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modificare o non modificare questo è il dilemma!


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avatarsenior
inviato il 17 Settembre 2018 ore 15:21    

"Vi chiedo perchè dovrei modificare un così bel scenario naturale? non toglierei naturalità alla foto?"
Se lo scopo è la "naturalità" c'è da modificare poco, ma già nelle impostazioni di scatto c'è un'interpretazione, che può anche tenere in conto o meno quello che si può fare nello sviluppo.

user90373
avatar
inviato il 17 Settembre 2018 ore 15:33    

Quando si parla di modificare, non credo si intenda trasformare la realtà; nel bene o nel male questa verrà per forza di cose interpretata sia dal fotografante che dal mezzo in uso. Il fotografante dovrebbe però sapere cosa andrà a registrare il suo mezzo una volta impostato per restituire l'interpretazione voluta, modificare questo risultato, peraltro cercato e auspicato, porta a spostare la ricerca più sul campo grafico che fotografico.

avatarsenior
inviato il 17 Settembre 2018 ore 15:35    

@Simone
Ora bisogna solo decidere cos'è naturale e cosa non è.
Naturale è quella cosa che vede l'uomo? E quale uomo? Io vedo diverso da te e un daltonico vede diverso da noi, allora a quale uomo ci si riferisce? E quindi come vede un gatto, che mi sembra naturale se teniamo questa accezione, non è naturale, perché non vede come un uomo.
Se volessimo continuare, la strada intrapresa è molto impervia e a mio avviso si perde fino a un inconsistente baratro.

Inoltre, bisogna anche dire alla fotocamera, ai software come devono interpretare quella realtà e restituircela; quindi una modifica, in fin dei conti, va fatta.

Cool;-)

avatarsenior
inviato il 17 Settembre 2018 ore 15:54    

Vediamo tutti circa uguale, ciò che cambiano sono i gusti. In fotografia la penso come Perazzetta, "l'arte fotografica" anche se molto ampia non può che partire dall'idea e dalla ripresa.

avatarjunior
inviato il 17 Settembre 2018 ore 16:43    

il discorso sta andando sul complicato davvero, comunque giusto per dire scattando in raw la foto che ti appare appena scattata non è come vedi la scena con gli occhi e questo è un dato di fatto; per riportala a quella "visione" si interviene in PP, questo non lo chiamerei modificare ma solo normale gestione di un file digitale raw.
Se gia questo è modificare e si è "contrari" si puo scattare in jpeg e ritenerli pronti all'uso magari settando parametri in macchina ma anche li si va ad agire sul file, è modificare?
Detto questo secondo me ogni file digitale che andiamo a vedere ha bisogno della sua gestione, se sia una modifica lecita/etica/giusta o meno bè ognuno lo deciderà per se. ;-)

avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 10:37    

Sui fotomontaggi sono perfettamente d'accordo con chi sostiene che non siano fotografia, ma qualche altro tipo di grafica.
Per il resto, tuttavia, non posso non continuare a pormi la domanda del perché ai tempi di A. Adams nessuno si scandalizzava se lui otteneva svariate "interpretazioni" dal medesimo negativo, moooolto differenti tra loro, mentre se qualcuno ottiene la medesima cosa oggi, partendo da un RAW, ci si strappa le vesti come accadeva nel Sinedrio ai tempi di Cristo!!!

user90373
avatar
inviato il 18 Settembre 2018 ore 10:58    

@ Daniele Ferrari

Sui fotomontaggi sono perfettamente d'accordo con chi sostiene che non siano fotografia, ma qualche altro tipo di grafica. Per il resto, tuttavia, non posso non continuare a pormi la domanda del perché ai tempi di A. Adams nessuno si scandalizzava se lui otteneva svariate "interpretazioni" dal medesimo negativo, moooolto differenti tra loro, mentre se qualcuno ottiene la medesima cosa oggi, partendo da un RAW, ci si strappa le vesti come accadeva nel Sinedrio ai tempi di Cristo!!!


Ho una mia teoria che deriva dalla convinzione che A. Adams continuasse a scrivere/dipingere/disegnare col la luce anche in C.O. non potendo, al tempo, scrivere numeri su di un file. Si parlava quindi di foto-grafia. Non intendo accendere vecchie, trite, ritrite polemiche tanto mi tengo la mia visione e lascio agli altri la loro.

avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 11:17    

E verissimo che la post del raw puo' rendere l'immagine piu' simile del jpeg uscito dalla macchina a quello che hanno visto i tuoi occhi ed e' facile verificarlo, basta scattare (es un tramonto) , guardare cosa ci e' uscito sul display e memorizzare gli interventi opportuni in post per adeguare l'immagine a quanto visto.
Ma io vedo la fotografia in tutt'altro modo. Con essa cerco di catturare situazioni che il mio occhio non riesce a vedere in tutta la loro bellezza, ma solo intuire. La foto non deve copiare quello che hanno visto i miei occhi, ne sarebbe solo una brutta copia. La foto deve darmi qualcosa di piu', dire qualcosa di me stesso, deve avere velleita' artistiche per essere espiciti.
Una volta catturato l'attimo e il modo corretto e' quello di conservare nel file il maggior numero di informazioni relativamente al progetto che si intente realizzare, la mano passa alla post che e' momento creativo non meno importante e gratificante della fase di scatto.
Diverso e' il discorso del fotomontaggio, e' etico (parolone parlando di un hobbie) se e' dichiarato ed ha senso se esprime un'immagine esplicitamente surreale, postata in apposita galleria; anche questa e' fotografia, ci mancherebbe!

avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 11:19    

Ettore, che tu consideri quella digitale come fotografia oppure no è una posizione legittima, ma la domanda rimane valida: "modificare o non modificare?"; e perché una modifica sarebbe "delittuosa" solo se effettuata in digitale, dal momento che proprio il digitale viene considerato esso stesso un "artefatto" sin dal RAW originale? Per definizione, non dovrebbe scandalizzare se qualcosa che è già considerato un artefatto viene ulteriormente modificato.
In tutte queste diatribe ci vedo una dose sovrabbondante di ipocrisia, spesso da entrambe le parti.

avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 11:43    

Questo lavoro ha vinto nella categoria professionisti architettura al Sony Awards

www.worldphoto.org/sony-world-photography-awards/winners-galleries/201

Denis Curti nello spiegare i criteri di scelta della giuria ha detto che le foto devono rappresentare la fotografia di oggi... e la fotografia di oggi è anche questa più legata alla concettualità che alla semplice riproduzione di ciò che sta davanti all'ottica.

user109536
avatar
inviato il 18 Settembre 2018 ore 11:47    

Io penso che con le fotocamere che ci ritroviamo ora, che sono dei veri e propri computer con i quali PreP, si può fotografare anche senza dover ricorrere in modo massiccio alla PP se non quando si scatta Raw. Io faccio così e per quel poco di PP uso Snapseed su IPad perché non mi piace stare al Computer e non scatto in Raw.

avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 11:51    

Giuro che non ho letto ma immagino i vari tipi di risposte. E' un CLASSICO più di Barcelona- Real...
facciamo un ragionamento insieme :

Prima cosa scatta in RAW. Avrai 3-4 volte le informazioni rispetto ad un Jpeg. Scusa se è poco...
Il RAW dovrai SVILUPPARLO tu (non modificarlo/taroccarlo/imbrogliarlo) mentre il Jpeg è stato sviluppato dagli ingegneri giapponesi che hanno messo nella tua macchina un programma precotto. La macchina digitale per trasformare i segnali catturati in fotografia deve avere dei parametri di contrasto, saturazione, colori, luminosità, riduzione rumore, nitidezza e tanti altri che puoi stabilire tu oppure accontentarti di quello che ti hanno messo nel programma e che ovviamente non può andare bene per ogni tipo di foto.
Nello sviluppo del RAW puoi intervenire su qualsiasi cosa : profilo colore, nitidezza, rumore, esposizione, bilanciamento del bianco, aprire le ombre, scurire le parti troppo chiare, correggere i difetti dell'obiettivo come distorsioni ed aberrazioni e mille altre. Puoi anche facilmente eliminare un piccolo disturbo come una macchia, un gomito che entra nella foto, un piccolo palo o filo d'erba. Non è facile sopratutto capire QUANTO intervenire. C'è, come sempre, un percorso da fare. Ma merita di essere fatto

avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 11:51    

Certo, si può fare tutto,operare con o senza postproduzione, dipende da cosa si vuol fare, il lavoro citato sopra non si può fare senza operare in post

Altro spunto per comprendere meglio la fotografia d'oggi, il tema "interferenze" di un altro bel contest "Emering Talents" è presentato così.

Oggi la fotografia ci accompagna in ogni momento. L'ossessione contemporanea di fare fotografie è un
modo per rafforzare l'identità, per condividere esperienze, per comunicare. Fare fotografie dunque è un
modo per dimostrare la propria esistenza nel mondo. Prende spunto dalla realtà e a sua volta la trasforma,
contribuendo a creare una narrazione del mondo fatta di infiniti momenti, che diventano le mappe del
nostro tempo e prendono forme sempre nuove e imprevedibili. La fotografia è un medium eclettico,
sempre pronto ad andare oltre i suoi confini spaziali e temporali; un medium onnicomprensivo che
avvicina la fotografia amatoriale a quella autoriale, dagli album di famiglia alla ricerca sociale e geografica,
alla sperimentazione: strade parallele che si intersecano e che si nutrono a vicenda.
Ciò che fa la fotografia d'autore spesso è interpretare la fotografia della vita quotidiana, allontanandosi
dalla mera rappresentazione e documentazione, per interagire fortemente con l'arte contemporanea:
astratta, multimediale, postmoderna. Così è diventata un'arte essa stessa, cancellando definitivamente il
senso di inferiorità verso la pittura di cui soffriva sin dal secolo – l'800 – in cui è stata inventata.
E lo fa avvicinandosi e sovrapponendosi alle arti grafiche e al cinema, al video e all'illustrazione.
Dimostrando come una fotografia può interagire con molteplici linguaggi, essere solo il punto di partenza,
o il punto di osservazione, per arrivare ad altro, per arrivare ovunque.
In fisica “interferenza” è un fenomeno dovuto alla sovrapposizione di due o più onde in un punto dello
spazio. Nell'arte “interferenza” è dialogo ma anche disturbo, intreccio ma anche rottura. Come accade
alla fotografia che crea interferenze - tra i significati e i linguaggi - lontana dall'essere solo conseguenza
della sovrapposizione di più tecniche. Uno strumento capace di leggere e interpretare attivamente la
complessità della società contemporanea, con le sue innumerevoli contraddizioni e ambiguità, in bilico tra
realtà e illusione.
La fotografia dunque è creatrice di nuovi mondi, e sembra essere oggi un mezzo rivoluzionario, che fa
tesoro dell'incessante movimento che tutto intreccia e tutto rimette in discussione: mescola le arti e dà
loro spunti di riflessione, lega la documentazione all'immaginazione, sperimenta liberamente partendo dal
reale per arrivare alla finzione, fa dialogare digitale e analogico -senza temere l'avvento dell'uno o la morte
dell'altro- proprio mentre siamo immersi in una trasformazione epocale, in cui cerchiamo quotidianamente
elementi per decodificare la realtà.
In che modo noi oggi ci esprimiamo attraverso le immagini indagando la realtà, noi stessi, l'altro?

avatarsenior
inviato il 18 Settembre 2018 ore 20:22    

@Ettore, pur rispettando il tuo punto di vista e la tua opinione, posso farti una critica, forse dettata dalla mia ignoranza?
A quel punto, allora, per essere più corretti, non si dovrebbe parlare di foto-chimica, se non proprio di chimica?

user90373
avatar
inviato il 18 Settembre 2018 ore 21:54    

@ Jack_96

A quel punto, allora, per essere più corretti, non si dovrebbe parlare di foto-chimica, se non proprio di chimica?


Certo, se non si è mai entrati in C.O. si può parlare di tutto, altrimenti le differenti caratteristiche dovrebbero esser note.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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