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inviato il 19 Marzo 2017 ore 11:40
Una delle cose che mi mette grande tristezza è il fotografare la povertà di strada: clochard, mendicanti, vecchietti male in arnese, soprattutto quando magari si va in viaggio/vacanza in luoghi che di queste cose ne hanno a iosa, come in Africa (nel qual caso, vi garantisco che la gente del posto non apprezza affatto l'occidentale fotomunito che si aggira bramoso e frettoloso. Scattare, in quel caso, può significare qualche guaio ). |
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inviato il 19 Marzo 2017 ore 11:40
“ (forse perché come ha detto qualcuno nella maggior parte dei casi sono scatti insulsi) „ come la maggioranza dei panorami,della macro,dell'avifauna ecc...e mica parlo di tecnica eh,proprio di inutilità. poi,vai a vedere street di persone che sanno farla,e come me,te ne innamori,o almeno capisci alcuni tipi di scatti e ne apprezzi le contrapposizioni e il significato che va oltre ad una bella immagine che può essere un paesaggio scattato con filtri e acqua setosa. |
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inviato il 19 Marzo 2017 ore 11:56
“ Per fare cosa poi di questi scatti? „ Secondo il tuo ragionamento il 100% delle foto sono inutili, perché ci sarà sempre qualcuno che la considererà brutta o priva di significato o altro. Tornando al discorso “ lochard, mendicanti, vecchietti male in arnese, soprattutto quando magari si va in viaggio/vacanza in luoghi che di queste cose ne hanno a iosa, come in Africa „ Hai colto il punto. Io personalmente non scatterei mai nelle situazioni da te descritte, anche con tutti i permessi del mondo. Ho sempre il timore che passi l'idea che quella foto non sia una rappresentazione artistica (per quanto cruda) della realtà, ma una sorta di ricerca dell'eccesso per compensare magari altre carenze, sia tecniche che di contenuti. |
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inviato il 19 Marzo 2017 ore 11:58
non condivido elraw. ci sono un sacco di modi di rappresentare con dignità una persona poco abbiente. io ne ho una in galleria,la classica appunto,in cui non credo di mancare di rispetto a nessuno non avendo ripreso né i volti,né situazioni di imbarazzo ma raccontando,dal mio punto di vista,una situazione in cui povertà e benessere monetario si incontrano. |
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inviato il 19 Marzo 2017 ore 12:39
Scrodged "Dipende anche da chi fotografi, ad esempio se una persona si veste in un determinato modo forse è anche perché vuole essere notata e se gli viene fatta una foto gli può fare piacere." Si ti do ragione, in effetti alla fine e' facile capire se una persona gradisce o semplicemente acconsente ad essere fotografata. Approfitto per farti i complimenti per le tue foto, mi piacciono. Tra l'altro tra qualche anno potrebbero essere uno studio sulla moda di questo periodo. Un saluto :-) Francesco |
user14286
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inviato il 19 Marzo 2017 ore 20:11
come detto, bisognerebbe chiedersi PERCHE' si scatta. A giudicare dalla qualità media della "street" contemporanea, si direbbe che quasi nessuno si pone la domanda. Sono tutti convinti di dovere documentare momenti di vita, ma non si capisce a che pro...a chi giova...a quale scopo...dal momento che sono situazioni sotto gli occhi di tutti: cioè...ho davvero bisogno di vedere una "street" per sapere che esistono i mendicanti, gli handicappati, i diseredati, i disgraziati, gli sfortunati, gli infortunati? O non è piuttosto la soddisfazione dell' istinto sadico latente del fotografo? Vuoi fotografare la mamma che spinge il passeggino e la carrozzina e schiaffarla sul forum? Perchè? |
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inviato il 19 Marzo 2017 ore 20:19
perchè magari tra 50 anni il passeggino non ci sarà più e via dicendo. |
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inviato il 19 Marzo 2017 ore 20:53
Io mi sono posto un limite, amo molto la street ma credo che la foto dovrebbe sempre rispettare la persona, nelle mie foto cerco sempre il sorriso mai la risata, cerco l'affetto dell'osservatore verso il soggetto ripreso e in fondo alla fine il decalogo del buon vecchio Gilardi è sempre una buona guida sulla strada della street |
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inviato il 23 Marzo 2017 ore 17:38
E' un tema interessante, che offre tanti spunti di discussione sul piano morale prima ancora che legale. In breve: sì, dovremmo porci dei limiti. Distinguerei in base alla finalità della foto. Cosa stiamo fotografando? Una situazione personale o un evento più grande? Esemplificando, eviterei di fotografare una persona che sta male, foto inutile oltre che di cattivo gusto. Diversamente approverei il secondo tipo di fotografia, che anzi potrebbe avere un certo valore documentale se non anche di denuncia, penso gli attimi successivi a un attentato, al pompiere impolverato l'11 settembre, al bimbo morto sulla spiaggia (fotografia molto cruda, ma accettabile). *edit: sono nuovo del forum e ovviamente mi sono impiantato sulla prima pagina senza accorgermi di tutti gli altri commenti :) mea culpa per aver ritrito l'argomento |
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inviato il 23 Marzo 2017 ore 17:43
“ persona che sta male „ “ attimi successivi a un attentato „ Fondamentalmente, se ci pensi, è la stessa cosa però. Ho riflettuto ancora su questo tema e onestamente credo di aver sbagliato nelle due situazioni. Forse avrei dovuto scattare, perché in fondo come dici te ogni foto ha un valore documentale. Probabilmente è il fine mosso da quella [negozio 24] essere il tema principale. Se scatto a una persona che sta male con lo scopo di lucrarci è immorale ad esempio. |
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inviato il 23 Marzo 2017 ore 18:13
Non voglio fotografare i poveri; non voglio fotografare le miserie; non voglio fotografare le tristezze imbarazzanti di chi è invalido. Sarebbe facile farlo e spacciarsi per fotografo sociologo. Sono tanti che lo fanno e se ne vantano. Rispetto la dignità delle persone. Ognuno ha diritto alla riservatezza (oggi si dice privacy) Si tratta di una mia personale sensibilità . |
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inviato il 23 Marzo 2017 ore 18:15
sono felice che nessuno mi abbia riservato una risposta. |
user104642
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inviato il 23 Marzo 2017 ore 18:22
“ sono felice che nessuno mi abbia riservato una risposta. „ ...qual'era la domanda,Filtro? |
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inviato il 23 Marzo 2017 ore 18:25
avevo cercato di rispondere ad elraw su un concetto su cui non concordavo,mi faceva piacere ricevere una risposta. poi ovviamente sul concetto privacy,vabbè,credo che il male di oggi si chiami "ipocrisia" e anche su questo fronte non si scappa...si predica bene,ma poi,alla fine,della privacy a nessuno frega proprio niente,se non quando fa comodo,altrimenti non staremmo sempre su internet monitorati come animali da allevamento,per dirne una eh. |
user104642
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inviato il 23 Marzo 2017 ore 18:27
“ credo che il male di oggi si chiami "ipocrisia" „ in questo tuo passaggio è racchiuso il succo della discussione |
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