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inviato il 22 Settembre 2017 ore 12:35
Aggiungo che su Juza ci sono autori validi poco visualizzati che ho avuto il piacere di guardare il loro sito proprio per approfondire sull'autore. |
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inviato il 22 Settembre 2017 ore 21:33
CesareGiancarlo io ho letto benissimo le sue prime disquisizioni che non condivido. L'arte prende forma e sostanza grazie alle esperienze e alla storia dell'artista. Parlando con un artista, anche un fotografo normalmente si rimane affascinati dalla cultura che promana dalla persona. Ogni opera ha un significato ed una storia ed è proprio quella storia che rende l'opera diversa dalla sua riproduzione o copia. La naturalistica non fa eccezione perché s'immagina che il fotografo l'esperienza se la sia fatta sul campo. Poi non è così ed il fotografo ha barato andando a fotografare in zoo e cattività ecc? Questo lo sa solo lui però le sue foto valgono meno perché carenti di uno dei requisiti fondamentali, la conoscenza della materia. Le foto diventano belle per le emozioni che esprimono, i colori, lo sfuocato ecc sono una cosa importante ma non ci vuole solo quello. Poi ripeto uno può pensarla come vuole, solo prego chi si rivolge a me lo faccia senza dire che io non ho letto perché non parlo a vanvera...... |
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inviato il 22 Settembre 2017 ore 22:43
Considerare fotonaturalistica scatti fatti da spot a pagamento equivale a definire latin lover chi frequenta escort. In altre parole, può dare grandi risultati e piaceri, ma la capacità di conquista é praticamente nulla. Questo é il mio pensiero |
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inviato il 22 Settembre 2017 ore 23:57
Argomento più volte dibattuto e su cui, personalmente, mi sono interrogato diverse volte. Come in tutto credo ci voglia una via di mezzo...il giudizio di uno scatto non può non essere influenzato dalla difficoltà dello stesso. Se mi guardo in casa non posso considerare le poiane delle Valli Argenta al pari di quella che ho fatto io perché so quanto lavoro c'è dietro...so le levatacce alle 6 del mattino giornalmente per approvvigionare il capanno e con qualsiasi condizione meteo. Con questo non giudico negativamente chi fruisce dei capanni a pagamento perché mi rendo conto che non tutti hanno la possibilità ed il terreno per potersi costruire il capanno e quant'altro... è altresì vero, però, che il giudizio per situazioni dove tutto è già pronto diventa più severo. Quindi, pur non essendo un commentatore "seriale", per rispondere alla tua domanda dico che una foto "difficile" per quel che mi riguarda ha più meriti e che la "difficoltà" influenza sicuramente il giudizio . Simone |
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inviato il 23 Settembre 2017 ore 0:17
Beh la fatica è certamente un merito che non per forza serve per tornare a casa con lo scatto migliore. Si può anche faticare poco e tornare con lo scatto che si aveva in mente...anche se difficilmente le due cose sono conciliabili con la naturalistica. Ritengo invece grave postare foto di poveri animali in cattività e spacciarle per foto "wild". Personalmente a meno che non servano per portare avanti una protesta per me non hanno alcun valore fotografico e non sono mai belle...ma questi sono solo i miei gusti. E c'è un'enorme differenza tra animali liberi ed animali in cattività...enorme anche fotograficamente |
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inviato il 23 Settembre 2017 ore 9:04
Egregio Signor @l'oggetto vedo che ho titillato la sua sensibilità e ne prendo atto. La sua persona promana cultura e conoscenza troppo vaste perché io possa anche per un solo momento competere con lei. Devo tuttavia, con grande dispiacere , ripetere quanto ho già scritto. Lei non ha capito (mi scusi intendevo dire che non sono stato capace di spiegarmi) che la foto naturalistica (in un altro thread) era uno spunto per parlare di foto in generale e della valutazione che si dà in relazione alle difficoltà per ottenere quegli scatti. Nel mio primo post ho scritto” che se uno fa una bella foto di un panorama dal Monte bianco io giudico la foto e non se il fotografo è salito scalando la montagna o ci è arrivato con la funivia.” Un altro spunto che le è sfuggito – mi scusi l'ardire !! – è che proprio mostrando le mie foto del ponte tibetano in Pakistan o della foresta amazzonica in Ecuador ho capito che la mia asserzione (in corsivo qui sopra) poteva essere errata. Descrivendo come ho ottenuto quegli scatti ho visto che il giudizio si modificava diventando più positivo. La conseguenza di questo, però , è che se uno infarcisce di descrizioni i suoi scatti aggiungendo fatti non proprio reali ne trae vantaggi nel giudizio delle persone. La lascio con una domanda : lei ha scritto : Parlando con un artista, anche un fotografo , normalmente si rimane affascinati dalla cultura che promana dalla persona. Ora, ponendo che sia possibile incontrare e parlare con ogni fotografo di cui giudichiamo gli scatti lei potrà senz'altro spiegarmi come lei fa a incontrarli tutti. |
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inviato il 23 Settembre 2017 ore 9:15
A mio avviso questa discussione trova importanti punti in comune con un'altra attiva in questi giorni: www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=2494761 Cosa sia oggettivo e cosa soggettivo, anche nella valutazione di una foto, è sempre un tema delicato, soprattutto in tempi in cui è l'intero campo delle arti visive che sembra rifiutare oggettività, linguaggi condivisi ecc. |
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inviato il 23 Settembre 2017 ore 16:50
Devo dire che quando ho aperto questo thread (che- come avrete capito - era volutamente provocatorio) non pensavo che ci fossero interventi così numerosi . E' chiaro che riassumendo si può dire che una foto ottenuta in condizioni difficili merita una valutazione più benevola ma il vero problema è che quando guardiamo le foto non abbiamo quasi mai i dettagli necessari e qualche volta quando li abbiamo c'è sempre la possibilità che siano "gonfiati". Vedevo l'altro giorno un filmato di National Geographic che in un altro thread qualcuno ha segnalato. Si vede un fotografo nella giungla coperto di insetti che gli entrano negli occhi, in bocca, ha le mani coperte di insetti neri, ha difficoltà a respirare, fà molto caldo e l'umidità è alle stelle; insomma una situazione al limite della sopportazione ! Bene, le foto che quel fotografo ha fatto noi le abbiamo viste su National Geographic e le abbiamo apprezzate per quello che sono non per gli antefatti che ignoriamo. E' triste ma è così. |
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inviato il 23 Settembre 2017 ore 20:25
Prima apprezzo lo scatto il resto è secondario. In ogni caso ogni foto è a sè. Probabilmente certe valutazioni possono essere prese nei concorsi fotografici...dico probabilmente perchè se una foto se non colpisce non deve essere giustificata dalle difficoltà riscontrate del fotografo. Nelle immagini di reportage ad esempio le si possono notare senza alcuna spiegazione. Quante volte ci capita di apprezzare una foto e a distanza di tempo scopriamo l'autore come l'abbia realizzata. Una delle foto ormai storiche di Bolt alle ultime olimpiadi (che hanno pubblicato tutte le grandi testate giornalistiche) è nata "involantariamente" (almeno così aveva dichiarato l'autore). Infatti il fotografo era impegnato con gli atleti del salto in lungo (se non ricordo male) quando si è visto sfrecciare Bolt alle spalle. A suo dire ha scattato d'istinto...si son visti i risultati. Forse è proprio l'autore che conosce i retroscena delle sue immagini ha fare queste valutazioni...per noi semplici osservatori sono informazioni in più che in ogni caso condizionano il nostro apprezzamento. Ma uno scatto che non ci piace sicuramente non ci farà cambiare idea per le difficoltà riscontrate. |
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inviato il 23 Settembre 2017 ore 21:09
Su internet, viene premiata esclusivamente l'estetica. Punto. Una foto, per avere successo, deve essere bella, ben composta, con bei colori e buon dettaglio (quest'ultimo, non sempre...). Un fotografo può impiegare mesi per ottenere uno scatto unico ed irripetibile, ma se non è bello e ruffiano, non "sfonda". Se poi il soggetto è libero o, allevato in cattività (mantidi dello Sri lanka, rapaci di S.Alessio, farfalle allevate in cantina, ecc.), è un dettaglio secondario e che non interessa a nessuno. E se anche interessasse a qualcuno, non farebbe differenza, perché rappresenterebbe l'1% degli utenti di un sito (ma non penso che la percentuale sia così alta). E' così dappertutto, su tutti i siti...rassegnatevi (io, l'ho già fatto ) Tralasciamo i discorsi sui capanni a pagamento, sulla fotografia naturalistica italiana, ecc...le migliaia di foto(copia) all'upupa, parlano da sole |
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inviato il 24 Settembre 2017 ore 9:04
Purtroppo mi sono fermato alle scuole basse però forse in questi casi non è la cultura che serve ma la logica. Se io dovessi giudicarla dal suo stemma araldico e dal nome che porta dovrei dire..... fantastico sono al cospetto di un nobile di una casata importante. Invece da come scrive appare una persona normale rispettabile (anche se non apprezza chi la contraddice ). Al pari è giudicare un'opera (una foto). Uno può farlo senza conoscere niente dell'autore (ergo esperienze, difficoltà ecc) oppure avendone conoscenza. Se non si ha conoscenza ci si limita ad apprezzarne il mero valore estetico ma è cosa limitante. Ho passato due anni su Juza a fare commenti del tipo il magenta è troppo accentuato, la foto è morbida, il taglio ecc. Mi sono fatto due palle terrificanti e sono passato al bella bellissima e troppo bella. La maggior parte dei fotografi su Juza non sanno niente di natura e pensano di fare foto naturalistiche. Poi ti accorgi che i rametti che utilizzano per i posatoi sono sempre gli stessi, che il vermetto in bocca all'uccellino viene dallo Sri Lanca mentre l'uccellino in quella nazione non c'è mai stato. Che i falchi pescano sgombri di fiume o cavedani di mare ecc, insomma che fanno foto innaturalistiche. E potrei fare ancora mille esempi senza citare le foto fatte in cattività che evidentemente le stanno a cuore. Ma come si possono apprezzare queste cose? La difficoltà dunque che poi ad un occhio attento fa apprezzare la foto è anche capire che quel fotografo ha dovuto mettere in pratica competenze e conoscenze di ogni genere prima di realizzare lo scatto. Naturalmente al popolo di internet bastano quattro colori tirati al massimo per fare ohhhhhh!!!! |
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inviato il 24 Settembre 2017 ore 9:31
@l'oggetto - Il suo commento mi è piaciuto non ho difficoltà ad ammetterlo, mi tocca però farle alcune precisazioni: 1) lo stemma che lei vede come avatar non è uno stemma araldico ma più semplicemente è lo stemma della Marina Italana della quale ho fatto parte. 2) lei scrive riferendosi a me : foto in cattività cattività che evidentemente le stanno a cuore. . Ma quando mai ! Devo ancora una volta precisare che il thread che ho iniziato prendevo lo spunto, solo lo spunto da un altro thread che trattava appunto le foto naturalistiche. Lo spunto era per mettere in evidenza che le foto dovrebbero essere giudicate per quello che si vede (con la dovuta attenzione ai dettagli forniti dal fotografo). Io non mi sono mai occupato di foto naturalistiche, non so come si fanno , non mi interessa farle , le mie foto sono solo foto di viaggi in paesi più o meno lontani. Sono d'accordo con lei che i falsi come un pesce volante nel lago di Garda sono ridicoli e ridicolizzano il fotografo. Per ultimo non è vero che non apprezzo chi mi contraddice anzi apprezzo il contradittorio che è la vita della conoscenza reciproca , non apprezzo invece chi si inalbera se dico che non ha letto tutti i post ! E questo è vero perché se lei avesse letto tutti i post (non solo i miei) di questo thread avrebbe visto che io riportavo sempre il tema sulle foto in generale e sulla relativa importanza che hanno le difficoltà per ottenerle. |
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inviato il 24 Settembre 2017 ore 9:34
ne abbiamo parlato mille volte. ognuno fa quel che vuole ma la cosa più bella è catturare un'emozione e viverla. più difficile trasmetterla agli altri perchè spesso la cosa richiede anche doti comunicative. insomma una foto è...DUE foto.... nel senso che una si vede mentre l'altra è quella che hai vissuto,quello che c'è dietro,la sfida,la ricerca,l'avventura. per il vero fotografo la seconda parte non vale mai meno della prima anzi.... personalmente potevo fotografare un gufo reale da un falconiere invece che passare notti insonni per cercarlo e mancarlo sistematicamente(poi si è fatto trovare all'alba ) ma che senso avrebbe avuto?? forse la foto sarebbe venuta meglio dal falconiere ma l'emozione sarebbe stata zero o poco più. quindi ,il vero appassionato di natura vede il lato B della foto,quello che c'è dietro. il lato A lo vedono tutti. spesso sono prolisso e certo di accompagnare alla foto la sua storia o quello che significa per me. e non fa differenza se la foto è scattata dietro casa o nella foresta del borneo.l'appassionato rivivrà quel brivido rivedendo la sua foto. poi è difficile trasmettere emozioni e non sempre ci si riesce.. ..ma io adoro il lato B!! |
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inviato il 24 Settembre 2017 ore 9:39
Le cose dette da me avevano l'unico scopo di titillarla perché ognuno di noi è titillabile. E l'errore sullo stemma testimonia la mia scarsa cultura Ad ogni modo quando c'è il rispetto delle persone e delle opinioni altrui ci sono punti d'incontro anche nelle opinioni più differenti. Alla prossima, anzi vediamo ancora che succede in questo post che non trovo esaurito. |
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inviato il 24 Settembre 2017 ore 9:50
Steff come darti torto sul lato B? |
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