12:55
@Matteo: non conosco nessuno dei fotografi che citi: mi documento eppoi ti dico... |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 14:34
Le fabbriche di La Chapelle non sono tutta post, ho visto anche le foto dal vero un paio di volte, la post è sicuramente presente e sono nel suo tipico stile pop, non per nulla frequentava la farm di Andy Warhol, ma molto è fatto con luci ecc.. Intendo che per il suo modo di lavorare e presentare foto usare della post per raggiungere l'obiettivo non è incoerente con la sua produzione |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 15:14
@Mtdbo “ Come temevo, si finisce nella "giocoleria" (senza offesa). Cioè la tendenza a considerare chi non fa PP più abile di chi la fa. Questo è un errore concettuale perché esclude che chi usa il PC abbia fatto delle scelte in esposizione dettate da ciò che farà poi. „ no, non era mia intenzione...peraltro, io scatto sempre e solo in raw (a parte con i telefoni, per ovvie ragioni), per cui non ho certo lo scopo di esaltare un tipo di abilità piuttosto che un altro. Però devi ammettere che è diverso il tipo di abilità richiesta per scegliere uno style prima di fare lo scatto, piuttosto che farlo dopo. Nota che dico diverso, non più facile. Perchè so benissimo che se scegliere prima richiede certe capacità di previsione, fare PP richiede almeno altrettante capacità perchè gli strumenti utilizzabili diventano molti di più, sono molto più complessi e padroneggiarli è tutt'altro che banale (non sono certo i due colpi di cursore come qualcuno sostiene di solito). Certo, se uno in PP si limita ad applicare un profilo standard, allora mi sento di valutare "più bravo" chi ha ottenuto lo stesso risultato ma "al volo". @Matteo all'incirca risponderei la stessa cosa, comunque preciso che parlo di diversità di approccio e abilità, non di superiorità e inferiorità. In ogni caso, che la PP inizia dopo la formazione dell'immagine, come sostengo io, oppure dopo lo scatto, su questo punto credo che dovresti fare un passo indietro: la post produzione deve essere per forza intesa sul risultato dello scatto, quale che sia, non anche sulla preparazione. A meno che di PP non tu voglia dare un significato molto (troppo IMHO) diverso, ossia tutto ciò che altera la federe rappresentazione di una realtà naturale. |
|
|
inviato il 21 Dicembre 2018 ore 15:17
e dove lo avrei scritto? semplicemente se metti aggiunte a nitidezza, cambi di tinta e bilanciamenti del bianco volutamente sballati per me stai lavorando gia sulla foto. Ma quello che non passa è che a me frega zero della definizione ufficiale di dove sia e termini la post, per me ci sono foto buone e foto del cacchio, foto che mi dicono qualcosa e foto noiose e inutili |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |