|
|
inviato il 10 Maggio 2018 ore 15:44
Nella sostanza sono d'accordo con te Francesco. Ho una sola riserva rispetto a quello che hai scritto precedentemente e mi sembra un passaggio importante: “ Mi dicono però che, ad alti livelli ovviamente, la tendenza sta andando verso la stampa chimica, e che sempre di più lo sarà. Già oggi a Londra, mi parlano di "copie" digitali vendute al 20% rispetto agli pseudo "originali" chimici. „ Se parliamo di fotografie scattate in anni relativamente recenti, sia in analogico che in digitale - avrò fonti ed esperienze dirette inaffidabili - ma a me risulta l'esatto contrario. Le gallerie e i collezionisti preferiscono il digitale (sempre per la fotografia prodotta in anni recenti) per la semplice ragione che quella tecnica garantisce molta più stabilità nel tempo e - ohibò - consente maggior costanza e fedeltà nella stampa dei multipli della stessa edizione. Questo per dire che se poi il singolo collezionista o una nicchia di appassionati danno maggior valore alla stampa analogica non significa che questo sia, almeno per ora, un trend più generale (anche ad alti livelli). Se si tratta del gusto di qualcuno nulla da dire, ma se ti è stato riferito che la stessa fotografia (analogica o digitale, relativamente recente) stampata in edizione analogica viene pagata addirittura l'80% in più della stessa stampata in edizione digitale, scusa ma, al netto di singole eccezioni sempre possibili, sono portato a pensare che chi fa queste affermazioni abbia una visione quantomeno distorta del mercato in generale. Un vero trend nella fotografia contemporanea è piuttosto l'aumento esponenziale delle dimensioni delle stampe e questo, da solo e per ovvi motivi, mette praticamente fuori campo la stampa analogica. Un altro vero trend nella fotografia è ora l'uso del colore e, per la mia (modesta!) esperienza, nessuna galleria o collezionista è oggi interessato a stampe analogiche da negativi o files a colori prodotti oggi. Nel colore la stampa digitale ha, per giudizio unanime, superato, anche qualitativamente, la stampa tradizionale. E questo senza dover ricordare ancora una volta l'incomparabile stabilità del colori nel tempo offerta dal digitale. Forse quello che ti hanno detto diventerà una vera e propria tendenza negli anni futuri ma, per ora, lo è poco più dell'uso del foro stenopeico o della gomma bicromatata che pure hanno i loro estimatori ed autori, anche di successo, che ne fanno uso. Lo scopriremo solo vivendo! Sarei però disposto a scommettere che, al di fuori di alcune nicchie, le tendenze di mercato saranno altre. |
|
|
inviato il 10 Maggio 2018 ore 15:59
Certamente Franco, il mio discorso era riferito al solo bianconero. E comunque, mi pareva di averlo detto, mi rimettevo a chi nello specifico ne sa di più: e certamente il tuo parere è significativo. E da quel che mi dici, le situazioni di cui mi hanno fatto cenno sono certamente casi isolati e accidentali, magari di qualche artistoide che ha deciso semplicemente (magari per marketing soltanto) di proporsi così. Ciao F |
|
|
inviato il 10 Maggio 2018 ore 16:07
Non so se il mio parere è significante. Ho solo riportato le mie esperienze e le mie idee senza imperativi categorici o desiderio di mettermi in mostra (con chi poi?). Credo che, a questo punto, tu me ne debba dare atto. Un caro saluto a te F |
|
|
inviato il 10 Maggio 2018 ore 16:25
“ Non so se il mio parere è significante. Ho solo riportato le mie esperienze „ Proprio questo intendevo: credo che le tue esperienze siano di un certo spessore, con una storia dietro, e quindi da leggere sempre col massimo dell'attenzione: se può esserci ricchezza in un forum, credo sia questa. Ciao F |
|
|
inviato il 11 Maggio 2018 ore 9:12
Per dire... proprio in questi giorni sto "falsificando", con avvallo dell'autore, una fotografia. Riassumo brevemente. Un noto fotografo USA ha venduto una stampa chimica a tiratura limitata, certificata, firmata, ecc... ad un'importante galleria tedesca, la quale a sua volta ha venduto l'opera ad un cliente italiano. La stampa, montata su Dibond, è arrivata completamente rovinata (era sotto vetro). La galleria tedesca deve consegnarla domani. Chiedendo in giro ha trovato noi, che l'abbiamo ristampata in digitale, l'abbiamo fissata sul pannello originale e poi certificherà il tutto con l'autore, non so come. Ah, tra l'altro sapeva benissimo che il risultato sarebbe stato migliore. Su questo punto potremmo discuterne, però è palese che sia tutto molto aleatorio. Le possibilità di fare le cose ben fatte ci sono, anche per tutelare le stampe a tiratura limitata, basta fare le cose alla luce del sole e pubblicamente, ma il tutto è sempre aggirabile, dipende dalla posta in palio. Se falsificano dei Modigliani, figuriamoci una stampa, digitale o chimica che sia. Io preferisco le stampe digitali attuali alle stampe chimiche, vuoi solo per la varietà di carte che abbiamo a disposizione, però sui gusti non discuto mai. |
|
|
inviato il 11 Maggio 2018 ore 9:55
“ Io preferisco le stampe digitali attuali alle stampe chimiche, vuoi solo per la varietà di carte che abbiamo a disposizione, però sui gusti non discuto mai. „ Tengo a dire Massimiliano, che pur avendo espresso apprezzamento per la stampa tradizionale, più sopra, sono sostanzialmente d'accordo con quello che dici. Non credo in generale che l'idea debba essere di "migliore" o "peggiore", ma piuttosto di "diverso". Se piace quella tradizionale, credo sia anche e proprio per quel maggiore elemento di imperfezione che inevitabilmente tenderà ad avere. E questo dipende ovviamente anche da cosa si fotografa e come. Buona giornata F |
|
|
inviato il 11 Maggio 2018 ore 10:52
“ E questo dipende ovviamente anche da cosa si fotografa e come. „ Questo è fondamentale, e molto spesso le persone si scordano che l'opera non è la stampa, ma la foto. La stampa, se fatta bene, è sicuramente un valore aggiunto non da poco, ma se la foto è brutta, tale rimane. Anche se, e qui mi contraddico, mi capita di stampare normalissime foto ricordo punta e scatta, su carte pregiate, e mi rendo conto che alla fine la stampa è riuscita a rendere più belle anche tali foto. In questi casi i parametri da valutare sono principalmente economici. |
|
|
inviato il 11 Maggio 2018 ore 12:34
Giusto il discorso sulla “diversità” ma non trascurerei neppure il fattore qualità visto che molti esperti considerano, ancora oggi, le stampe analogiche in B&N (e solo in B&N) superiori, per certi aspetti, alle corrispettive digitali. Sfumature eh! Ma per alcuni possono fare la differenza. |
user96921
|
inviato il 11 Maggio 2018 ore 17:29
“ Questo è fondamentale, e molto spesso le persone si scordano che l'opera non è la stampa, ma la foto „ scusami se esprimo il mio pensiero in merito, ma penso che "l'opera" sia l'insieme di tutto. Mi permetto di raccontare un piccolo aneddoto avvenuto non tantissimi anni fa.Per correttezza non farò nessun nome o riferimenti diretti. Un famoso fotografo/regista (residente a Padova) diciamo di una certa età e conosciuto per la sua avversità per il digitale tenne dei corsi/incontri sul BW analogico aperti a tutti.Un mio carissimo amico ci partecipò ma nel frattempo mi commissionò una quindicina di 30x40 per un'esposizione che doveva fare.La stampa digitale fine art al tempo non era così diffusa. Quando consegnai il lavoro rimase stupito perchè non immaginava una resa del genere (feci personalmente PP dal raw) non per la mia bravura naturalmente ma perchè pochissimi al tempo avevano capito che in digitale si poteva fare una PP capillare praticamente impossibile sotto ingranditore. Lo convinsi a sottoporre il lavoro al "maestro" che naturalmente non si accorse che era una fine art barytha.... e fece i complimenti per la qualità di stampa. Aneddoto dell'aneddoto, ora il mio amico scatta e stampa solo in medio formato analogico rob |
|
|
inviato il 11 Maggio 2018 ore 17:44
quando stampiamo per clienti "importanti" per l'espositivo usiamo normalmente F.Paper Satin da 270 g/m o la Canson PhotoSatin 270 (sono equivalenti) per la vendita/collezione o certificazione usiamo F.Paper Richard smooth o la Ernst satinata che sono puro cotone o le Canson Photorag 308 e la Platine (equivalenti alle F.Paper) montiamo il tutto su pannello Foam Alu4 acid free da 5 mm se dobbiamo incorniciare o il Foam cm 1 per le pannellature a vista ... a volte anche hahnemuele photorag 308 smooth ... |
user96921
|
inviato il 11 Maggio 2018 ore 17:54
Ciao Blve caschi a proposito .....ma sai che la sihl Satin Baryta Paper (4848) non sono riuscito a trovarla ev solo importandola dall'estero con relativi costi. ciao rob |
|
|
inviato il 12 Maggio 2018 ore 0:47
scusate, ma il Dibond è un supporto o si può stampare direttamente sopra con le inkjet UV? |
|
|
inviato il 12 Maggio 2018 ore 8:47
È un supporto, su cui puoi stampare applicare stampe o fare stampa diretta |
|
|
inviato il 12 Maggio 2018 ore 8:56
RobBot, ma difatti il mio intervento è in linea con il tuo. Per quanto mi riguarda la stampa digitale è superiore alla chimica, e questa considerazione oramai è universalmente condivisa. Quello che volevo intendere io è che se qualcuno preferisce la chimica, chi sono io per dirgli che ha torto? I gusti personali non si possono discutere, tendenzialmente. In merito all'opera continuo a sostenere che la stampa sia un tassello importante, ma tranne in casi particolari, non faccia parte dell'opera, al massimo "è l'opera", giusto perché inscindibile. Mi sa che non mi sono spiegato :-) |
user96921
|
inviato il 12 Maggio 2018 ore 9:17
Massimo il mio intervento nn era in contrapposizione al tuo ma a supporto |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 259000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |