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inviato il 20 Settembre 2018 ore 13:57
Nulla di più soggettivo dei gusti sull'estetica, infatti a me piace e anche parecchio... non so, dato che, leggo, la faranno anche con attacco K, se realmente dovesse arrivare alla vendita potrebbe anche darsi che ci facessi un pensierino... per il b/n, sopratutto... vedremo! |
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inviato il 20 Settembre 2018 ore 14:22
ma il senso di usare una tecnica ormai morta Beh se ti limitassi a definirla una tecnica poco usata converrei teco ... ma a definirla morta, soprattutto tenendo conto del fatto che esistono ancora oggi branche della fotogarfia chimica dove il digitale non può proprio competere, mi sembra onestamente azzardato! Poi, sia chiaro, ognuno è libero di pensarla un poco come meglio gli aggrada ... |
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inviato il 20 Settembre 2018 ore 14:23
Comunque, tornando in tema, questa Reflex a me ricorda tanto, soprattutto vista la posizione del pulsante di scatto, la mitica Topcon! |
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inviato il 20 Settembre 2018 ore 15:06
Sì è vero! La Topcon RE Super del 1963 (55 anni!)
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inviato il 20 Settembre 2018 ore 15:41
Dicono i francesi:"plus ça change, plus ça reste egale"... penso non ci sia bisogno di traduzione! O, se vogliamo, i corsi e ricorsi storici... non me ne intendo assolutamente ma mi pare di avere letto/capito/sentito che anche in campo musicale c'è un ritorno al vinile... senza contare che molti amici di Juza non hanno mai dismesso la pellicola... sarò cattivo profeta ma ho l'impressione che sentiremo ancora parlare di questa macchinetta... senza contare che l'uovo di Colombo dei dorsi precaricati intercambiabili è una ghiottoneria, come pure la baionetta a scelta... a patto, ovviamente, che il tutto sia realizzato a regola d'arte perché se iniziamo con giochi, infiltrazioni di luce e quant'altro allora il progetto muore sul nascere... |
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inviato il 20 Settembre 2018 ore 21:42
TOPCON ... la massima espressione della reflex professionale degli anni '60. |
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inviato il 21 Settembre 2018 ore 19:08
Ma la Topcon come la Exacta aveva il diametro del bocchettone troppo piccolo... |
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inviato il 21 Settembre 2018 ore 22:11
Per le esigenze dell'epoca quel diametro era sufficiente, e comunque il sistema Topcon, fra la fine degli anni '50 e l'inizio dei '60 era di gran lunga il più esteso e completo al mondo. Purtroppo alcune ricche commesse per l'esercito giapponese convinsero la sua dirigenza a tralasciare il mercato civile per quello che sarebbe dovuto essere un abbandono momentaneo, solo che quando, sul finire degli anni '60, esaurite appunto le forniture militari essa provò a rientrare nel mercato civile trovò la strada sbarrata dal sistema Nikon che aveva ormai preso il largo. |
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inviato il 23 Settembre 2018 ore 9:15
Sempre nel mercato dell'usato si possono trovare per 400 euro fotocamere professionali 6x6 con dorso intercambiabile... da leccarsi i baffi. Altro che questa NUOVA Reflex. Eeeek!!! Mah... Confuso Oddio... Le zenza non sono male, ma da leccarsi i baffi, per quelle cifre, c'è ben altro... Tipo mamiya RB/RZ, fuji gx680, Pentax 67, mamiya 645, ecc ecc... Per poco più ci sono già le Hasselblad 500 c/m... |
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inviato il 26 Settembre 2018 ore 12:34
tecnicamente, è morta. Forse solo con il b/n, al momento, la pellicola si salva. ma la pellicola a colori (parlo di fotografia da reflex, non conosco e non mi interessano campi di applicazione molto particolari e specifici), dal punto di vista razionale non offre alcun vantaggio rispetto al digitale. Scegliere di usarla è solo per ragioni sentimentali piuttosto che di autolimitazione, ragioni valide ma appunto irrazionali. Il confronto con altre tecnologie date per morte non regge: il forno a legna, ad esempio, presenta diversi svantaggi rispetto a quello elettrico o a gas, ma anche i vantaggi che ne hanno consentito la sopravvivenza. Vantaggi reali. Mentre il discorso del vinile è vero: nonostante praticamente nessuno di chi lo sostiene sarebbe in grado di riconoscere la fonte di una riproduzione, se non fosse per i caratteristici fruscii e irregolarità della puntina, effettivamente sono tornati in produzione i "giradischi"...ma non è perchè sia una tecnologia ancora valida, solo al 99% per il piacere di maneggiare un disco fisico e doversi costringere ad ascoltarlo senza telecomando. Ma con che numeri? l'ascolto da vinile rispetto a supporti digitali è, forse, passato dallo 0,00000001% allo 0,0000001%...si, è decuplicato..ma nulla è e nulla resta. La tecnologia è morta, gli oggetti che la usano sono tenuti in vita dalla nostalgia e dal fascino per il vintage, che vale peraltro per tantissime altre cose parimenti altrettanto evidentemente obsolete. Strano che nessuno abbia nominato i libri, dati per morti con l'avvento dei primi ebook...ma anche li, come col forno a legna, la ragione per cui nn sono scomparsi è che il surrogato digitale ha migliorato alcuni aspetti (dal numero di libri contenuti, alle funzioni accessorie come traduttori ecc, ma per altri non è riuscito. Per cui il libro cartaceo continua a esistere perchè continua ad essere superiore in quegli aspetti. |
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inviato il 26 Settembre 2018 ore 14:44
No Angor ... il libro sopravvive perché è un documento ... e soprattutto perché come dicevano i nostri saggi progenitori latini: verba volant, scripta manent ... e francamente credo non esista nulla di più volatile di uno scritto digitale |
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inviato il 26 Settembre 2018 ore 14:47
Ah, Angor, a proposito, quasi dimenticavo: la pellicola in realtà sopravvive perché la diapositiva è ancora superiore (di gran lunga ... o almeno così dicono) a qualsivoglia sistema di proiezione digitale |
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inviato il 26 Settembre 2018 ore 18:11
ok, ma quanti usano ancora pellicole e proiettano diapositive? siamo nelle stesse percentuali del vinile. Ma, soprattutto, quanti, pensando di attrezzarsi per proiettare le proprie foto oggi penserebbero di munirsi di pellicola e proiettore? Quanto vale la probabile superiorità di dettagli (ammettendo di riuscire a catturarli e proiettarli) in rapporto alle possibilità che offre il digitale (numero di scatti disponibili, velocità di preparazione, possibilità di recupero e correzione, possibilità di unire scatti per fare panoramiche e, perchè no, farne titoli dissolvenze e via dicendo? Io credo che ben poche persone oggi come oggi, amatori o professionisti, ipotizzino di usare diapositive per farne proiezioni. Questo, per me, vuol dire che una tecnologia è "morta", non tanto che sia fisicamente sparita o impossibile da utilizzare. |
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inviato il 26 Settembre 2018 ore 18:49
"Morta per te" perdonami la franchezza ma non significa nulla. Finché viene prodotta e utilizzata non è morta, è una nicchia certo, ma non è morta. E se ti limiti a parlare di aspetti tecnici non cogli tutti gli altri motivi per i quali qualcuno sceglie una tecnica e tecnologia piuttosto che un'altra). Poi perché il b&n a pellicola avrebbe una ragion d'essere mentre invece le pellicole a colori no? Sempre per qualche tua idea che può essere diversa da quella degli altri? |
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