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inviato il 13 Dicembre 2018 ore 17:15
Se l'obiettivo e' essere pagati, il professionista accontenta il cliente adeguando alcuni parametri del suo stile al trend e ai mezzi di visualizzazione prevalenti nel mercato; se lo si fa per passione, si fa quello che si vuole. Alle volte il mestiere impone scelte non condivise ma necessarie per portare a casa la pagnotta.... |
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inviato il 13 Dicembre 2018 ore 17:22
“ cioè fatemi capire, prima ci facciamo tante pippe su quale sia l'obiettivo più nitido sul sensore super-risolvente, ci ammazziamo per esaltare la nitidezza in PP e poi dobbiamo immaginare e scattare foto che siano fruibili a bassa risoluzione, anche sullo smartphone? „ no solo imparare per cosa stai lavorando, una mostra in un museo, una pubblicazione on line, il tuo sito web? Jacopo ha parlato di una cosa che si sottovaluta, quale è il target di pubblico a cui è rivolta la foto? perchè devi sapere come le foto che produci vengono consumate e fare scelte perchè se mostri a un pubblico devi fare riferimento a quello, se il tuo stile, modo, metodo non si adattano, magari va cambiato luogo di pubblicazione se guardi 1x le foto più viste o comunque apprezzate hanno uno specifico stile, se vedi gli EP che sceglie Juza sono totalemte differenti |
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inviato il 13 Dicembre 2018 ore 17:31
Ci sono anche delle gnocche che si scattano (o si le fanno scattare) foto seminude e le postano, cosi' pure delle/dei "influencer" che pubblicizzano prodotti a caso......molte volte della fotografia "pura" non se ne sente l'odore e la bella foto prende 18 like mentre la foto del cane col cappottino 2388 !!! |
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inviato il 13 Dicembre 2018 ore 17:48
e questo succede anche qui su Juza, semplicemente è bassa cultura fotografica qui e invece dinamica social per instagram o fb dove a certi utenti non frega nulla della foto, del messaggio, ma è li solo per svago e che non sa riconoscere la foto super nitida con colori perfetti dalla porcata immonda o la foto sensata da quella che ha solo l'effetto wow |
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inviato il 13 Dicembre 2018 ore 21:52
"cioè fatemi capire, prima ci facciamo tante pippe su quale sia l'obiettivo più nitido sul sensore super-risolvente, ci ammazziamo per esaltare la nitidezza in PP e poi dobbiamo immaginare e scattare foto che siano fruibili a bassa risoluzione, anche sullo smartphone?"...se pubblichi su Instagram si. Vengo dal fumetto (non manga) e concordo con Japoco. I disegnatori inesperti fanno un errore molto comune che sarebbe l'arricchimento di dettagli rendendo le scene in fase di stampa o di visualizzazione in dimensioni ridotte incomprensibilii. Nella fotografia accade la stessa cosa. ? |
user90373
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inviato il 13 Dicembre 2018 ore 22:51
@ Matteo Groppi “ Jacopo ha parlato di una cosa che si sottovaluta, quale è il target di pubblico a cui è rivolta la foto? perchè devi sapere come le foto che produci vengono consumate e fare scelte perchè se mostri a un pubblico devi fare riferimento a quello, se il tuo stile, modo, metodo non si adattano, magari va cambiato luogo di pubblicazione „ Altrimenti? Cosa mai potrà succedere? |
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inviato il 13 Dicembre 2018 ore 23:13
Che fai una pubblicazione inutile affogata nel mare di immagini perdendo tempo |
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inviato il 13 Dicembre 2018 ore 23:24
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user90373
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inviato il 13 Dicembre 2018 ore 23:32
@ Jacopo Pasqualotto & Matteo Groppi “ Che fai una pubblicazione inutile affogata nel mare di immagini perdendo tempo „ Credevo peggio! |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 8:35
Poi c'è anche da dire che il problema è sentito in modo differente dal professionista e dal fotoamatore: il professionista impara ad adeguarsi perché già di base fotografa in "conto terzi", cioè in base alle esigenze del cliente e del target di utenza di riferimento, mentre il fotoamatore è possibile che nemmeno riesca a comprenderlo il problema, perché fotografando per passione personale, vede in sé stesso l'osservatore ideale e procede di conseguenza |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 8:55
Che il professionista scatti per conto terzi è solo parzialmente vero, così come è solo parzialmente vero che l'amatore lo faccia per se... Da amatore, le foto che scatto "per me" sono dentro ai miei HD o alcune stampate nel mio formato preferito (10x15, non scherzo) e inserite in un album, e questo è un discorso, ma ci sono una parte di immagini che non scatto per me, che scatto perchè ho qualcosa da dire e trovo che quella sia la forma per farlo, lo dimostra il fatto che io quella foto la espongo, in un modo o nell'altro ad un pubblico. Una volta che pubblico qualcosa non vale più il discorso "scatto per piacere personale", o per lo meno a questo ci va aggiunta la dinamica del confronto con l'utenza. Per quello mi fanno incazzare le persone che pubblicano foto noiose dove cercano la nitidezza, la perfezione etc etc... perchè quelle erano foto che dovevano morire in un HD o venire stampate anche 3 metri per 2 e poi chiuse in un cassetto, perchè è come se con una splendida calligrafia io pubblicassi un libro così: "hb wiefo oddjo aod odo wedowuehfuhfeifbcnc omxx o ooj93" e poi mi aspettassi delle recensioni di pregio per la calligrafia meravigliosa che ho usato. |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 9:06
@Fpiegnae, concordo con quanto dici, tuttavia se non erro esiste una antica arte giapponese il cui fine ultimo e' proprio la bellezza della calligrafia. Io e te non giudichiamo la nitidizza come un parametro decisivo per farci piacere o meno una foto, magari altri trovano una foto ultranitida bella proprio per quel motivo ;-) |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 9:18
Ma anche rimanendo in Europa, l'"estetismo" alla Wilde in un modo o nell'altro esaltava la forma come prevalente rispetto al contenuto, ma questa è un'altra cosa, nel senso che se dietro l'esaltazione della perfezione tecnica in fotografia ci fosse lo stesso processo di ricerca e di pensiero che c'è nell'arte non avrei nulla da dire, anzi, di arte parlo ben volentieri, ma quello è un campo molto distante da quello di cui si parla qui dove molto spesso la nitidezza diventa il motivo per giustificare l'acquisto di giocattoli costosi. 2 settimane fa ero ad Amsterdam e al FOAM ho visto una meravigliosa temporanea dove 2 ricercatori con la passione per la fotografia hanno riprodotto in maniera "iper-realistica" un tronco d'albero fondendo migliaia di foto dello stesso e alla fine si riconoscevano i singoli lobi delle singole foglie dei licheni che lo ricoprivano, una cosa incredibile, sembravano dei render su autoCad. Quella era nitidezza estrema. Ma loro si sono interrogati sul significato di questa nitidezza, su come la ricerca del realismo assoluto portasse a distaccarsi dalla realtà perchè si va oltre quello che l'uomo può percepire e bla bla bla, altri mille discorsi interessantissimi. Questo per dire che il mio problema non è la tecnica in se, lo diventa quando non è sostenuta dal pensiero artistico/critico. |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 9:18
anche nel caso di pubblicazione delle foto, anche se spesso è semplicemente un renderle pubbliche, diverso da pubblicare, non è per forza necessario chiedersi quali siano i gusti di chi le potrebbe vedere. Forse questo obbligo "etico" può esserci se per la visione delle foto lo spettatore paga un biglietto, ma nel caso di pubblicazione sui social, se non piacciono nessuno obbliga a guardarle, per fortuna. Inoltre, come dice anche Enzillo, esistono molti modi diversi di apprezzare una foto, nessuno dei quali è più degno di altri. |
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inviato il 14 Dicembre 2018 ore 9:24
Se pubblichi qualcosa però entri in una dinamica di interazione con l'altro. Non ci si può sottrarre, poi uno se ne può fregare, e va benissimo, ma non si può negare. Il punto è che se non mi interessa dell'opinione e del confronto (diretto o indiretto, attivo o passivo) con le persone a cui espongo il mio lavoro non ha nessun senso che io lo esponga. Gli utenti che non hanno foto su Juza non lo fanno perchè sono incapaci (io si), ma perchè forse non hanno interesse ad esporsi conoscendo il pubblico del forum e semplicemente lo frequentano per altri motivi |
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