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inviato il 01 Luglio 2017 ore 20:38
“ Su questo non sono d'accordo. Il nemico dell'italiano sono gli italiani, a cominciare da quelli dell'Accademia della Crusca, che non capisco cosa ci stia a fare se si limita a fare il "docente" di una lingua che non protegge. „ Forse mi sono espresso male, io sono d'accordissimo con te su questo. Ma proprio prendendo parola per parola quanto ho quotato, mi viene da dire che il nemico primo della lingua italiana è l'italiano, per questo dicevo che converrebbe secondo me concentrare gli sforzi su chi la distrugge giornalmente. Quando mi capita di ascoltare qualche telegiornale italiano mi viene la pelle d'oca. Poi come dice Rcris non ha senso buttare lì parole in inglese tanto per.. io però parlavo di un utilizzo più mirato.. però un italiano che spara parole in italiano a caso o che spara parole inglesi a caso bhe... fatico a dire cosa sia peggio ma un italiano che maltratta la sua lingua natia è già da fustigare.. il resto è di più. “ La pronunciava "morronles"... Lo detestavo veramente di "cuore". „ come non essere d'accordo.. |
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inviato il 01 Luglio 2017 ore 20:49
“ Forse mi sono espresso male, io sono d'accordissimo con te su questo. Ma proprio prendendo parola per parola quanto ho quotato, mi viene da dire che il nemico primo della lingua italiana è l'italiano, per questo dicevo che converrebbe secondo me concentrare gli sforzi su chi la distrugge giornalmente. Quando mi capita di ascoltare qualche telegiornale italiano mi viene la pelle d'oca. „ Scusa avevo inteso male. Sono pienamente d'accordo anche con Rcris. Sono esempi di un uso linguistico miserabile, a dir poco. |
user81826
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inviato il 01 Luglio 2017 ore 21:10
Ulisse, per rispondere al tuo commento nella pagina scorsa ti dico che fai benissimo. Io ti ho portato il mio pensiero, ben distante dal tuo nei meriti della questione però ripeto che fai benissimo a portare avanti il tuo ideale, almeno c'è un impegno sotto. Non mi trovo assolutamente d'accordo comunque con quanto affermato nella prima parte del commento di Rcris. Ho avuto modo di confrontarmi con un discreto numero di stranieri nella mia vita e ho sempre notato che l'italiano medio, generalizzazione d'obbligo anche se non mi piace farla, si butta molto meno nel parlare l'inglese, specialmente quelli che un po' lo parlano. Spesso ho visto che le cause di questa cosa risiedono nella paura di essere ridicolizzati e della pronuncia. È assolutamente normale che l'italiano parli inglese con accento italiano e che non abbia una pronuncia da madrelingua solo che "noi" ce ne preoccupiamo troppo. Quando mi trovo a parlare con finlandesi, tedeschi, russi, spagnoli sento benissimo il loro accento non anglofono, e allora? Per non parlare degli inglesi stessi. Il barbiere del mio paese di origine è un britannico che vive da almeno 40 anni in Italia e ancora non ha perso una virgola di accento Alla fine trovo molto più importante farsi capire in maniera corretta, imparare ad usare i giudizi e le opinioni ponderatamente, evitare generalizzazioni, saper ascoltare e così via ed è qui che secondo me manca la vera educazione delle persone. |
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inviato il 01 Luglio 2017 ore 23:32
@PaoloPgC anche un'altra volta mi avevano fatto notare che lente è una sineddoche per obiettivo, ma io sono un nostrano brianzolo e continuo a pensare che è preso da lens inglese. Nella mia esperienza la stragrande maggioranza in Italia pronuncia manàgement, convinti di fare fino, boh! Ci vuole un anno buono all'estero per capire senza sforzo l'inglese, per il tedesco anche di più. Poi ci sono quelli che vivono in Danimarca con la moglie italiana, si convincono di aver imparato l'inglese (come parlato dai danesi) e pubblicano libri fotografici in inglese (a loro spese, of course) con didascalie che sono una vera comica (taccio il riferimento per carità di patria) |
user81826
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inviato il 02 Luglio 2017 ore 11:29
L'italiano non è latino. |
user127611
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inviato il 02 Luglio 2017 ore 11:57
ma deriva dal volgare |
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inviato il 02 Luglio 2017 ore 15:48
Ulisse: “ Serve a impedire che uno si sveglia al mattino un po' più depresso del solito e per darsi un tono si mette a fare l' "inglese" in contesti dove essere ben compresi è importante. I casi eclatanti degli ultimi anni possiamo ravvisarli soprattutto in tre lemmi... "tsunami", "spending review" e "spread". Il primo imposto dai giornalisti e il secondo e il terzo dai politici e tutti da un giorno all'altro. In primis, chi li ha autorizzati a imporre questi lemmi? „ 1. chi autorizza te a dire che qualcuno li ha imposti questi termini? Li ha semplicemente utilizzati, come chi ha deciso di mettere on ed off in un apparecchio della pressione. il termine imporre è oltremodo inappropriato. 2. Tsunami non è assolutamente sostituibile con la parola maremoto, NON è un maremoto, è uno tsunami. Il maremoto è un generico moto ondoso anomalo mentre uno tsunami è una grande onda di maremoto. Sono due cose completamente diverse e la tua semplificazione ingenera ignoranza, inesattezza, confusione. Se è questo il vantaggio della messa al bando di termini d'origine straniera (perchè straniero è il fenomeno, da noi quasi non esiste) allora vedo solo impoverimento linguistico. “ I francesi sono molto rigorosi in tale aspetto e addirittura rifiutano il vocabolo computer, tenendosi il loro "ordinateur". In qualche modo, facciamo sempre la figura del papero nero... „ 3. i francesi dal punto di vista linguistico sono un caso umano. Non riescono mediamente a parlare alcuna lingua che non sia la loro. L'unica cosa su cui ti do ragione è la comprensibilità nei confronti di persone che hanno problemi ad aggiornarsi, così è corretto scrivere REVISIONE DELLA SPESA assieme alla dicitura celeberrima straniera. Assolutamente contrario ad abolirla invece, poichè il processo di unione linguistica non va assolutamente fermato. Non mi importa se qualcuno si fa bello usando male le lingue straniere, meglio usate male che non usare. Chissà quanto parlano male l'italiano gli stranieri. Non mi interessa se uno straniero parla male l'italiano, spero solo che riesca a farsi capire. Siamo in un periodo che va verso l'unificazione linguistica e non accetto ostacoli su questo. Il linguaggio tecnico prevede termini stranieri. Il linguaggio sentimentale anche, se dico " Me gustas, mi corazón es para ti " sono convinto che oltre il 50% di chi legge in Italia ne afferra il significato. Le canzoni in francese, inglese, spagnolo, supportano termini che i giovani tendono a canticchiare e a volte a ricercarne il significato. Una canzone spagnola di qualche anno fa diceva sempre "malo", e molti hanno scoperto che significa "cattivo". Sulla globalizzazione occore fare distingui poichè il termine racchiude moltissimi significati da vagliare separatamente su differenti livelli: - produzione dei beni su ampi territori: risucita - benessere economico: ha fallito miseramente, il divario tra ricchi e poveri è aumentato. - livello linguistico: ha mescolato parecchio le carte e sta procedendo inesorabilmente in direzione dell'unione linguistica mondiale, che ragionevolmente non può avvenire prima di circa 300 anni salvo fatti di estrema gravità planetaria. - livello culturale: continua uno scambio, nel bene e nel male, cattive e buone abitudini si spostano, la mafia, la musica, il crimine, la cucina, la religione, il cinema. - livello di comunicazione: parzialmente riuscito. internet ha fatto molto (paragonabile la sua funzione a quella della televisione e della RADIO italiana nazionale, sono passati 90 anni , per il passaggio in cui l'Italia parlava al 90% il dialetto al giorno d'oggi in cui si parla prevalentemente italiano, con tutte le sue contaminazioni poichè la lingua è in continua evoluzione) , ma alcune culture sono ancora isolate e noi siamo totalmente ignoranti nei loro confronti. C'è stata una perdita enorme di lingue rare nel mondo e continua ad esserci, e per perdita non intendo il passaggio ad altre lingue ma il loro annullamento totale. L'italiano non sarà mai perso perchè è codificato come lo è il latino, la lingua persa invece è quella lingua che con l'ultimo anziano che la parla e muore, si spengono per sempre alle nostre possibilità di conoscenza. - ecc... poichè la globalizzazione non è riassumibile nei pochi punti che ho citato. |
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inviato il 02 Luglio 2017 ore 17:03
@Ooo se qualcosa l'hai imparato in inglese (ammettiamolo, più raro che l'abbia imparato in swahili, quindi in pratica stiamo parlando dell'inglese al 90%) sei portato ad avere difficoltà a tradurlo in italiano quando è poco comune nella vita di tutti i giorni. Per esempio, "smoothing" è un operazione per cui uno spettro rumoroso viene convertito in uno spettro "smoother", non è dissimile da una media mobile, ma non è la stessa cosa. Non sono mai riuscito a tradurre smoothing ai miei clienti. "Clarity" presente sotto SW Adobe non so come si traduce in italiano, oltretutto quanti in Italia pronunciano correttamente Adóbi oppure Bacardì? I francesi hanno adottato ordinateur, octet e souris perché sono un popolo fiero della propria lingua, nel momento del bisogno ricadono su qualche testa fina ENA come Macron (che a tredici anni suonava bene il piano), noi in politica abbiamo laureati alla Razzi o fuoricorso alla Salvini |
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inviato il 02 Luglio 2017 ore 17:18
senza contare l'acquisto della laurea in Albania del Trota. “ quindi in pratica stiamo parlando dell'inglese al 90% „ Attenzione a fare valutazioni periferiche e su una visione di corto raggio. Obama decise di fare parte dei suoi discorsi in spagnolo vista la grande quantità di ispanici nel suo paese. Se noi usiamo di più l'inglese lo dobbiamo a motivi: - storici: l'Inghilterra ha colonizzato l'America del nord, l'Africa orientale, l'India, l'Australia. - tecnici: siamo un popolo tecnologico, e la lingua più usata è l'inglese, negli aeroplani, nei settori di consumo, ecc... Nulla contro l'adorabile swahili ma è parlato solo da 80milioni di persone. l'inglese si approssima al miliardo e 400milioni di persone. Il cinese mandarino, che per noi è difficile a causa dei logogrammi, è parlato da un miliardo e 250milioni di persone segue lo spagnolo con circa mezzo miliardo di persone. www.travel365.it/lingua-piu-parlata-al-mondo.htm |
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inviato il 03 Luglio 2017 ore 8:18
Watson, ma hai letto davvero la roba che hai linkato? alcuni di quegli scritti dimostrano inequivocabilmente che la sparata che hai fatto in quel messaggio da me ripreso era davvero superficiale nei contenuti, ed in più di un punto. Se non lo capisci da solo sinceramente poco mi interessa, poi considerando che io reputo superficiale un qualcosa e tu mi rispondi che ho le fette di salame sugli occhi bhe, a questo livello, ti lascio tranquillo con i tuoi link. Leggili però. P.S: Se tu sei convinto di poter davvero capire di questi argomenti leggendo quello che viene scritto solo da una parte (quella che in teoria ha vinto) per quanto mi riguarda sei fuori strada. Di sicuro si spiegano molte cose: “ Attendo quindi da te la Verità su questi processi storici che noi umili non possiamo capire, visto che non ti sei degnato di apportare elementi ma ti sei semplicemente limitato a criticare apoditticamente. „ Dopo una roba del genere puoi aspettare finchè campi, anche perchè fino a prova contraria sei tu che hai sparato fuori delle argomentazioni come minimo ma proprio come minimo discutibili come fossero vere anzi no addirittura le hai spacciate come “ dei semplici dati di fatto „ .. quindi prima di dare del cornuto all'asino .. Basta informarsi un pò meglio e un po' più approfonditamente che su unimondo.org, mi aspetto anche che pretenda di informarti su liberoquotidiano.. certo si fa fatica e magari bisogna pure armarsi di dizionari online., traduttori e scrivere email, lettere quanto altro ma magari si impara qualcosa. |
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inviato il 03 Luglio 2017 ore 12:19
@Maltsev complimenti per essere non solo un grande tecnico, ma anche un umanista! |
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inviato il 04 Luglio 2017 ore 8:09
@Valgrassi: addirittura! troppo gentile.. | |

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