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La fotografia può rovinare un posto?


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avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2018 ore 17:14    

a me sembra che ultimamente parecchi si arroghino il compito di indicare come unica soluzione la "loro" soluzione .



non stiamo parlando di soluzioni (non esistono soluzioni da forum) stiamo parlando dell'approccio personale al problema ( reale) della eccessiva pressione sui luoghi di moda.


E' chiaro… se c'e' domanda, prima o poi verra l'offerta. Gli esempi sono molteplici, dalle grandi navi in Laguna alle spiagge sudamericane.


Non c'e' nulla di male nell'intrupparsi a venezia… ci vai e gia sai che camminerai in fila per sei ore.

Sbagliato pero' pensare di risolvere "politicamente" la questione o peggio, lamentarsi.


Se vai al cinema non lamentarti del fatto che siete in 500 a vedere il film.



avatarsupporter
inviato il 28 Ottobre 2018 ore 18:08    

Il lamentarsi di Peda , che ben comprendo , in realtà mi sembra di capire che è più un dispiacere nel trovare certe situazioni che una sfida a quello che (e qui mi pare concordiamo ) è il grande problema dell'eccessiva pressione turistica .
Faccio ferie estive degne di questo nome ormai da quasi quarant'anni , prima le nostre isole , poi la Spagna, la Francia , l'ex Jugoslavia , poi di nuovo l'Italia , da più di dieci anni abbiamo deciso di visitare le isole greche , una all'anno , per ora siamo arrivati a quota 12 , purtroppo per motivi di lavoro posso disporre solo dell'ultima di agosto e della prima di settembre , quindi per scelta abbiamo evitato come la peste luoghi come Mikonos e Santorini , ma devo dirti che nonostante queste precauzioni ogni anno la situazione mi sembra stia peggiorando , qualche anno fà in una recensione su trip advisor scrivevo :"comprendo che turismo significa lavoro , ma ritengo che un po' di buonsenso dovrebbe essere messo in campo nelle scelte di gestione di una località.Concludendo , resta un posto bellissimo ma a mio parere la favola è finita .", questa opinione penso che negli anni l'avrei potuto formulare per parecchie delle località che ho avuto il piacere di visitare .
Ora tu dici che è sbagliato pensare di risolvere "politicamente" la questione , credo che dovremmo intenderci su cosa intendi per "politicamente" , ma se per politica si intende anche la gestione della cosa pubblica temo che il "politicamente" sia l'unica soluzione , non sarà un'azione tout-court , dovra essere soft e tenere conto delle esigenze di tutti , ma credimi è assolutamente necessario venga intrapresa.
Scusa l'OT , ma mi sembrava doveroso intervenire .
un saluto
Silvano

avatarsenior
inviato il 28 Ottobre 2018 ore 18:23    

Guarda.. la salvaguardia dei luoghi e' una priorita' di certo.

Ma, come ho gia' detto, luoghi incantevoli e deserti esistono ancora a bizzeffe.Bisogna solo cercarli ed uscire dal meccanismo del "ho solo tregiorni e DEVO vedere lo spettacolo" di stampo tipicamente giapponese.


Fino a che turisti spiaggeranno come lemmings tutti nello stesso luogo le cose potranno solo peggiorare.

avatarsenior
inviato il 29 Ottobre 2018 ore 10:02    

... tutta questa smania di fotografare ha reso questo posto invivibile, quasi barbaro, e penso che abbia anche snaturato l'essenza del luogo...


Concordo ma, senza polemica, anche tu hai partecipato a snaturarne l'essenza, lo facciamo tutti noi.
Provare a fotografare una zona di Venezia senza 2mila turisti in mezzo ai piedi è un'impresa ma siamo pure noi turisti in mezzo ai piedi e un problema per gli altri fotografi che in quel momento ci stanno odiando.

A dire il vero noi siamo pure peggio, ci aggiriamo per i luoghi con zaini ingombranti, pretendiamo di piazzare cavalletti, di stare a scegliere tempi e diaframmi, di cambiare l'ottica in mezzo alla ressa, ed impegniamo il luogo per molti più minuti di chi arriva, scatta con un aifon, dice -bello- e poi se ne va al macdonalds a farsi un frappé e a pubblicare i suoi scatti su instagram.

Qualche giorno fa ero in una bellissima faggetta ma ho dovuto lasciare molte foto perché nelle inquadrature c'erano sempre tizi con cavalletti intenti a fotografare muschi, insetti, funghi. E ci stavano per le mezz'ore intere, spostandosi di qualche metro ogni tanto. Li ho stra-odiati

uscire dal meccanismo del "ho solo tregiorni e DEVO vedere lo spettacolo"


Concordo. Oppure, semplicemente, accontentarsi di quel che si può fare

Se vai al cinema non lamentarti del fatto che siete in 500 a vedere il film.


Esatto

avatarsenior
inviato il 29 Ottobre 2018 ore 10:26    

I posti molto famosi non lo sono a caso, in media lo sono perché molto belli. Ad esempio Macchu Picchu merita vederlo anche senza avere dietro la macchina foto, al pari delle tre cime, Nordkapp, etc ...
Quindi non concordo con chi ha una idea "elitaria" del turismo e del viaggio che è vero solo se evita le destinazioni del "popolo bue". Spesso i posti sono famosi per un qualche reale motivo e meritano una visita.
Certo che poi si deve essere consapevoli di quanto si trova. Le Tre Cime nelle giornate di agosto sono un porcaio ×, il centro di Cortina non è il borgo montano con il vecchio pastore che si porta la capretta dietro, etc etc etc ...

user158139
avatar
inviato il 29 Ottobre 2018 ore 10:32    

Anni fa ero in un posto piuttosto fuori mano in India, stavo in un albergetto dignitoso, frequentato quasi esclusivamente da turisti locali. Una sera nel ristorante attacco bottone con una signora tedesca sulla settantina, l'unica altra occidentale presente.

Mi racconta di essere vedova da cinque anni e di aver scoperto contemporaneamente l'interesse per la fotografia. Era in India da quattro mesi e intendeva rimanerci altri due o tre, girando fuori dai circuiti turistici usuali e fotografando con calma. Il suo maggiore rammarico era che figli e nipoti erano troppo sedentari e abituati alle comodità per affrontare viaggi simili.

L'ho invidiata, pensando alle poche foto fatte in fretta la mattina e ai soli quindici giorni di vacanza che mi rimanevano.

Per fotografare ci vuole tempo, perché devi prima entrare in sintonia con il luogo e le persone. Anche io mi sto avvicinando alla street, che ti consente di guardare con più calma e apertura mentale quello che hai sotto gli occhi da anni.

avatarsenior
inviato il 29 Ottobre 2018 ore 11:31    

Il concetto del "viaggio" è profondamente cambiato negli ultimi decenni.
Dapprima sono apparse le guide come la Lonely Planet, utilissime per carità (le uso anch'io...), che hanno selezionato un certo numero di oggetti e luoghi da vedere per ogni paese. Poi ci sono quelli da vedere assolutamente, che alla fine sono l'oggetto di questa discussione.
Di pari passo le agenzie si sono messe ad offrire pacchetti contenenti ovviamente proprio quelle mete. Aggiungiamo la diminuzione paurosa del costo dei biglietti aerei, e la frittata è stata fatta.
Poi è arrivato il web con i "social". E' apparso un nuovo atteggiamento: il "raggiungimento compulsivo delle mete", come se fossero i Pokemon da catturare, e comunque da esporre come prede sui social nella forma di selfie o fotografie di altro genere.

Per fortuna, nella maggior parte dei casi, basta spostarsi di 2Km dalla meta principale, e come per magia:
CoolCoolCool NON C'E' PIU' NESSUNO! CoolCoolCool

Edit: condivido al 100% quanto dice Salt nei suoi interventi.

user158139
avatar
inviato il 29 Ottobre 2018 ore 12:21    

In alcuni contesti urbani basta spostarsi di cinquanta metri.

Il "raggiungimento compulsivo delle mete" esiste da decenni, solo che una volta era demandato ai tour operators e non veniva documentato sui social.

avatarsenior
inviato il 29 Ottobre 2018 ore 12:35    

Il "raggiungimento compulsivo delle mete" mi sembra sia ora diventata una specie di malattia: non si visita più un luogo per il piacere di vedere qualcosa di bello, ma solo per poter dire "ci sono stato", e soprattutto che tutto il mondo lo sappia .
Infatti nessuno gusta più il momento di presenza che è sempre più breve, e basta appena a per scattare qualche foto.
Gustare un luogo significa in qualche modo "viverlo", goderselo, rimanere lì un po', immaginarsi la vita nel passato, sentire la brezza, farsi entrare il paesaggio nell'anima (e non solo nel cellulare), se ci sono ancora scambiare qualche parola con i locali.

Un piccolo aneddoto:
al ritorno dal safari in Tanzania (eh sì, come tutti quanti Sorry), la nostra guida ci ha portati a vedere un mercato di bestiame Masai (non c'erano turisti). La guida ha contrattato con qualche allevatore, e alla fine ha caricato nel bagagliaio della Jeep una capretta (viva: ha belato per un'ora, poi si è stufata). Nel frattempo noi abbiamo fatto un giro fra i Masai e le capre. Ho scambiato qualche parola con un "anziano" mio coetaneo. Malgrado l'abissale differenza in tutti gli ambiti, si è subito instaurato una specie di feeling, come fosse stato un vecchio compagno di scuola. Incredibile! Mi è proprio rimasto impresso.
Mi ha raccontato dei suoi (se ricordo bene) 20 figli, io gli ho raccontato dei miei 2... Un vero scambio (parlava inglese). Che ricordo!

avatarsenior
inviato il 29 Ottobre 2018 ore 16:51    

Comunque per tornare al titolo del 3D, non è di certo la fotografia ad aver rovinato certi luoghi.

user65640
avatar
inviato il 29 Ottobre 2018 ore 17:51    

Qui da me, Crete senesi e Val d'orcia, i posti "normali" che oramai sono venuti a noia e che sono riservati ai comuni mortali nei week end sono sempre occupati da almeno un'ora prima.
Mi sono ritrovato a volte a vedere degli stormi di fotografi appostati.
Ho la fortuna di abitarci e quindi il problema non me lo pongo però ammetto che uno che passa di li (magari di proposito) e calcola l'arrivo sulla base dell'orario del tramonto un pò male ci resta.
Qui un piccolo esempio di una sera che avevo la cam nel casco acceso, ma qui fine settimana in certi periodi dell'anno, luce permettendo, c'è sempre una campionata di fotografi.
Tra l'altro nel caso specifico se qualcuno è stato "vispo" ha pure scattato qualche foto un pò insolita con uno stormo di moto in transito.
Che poi la foto bella è dai cipressini, mica dove sono questi, basterebbe aver voglia di fare 2 passi.







user158139
avatar
inviato il 29 Ottobre 2018 ore 17:58    

Un piccolo aneddoto:


Ne ho parecchi anche io di questi aneddoti, in diversi paesi del mondo. E anche io ne ho tratto soddisfazione e anche un pizzico di orgoglio per essere "andato oltre" l'esperienza del comune turista.

Poi però, se ci rifletti bene, si tratta di illusioni: ci illudiamo di aver comunicato con l'anziano masai, con il sacerdote jainista, con il capo della comunità india del Chapas, ma in effetti abbiamo solo scambiato quattro parole insignificanti.

avatarsenior
inviato il 29 Ottobre 2018 ore 18:07    

beh dipende…

se vivi o lavori in un luogo, prima o poi incontri le persone davvero.



spesso il turista e' l'antitesi del viaggiatore.



user158139
avatar
inviato il 29 Ottobre 2018 ore 18:50    

Quello che intendo dire è che anche il viaggiatore è uno straniero (nel senso di "stranger", cioè alieno, non parte della realtà che sta visitando), mentre si illude di aver instaurato un rapporto con i luoghi e le persone radicalmente diverso dal turista.

avatarjunior
inviato il 29 Ottobre 2018 ore 19:04    

"Poi però, se ci rifletti bene, si tratta di illusioni: ci illudiamo di aver comunicato con l'anziano masai, con il sacerdote jainista, con il capo della comunità india del Chapas, ma in effetti abbiamo solo scambiato quattro parole insignificanti."

Ed invece attraverso la fotografia e Facebook ho avuto modo di entrare in casa di queste persone, di continuare a parlarci on line ed avere cenato pranzato assieme. Questo credo sia il viaggiatore, altrimenti il lato estremo opposto sono quei cinesi che vedi gironzolare per il paese con la macchina fotografica e non degnare i locals, abito a Pisa e vedo spesso orde di cinesi che dopo la torre vengono portati da anonimi bus bianchi ad un ristorante cinese fatto da cinesi. Dopo pranzo escono a piedi ma il luogo é turpe, é una periferia molto trafficata, e li vedi che camminano ebeti ignorando qualsiasi persona ma osservando con attenzione le case in cemento .

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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