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“ Salgado però è molto esplicito nell'attribuire grande valore proprio alla cosiddetta "foto ricordo", che appunto assolve, nell'ambito familiare, quella funzione di memoria che lui ritiene necessaria nella vera fotografia:
" La fotografia ha una funzione più complessa, che è quella della memoria. La fotografia è quella cosa che i tuoi genitori ti hanno fatto quando eri bambino e hanno messo in un album, che magari si sfoglia insieme molti anni dopo e che raccontano la tua storia. Quella fotografia sarà magari un po' rovinata, un po' spiegazzata, ma ci sarà ancora quando i tuoi genitori non ci saranno più e la potrai conservare." „
eh, ma guarda che la fotografia, declinata come ricordo (giustissimo), era vincolata ai mezzi di fruizione dell'epoca. Ripeto, già il discriminante era stato il proiettore delle dia. E le prime foto, non erano di ricordo, anzi, erano quasi "imposte" per motivi amministrativi e burocratici (nelle generazioni passate) o al massimo perchè "eh, è una ritualità", basti pensare ai militare che facevano una foto ricordo, ma non era un ricordo, quanto una ritualità. Il concetto di fotografia intesa come ricordo, è un qualcosa delle generazioni dal fine anni sessanta. E stampavano perchè era L'UNICO modo per fruire.
Sia chiaro, io son per stampare e lo faccio, ma non posso imbarcarmi in una crociata perchè altri, a cui non frega nulla della cosa.
Per questo che dico è un discorso che lascia il tempo che trova.
user90373
inviato il 04 Giugno 2018 ore 14:11
@ Matteo Fiorelli
“ Sia chiaro, io son per stampare e lo faccio, ma non posso imbarcarmi in una crociata perchè altri, a cui non frega nulla della cosa. „
Interessante sarebbe stabilire se non frega nulla della stampa in quanto tale o se, in fondo in fondo, non frega nulla di tutte le menate inerenti la fotografia.
Eh, se non frega nulla della fotografia, Salgado, io, noi: che cosa possiamo fare?
Nulla.
È come con la musica e i vinili: gli appasionati, i professionisti, gli amanti preferiscono i vinile, per mille motivi. E hanno magari ragione. C'è chi si imbarca in una crociata su questo argomento.
Io, che sento la musica ogni tanto, sento mp3 e li tengo su un hd, e mi accontento, quanto peso do a ciò? Nullo. Ma non perchè siano discorsi sbagliati, è che hanno un target erroneo.
In effetti il discorso sulla stampa risulta alquanto problematico (benché in qualche modo si possano comprendere le sue ragioni). A prescindere da quell'aspetto, il messaggio che mi arriva però è principalmente quello sulla memoria. In questo senso, anche una fototessera finisce per svolgere quella funzione. Ma, se ho inteso correttamente, più che altro mi sembrava importante sottolineare come gli autori di semplici istantanee per ricordo siano collocati da Salgado tra i "veri fotografi", in contrapposizione alla moltitudine che, trovandosi oggi in mano con lo smartphone anche una macchina fotografica, produce immagini che già domani non interesseranno più a nessuno.
Premesso che come con Gardin le opinioni dei grandi fotografi serve più a capire il loro lavoro e avere nuovi punti di vista ma no sono certo verità assolute... Mi sembra che Salgado dica due cose:
1) La vera fotografia è memoria. Non comunicazione. Sembra quasi di sentire parlare Gardin... Per cui, deduco, se fai una foto di moda col banco ottico non stai facendo, secondo lui, fotografia. Mi sembra un punto di vista molto personale. Per cui non commento.
2) Col telefonino non puoi fare foto che assolvano a questa funzione. Ecco questo mi sembra un punto più interessante. Effettivamente il mezzo influenza il linguaggio. E se nessuno vieta di inserire una foto fatta col cellulare in un album di famiglia... in generale le foto diventano istantanee da condividere atte in effetti principalmente a "comunicare". Questo a prescindere dalla qualità della foto in se che può essere uno scatto di un dilettante o un instagram d'autore (molti grandi nomi della fotografia scattano col cellulare). Se poi questo sia un "bene" o un "male"... il discorso si potrebbe estendere e spostarsi a come viviamo oggi la tecnologia...
A me sembra che Salgado dica, mi si passi il tentativo di analogia, che quello che la massa fa con le fotocamere degli smartphone non c'entra niente con la fotografia così come si potrebbe dire che scrivere "Comprare il latte" su un post-it attaccato al frigo non c'entra niente con la letteratura. Mentre fondamentalmente si può far rientrare in quell'ambito il tenere un diario con il resoconto dello proprie escursioni, per esempio. Ma pure, dato che il punto del discorso non è il mezzo (benché naturalmente quest'ultimo influenzi eccome l'uso che per lo più se ne fa), una poesia scritta su un post-it, che certo ben si presta a scrivere appunti per la spesa e tuttavia nulla impedisce di usare per altro.
Si parte dagli smartphone, per fare un esempio,ma i fotografi non veri da quel che lascia intendere ,nella sua concezione sarebbero anche altri....con un parametro piuttosto rigido.Smartphone e un tipo di immagini completamente diverse protrebbero trovare un comune denominatore prettamente effimiro, rispetto alla gravosa documentazione storica degli eventi e dei drammi umani. All'oposto si è discusso rispetto la possibiltà di fare arte col cellulare,che non preclude necessariamente che possa essere arte,o della fotografia come contenitore di ampia diffusione ma come una scatola, per veicolare contenuti,che possono essere differenti e con tempi ancora piu' ragionati e lenti rispetto la riflessione proposta dall'autore,ma che senza memoria e fondamento rappresentano un messaggio e un utilizzo diverso nella sostanza. Tutto quello che dovrebbe essere sostanza anche non tangibile ma verificabile spesso è gia' venuto a cadere nei punti precedenti.
@Ironluke... Quoto. Da quello che ho capito io, volendo mantenere l'analogia, per Salgado la "poesia" non è "letteratura". E su un post-it in effetti è difficile scriverci sopra un romanzo. Mentre appunto un "haiku" è poco frequente ma assolutamente possibile.
“ Tre qualità amo di Instagram. In primo luogo il suo aspetto di nota. Con questo voglio dire che celebra immagini che sono diaristiche, brevi sguardi , appunti visivi, battute. Accetta la complessità , ma non la richiede.[... ] „
penso che ci sia da aggiungere che probabilmente, ma è un mio pensiero, che nel concetto memoria vs linguaggio, potrebbe intendere quel modo di fotografare proprio dello smartphone, la foto usa e getta, quella da condividere sui social ma perde interesse subito dopo che sono finiti like o commenti, le foto che cancelli per far spazio alle nuove, ovvio che magari la foto del primo dentino di nostro figlio la conserveremo, magari la caricheremo su google foto, e salveremo su hd, o addirittura stamperemo su un foto libro, ma a queste foto che potevano essere fatte con una usa e getta kodak o una 110 a fuoco fisso, si è aggiunta una infinità di scatti che andranno persi, buttati dallo stesso autore, o non riconoscobili da esso alla visione successiva, però è vero che un po cade in contraddizione, perché parla della fotografia come un mezzo universale, senza bisogno di traduzioni mentre, quindi e un linguaggio che usa oltre a memoria, d'altra parte lui fa reportage non album di famiglia, penso se proprio si vuole leggere tra le righe che lui faccia un distinguo tra l'approccio differente che comporta il nuovo mezzo, ...foto intese come emoticon? non saprei, personalmente la mia memoria comincia con il digitale, io so che ho un bel buco tra i 12-13 anni ed i 20, tra foto non fatte, perse o chissà dove finite, se parliamo di belle foto, progetti, ispirazione, sicuramente è altra cosa, mi piace pensare che lui intenda però lo scatto buttato via magari per fotografare la gnocca che gli si ers sbottonata troppo la camicia...
user146073
inviato il 04 Giugno 2018 ore 20:48
Stralci significativi dell'intervista a Salgado -.
“ C'è una specie di selezione naturale in base alla quale alcune persone diventano punti di riferimento, ma non significa che siano i migliori. La nostra società è fatta così. „
“ Non è né negativo, né positivo, semplicemente non c'entra niente con la fotografia. Quello che viene fatto con questi dispositivi è una cosa completamente diversa, usiamo la tecnologia per trasformare le immagini in un linguaggio „
“ La fotografia ha una funzione più complessa, che è quella della memoria. „
“ Quelli che scelgono la foto, la stampano e la prendono come punto di riferimento, come momento per fermare la storia „
“ Lei è un artista? No, sono un fotografo. „
Mi sembra che il punto di vista di Salgado sia ben chiaro; molto equilibrio e coscienza nelle posizioni espresse. Traspare in maniera netta che Salgado sa di esprimere la sua personale e soggettiva concezione nell'essere fotografo e di conseguenza nel suo modo di fotografare. Mi piace anche molto la chiusura quando afferma sono un fotografo e non un artista.
Ma tutto il discorso di Salgado parte e si basa sulla sua personalissima opinione di fotografia come memoria, che non necessariamente deve essere l'unica o la più vera..
Il fotografo (inteso come colui che scatta fotografie per documentare) non è un artista per cui non é una questione di umiltá quella del Maestro (parere personale sia chiaro). Sicuramente una buona parte di fotografi pubblica sui social perché oggi giorno è così che funziona a prescindere se sei professionista o amatore. Quando si stampa però a differenza del web si tende ad essere più selettivi e non è vero che non si stampa più. Io realizzo molti fotolibri e alcune sono immagini fatte con il cellulare è sono di buona qualità (non eccellenti) e non penso di essere uno dei pochi a realizzarli. Altra cosa che non capisco di molti sostenitori dell'analogico è il perché della stampa digitale fine art (che va tanto di moda) e non con i sali d'argento come facevano un tempo (non parlo di Salgado ma in generale). Quoto Angus che molte interviste vanno prese con le pinze, i maestri esprimono un loro punto di vista ma non per questo bisogna pensarla allo stesso modo.
user23063
inviato il 04 Giugno 2018 ore 23:28
“ i maestri esprimono un loro punto di vista ma non per questo bisogna pensarla allo stesso modo. „
Su questo sono perfettamente d'accordo. Solo che qui in questo topic ho letto frasi un po' troppo sopra le righe, un po' di "saper stare al proprio posto" e di "umilté" non sarebbero male...
user104642
inviato il 05 Giugno 2018 ore 8:20
A me, semplicemente, sembra che ste prese di posizione di chi ha una certa fama (a torto o ragione) hanno il sapore di....
“ Solo che qui in questo topic ho letto frasi un po' troppo sopra le righe, un po' di "saper stare al proprio posto" e di "umilté" non sarebbero male... „
tipo? L'aver detto che mettere su un piatto d'argento un "maestro" è sbagliato? Che queste sono discussioni che lasciano il tempo che trovano e non danno nessun apporto alla crescita o al mondo della fotografia? Che in qualunque incontro, masterclass, lettura portfolio, conferenza, mostra, non si è mai toccato questo punto? Che con il telefonino non si possono prendere foto ricordo (o di memoria, non cambia), e che non si stampano tali foto?
Perdona l'irruenza, ma è una settimana e più che questa intervista gira, ho letto un asacco, troppe de "è ma se lo dice lui che è un maestro è per froza vero, ha sempre ragione". Ho pure "difeso" Salgado perchè non sembra riferirisi al mezzo ma al concetto di avere un supporto materiale, che è una sua opinione e coerente con il suo lavoro, sicuramente. Ho anche aggiunto che è un discorso che è fine a se stesso, che se non stampa la gente o fa fotografia di massa, sono le stesse persone che prima stampavano costrette da l'unico modo di godere di queste foto, o che probabilmente non avrebbero mai fotografato, c'è una bulimia di immagini del caz.zo, è vero.
E quindi? La soluzione cosa è? Obbligare a chi non importa di stampare? Ma chi fa fotografia, un po' seriamente, stampa già! Cosa mi importa se Luigi Rossi non stampa le foto del suo cane, saranno fatti suoi.
Perdona se ci vedi (o vedete) poca umiltà, però è ciò che penso, e che affermo con razionalità e cognizione di causa.
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