user90373
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 9:49
“ Ma stampare le foto che senso ha? „ Di preciso non lo so ma, finchè mi sarà concessa la possibilità di farlo, penso ne valga la pena. |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 9:49
“ nel 2118 le nostre foto dove saranno? „ Con il digitale , probabilmente, saranno in giro per il web, magari come sfondo di un desktop ( non male dai ). “ Il cinema è morto da quando gli attori sono diventati come i calciatori, e per un solo film prendono 20/30 milioni di euro a testa. Questo ha spostato budget immensi a fantomatici attori, togliendo risorse a tutto il resto che potevano essere trame/scritture/sceneggiature/location e molto altro. In Cina sta passando una legge (anzi, è già passata) che prevede che l'attore principale non possa prendere più del 30% del budget massimo stanziato per il film, in modo tale che gli attori si ridimensionino, a vantaggio dei film che potranno tornare a stanziare budget anche per tutto il resto e non solo per sovvenzionare un nome da mettere nei titoli. „ Sono sempre stati dei calciatori. Non so se lo sai ma molti attori, soprattutto ora, sono anche Produttori e parte del cachet lo reinvestono nel film proprio per avere, tra le tante cose, quegli effetti speciali che tanto danno fastidio a molti. La qualità delle produzione è aumentata ( così come i critici da casa) e quindi le aspettative sono sempre più alte. |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 9:49
Fotografia e stampa sono imprescindibili. La sola idea di una mostra fotografica fatta di display digitali mi farebbe rabbrividire. Detto questo però , non esprimerei giudizi così categorici sull'oblio a cui dovrebbero incorrere i ns files su hard disk , cloud , social etc .. ammetto essere alquanto surreale il pensare che alla nostra morte ci possano essere nipoti o bisnipoti intenti a razzolare insieme ai loro genitori nel nostro account cloud o nei nostri hdd .... ma magari le abitudini cambieranno nel tempo .. chi lo sà ..... per i millennials la fruizione della cultura dell'immagine è praticamente sole ed esclusivamente digitale , e questo comporterà senz'altro un cambiamento in futuro sul come si accederà ai ricordi di famiglia .... meno lettere e + file di word , meno filmini in super8 e + dvd da mettere nel lettore ...e questo già succede..... in famiglia mia già tutti i super8 sono stati convertiti in dvd ... confesso che il vederli in digitale toglie ogni romanticismo al rito , il rumore del motore del proiettore quasi aiutava a creare quell'atmosfera in cui il passato tornava a rivivere sotto i nostri occhi .... |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 9:59
“ Fotografia e stampa sono imprescindibili. La sola idea di una mostra fotografica fatta di display digitali mi farebbe rabbrividire. „ vero, ma per noi, per chi ha una storia ed una cultura alle spalle e allo stesso tempo non si arrende ad un "progresso". nell'arte negl'ultimi anni vanno molto di moda/guadagnano molto le cosidette experience, mostre proiettate di grandi pittori, non so se ci siete mai stati, ma il risultato è davvero bello. Non è come vedere le pennellate su una tela, ma funzionano, c'è la fila per entrare, attirano. Questo è quello che basta al mondo, che ci piaccia o no. p.s. ne ho viste una decina di experience, sono sempre combattuto ma alla fine, funzionano |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:00
Partiamo dall'assunto che sono un giovane stupidamente romantico, ma vedere gli occhi meravigliati delle persone che guardano le mie foto stampate...è un'emozione unica!!! Stesso dicasi per il processo che porta al risultato finale, ideare uno scatto, cercare le condizioni di luce perfette, la PP e la sera accendere la stampate e vedere il risultato del TUO lavoro...Le immagini potranno essere belle o brutte, ma rappresentano il mio processo creativo. OT Stampare le proprie immagini è il modo migliore per uccidere la "scimmia" Ti rendi conto che mezzo stop di GD non ti cambia la vita e si possono realizzare delle splendide foto anche con un dinosauro del decennio 2000/2010 |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:00
già , dimenticavo un punto però : ora su fanno molte + foto rispetto all'era della pellicola ... anche il solo stampare quelle + meritevoli comincia ad essere un costo non indifferente , farne copie per amici e parenti idem .... che succede quindi ?? Abbiamo in digitale centinaia di immagini fotografiche , che distribuiamo e conserviamo con social e cloud , e solo alcune le trasformiamo in fotografie propriamente dette .... che non possono che essere oggetti fisici su carta stampata.... my2cents |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:02
Stampare mi costringe ad una selezione. Così libero il mondo da byte di atrocità ottiche. Certo gli alberi non ringraziano, ma nemmeno i bambini congolesi che hanno estratto il litio della mia batteria... Stamperò fino a che sarà più economico di avere una cornice digitale grandezza a3, 100% Adobe sRGB e con "sovrailluminazione" (esiste come parola?) |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:07
“ Ho foto di mio nonno del 1920,dei bianco e nero d'epoca,nel 2118 le nostre foto dove saranno?ho un armadio pieno di stampe,le lascerò come eredità,sicuramente finiranno in discarica... „ Puoi provare a lasciare in donazione ad un archivio fotografico. |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:09
@Lesfe : installazioni , experience etc , sono un'altra cosa rispetto ad una esposizione di pannelli lcd di varie dimensioni appesi a mò di foto/quadri alle pareti di un museo.. funzionano , ma il materiale originario esiste già , è già stato prodotto ... le experience lo raccolgono e permettono la fruizione dei vari contenuti con maggiore facilità ... sono soltanto un'altra forma di presentare un qualcosa che però a già avuto un impatto nel mondo dell'arte .... invece molte installazioni multimediali originali tipo quelle presentate alla quadriennale o mostre simili , non hanno certamente lo stesso impatto ... per non dire di peggio ... |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:10
La stampa da un corpo alla fotografia, la rende fisica insomma, l'immagine a monitor è evanescenza che forzatamente abbisogna di uno strumento per diventare fruibile ... e a questo punto torna alla ribalta la diapositiva, ossia proprio quella forma di espressività fotografica che invece tu, caro Enzillo, hai colpevolmente, e direi anche arbitrariamente e in un certo senso pure ottusamente, messo da parte in maniera direi fin troppo aprioristica. Eh si, la diapositiva ... l'hanno sempre relegata, anzi no incatenata al ruolo di Cenerentola ... eppure ancora oggi resta il sistema più alto per fruire di una immagine fotografica! |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:20
Nel film Blade Runner (il primo, mitico film) uno dei replicanti, pur sapendo perfettamente di essere un prodotto di laboranorio e non umano, è ossessionato dalle "foto di famiglia", tutte rigorosamente stampe. Evidentemente la dimensione della "memoria" non si adatta alla visione a monitor nemmeno nella finzione cinematografica |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:25
@paolo : la diapositiva è immagine fotografica , ma è diversa dalla fotografia propriamente detta . A me personalmente non ha mai dato gusto , e l'entusiasmo con il quale una delle mie ex organizzava la sessione di proiezione , da parte mia era ben lungi dall'essere ricambiato. De gustibus ... che ci posso fare ... ma così è , è impossibile per me negarlo. Sono d'accordo però nell'accordargli un ruolo diverso da quello di cenerentola, ma il punto a mio avviso è che nessuno dei vari modi con il quale fruiamo dell'immagine fotografica debba assumere questo ruolo , che sia fotografia , diapositiva , o immagine digitale a schermo tv/pc : sono modo diversi a cui accediamo alla cultura fotografica e ognuno di essi incrocia un particolare tipo di sensibilità che farà preferire l'una o l'altra ... mythirdcents |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:39
mauri, non sto dicendo che hai torto, anzi, la pensiamo in maniera molto simile se non uguale, il mio intento era di non guardare al proprio orticello, ma di vedere le cose su scala più grande (come ho specificato qualche commento sopra). Ovvio che ognuno fa, e farà quello che più lo aggrada, ma innegabile che, per quanto frustante a noi stampatori (ok stampatori è esagerato, almeno nel mio caso, ma amanti delle stampe si) i supporti a monitor sono di primaria importanza oggi, perchè tutti abbiamo gallerie online, siti, pagine.. perchè tutti condividiamo e tutti osserviamo e valutiamo i lavori degli altri tramite un monitor, ogni giorno. Ti faccio un esempio anche se non volevo scendere nel personale, le mie stampe non sono mai state caricate da nessuna parte e le fotografie che carico non sono mai state stampate (con qualche eccezione). Quando lavoro, in pre e in post il mio obiettivo è la stampa finale, sia che stia facendo qualcosa per me che lo stia facendo per qualcuno. Mentre nel mio caso trovo soddisfazione nel risultato finale, quando lavoro per qualcuno, mai quel qualcuno stamperà. La differenza non è abissale, ma c'è. Nel mondo di oggi la cultura fotografica sta morendo, o forse, più probabilmente sta cambiando, sta prendendo altre strade, e non è detto che strade diverse non lascino indietro qualcosa, come non è detto che non se ne acquisisca altro |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:41
C'è un aspetto inquietante della cultura attuale che, a mio avviso, trova la sua metafora proprio in dibattiti di questo tipo sul "ruolo" dei modi di fruizione dell'immagine. Oggi la cultura è concepita come un "mordi e fuggi", come qualcosa che ha senso solo se funzionale al momento, al contingente, e non come accumulo di conoscenza e di memoria su cui basare una progettualità futura, al punto che già si vocifera di eliminare, o quantomeno ridurre, l'insegnamento scolastico della Storia, così come accadde con la Geografia, l'Educazione Civica (cioè quel minimo di "studi sociali" che erano inseriti nall'istruzione obbligatoria) ecc. Per l'immagine accade la stessa cosa; la fruizione "moderna" è di tipo contingente, quindi privilegia il monitor e lo schermo di uno smartphone, mentre la stampa si adatta molto meglio al concetto di "conservazione" di conoscenza ed esperienza, cioè di "memoria" nel senso di crescita culturale ragionata e pianificata. |
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inviato il 23 Ottobre 2018 ore 10:43
Ognuno la gestisce come vuole, piena libertà. Dato che la finalizzazione delle mie foto sono libri / vendita / mostre (per quanto possibile) e arredarvi casa, credo che la strada sia quella per me, e per chi va in quella direzione. Ovviamente non tutte le foto che scatto le stampo, sia per costi, sia per spazio, sia per utilità, sia per lavorare sulla capacità si scelta. Ma ognuno dipende come preferisce, magari c'è chi ha fatto un bel paesaggio per cambiare lo sfondo del desktop. |
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