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Digitale vs analogico


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avatarsenior
inviato il 06 Marzo 2018 ore 13:47    

Buongiorno, un mio vecchio amico, fotografo di professione sostiene ancora oggi la superiorità della pellicola per foto B/N -


E per il colore no?
E le lastre di vetro?
E il banco ottico?

Si è arreso al digitale solo per il fatto che i clienti vogliono foto a colori .


ma ne ha parlato con qualcuno? Si è confidato? Ha chiesto aiuto?

avatarsenior
inviato il 06 Marzo 2018 ore 14:03    

Per me il colore con l' analogico era più naturale.
Se proietti delle diapositive e poi le confronti con un immagine digitale a monitor.....butti il monitor....

avatarsupporter
inviato il 06 Marzo 2018 ore 14:20    

è come se la tecnologia digitale fosse avanti anni luce rispetto alle capacità realmente acquisite da chi la utilizza,

Concordo con Daniele: il fotografo digitale medio è pigro. Non studia, non si dedica, non delega e tende ad accontentarsi sacrificando la qualità sull'altare dalla velocità.
Il colore analogico era più naturale, come dice Giuliano, perchè la stragrande parte dei fotografi digitali non sa neanche come lavora un profilo di colore.
La diapositiva era il simbolo della delega: compravi la pellicola che altri avevano progettato, facevi la tua bella foto e la proiettavi. Fine della storia.
Oggi quel modello è stato riversato sugli smartphone: compri lo smartphone che hanno progettato per te, fai la tua bella foto, e la mandi agli amici. Se non hanno un cell come il tuo e ti dicono che i colori sono orrendi, gli rispondi che devono cambiare il cellulare.
Il digitale è molto, ma molto più impegnativo e complesso dell'analogico. In cambio regala una flessibilità che l'analogico se lo mangia a colazione. Però tocca usare il computer e imparare tante cose incasinate, specie nella catena del colore.
Ho ritrovato recentemente un set di fotografie 6x6 di Vietnam e Cambogia preguerra. Viste con un bel proiettore Rollei e non sono lontanamente paragonabili a quello che so tirare fuori da una immagine digitale. Non vedo l'ora di fare una scansione seria, postprodurle e poi buttare il Rollei per vederle su un monitor come si deve.

avatarsenior
inviato il 06 Marzo 2018 ore 14:23    

Vero....

avatarsenior
inviato il 06 Marzo 2018 ore 14:24    

Alla mia età però si cerca di semplificare....!

avatarsupporter
inviato il 06 Marzo 2018 ore 14:41    

Concordo.
Vedo che il percorso evolutivo di molti fotografi digitali (pro e am) segue una specie di parabola: entusiasmo per la velocità, comprensione del potenziale, studio sempre più approfondito (e scontro con i propri limiti culturali), smaronamento e desiderio di semplificazione.
Io sto entrando nella fase di smaronamento e intravedo in lontananza la semplificazione che mi chiama.MrGreen
La fase di smaronamento è proprio il sintomo del potenziale del digitale: uno si rende conto che potrebbe migliorare una immagine quasi senza limiti, solo dedicando del tempo e approfondendo...e dopo un po' sembra una impresa senza fine.
Guarda Raamiel quanti anni che sta dietro ai profili...e non finisce mai di migliorarli.
Nell'analogico era tutto più graduale e lineare. Certi limiti in quello che potevi fare evitavano il rischio di insoddisfazione continua. "Chi si contenta gode" è il motto giusto per l'analogico e il motivo per cui ancora tanti lo desiderano. Il digitale, invece, è un buco nero del tempo libero: si fanno cose inimmaginabili rispetto all'analogico ma, passato un certo limite, ti risucchia senza speranza.
Pensa che la settimana scorsa stavo guardando i prezzi delle Polaroid. Quella sì che è semplificazione!Sorriso

avatarsenior
inviato il 06 Marzo 2018 ore 14:43    

Quando però troviamo uno stampatore da digitale con i contrococò allora il discorso cambia radicalmente



E quando trovi uno stampatore da chimico con i controfiocchi vedi che il discorso cambia ancora una volta!

La verità è che stampare da digitale probabilmente è alla portata di tutti, o quasi tutti, per stampare il chimico come Dio comanda ci vogliono stampatori come quello, di cui purtroppo non ricordo mai il nome, che rendeva poesia la fotografia di Ansel Adams.
L'unico reale problema è che questi ultimi, oltre a essere stati pochissimi anche all'epoca della fotografia chimica, sono praticamente estinti al giorno d'oggi ...

avatarsenior
inviato il 06 Marzo 2018 ore 14:46    

Per me il colore con l' analogico era più naturale.
Se proietti delle diapositive e poi le confronti con un immagine digitale a monitor.....butti il monitor....




Quotone.

avatarsupporter
inviato il 06 Marzo 2018 ore 14:46    

stampare da digitale probabilmente è alla portata di tutti

Scherzi o sei serio? Eeeek!!!
Prova a prendere un turista che fa una foto col cellulare e chiedigli se fa il soft proofing prima di mandare le foto in stampa e poi senti cosa ti risponde.MrGreenMrGreenMrGreenMrGreen

avatarsenior
inviato il 06 Marzo 2018 ore 15:00    

La diapositiva era il simbolo della delega: compravi la pellicola che altri avevano progettato, facevi la tua bella foto e la proiettavi. Fine della storia.



Mica vero!
In altre epoche, ma mica poi tanto tempo fa ... una decina d'anni orsono grosso modo, di diapositive in circolazione ce n'erano decine di tipi, variamente adattate a scopi differenti vedi per esempio le Fujichrome Velvia, Provia 100 F e Astia 100, al fotografo restata solo l'arduo (arduo nel senso letterale del termine) compito di decidere, dopo molte e varie prove, quale fosse quella più adatta al tipo di fotografia che si intendeva fare e, fatto questo, restava solo da imparare a usarla quella pellicola!
E qui viene il difficile perché pellicole come la Velvia, per esempio, possono restituirti praticamente tutto quello che vuoi, anche una resa degna di una pellicola da ritratto ... l'unico problema è che è estremamente difficile da esporre e necessita di grande esperienza per essere sfrutatta a fondo e il problema ultimo - e unico - è che per imparare a usarla correttamente occorrono molti anni ... anni che nessuno più è disposto ad aspettare.
Senza contare poi che per riavere tutto quello che la Velvia, per citare solo la diapositiva più conosciuta intendiamoci, è capace di ridarti occorre imparare pure a proiettare ... eh si ... non lo sa quasi nessuno ... ma la verità è che proiettare è difficile quasi quanto stampare ... e non basta solo acquistare il proiettore più costoso in circolazione per essere sicuri di riuscirci bene!

avatarsenior
inviato il 06 Marzo 2018 ore 15:05    

Scherzi o sei serio?



se riporti la mia frase per intero forse si capisce meglio ;-)

avatarsenior
inviato il 06 Marzo 2018 ore 15:12    

"Chi si contenta gode" è il motto giusto per l'analogico e il motivo per cui ancora tanti lo desiderano



Non proprio ... è solo il motto adatto a che si accontenta ... anche delle semplificazioni del digitale ovviamente perché imparare a terminare, terminare nel senso letterale del termine, una fotografia nell'attimo del click fatidico è quello che differenzia chi sa cosa vuole da chi invece non fa altro che sprecare tempo nel cercarlo!
In altre parole devi sapere da te quello che vuoi ... non sperare di trovarlo in un mare magno di possibili soluzioni rese accessibili a tutti dalla diavoleria digitale ;-)

avatarsenior
inviato il 06 Marzo 2018 ore 15:13    

MrGreen vedo che alla fine inizia a venire fuori una verità che non si vorrebbe ammettere: con qualunque tecnologia tu fotografi, se vuoi risultati al top devi imparare, poi imparare, poi imparare ... MrGreen
Il fatto è che, oltre ad una maggior predisposizione per la pazienza (che i ritmi attuali nemmeno ti concederebbero di avere), negli anni dell'analogico c'era anche più probabilità di trovare chi ti sapesse insegnare "veramente", se non altro perché quella tecnologia aveva più di 100 anni di esperienza alle spalle; oggi è difficile anche solo trovare un tutorial decente in rete, non parliamo poi di "maestri" in carne ed ossa, soprattutto per tutto quello che concerne la stampa

avatarsupporter
inviato il 06 Marzo 2018 ore 15:16    

Vedi PaoloMcmlx, quello che dici è comprensibile, ma se volessimo passare dalle chiacchiere ai fatti, bisognerebbe introdurre una metrica, cioè un metodo che misuri i parametri su cui puoi giocare in input e l'effetto sull'output, e poi applicare tale metrica ad entrambi al digitale e all'analogico, lungo tutta la filiera. E' una attività che si effettua normalmente in altri settori, per dare valore economico ai processi, agli strumenti e ai risultati, ma in fotografia non ha molto senso sbattersi per arrivare ad una misurazione del genere. Tanto la situazione di come vanno le cose è sotto gli occhi di tutti e ognuno è libero di tenere e buttare quello che vuole.
Sono solo alcuni che hanno paura di sentirsi inferiori e denigrano quello che non conoscono. Pur conoscendo gli enormi vantaggi del digitale, non ho problemi ad apprezzare una bella foto stampata in analogico e le capacità di chi l'ha saputa fare. Non devo allontanare da me un mondo che ormai sta sparendo reputandolo inferiore.
Probabilmente quello che tu dici della Velvia, valeva anche per i pittori del '600 riguardo la capacità e le tecniche per produrre i colori dalle terre colorate e sostanze naturali. Che ci vuoi fare? Il tempo passa, le cose cambiano. Il segno fisico del pennello sulla tela non te lo fa il digitale e neanche la Velvia. Se qualcuno penserà che era importante, lo faranno con una stampante 3D. Quando hai strumenti più flessibili, tutto quello che potevi fare prima, lo puoi rifare e meglio.

In altre parole devi sapere da te quello che vuoi ... non sperare di trovarlo in un mare magno di possibili soluzioni rese accessibili a tutti dalla diavoleria digitale

Verissimo! Questa è davvero la cosa più difficile, che uno dipinga, faccia foto in analogico o in digitale.
Sottolineo la parola "accessibili" che hai usato. Le soluzioni anche evolute oggi sono decisamente più accessibili di quelle dell'analogico, ma non vuol dire che siano accedute da tutti.
Però, anche chi non sa cosa vuole e non ha voglia/tempo/capacità di accedere al potenziale disponibile, guardando le gallerie qui si Juzaphoto, dovrebbe riuscire a distinguere se il fotografo sapeva quello che voleva, da quello che semplicemente ha ripreso ciò che gli è capitato sotto al naso. Quando un osservatore riesce a fare questa distinzione, può iniziare un percorso di crescita ...usando lo strumento e il metodo che vuole.

oggi è difficile anche solo trovare un tutorial decente in rete

Vero. E' tutto frammentato e semplificato perchè ciò che sta sotto è molto più complesso di prima. Una formazione sistematica e omnicomprensiva va ben oltre la conoscenza artigianale con qualche estensione di chimica di un tempo. Oggi, oltre alla fisica e all'elettronica che serve per capire gli strumenti di ripresa, ti tocca avere solide base di algebra lineare ed informatica se vuoi veramente capire il potenziale delle immagini riprese e riprodotte. Non sono competenze che recuperi con un paio di video su Youtube e neppure passando tempo in qualche laboratorio, dove al massimo impari le procedure (senza capire perchè funzionano).
E' un caso che su centinaia di migliaia di iscritti al forum ce ne sia uno solo che costruisce profili ?
Quelli capaci di decodificare un bayer si conteranno sulla punta delle dita, e se lo sanno fare, magari non sanno nulla dei semiconduttori che servono per fare un led di potenza e di come quello spettro interferisca con le sensibilità dei sensori.

Insomma, torno al punto di prima di PaoloMcmlx: le cose cambiano. Anzi si allargano: per certi aspetti sono più semplici (Smartphone) e per altre più complicate e potenti(ciclo completo digitale).
Trovare un equilibrio tra questi estremi, o rifiutarli entrambi e tornare indietro, magari fino alle incisioni rupestri, dipende dalla voglia, dagli scopi e dalle capacità di ognuno. Altrimenti basterebbe che si iscrivesse al forum uno scultore e avrebbe piano titolo di prenderci tutti per il cu.. sostenendo che nessuno riesce a fare il 3D come lui. ;-)

avatarsenior
inviato il 06 Marzo 2018 ore 15:50    

Concordo con Globol. Pur essendo un vecchio fotografo che ha iniziato a scattare su pellicola nel 1959 e per divertimento ha scattato con diverse macchine fotografiche, anche folding 4"x5", ritengo cheoggi col digitale si faccia un BN stupendo. Ricordo le ore in camera oscura, l'asciugatura delle stampe, la spuntinatura...una fatica per ottenere risultati che oggi ottengo, migliori, con qualche colpetto di mouse. Inoltre partendo da un file raw ho moltissime vie d'uscita, anche in bn (contrastato, lowkey, higkey ecc.), tutte cose che prima andavano decise al momento dello scatto o, quanto meno, al momento dello sviluppo della pellicola e se nel percorso si commetteva un errore, era irrimediabile. Sono arrivato al digitale con la Canon 300d e ricordo che con i suoi 6mp mi dava dei 40x50 incredibilmente belli.
Anche oggi ci si può divertire ad andare da Roma a Firenze guidando una berlina degli anni 50 o 60, magari lungo la via Cassia. Ma se ci "devo" andare a Firenze, treno a parte, preferisco una berlina BMW o Mercedes attuale. Nell'hi-fi, hobby che ho praticato solo per il mio interesse per la musica, quindi ascoltando questa e non l'impianto, ci sono discussioni analoghe: amplificatori a valvole o no, cd o vinile ? Ci sono persone, purtroppo anche con vecchie orecchie, che sono convinte di percepire una differenza tra il vinile ed il cd. Io ho scelto l'amplificazione in base all'estetica: il preamplificatore a valvole fa bella mostra di sé, abbinato ad un poderoso finale allo stato solido, ma con altre amplificazioni, estetica a parte, il risultato era lo stesso. Poi ho anche un buon giradischi: ogni tanto metto su un LP. Lo tiri delicatamente fuori dalla sua bella custodia, lo poni sul piatto, lo spolveri, lo ascolti..magari con qualche crepitio. Però dura solo 20' a facciata (già, occorre girarlo). Poi è necessario fare tutte le operazioni inverse. AL contrario, prendo il cd come capita, lo inserisco nel lettore e vado aventi per più di un'ora, anche facendo altre cose. IL cd, dopo molti ascolti, è come nuovo. Sugli LP avrei qualche dubbio. Concludendo, sono state inventate le automobili e le motociclette, però il mondo è pieno di gente che va in bicicletta o a cavallo, financo a piedi: nessuno di questi però credo possa sostenere che la bicicletta è migliore della moto. In fotografia, invece......

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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